Champions Cup al “Falchi” bolognese venerdì di fuoco: è l’ora delle semifinali. Appassionante doppia sfida italo-olandese: alle 14,30 Amsterdam contro ParmaClima; alle 20,30 la Fortitudo UnipolSai lancia la sua rabbiosa sfida al Rotterdam campione d’Europa in carica. Lanciatori partenti: Casanova contro Cordemans; Perakslis contro Markwell.

Pubblicato il Giu 6 2019 - 8:28pm by Maurizio Roveri
E dunque… andranno in scena le semifinali “annunciate”. La doppia sfida italo-olandese. Amsterdam prima classificata della pool B contro Parma seconda classificata della pool A, e Rotterdam leader del gruppo A contro la Fortitudo Bologna classificatasi al secondo posto nel gruppo B.
Era nell’aria. Ancor prima che questa edizione della European Champions Cup (comunque appassionante, di apprezzabile qualità) avesse inizio.
E’ il giorno della verità. Il venerdì che deciderà quali saranno i due Club a contendersi fieramente domani, sabato, il Trofeo. Il venerdì che lascerà sul volto di due squadre – quelle che usciranno sconfitte – un’amara espressione di disappunto.
Tutto al “Gianni “Falchi” di Bologna. Nel primissimo pomeriggio alle 14,30 L&D Amsterdam – ParmaClima. In serata alle 20,30 Curacao Neptunus Rotterdam – Fortitudo UnipolSai Bologna.
Saranno battaglie. Dure, intense, aspre, eccitanti, emotivamente coinvolgenti. Spettacolari, gonfie di rivalità. Sul filo del rasoio. Come sempre, quando a confrontarsi e a sfidarsi – con un titolo in palio – sono il baseball olandese e quello italiano. E’ così da una vita. Sia a livello di Club, sia a livello di Nazionali. 
L’Olanda ha qualcosa (qualcosina) in più, diciamolo francamente. Rotterdam campione d’Europa in carica e Amsterdam sono l’espressione di un movimento baseballistico che ha una mentalità dinamica e che sa programmare con maggiore efficacia rispetto al movimento italiano.
Esempio. La “Hoofdklasse Honkball”, che è il campionato di vertice in Olanda (denominata anche “Dutch Major League”), è impostata su 3 partite settimanali per ogni Club. Le squadre partecipanti sono 8: Curacao Neptunus Rotterdam, L&D Amsterdam Pirates, Hoofddorp Pioniers, Quick Amersfoort, HCAW Bussum, Twins Oosterhout, DSS Harlem, Silicon Storks. E’ un campionato programmato su 42 partite, per ogni squadra, di regular season. Poi, i playoff. Per le prime quattro classificate.
Un campionato vero. Un campionato di qualità.
In Italia? Sette Club partecipanti. Campionato dispari. A causa di problemi e situazioni che non si è riusciti a fronteggiare. O che non sono stati affrontati con tempismo e determinazione. La Federazione Italiana Baseball Softball continua a cambiare le regole. Le sole sette squadre termineranno la regular season giocando appena 24 partite. E’ un campionato di serie A1 (hanno voluto anche cambiargli la denominazione, si chiamava Italian Baseball League fino a due stagioni fa) ancora su due sole partite ogni week end. Talvolta… nella stessa giornata. E questa è immagine di dopolavorismo.
Due partite la settimana. No, non è buon baseball. Si gioca poco. Troppo poco. Questo è uno sport dove più si gioca, più si migliora e si cresce. Gli olandesi lo sanno. Gli italiani lo sapevano, ma adesso “quelli che gestiscono” lo hanno dimenticato. O danno quest’impressione…
Ci sono state 7 squadre in massima serie anche nella IBL 2016, ma almeno in quella stagione si facevano 3 partite settimanali. Ogni Club giocava una regular season di 36 partite.
Per ritrovare in Italia un campionato di vertice serio, credibile, bisogna andare indietro alla stagione 2012: 8 squadre, 3 partite settimanali, 42 partite. Proprio come l’attuale campionato olandese.
A quell’Italian Baseball League 2012 partecipavano: i Pirati di Rimini, che vinsero lo scudetto, la T&A San Marino l’altra finalista per il titolo, la Fortitudo Unipol Bologna che vinse la Coppa dei Campioni (rivincendola poi nel 2013, rimasto per ora l’ultimo suo squillo in Europa), Danesi Nettuno, Cariparma, Grosseto, Godo Knights, Novara United.
In Olanda fa più freddo che in Italia (solitamente è così). Tuttavia la “Hoofdklasse Honkball” ha iniziato il suo cammino il 4 aprile. E i team olandesi hanno già giocato 27 gare. Contro le 12 partite delle squadre italiane. 
Significa – per le olandesi – avere più ritmo nelle gambe, nelle braccia, nella testa.
Mediamente la differenza esiste. Si fa sentire.
A livello di “partite secche” le nostre migliori rappresentanti il colpaccio lo possono compiere. In un match di finale, moltissimo è legato al rendimento dell’uomo che sta sulla collinetta. Il lanciatore. Il destino è nelle sue mani. 
Ribadisco: Rotterdam (detentore del titolo europeo da due anni) e Amsterdam hanno qualcosa in più. Dettagli. Lo si è notato nelle due “strette” vittorie della giornata inaugurale di questa edizione bolognese della Coppa dei Campioni. Stesso punteggio. Per 2-1 Rotterdam ha piegato Parma, per 2-1 Amsterdam ha superato Bologna.
Due match equilibrati. Olandesi più cinici, più opportunisti. Direi, più solidi mentalmente. Piccole differenze, ma ci sono. 
Si può superare il gap? Sì. E’ possibile. Difficile, ma non impossibile.
Si chiede alla Fortitudo UnipolSai Bologna e al Parma di afferrare coraggio. E di battersi con il cuore, laddove non fosse sufficiente la pur apprezzabile espressione tecnica dei due team italiani.
“Fateci sognare!” avevamo titolato in Baseballmania, presentando la manifestazione fortemente voluta (e organizzata molto bene) dalla Fortitudo.
“Fateci sognare!”, uno slogan. Vogliamo ripeterlo, questo messaggio indirizzato alla squadra bolognese di manager Lele Frignani e al gruppo parmigiano pilotato da manager Gianguido Poma.
Nel giorno delle verità è fondamentale la scelta dei pitchers.
Il PARMA oggi si affiderà chiaramente, inevitabilmente al suo colosso cubano, Erly Casanova, braccione da strikeout, l’uomo che nella stagione scorsa ha trascinato il gruppo di Parma fino a farlo arrivare alla serie finale per lo scudetto (che Parma affrontò con coraggio, ma non bastò contro la Fortitudo dei record, quella del 2018). Casanova si presentò nel campionato italiano con 12 partite vinte e 2 perdute, e fabbricando 129 strikeout. Con quel lancio talmente poderoso da far… fumare la pallina. Il cubano ha fatto venire mal di stomaco a tanti battitori. Casanovca è stato un gigante, sulla collinetta del Falchi, martedì 4 giugno quando ha affrontato il Neptunus Rotterdam. Interpretando una partita intelligente. Un po’ meno power-pitcher ma tanta sapienza tattica, riuscendo a imprigionare con varietà di lanci e mescolando abilmente strikes e balls battitori pericolosissimi come Kemp, Van Der Meer, Dudley Leonora, Daantji. Per cinque inning Casanova ha tenuto i campioni d’Europa in carica a zero punti, concedendo soltanto 3 battute valide. Chiaramente, ciò ha richiesto un enorme dispendio di energie fisiche e mentali. Accato ad una fortissima concentrazione. E allora, sul sesto attacco del paziente Rotterdam (sempre in agguato, pronto a dare la zampata alla prima occasione utile), i primi segnali di affaticamento del gigante del ParmaClima. Abilmente sfruttati dal Neptunus Rotterdam. Gli olandesi arrivavano a costruirsi il punto del vantaggio, con un basaeball logico e preciso. Tutto era cominciato con una base su ball, concessa a Boekhoudt. Smorzata di sacrificio di Leonora, per l’avanzamento in seconda del compagno. Battuta corta di Daantji su Casanova, il pitcher di Parma lo eliminava assistendo in prima base, frattanto Boekhoudt correva a raggiungere la terza base. Con due out e corridore in terza, il singolo di De Cuba. Buon contatto, battuta intelligente, non di potenza perchè se sfidi Casanova sul piano della potenza rischi di finire strikeout. E’ durata 6 inning la partita del massiccio lanciatore cubano del Parma, 1 metro e 86 centimetri, per 110 chili di muscoli e di potenza atletica.
Espertissimo e molto orgoglioso, Erly Casanova (trentaduenne stella della “Seleccion” di Cuba e per anni leader della squadra di Pinar del Rio) è pronto a lanciare una partita magistrale contro l’Amsterdam. Ha fatto sognare Parma nel 2018, portandola fino a sfiorare lo scudetto. Ora Casanova vuole legare il suo nome ad un’impresa, vuole farla arrivare a vivere di nuovo le forti emozioni d’una finale di Coppa dei Campioni. Sensazioni che il baseball di Parma conosce bene, seppure gli anni ruggenti del Club emiliano dominatore in Europa siano già lontanucci. 
Per 13 volte nella sua prestigiosa storia il Parma Baseball è salito sul tetto d’Europa vincendo la Coppa dei Campioni. Ecco le squadre della gloria: Germal 1977, Germal 1978, Parmalat 1980, Parmalat 1982, Parmalat 1983, World Vision 1985, World Vision 1986, World Vision 1987, World Vision 1988, Cariparma 1992, Cariparma 1995, Cariparma 1998, Cariparma 1999.
AMSTERDAM risponderà con un “monumento” nazionale, il vecchio drago Rob Cordemans. Ancora in pista all’età di 44 anni e mezzo! Classe, sapienza, carisma, buona fastball e un velenoso change-up. Lanciatore destro, Rob “Robbie” Cordemans (nato il 31 ottobre 1974 a Schiedam nel sud dei Paesi Bassi) già all’età di 20 anni faceva parte della Nazionale olandese che vinse i Campionati Europei del 1995. L’anno successivo partecipò ai Giochi Olimpici di Atlanta, la prima delle quattro esperienze Olimpiche di Rob Cordemans. Successivamente, rappresentando la sua Nazione, ha preso parte ai Giochi Olimpici di Sydney, Atene e Pechino.
Famosa, nella stagione 2000, quel “complete game” con 11 strikeout che consentì al Neptunus Rotterdam di vincere la European Cup. Bruciando le speranze della Semenzato Rimini.  Nel 2002 Cordemans, con 10 partite vinte e 2 sole perdute, e 0.47 di ERA, vinse per la seconda volta il riconoscimento di “Pitcher of the year” del campionato olandese.  Nel 2009 con l’Olanda ha partecipato al World Baseball Classic in Portorico.
E nel 2011 ha aiutato la Nazionale d’Olanda a trionfare nel Baseball World Cup a Panama.
Nel corso d’una carriera infinita, enorme, Rob Cordemans ha vinto con la sua Nazionale ben 8 volte i Campionati Europei! Nel 1995, 1999, 2001, 2003, 2005, 2007, 2014, 2016. E dunque, ha avvelenato abbastanza spesso la vita agli italiani.
Il NEPTUNUS ROTTERDAM presumibilmente butterà davanti agli occhi dei battitori della Fortitudo i perfidi lanci di un mancinaccio carico di gloria e di esperienza. Lui è il trentottenne Diegomar Raymundo “Diego” Markwell, antillano, nato l’8 agosto 1980 a Willemstad, Curaçao. Leader carismatico del Neptunus Rotterdam. 
Markwell è uno degli “eroi”di quel memorabile storico titolo mondiale vinto dall’Olanda al Baseball World Cup del 2011 a Panama City. Con la casacca degli “Orange” Diego Markwell ha vinto anche 4 edizioni dei Campionati Europei: Praga 2005, Barcellona 2007, Brno 2014 e Hoofddorp 2016. Medaglia d’oro anche alla Haarlem Baseball Week del 2016.
La FORTITUDO BOLOGNA insegue un sogno. Lo vuole afferrare. La Coppa dei Campioni (che ora si chiama European Champions Cup) è il grande obiettivo del Club bolognese del Presidente Michelini. Ed è una meta molto ambita da uno sponsor importante quale la UnipolSai. Che sta permettendo alla Fortitudo di programmare, progettare, costruire nel tempo cose importanti. Il Club bolognese è il più vincente del baseball italiano negli Anni Duemila (fra scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Italia). Ed è anche la Società più vincente dello sport bolognese degli ultimi vent’anni. Uno sforzo grandioso che tutta la città di Bologna deve apprezzare.
E c’è da pensare che stasera il Falchi sarà gremito. La città deve necessariamente far sentire tutto il suo calore, il suo affetto alla squadra di Lele Frignani.
La Fortitudo in Europa vuole riprendere il discorso interrotto con il trionfo del 2013, il terzo quasi consecutivo (2010, 2012, 2013), il quinto nella storia del Club.
La pressione sul gruppo di manager Frignani c’è. La si avverte decisamente. E’ la Coppa che si gioca in casa. Ci sono tante aspettative. Ci si aspetta grandi cose da Osman Marval, dal capitano Alessandro Vaglio, da Leo Ferrini, dall’interbase John Polonius, dall’esterno centro Ericson Leonora, da Nick Nosti, dal terza base Fuzzi, confidando di vedere qualcosa di più dal figliolo del leggendario cubano Orestes Kindelan, poichè fino ad ora il ventiduenne Lionard Kindelan ha mostrato più toni bassi che alti.
Ovviamente Bologna si aggrapperà al suo Omone, ma domani nell’eventuale finalissima. Chiaro che, se sarà necessario, Raul Rivero sarà pronto a salire sul monte anche stasera. Per dare una mano. Però il pitcher partente, chiamato dagli Stati Uniti appositamente per la Coppa, sarà l’americano dalle origini greche Stephen Peraksils.
E’ stato preservato proprio per la semifinale. Buon tecnico, palla che fila via bene, e che trova sapienti location in base alle caratteristiche dei battitori. Pitcher dalla indubbia affidabilità. Ventottenne americano del Massachussetts, Perakslis è il personaggio nuovo che solleva forte curiosità. Non ha lanciato in campionato, essendo stato tesserato soltanto per la European Champions Cup. Rimarrà successivamente anche per il campionato? Si vedrà. Tutta la Fortitudo – squadra e dirigenza – è intensamente, esclusivamente concentrata su questo appuntamento speciale che è la Coppa dei Campioni. Dopo, dalla prossima settimana, comincerà a riflettere sul campionato e in particolare in proiezione-playoff. Si comincerà a pensare chi dovrà essere il terzo giocatore straniero da inserire in campionato, accanto a Raul Rivero e a Osman Marval. Bologna ha ancora un “visto” a disposizione (a differenza delle altre squadre) e vuol giocarselo nel migliore dei modi. Sì, potrebbe essere Perakslis il terzo straniero (e sarebbe una sicurezza). Però… c’è un altro ruolo da rinforzare e che addirittura potrebbe avere la precedenza: vale a dire la posizione di catcher. Marval è lo slugger della squadra, non potrà essere sacrificato nel ruolo dispendioso di catcher quando cominceranno i playoff e si giocheranno partite dure e ravvicinate. Il ruolo di catcher è dispendioso. E alla lunga potrebbe trogliere energie preziose che invece Marval avrebbe bisogno di sprigionare nel box di battuta. Il cambio di Marval è Martina, che mi pare leggerino, andrà rivisto ma non so se abbia la consistenza per fare delle partite di playoff da catcher titolare.
Tornando all’oggi, alla Coppa, la “partenza” sarà affidata quasi certamente a Stephen Perakslis. Un pitcher che ha giocato sette stagioni nelle Minors: sei nell’Organizzazione dei Chicago Cubs e una con i Seattle Mariners. Realizzando 22 vittorie. Più 15 salvezze.
Perakslis ha disputato la stagione da “partente” l’anno scorso in America nella Atlantic League. Poi è stato chiamato nella competitivissima Lega invernale del Portorico, aiutando i Congrejeros de Santurce a conquistare il loro titolo numero 15. Riconfermato dal Club portoricano per prendere parte alle prestigiose Caribbean Series. Libero da febbraio, si è accordato con il direttore sportivo Christian Mura che lo ha ingaggiato per riportare Bologna sul tetto d’Europa.
WordPress Author Box
Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 7 giugno 2019 at 00:18 -

    Affronteremo questo tsunami di 30 metri….l’unica cosa che mi viene in mente e’ questa,ma gia’ che ci siamo ….proviamoci,magari lo prendiamo di prua e lo scavalliamo…magari Markwell scazza delle locations, gli rimangono alte delle rotazioni…,partiamo sfavoriti,questo e’ l’unico vantaggio,almeno la pressione nn va alle stelle.

  2. Fabio rn 7 giugno 2019 at 15:14 -

    Come si fa a schierare Casanova contro il Neptunus in una partita che contava zero, tanto si sapeva che passavano tranquillamente entrambe, e poi presentarsi in semifinale con Oberto partente?