La Fortitudo demolisce Amsterdam con un fantastico Raul Rivero, uscito con la standing ovation del Falchi, e un lineup magistrale da 14 valide. 8-0 il finale

Pubblicato il Giu 8 2019 - 11:54pm by Maurizio Roveri

E’ la notte dei Giganti. E’ una notte gonfia di intense e belle emozioni. La notte d’una Fortitudo imperiosa, perfetta, micidiale. Che schianta l’Amsterdam e non lascia agli olandesi neppure le briciole (8-0). Li annichilisce. Non li fa mai, e poi mai, entrare in partita. Un dominio bolognese in un Falchi gonfio di pubblico (2500 spettatori), di calore, di fierezza. Questa Fortitudo Baseball che torna sul tetto d’Europa per la sesta volta (con il diciottesimo titolo negli ultimi diciassette anni, fra scudetti, Coppe Campioni e Coppe Italia) e’ un patrimonio del baseball italiano. E’ un patrimonio dello sport bolognese.
La notte dei Giganti. A cominciare da un Raul Rivero “mostruoso”: 120 lanci, 7.2 riprese lanciate, 14 strikeout, 1 base su ball, 4 valide concesse, zero punti. Spettacoloso.
La notte dei Giganti. Gli uomini che hanno demolito quattro lanciatori olandesi aggredendoli fin dall’avvio e colpendoli duro, fino a produrre 14 battute valide. Con 2 tripli (Polonius e Ferrini) e 5 doppi (Marval 2, Fuzzi, Leonora, Vaglio).
Fortitudo semplicemente implacabile. Un po’ di “numeri” dal box di battuta: Nick Nosti 1 su 5, Leo Ferrini 2 su 5, John Polonius 2 su 5 e 2 rbi, Osman Marval 2 doppi su 4 turni e 1 rbi, Ericson Leonora 2 su 4, Alessandro Vaglio 2 su 4 e 1 rbi, Alex Russo 1 su 5, Alessandro Grimaudo 0 su 3 e 1 rbi, il bravissimo Francesco Fuzzi 2 su 4 e 2 rbi.
LA RIVINCITA IMPERIOSA – Si rinnova nella finalissima il duello sul monte di lancio fra Raul Rivero e Kevin Heijstek. Stessi lanciatori partenti della gara d’apertura- martedì scorso – nella pool di qualificazione. Quella partita era stata vinta dall’Amsterdam 2-1. Rivero aveva subìto due fuoricampo da 1 punto.
Un altro personaggio speciale a lanciare la simbolica prima pallina dell’Evento, Martina Grimaldi, la grande nuotatrice bolognese che e’ stata Campionessa mondiale nel 2010 sulla distanza dei 10 chilometri, campionessa mondiale nella 25 km. a Barcellona nel 2013, campionessa europea a Berlino 2014 e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra 2012.
Il primo squillo della serata e’ di Osman Marval in apertura del secondo attacco di Bologna. Legnata secca, precisa, la pallina finisce nell angolino costringendo l’esterno destro ad i seguirla. E’ un doppio. Leonora spinge Marval in terza. Alessandro Vaglio legge bene la “curva” di Heijstek e infila perfettamente nello spazio fra seconda base e shortstop. È il singolo che porta Marval a segnare il punto dell’1-0 per la Fortitudo Bologna. BIG INNING- La squadra di Lele Frignani e aggressiva, ruba il tempo ai lanci poco veloci di Heijstek. Bologna riempie le basi (singolo di Russo, base su ball per Grimaudo). Il terza base preparandosi a difendere su un bunt gioca abbastanza avanti, Francesco Fuzzi lo sorprende con una diabolica rasoiata, la pallina velocissima passa facendo la barba al cuscino di terza e si perde nel territorio dell’esterno sinistro. Grande doppio, da 3 rbi. Arrivano a punto Vaglio, Russo e Grimaudo. E Bologna sale sul 4-0. Con 4 battute valide, fra le quali due doppi. Il popolo del Falchi (circa 2500 spettatori) s’infiamma.
L’Omone, così a Bologna chiamano Raul Rivero, parte forte. Tira con tutta la sua potenza, la sua fastball e’ un razzo che mette a sedere 4 battitori su 7 affrontati.
SCENDE HEIJSTEK– Dopo 7 battute valide della Fortitudo UnipolSai in poco più di 3 inning, il manager dell’Amsterdam dice che “basta così” e va a riprendersi il suo pitcher partente. Ne ha avuto abbastanza… Le curve di Heijstek stavolta si sono rivelate inefficaci, i battitori del team bolognese gli hanno preso le misure fin da subito. Confezionando su di lui 7 valide e 6 punti!
Nuovo lanciatore dei Pirati d’Olanda è Tom Stuifbergen.
TRIPLO DI POLONIUS – Al pitcher olandese appena salito sulla collinetta da’ il benvenuto John Polonius, che gli stampa una bastonata da 3 basi e soprattutto da 2 punti (Nosti e Ferrini). Bologna balza sul 6-0.
RIVERO 8 K IN 4 INNING – L’Omone non cala d’intensuta, spinge forte, il braccione di Raul lancia sassate e agli occhi degli olandesi la palla arriva così veloce da apparire piccina piccina. Non l’acchiappano mai. Il pitcher venezuelano folgora gli avversari come fosse la cosa più naturale del mondo e “poncha” otto olandesi in 4 inning. Rimediando anche ad un errore di Polonius che poteva creare pericoli.
Il quinto attacco dell’UnipolSai si apre su un doppio di Ericson Leonora. Un balk – azione illegale del lanciatore che viene sanzionata con l’avanzamento sulle basi – porta Leonora a raggiungere la terza base. La volata di sacrificio di Alessandro Grimaudo porta l’antillano compagno di squadra a firmare il punto del 7 a 0. Il gruppo di Frignani fa sempre qualcosa di positivo e, un punticino per volta, arriva ad assicurarsi un buon vantaggio. Inoltre, la Fortitudo non concede niente agli olandesi. Al fianco di un maestoso Rivero c’è una difesa solidissima. Che respinge i tentativi di Amsterdam, anche con giocate che profumano di magia come una difficile e spettacolare presa in tuffo dell’esterno centro Leonora che toglie una valida a Roelie Henrique, ma anche il buon lavoro di Fuzzi a protezione dell’angolo caldo.
…E TREDICI ! – Un passaggio gratis a Schoop e un singolo concesso a Denzel Richardson al sesto inning potrebbero far pensare che Raul Rivero sia già a corto di carburante. Ma va la’, si dice a Bologna. Macché! L’Omone ora tira un pochino meno forte, però lavora con buoni lanci sui fili (efficaci slider e split) alternando le location. E trovando ancora con naturalezza la zona dello strike. E i suoi K salgono a 11. E poi… a 13 sul settimo attacco dei “piratini” olandesi. Impressionante Rivero! Un Gigante.
SETTE EXTRABASE– Ma impressionante e’ anche l’attacco di Bologna. Aggressivo, sempre lodevolmente attivo e concreto. Colpisce duro, mettendo forte pressione sulla difesa olandese. Il manager dell’Amsterdam cerca di proteggersi cambiando lanciatori su lanciatori, ma la grandinata continua. Le mazze di Bologna sono tempestose. Non le fermi, non le fermi. Quattordici battute valide dopo 8 inning, addirittura con 7 extrabase. Una maestosa espressione di solidità, di forza, di personalità, di ottimo baseball.
RIVERO ESCE FRA GLI APPLAUSI– Praticamente una standing ovation saluta l’Omone quando, dopo avere confezionato il quattordicesimo K della sua enorme partita, manager Frignani lo ringrazia e e se lo porta nel dogout. I 120 lanci raggiunti evidentemente erano stati programmati come limite. Sale sul monte la “ certezza” Alex Bassani. E lo strikeout dell’imolese Alex su Finnegan fa esplodere di passione, applausi, canti, cori i 2500 che sugli spalti del “Falchi” hanno vissuto una serata magica assieme ai loro Campioni.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

4 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 9 giugno 2019 at 00:26 -

    Grazie a tutto il Team per questa storica e bellissima vittoria della sesta Coppa Campioni.Attenti a quei due,Raul Rivero e Stephen Perasklis…

  2. Corrado 9 giugno 2019 at 18:05 -

    Credo che sia stato un bel dilemma eleggere il miglior lanciatore del torneo..Dopo la partita di Perasklis, mi sembrava impossibile poter fare meglio..poi ieri ha lanciato Rivero.
    Da un mio personalissimo punto di vista, stante la tensione della partita, la quantità, oltre che la qualità dei lanci eseguiti, credo che l’Omone meritasse il riconoscimento.
    La sua infinita capacità di risorgere dalle ceneri ed inventarsi partite fantastiche non ha eguali. Quando è uscito dal campo, tutto il pubblico all’unisono si è alzato in piedi ad applaudire; probabilmente penso che anche all’arbitro ed agli avversari sia venuto lo stesso impulso, anche se ovviamente hanno resistito.
    Resto più perplesso sulla scelta di Marval come miglior giocatore del torneo: che sia il miglior giocatore del torneo è probabile, ma che lo abbia dimostrato questa settimana ho dei dubbi; ha sicuramente giocato bene, ma dal mio punto di vista altri giocatori nei momenti chiave sono stati più decisivi di lui.

  3. Daitarn 9 giugno 2019 at 22:05 -

    Si’,non deve esser stato facile stabilire il migliore tra l’Omone e il Divino(cosi’ come e’ stato appellato dal Maestro Roveri),per il resto penso che il premio a Bulldozer Marval sia meritato,perche’ lui,quando il gioco diventa duro entra in campo.Lui e’ il Leader nella Effe.

  4. Maurizio Roveri 12 giugno 2019 at 01:44 -

    Volete sapere qual è il mio MVP personale? Un ragazzo italiano, che non ha il talento naturale di un Marval, di un Rivero, di un Peraklis, di un Vaglio nè di Polonious o Leonora. Un giocatgorte che viene dalla provincia, dalla piccola Godo, e che con tanta applicazione, con la forza dell’umiltà e del sacrificio, è riuscito anno dopo anno a migliorare. E a rendersi utile, prezioso. Perchè si può essere preziosi anche senza essere “personaggi”. Mi riferisco a Francesco Fuzzi. Uomo-spogliatoio. Immagine di semplicità, uniltà, forza di volontà. Sempre disponibile ad accettare quel che gli viene chiesto di fare. In una squadra di campioni ci vogliono anche giocatori così. Se Osman Marval è stato lo slugger, Francesco Fuzzi con la sua semplicità e la sua totale concentrazione ha fatto registrare la media-battuta più alta nel cammino della Fortitudo in questa Champios Cup.