Il nostro opinionista Ezio Cardea ha incontrato Nino Micali e Antonio Consiglio, occasione per parlare della lega siciliana

Pubblicato il Set 23 2014 - 9:48pm by Ezio Cardea

Non conoscendo personalmente Nino Micali e Antonio Consiglio, ho approfittato della mia vacanza in Calabria per incontrarli.

Benché per loro io sia poco più che un illustre sconosciuto, li ho trovati subito disponibili e con un paio di telefonate ci siamo messi d’accordo per vederci,  sia pur velocemente,  a Messina.

E’ una bellissima e tersa giornata d’inizio settembre con un sole cocente ma piacevole sul ventilato ponte della traghetto dal quale ammiro il panorama dello Stretto. Sbarcato, trovo ad accogliermi Micali che, in attesa dell’arrivo di Consiglio,   mi fa fare un breve ed interessante giro della città portandomi, nonostante il traffico convulso, fino al Duomo famoso per  il campanile col grande orologio astronomico e  le statue di bronzo dorato che, al  rintocco di  mezzogiorno,   si animano muovendosi  grazie a un complicato sistema di contrappesi e leve.

Non era mio intendimento intervistarli, d’altra parte non sono un giornalista; desideravo conoscerli di persona e verificare quanto collimassero le loro idee con le mie sul futuro del baseball in Italia e in Sicilia in particolare.  Mi sembra giusto, tuttavia, raccontare qualcosa degli umori della gente del Sud e di  quanto bolle in pentola da quelle parti.

“Alt”, dice con fermezza Micali, persona particolarmente determinata nei modi e nei fatti:  “io non voglio e non posso più dedicarmi al baseball da quando, lo scorso ottobre, sono stato nominato Presidente  del Centro Universitario Sportivo di Messina. L’attività del CUS ha assunto una dimensione che non mi lascia spazio per altre cose … mi impegna tantissimo, però mi da enormi soddisfazioni.  Ciò non toglie”, prosegue Micali,  “che il mio occhio sia comunque puntato sul baseball. Intendiamoci bene: non più sul baseball federale, ma sulla nuova realtà messa in piedi, sia pure dietro mio forte incoraggiamento, dall’amico fraterno Antonio Consiglio che è la vera anima della Lega del Sole”.

Antonio Consiglio,  che ringrazio per la cortesia di essere venuto appositamente a Messina da Catania dove risiede, era nel frattempo arrivato  e nel sentire quelle parole si scherniva. Ma  Micali, mettendomi  un braccio sulla spalla  continuava a parlarmi del suo impegno assicurandomi  che se la Lega del Sole esiste e va avanti il merito è tutto del suo carissimo amico.

Consiglio, tuttavia, ha tenuto a precisare di non essere solo in questa avventura e che suoi collaboratori si adoperano con lo stesso suo impegno ed entusiasmo: “Credo molto nel lavoro di “Team”, e pertanto ritengo che i risultati ottenuti , e quelli che verranno saranno solo ed esclusivamente del lavoro del gruppo, dove, e questo vero è,  bisogna dare una “vision” e una “mission” chiare e ben definite, e dove consolidare un’autorevole “leadership”, organizzata e consapevole, che dovrà trovare sempre un più ampio consenso che “risalga” dal basso verso l’alto, dunque dalla base. Il merito del risultato fin oggi ottenuto con la Lega del Sole è frutto di un lavoro di Squadra e non esclusivamente del sottoscritto. Non posso assolutamente esimermi dal menzionarti altri nostri Colleghi/Amici che stanno dando un contributo preziosissimo, e, se pensi di scrivere di questo incontro,  vorrei che ne  citassi almeno qualcuno:  ad esempio Ignazio Accomando, Maurizio Imperio, Gaetano Caruso, Arcangelo Cibati, Salvatore Garofalo, Massimo Asero,  Federica Di Leo, Paola Vadalà, Michele Malluzzo, Piero Schepis, Riccardo Ania, Elisa Sanfilippo, etc. etc., credimi l’elenco sarebbe davvero lungo, e per non fare un torto a nessuno faremo un ringraziamento proprio a TUTTI gli aderenti al progetto, con particolare riguardo a quelli più giovani.  D’altra parte sono pienamente convinto della saggezza di una riflessione di  Henry Ford che mi piace ricordare e citare: “Trovarsi insieme è un inizio, restare insieme un progresso, lavorare insieme un successo”.

Più pacato  del prorompente Micali ma non  per questo meno determinato di lui, Consiglio dice che inizialmente l’idea era quella di avviare la stagione in autunno, in antitesi all’attività federale, anche a dimostrazione che al sud ed in particolare in Sicilia, si può giocare tutto l’anno. Tuttavia, in ossequio al principio appena richiamato di dare ascolto alla  “base”, questa intenzione è stata accantonata per non restare sordi di fronte alle istanze delle società ansiose di  iniziare subito il campionato, come è avvenuto. Tuttavia, anche i mesi inverali verranno certamente utilizzati  con attività alternative a quella dei campionati per sfruttare la grande opportunità offerta dal clima dell’isola di giocare tutto l’anno.

Mi fa piacere, dato che ho spesso ribadito che la Sicilia può diventare la Florida per l’Europa intera!

Nel frattempo Micali  ci  portava a visitare le strutture di quel formidabile complesso  da lui diretto, dove c’è  anche il campo da baseball,  che  sorge in un punto fantastico della città da cui si può ammirare la punta massiccia della Calabria che affonda nello spettacolare Stretto.

Ci fa visitare quattro o cinque impianti tra  piscine (una all’aperto ed una coperta) e palestre, dove peraltro si dava da fare con grande impegno come istruttore un nome non  sconosciuto al baseball: Arcangelo Cibati, lo stesso citato da Consiglio tra coloro che si prodigano per la Lega del Sole.  E’ sorprendente come siano ben attrezzati e ben tenuti tutti gli impianti!  Tra poco saranno in funzione le foresterie e verrà anche inaugurato un padiglione che ospiterà il più grande centro di veterinaria di tutto il  meridione.

Infine Micali ci porta a quello che era lo stadio di baseball, ora per un buon terzo trasformato in tendopoli per ospitare gli immigrati.

Tra il nostro stupore Micali ci dice che tutto sommato l’aver ospitato quegli sventurati è stata una fortuna perché grazie a loro il campo, devastato in modo che non avremmo mai immaginato se non ce lo avesse mostrato con le immagini registrate sul suo cellulare, ha ripreso l’aspetto di terreno  idoneo almeno per giocare al  calcio,  il  loro  svago principale.

Per quel campo, quando sarà reso libero,  Micali ha un’idea veramente eccezionale: non rivelo di che si tratta perché ritengo giusto che sia lui a comunicarlo al momento opportuno. Nel colloquio affioravano spesso argomenti che portavano inevitabilmente a parlare di passati recenti e antichi: molte cose mi erano note, ma molte erano una vera sorpresa. Non c’era il tempo per approfondire e d’altra parte Micali ad un certo punto, ha esclamato: “Ezio, non ti offendere, se sono schietto: mi sono stufato a furia di parlare e sentirti parlare di  cose che hanno attinenza con la Federazione! Da ora per me il baseball è solo Lega del Sole!”

Consiglio mi guardava temendo che mi fossi in qualche modo risentito per la sortita brusca di Micali. “Assolutamente, Nino”, ho risposto sorridendo,  ”preferisco le persone franche e frontali, come del resto credo di esserlo anch’io che, proprio per questo, spesso nei “siti” con i quali collaboro sono aggredito da commentatori che poco gradiscono le cose dette senza ipocrisie. In ogni caso”, ho precisato,  “io ho un solo modo di vedere il baseball, qualunque sia l’organizzazione che lo gestisce”.

Torniamo quindi perentoriamente al “nuovo che avanza” nell’Isola dopo che  Antonio Consiglio,  esposte le ragioni e i tanti retroscena  spiacevoli che stanno alla base della  decisione di dar vita alla LEGA DEL SOLE, esprime la sua convinzione che la Lega sia l’unica possibilità  per ridestare quel fermento nato con i  Mondiali del ’98 e le Universiadi del 2002, sottolineando  come la Federazione, attenta più a  chi è utile strategicamente alle sue politiche che non a chi aveva reso possibile quei successi, non  abbia saputo capitalizzare quegli ottimi risultati.

A confermare il successo di quelle manifestazioni interviene Micali: “Nelle 7  partite dei mondiali del ‘98 disputate a Messina, quello stadio ha ospitato complessivamente 27.000 presenze! ci sono i giornali ad attestarlo!”.

“La Lega del Sole” prosegue Antonio Consiglio “è l’unica via di uscita per lo sviluppo del baseball siciliano, e non possiamo perdere altro tempo”. Nel contempo  spiega come la Lega si sia data una struttura ben organizzata e soprattutto idonea  a far fronte ai molteplici impegni derivanti da un’attività intensa: “All’interno della Competition League” precisa “ci sono ben tre Divisioni:  Softball Femminile, Softball Misto e Baseball ed ognuna di queste ha un suo referente; per quanto riguarda le squadre, abbiamo gestito 14 squadre (7 di Softball misto – 3 di Softball Femminile – 4 di Baseball, che rispondono esclusivamente alla Lega ed ai suoi “proprietari”. “Certo”, dice Micali, “la LEGA DEL SOLE deve dimostrare di essere autonoma, di avere i propri “azionisti” o “proprietari” ben individuabili, che sappiano pianificare e si  rendano responsabili dei piani di sviluppo del baseball,  garantendo quell’affidabilità che la  FIBS non è stata in grado di offrire, senza la quale la MLB non investirebbe mai nemmeno un cent”. In effetti, anch’io in altre occasioni ho sottolineato che MLB non investirà mai in un Paese in cui  il baseball non si espande (anzi, si contrae) e dove i soldi che arrivano  tramite le sponsorizzazioni finiscono oltre oceano per portare in Italia atleti che non hanno superato l’esame  MLB o che da essa ne sono usciti: come si può pensare che gli inventori o comunque i maestri del marketing investano in Italia per vedere magari anche i loro soldi  impiegati in  atleti che a MLB non interessano più?

A differenza della North West League,  che ha accettato la “copertura” federale,  la LEGA DEL SOLE sarà quindi completamente estranea alla FIBS.  Consiglio conferma, tuttavia  desidera far presente che “questo sarà l’atteggiamento della Lega Del Sole almeno  fino a quando ci sarà l’attuale classe dirigente Federale e l’attuale politica di involuzione piuttosto che di evoluzione. Qualora dovessero cambiare le cose, allora si, magari si potranno senz’altro aprire scenari e opportunità nuove, diversificate, virtuose e armoniche”.

Il tempo è scorso via veloce e chissà quante altre cose avrei appreso sull’attività e sulle strategie che la LEGA DEL SOLE intende attuare. In quelle poche ore, comunque, ho familiarizzato con i miei interlocutori come se li conoscessi da sempre!  Sono sicuro che la loro passione saprà rilanciare il baseball in Sicilia e anche oltre …

Mi ringraziano assieme a quanti si interessano del loro movimento e sono grati ai siti che danno spazio alle notizie che riguardano la loro Lega come Mybaseball e in particolare  Baseballmania.eu, che nella barra sotto la testata del sito, sotto la voce  “Campionati”  ha inserito  varie sezioni tra cui una  intestata proprio alla Lega del Sole:  cliccando su di essa si trovano  gli articoli che  riguardano quel movimento.

Riprendo il traghetto quando ormai si è fatta notte, una notte di luna piena che, se riesce a rendere più pallide le stelle, non intacca per nulla la brillantezza  delle luci  che disegnano le coste calabresi e siciliane,  e nemmeno le luci dei paesi sperduti sull’Aspromonte e sui  Peloritani.   Sono abituato a questi scenari perché ogni anno torno in Calabria e trovo sempre una scusa per fare un salto in Sicilia: vi assicuro che ogni volta resto affascinato!

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

10 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. armandopaggetti 24 settembre 2014 at 06:18 -

    Si poi chiedete anche un bel referendum per l’autonomia!

  2. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 settembre 2014 at 12:37 -

    Quella di Paggetti come battuta è simpatica anche se un po’ poco originale.
    Se, invece, Paggetti ha inteso ironizzare nonostante abbia letto i due ultimi articoli (Mala tempora currunt e L’Olanda bastona le scelte …), allora torno a ripetere che, se ora stanno correndo tempi molto brutti, il futuro sarà peggiore se non si risveglia un minimo di autocritica tra chi continua a sostenere ciecamente le attuali politiche federali.

  3. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 settembre 2014 at 12:48 -

    Aggiungo, al mio commento, che per fortuna anche all’interno della dirigenza federale qualcuno ammette che è necessario un sostanziale cambiamento e, sempre per fortuna, c’è chi non solo a parole sta cercando quel cambiamento: sono coloro che coraggiosamente e con tanta vera passione hanno messo in piedi la LEGA DEL SOLE!

  4. Enrico 24 settembre 2014 at 14:34 -

    Sono d’accordo con Cardea ma ci vuole un alternativa alla presidenza federale di Fraccari, questa alternativa deve essere fatta di
    – persone
    – programmi
    – progetti
    Purtroppo ad oggi non se ne vedono e il baseball non può perdere altro tempo

  5. Sergio Mangini 24 settembre 2014 at 17:52 -

    Condivido l’osservazione di Enrico e aggiungo che forse
    proprio un appassionato come Ezio Cardea potrebbe
    essere la persona giusta alla guida della Federazione per
    la rinascita del baseball e del softball in Italia! Lo conosco
    da sempre ed è esemplare per correttezza, onestà e
    positività: ad esempio, le sue idee sulla riformulazione dei
    campionati sono validissime ed ormai imprescindibili, se non
    vogliamo che il baseball scompaia del tutto in Italia.

    • Enrico 25 settembre 2014 at 07:21 -

      Concordo ma bisogna fare presto

  6. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 24 settembre 2014 at 22:30 -

    Caro Sergio, Elia Pagnoni ti ha dedicato una bella pagina sul sito del Milano ’46 in occasione di un tuo compleanno importante, ma l’intervista meritava di essere pubblicata su siti che hanno una platea più vasta, come baseballmania, perché è giusto che si conoscano i trascorsi di persone come te, tuo fratello Giancarlo e tanti altri nostri coetanei che hanno dedicato gli anni migliori della gioventù al baseball, letteralmente esploso dal nulla.

    Un contributo, sia pure un po’ più modesto, credo d’averlo dato anch’io e spero di poter continuare a dare qualcosa cercando di analizzare l’attuale mondo del baseball nel modo più razionale e asettico che mi è possibile, senza partigianerie dato che non appartengo ad alcun Club. La mia simpatia per il Sud non deve ingannare: io sono calabrese di sangue al 100% ma sono nato e cresciuto a Milano e sono legatissimo tanto alla terra dei miei genitori quanto alla terra che mi ha fatto crescere e dove ho tutte le mie amicizie.

    La tua proposta mi lusinga, e ancor più mi fa piacere la stima che palesi verso di me, stima che ricambio e che è alla base di un’amicizia con te e con Gianca che dura da oltre cinquant’anni! Ti ringrazio di cuore.

    Purtroppo mi manca una dote essenziale: la diplomazia, ovvero la capacità di scendere a compromessi.

    Parlo di dote, ma se vogliamo essere sinceri, si tratta di un vizio, un maledetto italianissimo e deleterio vizio!

    Forse sarebbe ora che emergesse qualcuno che se ne frega altamente di quel tipo di diplomazia!

  7. armandopaggetti 25 settembre 2014 at 06:06 -

    Sono convinto anch’io che occorre una riformulazione dei campionati con un criterio e con una durata, non credo che la formula regionalista sia un valida alternativa.

  8. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 25 settembre 2014 at 11:32 -

    Infatti, caro Paggetti, la Lega del Sole non è nata solo come contrapposizione ad una Federazione che non è riuscita a elaborale un programma di sviluppo al sud e, anzi, parrebbe poco interessata.
    Basta soffermarsi sulla dichiarazione di Antonio Consiglio secondo la quale il percorso della Lega è autonomo perché è l’unica via da seguire “fino a quando ci sarà l’attuale classe dirigente federale e l’attuale politica di involuzione piuttosto che di evoluzione”. Ma “qualora dovessero cambiare le cose …”
    Quello della Lega, pertanto, è uno sprone a che venga realizzato un radicale cambiamento di politica ormai largamente invocato, che comincia a trovare le prime aperture anche in seno alla dirigenza federale.

  9. Sergio Mangini 25 settembre 2014 at 15:44 -

    Quanto stiamo scrivendo in questi giorni, per chi non ci
    conosce, potrebbe sembrare un banale scambio di
    cortesie fra vecchi amici, ma non è proprio così: alla
    nostra età, con l’esperienza che abbiamo accumulato
    in tanti anni vicino al nostro sport, sappiamo benissimo
    che non si può scherzare su argomenti tanto importanti,
    vitali per la sopravvivenza e la diffusione del baseball in
    Italia.