Intervista con Umberto Pineschi, presidente dei Dolphins Anzio.

Pubblicato il Nov 15 2021 - 8:02pm by Massimo Di Cesare
Una presenza costante nel panorama italiano del baseball e softball, un gruppo di amici ed appassionati che hanno costruito il loro Field of Dream e non solo, stiamo parlando dei Dolphins Anzio, la società neroniana tra passato e futuro, con  progetti concreti per avvicinare ragazzi e ragazze ai nostri sport.
Abbiamo il piacere di aver raccolto le parole del Presidente Umberto Pineschi, che insieme al lavoro costante di  collaboratori, tecnici e dirigenti negli ultimi anni hanno costruito qualcosa di veramente importante.
Presidente, come è nata l’idea di una società di baseball e, di fatto, il ritorno del settore giovanile ad Anzio?
“È un’idea che era sempre stata presente nei discorsi tra noi “ex” dell’Anzio Baseball, ma quello che ha reso tutto reale è stato organizzare gli eventi dello Stefano 7 a scopo benefico per ricordare il nostro amico Stefano Pineschi, organizzammo proprio delle gare di littleleague oltre a riportare in campo vecchie glorie, la cosa rese il progetto reale, quando un gruppo di amici, in un pomeriggio di chiacchere, ha deciso di intraprendere questo percorso per ridare ad Anzio un settore giovanile. Ammetto che non è stata una cosa semplice, ma con impegno ed abnegazione, grazie a tutti i 18 soci che oggi compongono la struttura societaria dei Dolphins abbiamo ottenuto i risultati che sono sotto gli occhi tutti. Vorrei anche aggiungere che non si tratta di un ritorno del settore giovanile, ma di una vera e propria nascita, non che non vi siano state delle giovanili in passato, ci sono state e anche con delle annate di qualità ma sono stati dei casi isolati relegati a dei periodi e personaggi che si sono impegnati in prima persona.
Il nostro è un progetto molto più organico dove i ragazzi rappresentano le fondamenta della nostra casa.”
Vi siete ritrovati a gestire lo Stadio Reatini che non era in buone condizioni, è opinione comune che da quando lo avete è diventato un gioiello. Come state affrontando questo impegno?
“Sin dal primo giorno in cui abbiamo ottenuto la struttura in concessione, ci siamo resi conto del suo potenziale e del fatto che era necessario investire subito delle risorse per renderlo un gioiello del centro Italia, e così abbiamo iniziato prima dal campo centrale che, a poco a poco, ha ripreso vita e poi, grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale che ci ha concesso l’autorizzazione per realizzare il campo dedicato alla Littleleague, all’impegno economico mio e del Tesoriere Simone Bosco, oltre all’impegno di chi materialmente ha realizzato il campo, Alessandro Guerra, Alessandro Ruberto Fallozzo, e tutti i soci che hanno messo a disposizione il loro tempo, oggi possiamo vantare un campo, che a detta di chi è stato nostro ospite, nazionale compresa, è uno dei migliori d’Italia.
Dopo il baseball è arrivato il softball e la necessità di un campo adeguato dove far giocare anche i più piccoli?
“Il “Campetto” come lo chiamiamo, ci sta dando delle belle soddisfazioni, queste ultime settimane abbiamo ricevuto grandi complimenti prima dalle nazionali italiane U12 e U14, che hanno svolto il lavoro da noi, con la promessa di tornare presto a trovarci e poi dalla Nazionale Tedesca U12, dai Campioni Italiani del Cervignano e dai London Archers che abbiamo affrontato durante il Torneo di Halloween dedicato ad Amelia Pennafina. Il softball è parte integrante del progetto speriamo di essere seguiti da altri sul territorio. Quindi il campo era una necessità, come per i ragazzi che devono giocare in un vero campo di Little League e non, come spesso avviene, relegati nell’angolo di un campo senior.”
Progetti futuri?
“Il progetto che oggi è evidente agli addetti ai lavori, è quello che ci vede impegnati a garantire una continuità alle attività giovanili portando sul campo bambini molto piccoli, parliamo di bambini dai 6 anni in su, che secondo noi è una attività più ludico sociale che prettamente sportiva. Un altro obbiettivo è quello di fare una squadra di serie C così da consentire ai ragazzi che sono in crescita una maggiore quantità di partite da giocare ed una prospettiva di crescita. Un progetto che ci vede protagonisti nel Lazio è quello del softball, che grazie all’impegno delle allenatrici Giusy Acquisto e Annalisa Bellomo  e degli allenatori Orlando Gagliardo e Andrea Scagnetti, sta diventando sempre più una realtà, tanto è vero che quest’anno ci sono tante nuove ragazze di età 9/13 anni e anche per la serie B la società cercherà di mettere in campo una squadra competitiva per la qualificazione ai PlayOff.
Vorrei aggiungere che, il nostro obbiettivo è quello di, nel nostro piccolo, contribuire alla rinascita del movimento Baseball, come sta accadendo al nord, e mettere a disposizione le nostre strutture ed i nostri allenatori ed istruttori al servizio di tutti ragazzi non solo per una crescita sportiva, ma soprattutto per una crescita sociale e mentale.
Vorrei ringraziare BaseballMania e CASABASE per averci dato la possibilità di farci conoscere.”
Foto Credit @DanieleCombiPhotography 

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. camillo palma 15 Novembre 2021 at 21:24 -

    Carissimo Umberto,
    non ho nulla da eccepire per quello che state facendo, anzi Vi apprezzo per ciò e perché state rivitalizzando e riportando all’attenzione del movimento il baseball Anzio, la squadra della quale ho fatto parte negli anni ’70 ai massimi livelli, e quindi provo solo amore e affetto per ciò e per la tua figura di dirigente da una vita nel baseball e di quando anch’io ero più che un adolescente.
    Però credo che oggi lo “SCENARIO DEL BASEBALL” debba essere rivisto alla stregua di questo contesto e momento storico difficile per il movimento tutto, e che lo sport baseball debba essere ripensato alla stregua di un “progetto complesso”, e quindi interpretarlo come un progetto interdisciplinare, intenderlo con obbiettivi di QUALITA’ nella gestione dei processi, e quindi caratterizzato da azioni di ri-pensamento, di ri-disegno e ri-animazione, e dove gli interlocutori siano IL TERRITORIO TUTTO, oltre i confini amministrativi e comunali, le istituzioni, la squadra ed i cittadini, richiedendo così un impegno plurimo ed una cultura più ampia, anche e soprattutto da parte degli amministratori pubblici, cittadini, tifosi e la squadra.
    E’ vero che Voi state ricominciando dalle giovanili, ma siete inseriti in un contesto territoriale più ampio, il quale ci porta a pensare che deve essere l’inizio di un nuovo modo di concertare e condividere le scelte fondate sulla partecipazione organizzata con le altre componenti di sistema, sia delle istituzioni, delle parti sociali, dei cittadini e della altre squadre del territorio a tutti i livelli.
    Credo che anche gli sport dilettantistici, e forse più che mai oggi, debbono applicare ai loro processi le logiche del marketing e gli strumenti del management, e speriamo che il futuro di questa stupenda disciplina per le città di Nettuno e di Anzio sia lo stimolo per un radicale cambiamento di mentalità, per una cultura dello sport necessariamente diversa, e che sia in grado di riportare le città ai fasti ed alle glorie del passato e dei tanti campioni che hanno dato lustro e gloria, alla nazionale Italiana ed all’intero Movimento, così come la storia ci insegna, e per la città di Anzio sono ancora oggi fiero di averne fatto parte di quel gruppo ai massimi livelli, e grazie anche all’impegno del dott. Umberto Pineschi, che spero sia il portatore dei principi sopra enunciati, e tenendo presente ed applicando al progetto Baseball l’aforisma di John Ruskin: “ la QUALITA’ non è mai frutto del caso, ma è sempre il risultato di una ricerca razionale ed intelligente”. arch.camillo palma

  2. Sergio Innocenti 16 Novembre 2021 at 19:21 -

    L’attività sportiva è essenziale nella costruzione della personalita, nel controllo delle pulsione, consente la socializzazione evitando l’ombrosita del carattere