Che cosa ci aspetta?

Pubblicato il Set 24 2018 - 3:15pm by Allegra Giuffredi

Paolini Garcia

Oggi è domenica 23 settembre 2018 e questa mattina ho partecipato alla “Race for the cure”, vale a dire alla corsa e soprattutto camminata sportiva non agonistica che si tiene ormai ogni anno, ma in date diverse a Roma, Brescia, Bari e Bologna.

Con me c’era anche l’Amato Bene con un berretto degli Arizona Diamondbacks ed anch’io avevo un berrettino sportivo, di color fuxia con lo stemma dei Toronto Blue Jays: ricordi di viaggio ed un modo per portare il baseball tra le fila di questa manifestazione, organizzata dalla Fondazione Susan G. Komen e che ha lo scopo di sensibilizzare sulla cura e soprattutto sulla prevenzione del cancro al seno.

Camminando, camminando in una bellissima giornata di sole, insolitamente ancora molto calda per settembre, si passeggia per le vie bolognesi, scegliendo tra un percorso di tre ed un altro di cinque chilometri. Noi abbiamo scelto il più lungo, si fa per dire e alla fine in tre ore tra l’attesa della partenza, i primi metri un po’ claustrofobici e il resto della camminata, ce la siamo cavata in tre ore.

Ed in tre ore si parla di tante cose e tra le tante naturalmente anche di baseball. Negli Usa siamo ormai vicini alla composizione del tabellone dei Play Off.

Nell’American League i giochi sono quasi fatti: si tratta solo di stabilire chi giocherà in casa lo spareggio Wild card fra gli Yankees e gli Oackland Athletics. Più incerta la situazione nella National League: se nella East Division è matematico il primo posto di Atlanta, non altrettanto si può dire nella Central e nella West, dove ai primi posti regna ancora un grande equilibrio con diverse squadre in ballo.

Il primo posto nella Central è in ballo tra i Cubs, i Brewers e i Cardinals, mentre nella West è ancora un testa a testa fra i Dodgers ed i Rockies, di conseguenza anche lo spareggio Wild Card è incerto. E da noi? Beh, la stagione si è conclusa da poco e la vittoria della Effe ancora ed ovviamente mi fa felice, ma qualche riflessione bisogna pur cominciare a farla.

Il Campionato appena concluso a me è parso veloce come un soffio, un battito di ciglia o una schioppettata: si è giocato poco, appena due partite a settimana intervallate da impegni internazionali, che se non ci fossero stati avrebbero reso la Stagione ancora più corta e con solo due arbitri, almeno nella Regular Season.

Ottima l’idea di cominciare la Stagione con la Coppa Italia e questo va detto, perché così si è ridato vigore ed importanza a questo torneo, ma l’anno prossimo che si vuol fare?

Cominceremo a reclutare squadre volenterose, ma senza mezzi, ossia senza soldi o con delle finanze limitate alla sola Regular Season? A me piacerebbe tanto e l’ho scritto spesso, ampliare il movimento, ridando vita a Squadre e Società storiche, come per esempio il Grosseto, ma la vedo dura … Se in A1 arriva o resta lo sparring partner che mira solo alla manifesta, il baseball italiano non migliora e rischia di involversi.

Quindi, anche se a malincuore: cosa ne pensate di un Campionato di A1 più ridotto, ma con squadre che investono e se la giocano fino alla fine valorizzando i propri campioni, sia auto prodotti nel vivaio, che esteri? E che ne dite di tornare alle tre partite settimanali?

Insomma, cammin facendo queste sono le considerazioni che ho fatto e condiviso con l’Amato Bene e che adesso condivido con voi: lo so che sono general generiche, ma una base bisognerà pur darsela e proporla.

Aspettiamo gli eventi e per ora: Go Race!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Armando Paggetti 24 settembre 2018 at 16:36 -

    Un campionato da 4/5 squadre con qualche italiano ma soprattutto con spalti deserti, non mi sembra una bella idea, comunque se lo vogliono fare perché non lo fanno?

  2. markino 24 settembre 2018 at 20:26 -

    in uno sport agonizzante come lo è il baseball continuo a non capire perchè non si fa una programmazione strutturata d’introduzione al baseball nelle scuole elementari e/o parrocchie e/o centri estivi e rendere questa programmazione “obbligatoria” con premi economici alle società più virtuose in modo da implementare in tot anni il bacino d’utenza e quindi visibilità.
    Quanti “over 20” quest’anno hanno assistito alla loro prima partita di baseball? Quanti sono tornati per una seconda?.
    Quante società hanno fatto promozione con offerte sui biglietti o abbinando uno sconto alla consumazione dentro lo stadio avendo acquistato il biglietto?
    Ai tesserati fibs viene fatto uno sconto sui biglietti?
    E’ possibile pensare a una diversa strutturazione dei calendari delle serie minori per permettere agli atleti di queste di presenziare alle partite di serie A?
    E’ possibile organizzare un match della serie C al Falchi, per esempio,prima di un match di serie A e fideizzare i tifosi e gli atleti di quelle due squadre minori?
    E’ possibile pensare a borse di studio per i giocatori universitari di Serie A o allargare le possibilità per esperienze di studio/sport all’estero?.
    Poi si può pensare a come strutturare la Serie A, quanti stranieri,quante partite…e sopratutto quante squadre sopravviveranno.