Gli olandesi solidi sul monte e in difesa capitalizzano al massimo i due solo homer di Richardson e Schoop e vincono 2-1

Pubblicato il Giu 4 2019 - 11:37pm by Maurizio Roveri

    Richardson Denzel HR

Fortitudo come Parma. Contro le olandesi. Bologna cede all’Amsterdam  2-1. Con lo stesso punteggio il ParmaClima era uscito sconfitto nel pomeriggio dal confronto con Il Neptunus Rotterdam. Grande solidità difensiva delle squadre olandesi: Rotterdam aveva concesso solo 4 battute valide al team parmense, altrettanto ha fatto Amsterdam nei confronti dei battitori dell’UnipolSai.  Per il successo di Amsterdam decisivi i due fuoricampo da 1 punto, battuti su Raul Rivero al secondo inning (Richardson) e al quarto (Schoop). Bologna era andata a costruirsi una ghiottissima occasione sul suo settimo attacco, appena Hernandez era entrato a rilevare un grande Heijstek. Due basi per ball da parte di Hernandez. Corridori in prima e seconda. Zero out. In quei momenti Bologna e’ stata tradita da Leonora (battuta in doppio gioco) e da  Kindelan (ancora una volta indecentemente messo strikeout).

Peccato, questa sconfitta amara della Fortitudo. Perché  al Falchi c’era una bella atmosfera, calore, passione. 1300 spettatori e forse di più.  Si comincia con Leo Ferrini che prende il tempo al pitcher olandese Kevin Haijstek e piazza un preciso contatto per il singolo che e’ la prima battuta valida del match. Polonius invece vuole swingare di  potenza e… finisce strike out. Ferrini in base mette pressione alla difesa avversaria e si lancia per la rubata. Arriva bene in seconda, l’assistenza del catcher degli olandesi non è precisa, la pallina sfugge al controllo del seconda base, Ferrini si produce in un’altra forte accelerazione e va ad agguantare la terza base. Subito una interessante situazione, però Marval viene eliminato al volo e la bella occasione sfuma per Bologna.

Il lanciatore partente scelto da manager Lele Frignani per la Fortitudo e’ Raul Rivero. L’Omone e’ carico e comincia tirando razzi. Ma… sul secondo attacco olandese viene folgorato da Denzel Richardson che picchia duro sul lancio di Rivero. La pallina si alza e vola imperiosamente, profondamente, va lontano, lontano ed e’ fuoricampo. Un “solo” homer. Amsterdam in vantaggio, 1-0. Un pugno nello stomaco. La reazione di Rivero e’ positivamente rabbiosa. Almeno… così appare. Prende ritmo, carica ancor di più i lanci, come avesse un cannone al posto del braccio, gli olandesi vanno K l’uno dopo l’altro nel terzo inning e sono già  5 gli strikeout confezionati dall’Omone.  Ma ecco l’inganno.                                                                           La palla di Rivero e’ veloce, spesso ti inchioda li’ e vai k senza neanche riuscire a muovere la mazza. Il problema è che Rivero varia poco i suoi lanci. Lavora quasi costantemente con palle dritte e… di tanto in tanto c’è chi ha buon occhio e gli prende il tempo e gli ruba il cuore. Cosicché dopo l’homer di Richardson al secondo inning arriva anche il fuoricampo di Sharlon Schoop nel quarto attacco di Amsterdam. Un altro lampo nella notte. Un altro homer da 1 punto. E si va sul 2-0 per i Pirati olandesi.

Meno potente, ma dotato di maggior varietà di lanci e di eccellente controllo, il pitcher del’Amsterdam – Kevin Heijstek – concede appena briciole. La Fortitudo batte male contro di lui. Inefficaci, i battitori bolognesi. Faticano, brancolano nel buio. Una sola battuta valida, quella di Ferrini in avvio di partita. Poi, Heijstek con l’aiuto della difesa non fa arrivare nessuno in base. Una prestazione superlativa dopo cinque inning: nessun punto, nessuna base per ball, 1 battuta valida.

Però… anche il padrone della partita, quando la fatica comincia a farsi sentire, sbaglia un lancio e si fa sorprendere. Il fuoricampo (anche questo da 1 punto) di Francesco Fuzzi, con la pallina che esce a sinistra, riapre la partita. 2-1.                  Settimo inning. Entra Hernandez sul monte dell’Amsterdam, a rilevare l’ottimo Heijstek. Impatto difficoltoso per a Hernandez, che concede due basi per ball consecutive. Immediato il cambio. Sale un altro pitcher, Stuifbergen. Situazione delicatissima per Amsterdam, Bologna sta staccando e producendo il massimo sforzo e ci sono zero out. Due corridori sulle basi. La più suggestiva delle opportunità, però l’esterno centro della Fortitudo non ha pazienza e anziché selezionare i lanci e “limare” va a battere in doppio gioco. La cosa peggiore che si potesse fare un quel momento. Non c’è la freddezza per ragionare. E forse fa anche peggio Lionard Kindelan che, con Polonius sul cuscino di terza base, si fa mettere ingloriosamente strikeout. E così una grande occasione viene gettata al vento. Per il figlio del leggendario Orestes Kindelan una serataccia da 3 K.

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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.