Sentenza Pillisio. L’Avv.Milita:”Ricorreremo alla giustizia ordinaria”!

Pubblicato il Lug 19 2019 - 4:48pm by Redazione Baseballmania

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Altri 60 giorni di interdizione per Simone Pillisio dopo la sentenza del Tribunale Federale FIBS. L’accusa è quella di aver agito come presidente del Rimini e di direttore sportivo del Nettuno City nonostante la precedente interdizione di 120 giorni inflitta dalla precedente sentenza nei confronti dello stesso Pillisio.

Questa seconda sentenza si va ad incastrare in mezzo con un terzo procedimento di cui ci sarà dibattimento in sede di Tribunale federale il prossimo 23 luglio e che vede coinvolti oltre a Simone Pillisio anche il Rimini ed il Nettuno Baseball City.

Per restare a questa seconda sentenza va considerato che l’intervento in extremis dell’Avv. Cristian Milita (nominato da Pillisio il giorno stesso dell’udienza) ha sortito l’effetto di limitare i danni, infatti Simone Pillisio ha subito un’interdizione di soli sessanta giorni.

Si è evitato cioè il meccanismo del raddoppio di pena del Tribunale federale rispetto alla richiesta del procuratore federale così come avvenuto nel precedente provvedimento. A causa della recidiva, vi era un rischio alto di un inasprimento della pena rispetto alla precedente sanzione di 120 giorni di sospensione.

L’Avv. Milita non è però soddisfatto del provvedimento, ed ha espresso il suo disappunto in una nota arrivata alla nostra Redazione:

“La sentenza non fa onore alla verità dei fatti ed alla buona fede del mio assistito”, scrive il legale che pertanto preannuncia impugnazione ed azioni legali nelle opportune sedi compreso il ricorso alla giustizia ordinaria perché: “lì il mio rappresentato si sente più tutelato”, conclude l’Avv.Milita.

 

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. FABBRI ALESSANDRO 20 luglio 2019 at 04:24 -

    E perché mai rivolgersi alla giustizia ordinaria quando è normato che anche gli ex tesserati sono assoggettati alla giustizia sportiva sino al suo esaurimento per i fatti avvenuti in costanza di tesseramento? Dirò di più. È assoggettato alla giustizia sportiva chiunque operi a favore di una società sportiva, anche se non tesserato. Infatti la violazione delle norme dello statuto e delle norme federali, da parte di
    dipendenti o di persone anche non tesserate che agiscono in violazione di norma a favore di una società sportiva e anche all’insaputa di questa, è rilevante ai sensi dell’art.1 bis, comma 5, C.G.S., e determina una applicazione diretta
    dell’art. 18 C.G.S. a carico della Società. La giustizia sportiva ha i suoi riti e le sue regole e quando ci finisci dentro ti spacca le ossa. Pertanto, mi pare lapalissiano, non bisognerebbe finire nei suoi ingranaggi.

  2. Stefano 20 luglio 2019 at 09:50 -

    Due appunti sulla ‘buonafede’ dell’Assistito:
    1) la gestione dei prestiti dal Rimini al Nettuno poteva benissimo essere gestita dal CD del Rimini piuttosto che direttamente dal Sig. Pillisio.
    2) l’attività svolta dal Sig.Pillisio per conto del Nettuno è palese, il fatto che il Sig. Pillisio non avesse cariche ufficiali all’interno dello stesso Nettuno è in netto contrasto con la teoria della ‘buonafede’.
    L”omicidio, quando è colposo, omicidio resta! Niente sedia elettrica, ma sui 60gg di interdizione ci sarebbe da accendere un cero a più di un Santo, piuttosto che ricorrere ad una Giustizia cui non competono i fatti