Maurizio “Maresciallo” Imperiali ci illustra il mondo dei Classificatori

Pubblicato il mar 1 2015 - 9:11pm by Roberto Minnocci

Maurizio Imperiali, meglio conosciuto come il “Maresciallo”, è uno dei tanti personaggi in cui ti puoi imbattere frequentando l’ambiente del baseball nettunese. Preparatissimo sulle problematiche delle categorie giovanili, che lo vedono sempre in prima linea da tantissimi anni. Ha collaborato attivamente con alcune società locali, e ha svolto un enorme lavoro di diffusione e propaganda nelle scuole, dove sostiene tuttora dei corsi didattici associati al nostro sport preferito. Nei ritagli di tempo si diletta ad insegnare il “gioco” ai bambini del Minibaseball, mettendo al servizio di tecnici e ragazzi tutto il suo bagaglio di esperienza, maturata in decenni di lavoro coi giovani. Ma la sua attività preferita è compilare score, in cui è un maestro, ricoprendo una carica importante nell’organizzazione dei classificatori del CNC. E attraverso le sue conoscenze andiamo ad esplorare questo settore fondamentale per il Baseball!

Iniziamo questo viaggio nel mondo dei Classificatori. Parlaci dell’organizzazione di questa struttura!

  • Allora, iniziamo col dire che esiste un Comitato Nazionale Classificatori (CNC), organizzato con una classica struttura piramidale al cui vertice c’è il presidente Anna Maria Paini, e a cascata tutti gli altri ruoli, tra cui alcuni membri della commissione tecnica, i quali ogni anno vagliano le novità tecniche provenienti dagli Stati Uniti in tema di regole per classificare una partita di baseball. Abbiamo un centro di raccolta dati a Parma, presso il Centro Federale Quadrifoglio, dove confluiscono i ruolini delle gare per essere catalogati; naturalmente c’è una ramificazione regionale che gestisce nel dettaglio le partite svolte nei propri territori di competenza e che fa riferimento al server centrale. Senza scendere troppo nei dettagli, vi dico che il CNC gestisce le designazioni per le gare nazionali e regionali, e ci sono classificatori di vario livello destinati alle diverse categorie di campionati; inoltre ogni società ha l’obbligo di avere un proprio classificatore di squadra, che in caso di necessità possa coprire eventuali defezioni. Ad esempio, io ricopro il ruolo di Classificatore Nazionale di A1 e posso essere impiegato in ogni zona d’Italia in incontri di massimo livello. Però, a causa della crisi economica che subisce il nostro sport, si tende a lavorare sempre in ambito locale o regionale, e questo è controproducente, perché non si hanno mai confronti con le altre realtà, e a volte nascono equivoci e incomprensioni che impediscono un sereno sviluppo della nostra associazione. Il mio referente regionale, Aldo Osvaldo Faraone, presiede l’attività nel nostro territorio, ed è una vera e propria enciclopedia vivente dello score, anche in campo nazionale; nel suo ruolo ha facoltà di gestire incarichi e designazioni. Questa, a grosse linee, è la nostra struttura.”

Ogni anno vi incontrate in una Scorer Convention nazionale. Spiegaci come si svolge!

  • La Convention è un momento di aggregazione e di confronto, in cui si cerca di uniformare l’unità di giudizio. Noi siamo dei notai che gestiscono l’azione come avviene sul campo, registrandola in base al regolamento, ma questo a volte provoca delle discussioni tecniche; allora, in occasione di queste riunioni, si ha la possibilità di travasare le nostre esperienze e di indirizzarle verso una linea comune, per avere una visione univoca nell’interpretazione corretta delle situazioni di gioco. Ripeto, è un bel momento di dibattito sulle regole ma anche una occasione per rinsaldare i rapporti tra noi addetti ai lavori.”

Esistono dei corsi per Classificatori?

  • Si, è la nostra organizzazione che li promuove autonomamente, più che altro a livello territoriale. Sono delle lezioni atte a preparare nuovi iscritti, che seguiranno gradualmente un percorso formativo affiancati dai veterani; poi attraverso vari step si possono raggiungere le categorie superiori che abilitano a classificare fino in IBL, per questo c’è una commissione che valuta i curriculum e i ruolini e decide le promozioni. Per esempio, in questo periodo sto tenendo un corso non ufficiale presso la struttura Academy, con dei genitori che hanno la curiosità di capire come si classifica una gara, ma se al termine ci fosse qualcuno che voglia rendere effettivo il proprio ruolo, basterebbe registrare i suoi risultati per avere un classificatore in più.”

Come hai iniziato ad interessarti a questo attività?

  • Ho cominciato come tanti. Da genitore! Che seguendo i figli è rimasto coinvolto nelle esigenze delle piccole società sportive, dapprima con degli appunti fino a compilare dei veri score. Inoltre, poi, con l’evoluzione tecnologica ho iniziato ad introdurre dei programmi elettronici, e adesso abbiamo dei software ad alta specializzazione che elaborano l’enorme mole di informazioni che ricevono. Oggi ho l’incarico di gestire il centro di raccolta dei ruolini della serie B, revisionarli e inserirli nel data entry per renderli disponibili in rete. Chiaramente ci vuole un po’ di tempo, non siamo dei professionisti ma lavoriamo come semplici volontari appassionati.”

Conosciamo meglio Maurizio Imperiali. Tu e il baseball!

  • Io negli anni settanta ero un bambino che giocava a baseball, come tutti a Nettuno; poi crescendo mi sono allontanato dall’ambiente perché ho intrapreso la carriera militare, ma mi sono riavvicinato quando i miei figli, seguendo il richiamo del loro DNA nettunese, hanno iniziato il proprio percorso sportivo; sono diventato attivamente un dirigente societario del San Giacomo, vivendo un periodo ricco di soddisfazioni e successi durato circa quindici anni, dedicandomi contemporaneamente all’attività di classificazione e all’insegnamento del baseball nelle scuole, fino a giungere ai giorni nostri.”

Allora, parliamo del tuo percorso di insegnamento nelle scuole!

  • Sono più di venti anni che provo a coinvolgere alla nostra causa i bambini di Nettuno, e senza falsa modestia credo di esserci riuscito più che bene; ho avuto la soddisfazione di lavorare con ragazzi di successo come gli Imperiali (i miei figli Francesco e Renato), Enzo Sanna, Paolino Ambrosino, Mauro Salciccia e tanti altri. Nelle scuole ho lavorato in collaborazione con dei plessi della nostra zona, dove abbiamo proposto un progetto didattico incentrato sul baseball, da svolgere sul campo messo a disposizione dalla Polisportiva San Giacomo. Oltre a questo, insegno il batti e corri in Academy, sempre e solo per il piacere di farlo, non faccio scouting per non entrare in conflitto con la carica che ricopro nel CNC. Infatti, ci tengo a precisare di non aver mai fatto reclutamento per conto delle società sportive, ma cerco soltanto di trasmettere ai bambini la mia passione per questo gioco, e per questo devo ringraziare i presidenti Della Millia e Piero Sanna in passato, e De Franceschi e Mazzanti adesso per avermi aiutato a realizzare queste iniziative che mi danno grande forza e mi rendono vivo.”

Qual è il rapporto con il baseball in casa Imperiali?

  • Beh, è sempre stato un tema molto presente, tanto da dire che in casa mia si mangia pane e baseball; mia moglie che col passare degli anni si è appassionata moltissimo, e i miei figli che sono cresciuti sui diamanti, e che ora seguiamo dividendoci tra Nettuno e San Marino. Il rapporto con Francesco e Renato è quasi da amico, e devo dire che adesso non parliamo mai di baseball, perché loro ragionano da giocatori, mentre io ho una visione molto più personale, e allora per evitare discussioni non affrontiamo l’argomento. Comunque c’è molto da condividere.”

Che ne pensi della situazione attuale del Baseball?

  • Parlo di Nettuno, e penso che ci sia un grande movimento che dal basso spinge verso l’alto, come un magma che cerca di esplodere, liberando la sua potenza eruttiva; vorrei che ci fossero più realtà pronte a lavorare con maggiore efficacia in strutture idonee; mi auguro che i gestori delle società riescano a vedere la forza che si sta creando, e non lascino sprecare tutta questa energia. Sarebbe un peccato per tutti.”

Dispiaceri e soddisfazioni particolari?

  • I dispiaceri sono quelli che dicevo prima, e cioè, non veder valorizzate adeguatamente tutte le potenzialità che esprime la mia città sull’argomento baseball; le soddisfazioni sono legate alla mia attività di classificatore e alle e-mail di complimenti che ogni tanto ricevo; sono risultati che mi gratificano molto.”

Maurizio, ti vedi più come Classificatore, Scout o Appassionato?

  • La mia malattia ha radici molto lontane ed è causata dal Baseball. Curarla facendo l’allenatore, il classificatore o altro è ininfluente; non c’è passato o futuro che tenga, esiste solo il baseball, e l’unica cosa che lo tiene in vita è la passione. Quindi sono soltanto un grande appassionato!”

Maurizio Imperiali, un altro appassionato che tiene alta la bandiera del baseball. Con impegno e grandi sacrifici, ma con il piacere di vedere sui campi tanti ragazzi contagiati dalla sua “malattia”. Con fatica e responsabilità, ma con la gioia di chi crede nel proprio lavoro. Basta una penna, uno score e una tastiera. Basta che sia baseball. Non è così Maresciallo?!?!

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Alessandro 2 marzo 2015 at 06:25 -

    Sei il numero uno. …grande Maresciallo! !!!!!!!!

  2. franco ludovisi 2 marzo 2015 at 12:27 -

    La tua risposta all’ultima domanda è la stessa che avrei dato io se mi avessero intervistato: baseball per passione, giocando, allenando, classificando, costruendo campi, tutto insomma pur di esserci dentro e possibilmente con utilità.