Federico Giordani rilasciato dai Dodgers

Pubblicato il mar 27 2017 - 11:24pm by Giovanni Colantuono

Un vero peccato! La notizia non è buona per il baseball italiano. I Los Angeles Dodgers hanno rilasciato Federico Giordani che quindi ritorna in Italia. L’esterno nettunese è rientrato proprio nelle ultime ore a Nettuno.

Giordani aveva iniziato la carriera nelle Minors nel 2015 nella Arizona League, livello Rookie, con gli AZL Dodgers. Nella sua prima stagione da professionista era sceso in campo in 32 gare con una media battuta di .143 con un fuoricampo e 6 RBI. Decisamente meglio nel 2016 nei DSL Dodgers nella Dominican Summer League con 42 gare giocate, una media battuta di .220 e 2 fuoricampo con 20 punti battuti a casa.

Era ritornato a disposizione della franchigia dei Dodgers nelle scorse settimane, ma la sua avventura è stata interrotta.

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Giovanni Colantuono

Nato a Nettuno. Ha iniziato la carriera giornalistica nel 1991 nell’emittenza televisiva privata come autore e conduttore della rubrica settimanale sul baseball Casabase. Allievo del Piccolo Gruppo di Giornalismo Radio-Televisivo di Michele Plastino, ha poi collaborato con il quotidiano Il Tempo e con varie agenzie di stampa. Radiocronista di Idea Radio ed autore di due film reportage sulla Coppa Campioni di Parigi del ’91 e dell’Europeo del ’91. E’ stato per tre anni addetto stampa del Nettuno e collaboratore dei siti BaseballItalia.it e Baseball.it.. Nel marzo del 2012 è cofondatore di BaseballMania.it di cui è l'editore e il Direttore Editoriale.

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25 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Paolo 26 marzo 2017 at 20:40 -

    Questo dimostra quanto il livello del baseball italiano conti veramente poco e c’è chi esulta per il risultato della nazionale al wbc. Non me ne vogliano gli amici di Nettuno ma vedere qualcuno esultare per il fatto che Giordani ritorna a casa è veramente disgustoso. Questo ragazzo stava cercando di arrivare lontano e questa notizia è una brutta notizia. Spero che a Nettuno non ci siano così tanti imbecilli da esultare per questo ritorno, perché purtroppo ci sono eccome. C’è pure chi ha avuto il cattivo gusto di farlo passare come un colpo di mercato del Nettuno. La vergogna da quelle parti sta proprio di casa.

  2. andrea 26 marzo 2017 at 20:52 -

    Forza Federico e ricorda che Il baseball non SI e Mai fermato e sempre avrai un occasions adesso e Il momento di colpire piu duro e se qualche imbeccille avra da dirti qualcosa sicuramente sara’ un frustato e invidioso…..forza fede

  3. Giuseppe 27 marzo 2017 at 05:47 -

    Caro Paolo non voglio far polemica, sono di Nettuno ho vissuto il baseball da dentro il campo e non credo a quello che scrivi, gli imbecillì sono in tutta Italia e quindi anche a Nettuno…certo qui il baseball e visto con più “vigore” se così si può dire, ma mai con anti sportività ed è quello che ai descritto tu. Riguardo Giordani mi dispiace e spero non molli, perché la delusione in certi casi e tanta, chissà gli capiti un altra occasione magari come Ambrosino in una lega centroamericana. In bocca al lupo per tutto e spero in un gran campionato

  4. Ruggero Bagialemani 27 marzo 2017 at 07:04 -

    Federico avrà una grande carriera su questo ci metto la mano sul fuoco è ancora molto giovane,forse adesso sarà deluso non per colpa sua ma di chi vende fumo con promesse a questi ragazzi che inesperti credono ai BUCANIERI del baseball e non a chi vuole veramente il bene dei ragazzi e del baseball Italiano,Federico è andato troppo presto in america,avrebbe dovuto fare prima 3/4 stagioni della massima serie qui da noi ed in inverno fare esperienza nelle leghe centroamericane,dopodichè avrebbe potuto provare la scalata,invece i BUCANIERI lo hanno mandato allo sbaraglio(come anche ad altri ragazzi)facendogli credere di essere pronti,cosa impensabile per chiunque abbia giocato un po(non dico tanto) a baseball,quando si esce dalla nostra accademia non si è neanche pronti per giocare qui da noi figuriamoci in America,li si fanno solo allenamenti,si imparano fondamentali(tutto ok)ma il gioco lo si apprende con partite giornaliere,il baseball è diverso da tutti gli altri sport di squadra,altrimenti avrebbero potuto giocarlo tutti.
    Per me Federico ha delle ottime qualità,adesso dovrà metabolizzare il fatto e voltare pagina,un paio di campionati e poi secondo me potrebbe anche tornare e provare di nuovo,è talmente giovane che ha tutto davanti a se ma deve avere umiltà e non sentirsi arrivato,dovrà cercare di migliorare giorno dopo giorno.
    In bocca al lupo Federico.

  5. Pino 27 marzo 2017 at 08:02 -

    Ma non scriviamo cazzate quando un ragazzo di scuola italiana viene tagliato dispiace a tutti a prescindere a quale società appartiene ed è chiaro che poi farà piacere alla squadra in cui andrà a giocare. Al prof.re manzini stefano sto facendo un corso di italiano come lei mi ha consigliato.

  6. Giuseppe 27 marzo 2017 at 10:39 -

    Condivido tutto quello che hascritto Ruggero…anche le virgole

  7. paolo palmieri 27 marzo 2017 at 13:48 -

    Complimenti comunque al ragazzo . L’esperienza che ha fatto non è da tutti , ora deve non buttarsi giù e continuare a giocare e a sognare . Ricordiamoci che quello americano è un mercato estremamente competitivo e bisogna avere grandi numeri per ricevere occasioni di chiamata . Per un italiano stare ” in the show ” è un privilegio durissimo da mantenere . Auguri per il futuro , Federico .

  8. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 27 marzo 2017 at 16:10 -

    Carissimo Ruggero,
    hai detto bene, ad insegnare sono bravi tutti, persino le accademie. Però non basta “insegnare” e non basta “allenare”, bisogna “insegnare a giocare sotto tensione” e a questo scopo non c’è accademia che tenga: serve solo giocare in partite regolari di campionato perché non c’è allenatore o accademia che ti possa allenare al controllo della tensione che condiziona le prestazioni degli atleti al 50% e forse di più. E la tensione non la domini se non giocando, giocando e giocando.
    Purtroppo da decenni si gioca sempre meno, con campionati sempre più brevi e con un ridottissimo numero di squadre.
    Ergo, meno accademie, più squadre nel massimo livello, più di partite di campionato (le amichevoli servono poco a questo riguardo!) in campionati e stagioni più lunghe!
    Credo che Marcon intenda seguire questa strada.

  9. Luigi 27 marzo 2017 at 18:57 -

    Verità sacrosanta! Giocare tanto sotto pressione di avversari e pubblico, solo così si cresce. L’abitudine alla competizione allo stress non si insegna, si impara con centinaia di partite e direi anche con campionati con promozioni e retrocessioni.

  10. Arnaldo 28 marzo 2017 at 00:35 -

    Mi spiace per le affermazioni generiche su Nettuno…
    Ruggero ha fatto la foto perfetta. Non a caso conosce il baseball meglio di chiunque. Soltanto le partite fanno i giocatori.
    Mio figlio, con la squadra di High school, gioca tre (3) partite la settimana e sono gli innings, i turni alla battuta, gli strike out presi a basi cariche con due out che ti fanno capire cosa vuol dire giocare.
    Purtroppo in Italia si gioca troppo poco e solo il campo ti fa crescere.
    Forza baseball, forza Italia, forza Nettuno!!
    Arnaldo
    (Un nettunese in America)

  11. Orlando 28 marzo 2017 at 04:19 -

    Mi spiace molto per Giordani, è un buon giocatore, ma conoscendo il baseball USA non mi stupisco, alla fine le medie contano, e la competizione è enorme.
    Un po’ di numeri: ogni santo anno ci sono 500.000 (avete letto bene) mezzo milione di giocatori di baseball che terminano la High School e sperano di essere “draftati” o di trovare posto in una squadra universitaria. Circa 700 high schoolers ce la fanno ma ben 470,000, il 94%, smette di giocare, giocatori che hanno almeno 10 anni di partite e allenamenti e devono lasciare perché non c’è posto per loro.
    Dei 30,000 che hanno la qualità per giocare nelle università solo 10,000 trovano posto in una Division 1 dove lo sport è più importante dello studio. Di questi 10,000 solo 800 circa hanno poi la possibilità di diventare professionisti e molti di loro durano poco tempo 1 o 2 anni come Federico.

    Con questi numeri si combatte e se noi mandiamo 2 o 3 giocatori all’anno è quasi matematico che verranno poi tagliati.
    Aspettare e farli maturare come dice Bagialemani non è la soluzione, si perde il treno, gli scouts firmano solo gente di 16/18 anni nel mercato internazionale e al massimo 22 anni nel mercato USA. In pratica a 18 anni devi essere veramente bravo, devi aver giocato ad alto livello con almeno 50 partite a stagione, + altre 30 almeno nella Summer League.
    Se ci si presenta con un 20 enne o un 22 enne, si compete con atleti che sono di un’altra categoria, latini che sono delle bestie, o americani che sono stati seguiti sin dal 3º anno della High School.
    Mandarli così presto negli States è un terno al lotto, ma meglio 1 o 2 anni in Rookie league che assolutamente nulla.
    L’esperienza che ha fatto Federico sarà fondamentale, ha visto veramente cosa è il baseball e nonostante il grande rammarico potrà sempre dire di essere stato un professionista nel baseball che conta.

  12. Giuseppe 28 marzo 2017 at 05:47 -

    Ciao Arnaldo in bocca al lupo a tuo figlio ed anche a te…tutto vero è sacrosanto, come ho già scritto sopra sottoscrivo in pieno quello che ha scritto Ruggero, il problema sta: chi le gioca 3/4 partite a settimana? I rooster sono “corti”…Oppure chi gioca (per ipotesi) da aprile a ottobre (7 mesi di baseball!), i giocatori sono tutti lavoratori e non credo riuscirebbero a far coincidere turni di lavoro allo sport…a meno che arrivi una riforma che capovolga questo meraviglioso sport e lo porti verso un semi professionismo.

  13. Stefano Manzini 28 marzo 2017 at 06:29 -

    Ho fatto la stessa domanda ad un giornalista, ma non ho ricevuto risposta, probabilmente per impegni,proverò qui.
    Se come affermate voi giochiamo, giochiamo, giochiamo, sotto pressione o sottovuoto, poco importa, al lavoro chi ci va? Chi manda avanti la baracca? Conosco persone che nella loro vita da giocatore hanno lavorato, studiato, “tenevano” pure famiglia, facevano gli allenamenti e giocavano tre partite, la loro carriera è durata come un lampo.
    Com’è possibile che non riusciate a vedere il livello del baseball in Italia, non solo ora, ma da sempre, guardate un filmato di major ed uno di una nostra buona squadra(non me ne vogliano i giocatori) ci vuole poco per vedere la differenza.
    Non puoi fare due cose in maniera eccezionale, diventare un major e allo stesso tempo un neurochirurgo o un meccanico di moto bravissimo.
    Persone che hanno abbandonato il gioco, perchè dovevano lavorare ce ne sono a centinaia, magari non a 20′anni, ma quando iniziano le “responsabilità” ne ho conosciute parecchie che hanno mollato.
    Hanno mollato e continueranno a mollare perchè il gioco non vale la candela.
    Finita la carriera (pur gloriosa) del giocatore non ti rimane in tasca niente, quindi gioco forza devi lavorare ed arrivi ad un punto che devi porti delle domande e fare delle scelte, se vuoi vivere.
    Chi vive solo di baseball in Italia? A parte Mazzotti?

    Stefano Manzini

  14. Ermejo 28 marzo 2017 at 08:45 -

    Bagialemani dice la sacrosanta verità, partite partite e ancora partite è quello che c’è vo pe il baseball nostro.
    Me scappa daride pe no piagne, quando leggo le interviste de Mazzieri che è contento del risultato al Classic e orgoglioso del lavoro fatto per il baseball italiano.
    Ma mi chiedo orgoglioso de che ? Che per vincere gli europei hai dovuto prendere giocatori che il campionato italiano non sapevano che neanche esisteva, forse orgoglioso che al classico nessun titolare era italiano di Ibl? Farebbe meglio a nascondersi e a vergognarsi del lavoro non fatto.
    Spero che il prossimo manager abbia un occhio di riguardo per il nostro movimento.

  15. andrea 28 marzo 2017 at 21:09 -

    Bagialemani dice cose vere?per Giordani dispiace atutti,sono pienanente d’accordo che diventera’ un Grande giocatore,ma come FA lei sig bagialemani a scrivere che Giordani doveva aspettare 3-4 stagioni in Italia a 20 partite a stagione ed’entrare in competizione con giovani che ne giocano Il triplo,la verita’ e propio quests che in Italia SI arriva Ai 18 anni giocando 8 partite solamente,Il problems e propio questo che nessuno FA niente per Il bene di questo sport investendo nelle giovanili con un programs Ben definito. lei sa molto bene che non a fatto Mai niente a gratis per Il baseball neanche momenti difficili del Nettuno e prendeva comuqne soldi dal sig de Carolis e se ne vantava con I miei concittadini,usi Il tempo che a per I giovani per Insegnare a giocare e lasci le morali ad’altri e vedra che sara’ricordato con affetto nb prima di rispondere rifletta bene non faccia le “scenate”che lasciava vedere in campo qua di allenava

  16. Ruggero Bagialemani 29 marzo 2017 at 06:53 -

    Sig.Andrea io non dovrei risponderle perché,primo non si firma,secondo lei va sul personale e terzo fa affermazioni false mettendomi in bocca cose che io non ho mai detto e fatto.Io non faccio morali,io dico solo quello che penso come un semplice tifoso o appassionato e mi firmo,una cosa però voglio dirle perché lei è un falso,io non ho mai preso soldi dal Nettuno(è anche sbagliato dire De Carolis,perchè lui faceva parte di una Società),il mio stipendio da giocatore più alto(e non ho problemi a dirtelo) è stato di 1.000.000 di lire al mese insieme ad altri giocatori che facevano parte della prima fascia(pur essendo sempre uno dei più richiesti sul mercato),io da giocatore non sono mai andato in sede a chiedere una lira in più di quanto la Società potesse darmi(puoi chiederlo a qualsiasi Dirigente),ho fatto una scelta di vita perché il dott.De Carolis,l’allora Sindaco Antonio Simeoni mi avevano dato un posto di lavoro.Da quando è entrato l’euro come allenatore non ho mai preso più di 800 euro di rimborso spese al mese(questo solo per far sapere di che cifre parliamo visto che lei mi ha calunniato senza firmarsi) e l’ultimo anno io e i miei assistenti abbiamo allenato gratis la squadra(parlo del 2013),questo per il lato sposrtivo poi per il resto le dico che io il mio tempo libero lo spendo come mi pare,secondo non alleno più e non sono dentro proprio perché non mi piace come sono gestite le cose a Nettuno,(settore giovanile e prima squadra,seconda e terza),io non butto il mio tempo per far contenti coloro che vogliono solo apparire sui giornali locali e non lavorano per un unico obiettivo,cioè LO SCUDETTO,il Nettuno è nato per lottare sempre ai vertici,si informi sulla Storia, per finire le mie scenate come lei le chiama sono state sempre per difendere,squadra e Città che veniva calpestata,guarda oggi invece chi viene a Nettuno fa il padrone in tutto se a te e i tuoi amici sta bene cosi non c’è problema perché dovrei allenare o perdere il mio tempo????
    Mi creda io ho molte cose da fare e mi diverto anche(pensi un po’),non voglio essere ricordato non me ne frega un cazzo,quello che ho fatto resta scritto(nel bene e nel male) e nessuno potrà mai cancellarlo.
    E mi creda poi non rispondero più perché non so chi è l’interlocutore,se lei fosse veramente un tifoso o semplicemente un appassionato del Nettuno Baseball o del baseball in generale pregherebbe perché gente come me sia dentro.
    Comunque per rispondere al fatto di Federico(o di altri ragazzi come lui),io intendevo che i suoi istruttori o supervisori avrebbero dovuto avvertirlo e soprattutto avrebbero dovuto cercare di trovargli un altro campionato in centroamerica durante l’inverno che gli permettesse di giocare 4/5 partite a settimana e cosi facendo per 3/4 anni giocando tutto l’anno sarebbe arrivato pronto negli Stati Uniti,comunque le opinioni personali sono belle e varie proprio perché personali(e non morali),le accuse e le bugie sono un altra cosa.
    P.S.
    Sig Colantuono (Direttore del Sito Baseballmania),io la stimo oltre all’amicizia che abbiamo da oltre 30 anni
    le dico adesso e poi non scriverò più sul suo sito se verranno pubblicate ancora accuse,calunnie e falsità senza una firma,delle denunce non mi interessa quelle le fanno i vili e vigliacchi.Saluti a tutti

  17. Indovina 29 marzo 2017 at 07:08 -

    No Maria, io esco, scusami ma non sono d’accordo con Andrea, Maria io esco.

    Tina Cipollari

  18. Giuseppe Troiani 29 marzo 2017 at 17:44 -

    Signor Andrea, per fare certe affermazioni ci vogliono prove veritiere, sul “sentito dire” o “voce di popolo mezza verità” se ne può sentire quanto ne vuole…io di quello fatto in campo da Ruggero come giocatore e manager non ne posso parlare male, di quello che accadeva fuori sono fatti suoi e delle persone da lei citate, per quanto riguarda Federico Giordani mi sono espresso già sopra

  19. Luigi 29 marzo 2017 at 18:34 -

    Mi diverte sempre leggere i commenti del sig. Manzini che sono di una lucidità e pragmatismo assoluto. Ha ragione da vendere e direi purtroppo. Il nostro baseball malato sta implodendo in maniera definitiva. Se si analizza un po di storia passata per capire l’oggi, guardiamo al periodo di maggiore fulgore di risultati e pubblico, erano gli anni 70, poi 80 abbastanza bene fin che benek spendeva i soldini in una certa direzione, di slancio con la riforma dei campionati di Notari (se non ricordo male 86 giù di li) ancora si viveva di rendita; anni 90 sulle spalle di campioni che si sono formati nei grandi club negli anni precedenti e non faccio nomi. Nel periodo post 68 il baseball è stato anche di moda, era un alternativa e tutto quello che era alternativo prendeva piede…Ora viviamo una situazione politica, economica, sociale, profondamente diversa e bisogna renderci conto, con pragmatismo appunto come fa Manzini che la realtà è questa, o ci accontentiamo o ci accontentiamo non si vedono alternative. Il baseball in Italia è uno sport di nicchia di terzo livello, ci sono tre imprenditori che tengono in piedi IBL pagando un esercito di venezuelani con un tozzo di pane e questo è il maggiore campionato, gli altri studenti/lavoratori fanno quello che possono e chi va in america come il nostro nettunese su citato per la maggior parte se ne tornano a casa, con una discreta esperienza che in Italia gli può valere uno stipendio/rimborso spese di 1000, 1500 euro al mese?? e poi? contributi, pensione, se si rompono un braccio che cavolo si mettono a fare? Siamo arrivati che questo sport è “sogno” come dice Crozza nelle imitazioni di Briatore. La realtà è questa, e lasciate in pace Bagialemani che è stato un gigante di questo sport, almeno quando giocava lui gli stadi erano pieni.

  20. Indovina 30 marzo 2017 at 08:33 -

    Andrea provi controllare la SUA tastiera del computer, credo che le abbiano venduto una tastiera corta non QWERTY

  21. flavio orati 30 marzo 2017 at 11:24 -

    Scusate se entro alla fine di questa sequela di “si dice”… e per la verità anche pesanti in una situazione a dir poco disperata per le sorti di questo magnifico sport. Ma proprio perché magnifico, di Sport si tratta !!!! … e di Sport con la S maiuscola per chi l’ha amato e avuto dentro da sempre. Le poltrone, i soldi guadagnati per noi che l’abbiamo giocato – in un’età che poteva permettertelo – sperando di migliorarci sempre di più potendo giocare solo uno scampolo rispetto a chi gioca veramente questo sport, era solo soddisfazione di poter illuderci di imitare gesti atletici e basta. La consapevolezza credo di ognuno di noi di poter ottenere questo era già un risultato, un premio per i sacrifici e il tempo rubato qua e là in una giornata che, se non eri “figlio di papà”, risultava sempre più difficile trovare…. e ricordo con immenso piacere quando potevo giocare…. che addirittura la nostra squadra e dico gli atleti e un pugno di giocatori giovanissimi, ma squadra e affiatata per lo sport, pur di sopravvivere si è costruita e badate bene…. COSTRUITA… DA UN CAMPO DI PANNOCCHIE, UN CAMPO DA BASEBALL… in terra , ma con il m,onte e le reti da pesca che lo cingevano per almeno tre-quattro metri messe giù a turno da tutti noi. E ci abbiamo giocato diversi campionati di C …. diversi lustri fa è vero, ma trainati dalla passione e tassandoci…
    Retorica, è vero, ma sai quanto invidiavo chi poteva scambiare la possibilità di avere un lavoro solo per poter giocare al baseball??? … ebbene, a quei tempi Bagialemani era già un mito…. purtroppo poltrone, budget, arrivismo e sostanziosi finanziamenti hanno rovinato non solo il baseball ma, diciamocela, quasi tutto lo sport inteso nella sua accezione del termine…. scusate ancora, ma solo per aggiungere uno scampolo di storia vissuta… e molti lo sanno!

  22. Stefano Manzini 30 marzo 2017 at 13:12 -

    Sig Orati volevo ricordarle, senza polemica, un altro scampolo di storia, sempre inerente al mondo del baseball mischiato al lavoro.
    Ovviamente non posso parlare per tutti i giocatori italiani della mia epoca, ma posso parlare per molti di loro, perchè io ero presente ai sacrifici che facevano quei ragazzi per un lavoro che gli potesse permettere di giocare.
    Ragazzi e ripeto ragazzi, che per poter giocare il venerdì, lavoravano la domenica, oppure ragazzi che al ritorno dalle trasferte si facevano lasciare direttamente davanti alle fabbriche, ragazzi che supplicavano un lavoro alle società che non arrivava, ragazzi che facevano due lavori.
    Io forse sono uno dei tanti o pochi che non dovrebbe parlare, a me non è andata nemmeno cosi male, ma mi creda sig. Orati chi è riuscito a rimanere ad alti livelli con un lavoro da mandare avanti lo ha fatto togliendo le lancette all’orologio.
    Io non ho la soluzione al problema del baseball italiano, ma so con certezza che, chi continua a fare allenamento due ore al giorno e ne lavora 8/9 difficilmente potrà migliorare.

    Cordialmente
    Stefano Manzini

  23. Giuseppe Troiani 30 marzo 2017 at 17:13 -

    Signor Manzini buonasera, solo per curiosità e se gli va di rispondere, di che anni sta parlando?

  24. Stefano Manzini 30 marzo 2017 at 22:14 -

    Certo ci mancherebbe.
    Da quando è nata la federazione e stanno ancora continuando.
    Quello che invece ho detto precedentemente parte dagli anni 70 passa agli 80 e finisce con inizio anni 90.
    Ovviamente (come tutti sanno) non comprendeva tutti i giocatori.

    Cordialmente
    Stefano Manzini

  25. Luigi 1 aprile 2017 at 10:29 -

    Bravo Orati e anche Manzini, chi è passato per quel periodo si ricorda bene lo spirito che ci animava. Qualcuno è riuscito a toccare il cielo con un dito arrivando in serie A ma a costo di sacrifici immensi. Giustamente chi deve o doveva lavorare difficilmente riesce ad allenarsi più di due ore non al giorno ma anche alla settimana. Penso che nessuno abbia la ricetta per il rilancio di questo sport, solo bisognerebbe forse tornare allo spirito di quegli anni; ma ora abbiamo a che fare con la globalizzazione, i ragazzi che riusciamo a coinvolgere fanno parte della generazione You Tube o Facebook, insomma i tempi e le persone sono molto diversi. Credo anche che quelli come noi si siano divertiti e siano stati fortunati, anche di costruirsi un campo dalle pannocchie. Sensazioni e gli stati d’animo vissuti in tal senso rimangono per sempre e non credo che i ragazzi di oggi, poveri, che se non hanno due paia di guantini non si avvicinano nemmeno alla battuta, potranno mai capire.
    Buon baseball.