Tributo ai 20 anni di carriera per il più grande interbase della storia della franchigia della “Grande Mela” con il Derek Jeter Day

Pubblicato il set 8 2014 - 1:22pm by Simone Bacio
7 settembre 2014, come ogni fine settimana migliaia di tifosi degli Yankees si recheranno nel Bronx per tifare i loro beniamini. La partita è in programma alle 13.05: una buona scusa per andare allo stadio con tutta la famiglia e passare insieme il pranzo e il pomeriggio della domenica guardando la partita di baseball.
E’ un giorno speciale per gli Yankees e molto probabilmente per tutto il mondo del baseball. E poco importa se la partita inizierà con 10 o 30 minuti di ritardo. Il 7 settembre lo Yankee Stadium si veste a festa per salutare il Capitano.
20 anni di carriera iniziati nel 1995 con qualche presenza. La prima stagione completa è stata quella del 1996. E anche se ci fu un po’ di scetticismo per uno shortstop di neanche 22 anni, in quell’anno fu il “Rookie of the year”; ha preso il suo posto all’interbase e nessuno, fino ad oggi, ha mai pensato di prenderselo.
Parlare della sua carriera significa toccare una vera icona del mondo del baseball. Dopo essere stato il miglior esordiente nella sua bacheca può vantare: 5 World Series di cui 3 consecutive, 14 All Star Game, 5 Gold Glove, 5 Silver Slugger. È stato nominato MVP nelle World Series del 2000.
Per non parlare dei suoi record personali con gli Yankees: il giocatore con più presenze, il maggior numero di apparizioni in battuta e il maggior numero di turni validi alla battuta; In tutta la storia degli Yankees ha battuto più valide di tutti, più singoli e più doppi; ha rubato più basi. Niente male togliere alcuni di questi record a giocatori che si chiamavano Lou Gehrig o Babe Ruth.
E pensare che a 4 anni rispose candidamente che da grande avrebbe giocato shortstop per gli Yankees. Non credo che allora sapesse già che sarebbe stato una parte della storia della squadra in Pinstripes.
Indossa il numero 2, numero che gli fu dato (no, non fu lui a chiederlo) nel ’95. Numero che probabilmente sarà ritirato. Ed è, oramai era, l’ultimo numero con una cifra singola disponibile negli Yankees. Ora andrà sopra le tribune a ricordare i grandi giocatori, insieme al 3 di Babe Ruth, al 4 di Lou Gehrig e al 5 di Joe Di Maggio, solo per citare i più celebri.
Campione in campo e fuori dal campo. Dal comportamento così esemplare che, in 20 anni di carriera, è stato ripreso solo una volta quando è tornato alle 3 del mattino dopo una festa di compleanno… E sappiamo quanto siano rigide le regole di comportamento che i giocatori degli Yankees devono seguire.
Gli apprezzamenti sono arrivati da ogni parte, da ogni squadra. Il suo sponsor tecnico ha addirittura realizzato un filmato dove tutta la città New York, del recente passato e del presente lo ringrazia; nel filmato stesso anche gli acerrimi nemici dei Boston Red Sox gli pagano tributo. Persino dallo spazio hanno voluto dare un saluto e un ringraziamento al Capitano.
Alla sua festa hanno partecipato diversi campioni del passato tra cui: Dave Winfield, il suo eroe da bambino, Cal Ripken Jr. che gli ha insegnato i trucchi del mestiere, e Michael Jordan, anche per testimoniare la sua influenza nell’intero mondo dello sport americano.
E con il suo breve discorso ha voluto ringraziare proprio tutti per la grandiosa carriera, dedicando le sue ultime parole ai tifosi, senza i quali non avrebbe potuto fare quello che lui stesso ha definito il lavoro più bello al mondo.
E per ricordare che la sua carriera non è ancora finita, sapendo che si stava facendo tardi ha concluso il dicendo: “Andiamo, abbiamo una partita da giocare”.
Grazie per questi 20 anni, Capitano.
Grazie Derek Jeter

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Simone Bacio

Milanese, nonostante la carta di identità reciti 1974 come anno di nascita sono ancora un giocatore di baseball, da più di 30 anni. Ancora mi diverto a battere la palla e difendere il sacchetto di Prima Base. Appassionato di sport sono un tifoso interista (poche grandi gioie e interminabili sofferenze). Amo la musica in generale con una preferenza per il rock e la grande passione per gli U2. Seguo da molto vicino la tecnologia e adoro perdermi nel mondo di Hyrule, giocando alla serie “La Leggenda di Zelda" Seguo da vicino il baseball americano grazie al tifo sfegatato per i Los Angeles Dodgers e alle 4 leghe di Fanta-baseball che ogni giorno (meglio dire notte) seguo.