Lo scrittore Giovanni Tommasini recensisce per noi i più grandi film sul baseball. Il primo della serie è “42″

Pubblicato il ago 8 2014 - 8:58am by Giovanni Tommasini

Anno 2013 – Stati Uniti – 128 minuti – biografico, sportivo, storico – regista Brian Helgeland.

Film sulla storia del primo afroamericano a esordire nel baseball statunitense  sino ad allora esclusiva dei bianchi, Jackie Robinson.

Con un irriconoscibile Harrison Ford, nei panni del manager dei Brooklin Dodgers, Branch Rickey  responsabile della storica scelta di ingaggiare un atleta di colore, 42 è un film che entusiasma pur evitando di far virare la storia su toni drammatici, cosa che ne fa un’opera intellettualmente molto onesta. Viene trattato il tema dell’integrazione razziale con una delicatezza e classe mai vista in opere inerenti l’abbattimento dell’apartheid.

Helgeland, vincitore di un premio Oscar come sceneggiatore per L.A.Confidential, ci racconta la storia vera di un’icona dello sport americano: Jakie Robinson, primo “nero” a giocare nella Major League decretando la fine della vergognosa Negro League. Sarà inserito nella Hall of Fame nel 1962.

Questa vicenda, che farà passare alla storia Jackie Robinson molto di più che i suoi grandi meriti sportivi e grandi medie vita, non cade mai in facili sentimentalismi raffigurando come la scelta del manager dei Brooklin Dodger (Harrison Ford-Branch Rickey) sia stata per larga misura dettata da puri calcoli affaristici legati al valore dell’atleta e alla visibilità che questa scelta avrebbe dato, una vera e propria operazione per elevare il valore sportivo della squadra aprendo ai più grandi campioni di ogni tempo che diversamente sarebbero rimasti ghettizzati nella vergognosa Negro League succitata.

Con l’esordio in major Branch Rickie, general manager dei Dodger, comunque non si sottrae a rispondere puntualmente a ogni insulto e provocazione del pubblico e avversari, e questo atteggiamento maturato in relazione al procedere della carriera del suo giocatore è il momento migliore del film anche se tutto è sempre molto onestamente descritto riuscendo questa opera a distinguersi tra i moltissimi film già dedicati a questo tema.

In squadra Jackie Robinson non è accettato da tutti e provoca una dura discussione all’interno dello spogliatoio e sarà lo stesso Branch a mediare con un atteggiamento molto realistico “è soltanto un atleta di colore nel baseball sinora solo bianco”.

Molto educativo l’atteggiamento di Robinson nei confronti delle provocazioni e insulti che dall’esordio in poi gli arriveranno dal pubblico e avversari (15 aprile 1947). Sceglierà di tenere, un basso profilo, mantenendo sempre la calma e mostrando indifferenza e freddezza. Che riuscirà sempre a dimostrare almeno in pubblico,  anche di fronte alle minacce di morte.

Un film che pur trattando uno dei temi più drammatici della storia dei diritti civili mantiene un tono molto onesto e originale che ne rende piacevole la visione, con una fotografia che fa vivere pienamente il momento storico raffigurato (fotografia di Don Burgess, “Forrest Gump”).

Da proporre soprattutto nelle scuole.

Il film è stato distribuito nella primavera del 2013 in tutti i cinema statunitensi, in Italia solo scaricabile in HD su iTunes. La Fibs (federazione italiana baseball e softball) lo ha proposto nei cinema di molti capoluoghi italiani agli studenti e professori delle scuole medie e medie superiori.

“Non sono interessato alla vostra simpatia o antipatia….tutto quello che chiedo è che mi rispettiate come essere umano”

Jackie Robinson

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Redsox 8 agosto 2014 at 11:04 -

    In Italia il film è disponibile anche in DVD dallo scorso ottobre.
    Su Amazon it costa meno di 7€.

  2. Nik 9 agosto 2014 at 14:56 -

    Disponibile in digitale anche su Google Play Store