Intervista con il seconda base che ritorna nella squadra della sua città:”Indossare questi colori mi rende orgoglioso”

Pubblicato il Feb 17 2018 - 2:26pm by Redazione Baseballmania

Mattia Bucchi ha il baseball nel sangue, la passione e l’amore che ha per la sua squadra e per il suo paese sono talmente grandi che quest’anno ha deciso di tornare a giocare per la sua squadra d’origine: il Godo. Nel campionato 2017 ha giocato con la Fiorentina piazzandosi a pari merito con il Castenaso in seconda posizioni, con una media battuta di 229, 18 valide tra cui 3 doppi, 11 punti battuti a casa, 15 punti segnati e una media di difesa di 949, un campionato positivo e pieno di nuove esperienze. E quest’anno cosa ci dobbiamo aspettare…

-dopo tanti anni di gioco sul diamante della Bosca, nel 2017 decidi di fare esperienza con un altro team, com’è stata questa avventura?

“E’ stata un’esperienza che ogni giocatore dovrebbe fare a mio avviso, sicuramente positiva e colgo l’occasione per ringraziare entrambe le società che l’hanno resa possibile. A Firenze ho trovato una squadra con molte capacità, ho rincontrato tanti giocatori che conoscevo e condividere le emozioni di un campionato con loro mi ha entusiasmato, ho potuto apprendere tanto dai miei compagni, il loro modo di valutare diversi momenti di gioco, e ritengo che questa esperienza mi abbia aiutato a crescere come giocatore. Tornare ad indossare i colori del mio paese mi rende orgoglioso, inoltre ritrovo tanti amici e tanti “vecchi” giocatori di Godo”.

– che effetto hai provato al momento del confronto con gli ex compagni ?

“Beh, devo dire che è stato bello, stimolante, nelle partite di andata ci hanno dato una bella batosta e non posso negare di essere rimasto comunque contento, anche se sconfitto, per tutti i ragazzi che in quelle partite hanno messo in campo tutta la loro abilità. Fortunatamente, quando siamo tornati a Godo siamo riusciti a pareggiare i conti, e devo dire che scendere in campo da avversario su quello che considero una seconda casa è stato particolare: tante emozioni, ricordi, e poi ti ritrovi a giocarci da avversario, ci tenevo a fare bene e sono riuscito ad avere un’ottima prestazione. In tutte e quattro le partite non sono mancate battute scherzose e frecciatine ogni volta che qualcuno raggiungeva il cuscino di seconda, ricordo che durante uno degli incontri mi tuffai per prendere una battuta di Evangelista ma non arrivai sulla palla, una volta raggiunta la seconda lui mi chiese se la battuta fosse stata troppo forte per me dicendo che la prossima volta avrebbe cercato di fare più piano per non farmi fare brutta figura”.

-campionato nuovo, torni a calpestare la terra rossa di casa, cosa puoi dare in più alla squadra?

“Metterò a disposizione di tutti la mia esperienza, mi piacerebbe che i più giovani imparassero cosa significa stare in un campo da baseball e fare parte di una squadra, metterci dedizione e impegno, accettare la fatica e i sacrifici, come togliere tempo a tante altre cose che si amano e soprattutto mi piacerebbe trasmettere la mia passione per questo sport. A livello tecnico sarò a disposizione del manager, ovunque deciderà di schierarmi io darò il massimo come sempre. Per quanto riquadra l’attacco, anche li farò quello che mi verrà chiesto, se il mio ruolo sarà quello di arrivare in base, arriverò in base, se mi verrà chiesto di portare punti a casa, porterò punti a casa, come sempre giocherò per la squadra”.

-domanda cattiva, torna anche Erik Gelli, non hai paura che il tuo ruolo di seconda base sia in bilico? se così fosse per te cambierebbe qualcosa? dove potresti giocare?

“Non ho nessuna paura, se Erik vorrà giocare in seconda base dovrà impegnarsi più di me e dimostrare di essere migliore e io sono uno che si impegna molto. Scherzi a parte, sono contentissimo che Erik abbia deciso di tornare, è un ottimo giocatore e soprattutto un grande amico, sono felice di giocare ancora con lui, e come già detto sarà il manager a decidere dove e se farmi giocare. Creare della sana competizione tra compagni di squadra non fa altro che spingerti a dare sempre il massimo, quest’ anno ci sono diversi giocatori che possono ricoprire più ruoli e questo non farà altro che spingere tutti ad allenarsi forte e al meglio per essere sempre pronti quando chiamati in causa”.

– c’è un moto o un qualcosa che vuoi dire ai compagni per renderli più grintosi?

“Quello che voglio dire è che noi siamo i primi a dover credere in noi stessi, come ho già detto a tutti i miei compagni, in questa squadra non ci sono fenomeni che possano far la differenza. Siamo una squadra, da tanti anni, e insieme sappiamo giocare a baseball, dobbiamo divertirci e ognuno deve fare quello che sa fare meglio, concentrarsi sul suo ruolo e sul suo compito specifico. Quando sei seduto in panchina e ti guardi attorno, devi avere fiducia nelle facce che vedi accanto a te, perché tutti siamo lì per lo stesso motivo, per uno scopo comune. Io sono convinto che le squadre che verranno a giocare a Godo avranno paura di affrontarci, perché si sa, il pubblico di Godo non ti risparmia, e in campo ci sarà una squadra di 20 giocatori pronti a “massacrare“ ogni avversario, ogni lanciatore, che sia italiano, domenicano o cubano. Qualcuno ha detto che con i fenomeni si vincono le partite, ma sono le squadre a vincere i campionati”.

Non ci sono dubbi la grinta, la passione e la voglia di arrivare in cima non manca e se aggiungiamo sinergia e squadra, si è a un buon punto di partenza.

Intervista di Flavia Zanchini