Il manager del Club tornato a fare la A1 dopo 35 anni è preoccupato per la mancanza del terzo straniero. “Economicamente non possiamo permettercelo. Per ora è così. E non ho un cambio per gli interni”

Pubblicato il Apr 8 2019 - 10:21am by Maurizio Roveri
E’ pur vero che i primissimi test pre-season lasciano il tempo che trovano. E che le indicazioni vanno prese con la dovuta cautela, per non illudersi o disilludersi, riservandosi di controllare la “verità” quando la stagione dei diamanti comincerà ufficialmente.
Tuttavia, immaginate che cosa può aver provato una squadra neo-promossa che, presentandosi sul campo in un paio di collaudi da A1, ha saputo tener testa ai vicecampioni d’Italia!
E’ avvenuto allo stadio “Teseo Bondi” di Castenaso sabato scorso dove il Baseball Club Castenaso – tornando a sentirsi da massima serie finalmente dopo una lunga attesa di trentacinque anni, ha incrociato il ParmaClima costringendolo al pareggio. In due partitelle – giocate con apprezzabile intensità – sulla distanza dei sette inning.
Castenaso ha ceduto 5-3 nella prima partita dopo essere andata in vantaggio 3-2 al quarto inning in virtù di un doppio di Paolino Ambrosino e di un fuoricampo da 2 punti di Marco Sabbatani. Nel secondo collaudo la squadra locale guidata da Marco Nanni, utilizzando soltanto lanciatori italiani sul monte, ha prevalso 4-3: decisivi il doppio del giovane talento Julian Dreni e il fuoricampo dell’esperto utility Rolexis Molina. Bene sul mound Fabiani, Andretta, Bassi e Canellini.
Va detto che il Parma di manager Gianguido Poma accusava qualche indisponibilità, mancavano i catchers. E anche il pitcher cubano Erly Casanova – protagonista di un prodigioso campionato nel 2018 – deve ancora arrivare. Un problema anche per il Castenaso che non ha potuto schierare titolare Michele Venturi (soltanto un paio di presenze da pinch-hitter in gara2 per il forte esterno, che veniva da un infortunio). Inoltre… Castenaso non ha ancora il terzo straniero e chissà se – ed eventualmente quando – lo inserirà nel roster.

Paolino Ambrosino con Venus la mascotte del Castenaso

Dunque, l’avere sconfitto in una partita (seppure in un test precampionato…) i vicecampioni d’Italia, è un exploit che ha prodotto un’intensa emozione tra i “pionieri” del batti e corri di Castenaso: ad esempio il Presidente Bruno Galeotti, il vicepresidente Giovanni Zibordi, e il General manager Massimo Bassi Andreasi, che già guidavano il Club in quei primi Anni Ottanta quando una cittadina della provincia di Bologna si fece conoscere in Italia per il suo baseball arrivato a raggiungere la massima serie. E c’era anche Marco Avallone, che a quei tempi era uno dei giocatori migliori e adesso è consigliere della Società e sul campo, in qualità di bench coach, è il più stretto collaboratore di Marco Nanni.

Affiancato dallo sponsor BMW Vanti, il Baseball Club Castenaso nel 1981 si guadagnò la promozione in serie A1. Per tre stagioni la “piccola” Castenaso – che allora era un paesone di 11.800 anime – si fece onore battagliando con Società storiche del baseball italiano. Nomi come Parmalat Parma, Barzetti Rimini, Polenghi Nettuno, Mabro Grosseto, Olivieri Milano, la Fortitudo Nordmende Bologna, la Scavolini Pesaro. E altre belle realtà di quando il baseball italiano di vertice viveva sulll’entusiasmo, su un maggiore coinvolgimento e proponeva campionati più veri e più interessanti.
Storie di trentacinque, trentasei, trentasette anni fa.
Era il 1984, ad esempio. La più suggestiva delle tre stagioni vissute dal Castenaso in mezzo ai “grandi” del baseball italiano, anche se in realtà fu l’ultima. E’ rimasta l’ultima stagione del Castenaso nella massima serie. Ancora per poco, però. Il 19 aprile 2019, cioè fra una dozzina di giorni, il Club rivivrà le sensazioni, le trepidazioni, gli slanci, l’orgoglio, le sfide di quelle esperienze dei ruggenti Anni Ottanta.
Era il 1984, raccontavo. E il Castenaso Baseball Club si chiamava Montorsi in quel campionato di serie A1 che era suddiviso in due fasi. Una prima fase che proponeva due gironi da 8 squadre ciascuno (dunque 16 partecipanti). Poi una seconda fase che era denominata Girone Scudetto (o Poule Scudetto). Castenaso si produsse in una prima fase decisamente buona, affrontata con fierezza. Una prima fase da 16 partite vinte e soltanto 5 sconfitte. Qualificandosi per la fase dove si giocava per lo scudetto. Vi partecipavano 8 squadre. Le migliori d’Italia. Ovviamente in quella fase il cammino fu più duro, più difficile. Castenaso non era squadra competitiva per il titolo, tuttavia seppe affontare quell’esperienza con dignità. Facendosi apprezzare.
Quel campionato del 1984 venne vinto dalla Fortitudo Bologna sponsorizzata Be.Ca. Carni, squadrone di notevole espressione tecnica, formato da campioni quali Jackson Todd, Roberto Radaelli, Mario Brusa, Alessandro Giorgi, Peter Rovezzi, Gianguido Poma, John Skorochocki, Gabriele “Bebe” Messori, Roberto Bianchi, John Denman, Andrea Landuzzi, Ricky Matteucci. Quella Fortitudo era allenata da Vic Luciani.
Erano davvero campionati d’alto livello. E la gente riempiva gli stadi del baseball.
Per Il Baseball Club Castenaso fu la terza partecipazione consecutiva al campionato di massima serie. Bella, la A1. Ma troppo impegnativa per una Società dilettantistica. E dovette interrompere quella magìa. 
Trentacinque anni dopo… Castenaso rifarà la A1. Senza pretese. Però con l’orgoglio di esserci, di averne conquistato il diritto sul campo attraverso un campionato dominante di A2 l’anno scorso.

Molina festeggiato dopo il fuoricampo

Qualcosa di buono questo Castenaso sarà in grado di farlo. Il rigoroso lavoro che manager Marco Nanni e i suoi ragazzi stanno portando avanti promette bene. Lo hanno fatto capire le due amichevoli con il Parma.

Nanni è soddisfatto di quel che ha visto nei test di sabato scorso.
Abbiamo fatto sette buoni inning nella seconda partita, quella vinta, ma posso dire quattordici perchè anche nella partita persa abbiamo tenuto bene il campo mostrando apprezzabile solidità in difesa. E questo mi piace. Quando pitchers e difesa funzionano, vuol dire che gli avversari se vogliono vincere debbono metterci tanto del loro e battere di più, perchè noi non vogliamo regalare partite”.
Nella seconda amichevole il Parma non aveva tutti i suoi titolari in campo, questo è vero. E’ anche vero che i nostri lanciatori hanno tirato parecchi strikes e questo ci ha permesso di vincere una buona partita. L’aspetto importante è che il monte di lancio e la difesa hanno fatto bene. Ha lanciato tre inning Fabiani, due inning Andretta, un inning Bassi e un inning Canellini. Ho fatto lanciare due volte Canellini, nel senso che l’ho utilizzato anche nella prima partita. Per provare a vedere chi può lanciare due volte”.
Chiedo al manager del Castenaso una prima valutazione sul giocatore attorno al quale c’era maggiore curiosità, il lanciatore venezuelano Aliangel Frank Lopez, il mancino classe 1994 l’anno scorso buon interprete in casacca Codogno in serie A2 (1.70 di ERA, 171 strikeout realizzati in poco più di 100 inning), poi in inverno buone cose nella Liga Venezolana de Beisbòl Profesional. Inserito nel roster dei Leones di Caracas che sono arrivati fino alla finale, vinta però dai Cardenales de Lara di Raul Rivero.
Lopez sabato è partito così così, con poca aggressività secondo me. Troppi lanci off speed. Curve, breaking ball. Eppure, Frank possiede una buona velocità che chiaramente avrei voluto vedere. Si è trovato spesso nella situazione d’essere sotto nel conto ball-strike. Strano inoltre che Lopez, che è uno specialista contro i battitori mancini, in questa occasione abbia subìto quattro valide tutte da mancini: due valide da Poma, una da Paolini e una da Desimoni. Penso che sia una questione di affiatamento con il catcher Peraza, il quale è appena arrivato. Hanno avuto poco tempo per allenarsi insieme. Pertanto è normale che debbano conoscersi meglio, l’intesa crescerà settimana dopo settimana. Si è espresso meglio Diego Fabiani, che è stato il lanciatore partente della seconda amichevole. Sempre aggressivo, sempre in vantaggio. Andretta altalenante: ha fatto vedere buona velocità e anche effetti importanti, però anche lui qualche ball di troppo in alcune situazioni. Questi sono i tre pitchers nuovi. Nella prima partita hanno lanciato anche Miliani e Rodriguez. Dietro il piatto di casabase ho fatto ricevere tutta la prima amichevole a Peraza e tutta la seconda a Chiatto. Sabbatani ha giocato DH il primo incontro, battendo anche un fuoricampo. Nel secondo incontro, poichè Parma aveva problemi di catchers non essendo ancora disponibile Grasso mentre il catcher cubano dovrebbe arrivare in settimana assieme a Casanova, il nostro Sabbatani è andato a ricevere per Parma”.
Niente male, come sta nascendo questo Castenaso di A1. L’esperienza, la classe, e la grande conoscenza del gioco, di “personaggi” come Peraza, Infante, Ambrosino e Molina rappresentano una garanzia. Poi c’è il giovane talento di Dreni, Alfinito, Venturi, Loardi.
Insomma c’è buon materiale (compresi ovviamente i lanciatori) per le capacità e l’etica del lavoro di un manager apprezzatissimo come Marco Nanni.
Però…
Però qualcosa manca ancora. Il terzo straniero. Manca solo momentaneamente, oppure quel vuoto rimarrà per l’intera stagione?
Mistero. E anche un po’ di apprensione.
Spiega Marco Nanni: “Purtroppo il terzo giocatore straniero non possiamo economicamente permettercelo. Per ora è così. Che cosa possa succedere la prossima settimana o fra due, non lo so. In questo momento la squadra è questa. Sarebbe stupido far venire un giocatore a fine aprile, se potessimo permetterci di averlo adesso. Se entrerà nel nostro progetto qualcuno che economicamente sia disponibile ad aiutarci, interverremo. Per ora non ci sono i presupposti per ingaggiare il terzo giocatore extracomunitario”.
Peccato. Veramente peccato. Perchè poi basterebbe neanche tanto. Nanni ha già “puntato” un giocatore. Che costerebbe il giusto. Ed è un ottimo professionista. Lo ha dimostrato nelle stagioni scorse, prima a Rimini e poi a Bologna in Fortitudo. José Flores. Esperienza, tecnica, grande professionalità, una persona che si fa stimare da tutti. Proprio quel tipo di giocatori che piacciono a Nanni. Flores è un interno che può ricoprire ogni posizione del diamante.
Il fatto è che se dovessimo accordarci oggi con un giocatore, dovrebbe passare almeno un mese perchè possa ottenere il visto. Dunque, c’è da immaginarsi quanto tempo perderemmo di campionato. Per i Club italiani è così. A differenza di San Marino che si può permettere di prendere giocatori stranieri, farli arrivare direttamente e “vistarli” in Italia”.
Qualche tempo fa il Castenaso puntava su Andrea Sellaroli, l’interno che giocava nel Città di Nettuno. Poi… l’interesse è svanito. Come mai?
Sellaroli si è accasato nel Nettuno2. Ha trovato squadra perchè noi non potevamo permetterci di ingaggiarlo. E’ un costo. Seppur piccolo, è comunque un costo. Il problema qual è? E’ che ci troviamo a giocare con quattro interni e non c’è alcun cambio. Già il fatto che ci manchi uno straniero è un problema importante, ma il non avere neanche un ragazzo italiano che possa rimpiazzare un titolare, in caso di indisponibilità, di infortunio, questo è decisamente preoccupante. Purtroppo abbiamo lasciato che giocatori interessanti della nostra regione, e dunque meno costosi a livello di spostamenti, si accasassero altrove. Eravamo convinti di avere le risorse per poter tesserare il terzo straniero o almeno un comunitario in più. Non è andata così. Credo che saremmo dovuti essere più lungimiranti”.
Foto Valentino Orsini/Castenaso Baseball
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.