Rieletto alla presidenza della FIBS con il 58,51% dei voti. Lo sfidante Massimo De Luca si ferma al 41,49%. E’ la vittoria del movimento che ha premiato il “buon governo” in Fibs degli ultimi quattro anni

Pubblicato il Nov 7 2020 - 7:37pm by Redazione Baseballmania

Il rinnovato Consiglio Federale FIBS

Con il 58,51% dei voti, Andrea Marcon è stato eletto Presidente della Federazione Italiana Baseball Softball per il quadriennio 2021-24.

Il candidato Massimo De Luca ha ricevuto il 41,49% dei consensi. Alla 36esima Assemblea Elettiva, tenutasi alla Tuscany Hall di Firenze, ha votato il 92% delle società aventi diritto.

Dopo l’elezione del Presidente, l’Assemblea ha espresso le sue preferenze per i consiglieri federali. Il nuovo Consiglio Federale sarà composto da Roberta Soldi (9,53% delle preferenze), Barbara Zuelli (8,81%), Marco Mannucci (8,32%), Aldo Peronaci (7,1%), Barbara Menoni (6,6%), Luigi Cerchio (6,23%) e Gigi Mignola (5,87%). I rappresentanti degli atleti saranno Alessandro Maestri (31,52% dei voti) e Daniela Castellani (20,65%), mentre il rappresentante dei tecnici sarà Alessandro Cappuccini (51,9% dei voti).
Come Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti è stato eletto Alberto Rigotto con il 36,4% delle preferenze.
E dunque la FIBS resta saldamente nelle mani di Andrea Marcon. Un risultato che premia l’ottimo lavoro fatto dal presidente in carica negli ultimi quattro anni. E’ senza ombra di dubbio la strada migliore che baseball e softball potevano prendere in questo momento. Una strada concreta, indicata da dirigenti che non hanno bisogno di “Direttori Generali” a cui affidare chissà quali incarichi e responsabilità il giorno dopo del voto. Ai posti di comando ci va chi prende i voti, non chi viene designato da chi vince. Il movimento ha capito benissimo tutto quello che c’era intorno al candidato Massimo De Luca, ed ha votato nel migliore dei modi. I tempi di Everardo Dalla Noce sono lontani, qualcuno ha pensato che invece lo stesso giochino poteva funzionare anche a distanza di qualche decennio. Fortunatamente oggi in Italia i dirigenti delle società di baseball e softball non sono così sprovveduti come qualcuno pensava. Soprattutto non abboccano a campagne denigratorie costruite ad arte da qualche sciamano social! Bastava vedere oltre la figura del candidato presidente, persona di grande carisma e grande professionista della comunicazione, per rendersi conto che di nuovo non c’era veramente niente. Come in realtà è successo, il voto parla chiaro. Ha vinto Marcon!
Foto K73/NADOC

10 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Sebastiano 7 novembre 2020 at 21:28 -

    Buon lavoro !!! Presidente

  2. Angelo 7 novembre 2020 at 22:09 -

    La scelta migliore, la scelta più logica. Complimenti anche alla redazione che ha confezionato questo articolo che sintetizza con chiarezza tutto lo scenario. Complimenti a Baseballmania per il neutrale e professionale comportamento che ha saputo tenere, al contrario di qualcun altro. Solo dopo il risultato definitivo Baseballmania ha espresso il suo pensiero. Complimenti ancora a Baseballmania. Buon lavoro ad Andrea Marcon.

  3. Angelo 7 novembre 2020 at 22:22 -

    Magari mi sbaglierò, ma la cosa più incoerente, che fortunatamente non si vedrà, sarebbe stata quella di vedere nel gruppo di De Luca dei personaggi che anni addietro avevano corso contro Claudio Carnevale. Sarebbe stato assurdo. Una volta tanto hanno prevalso la ragione e la razionalità. avanti tutta con Marcon! Nell’altra dimensione dalla quale ci può osservare con distacco e serenità anche il mio grande amico Tonino Micheli sarà contento per questo baseball e questo softball.

  4. Roberto 8 novembre 2020 at 10:08 -

    Sono felice della vittoria di Marcon e condivido i contenuti dell’articolo. Mi auguro comunque che la nuova gestione possa tenere nella giusta considerazione che il 41% delle società avrebbe preferito un’altra soluzione. Non sono poche, e bisognerà cercare di capire le motivazioni dello scontento, a parte quelle generaliste e qualunquiste sempre presenti.

  5. Alina G. 8 novembre 2020 at 16:19 -

    E’ stata una stranissima campagna elettorale, come era stato uno strano quadriennio. Sia sul territorio in questi quattro (tre) anni, sia in questo mese sui social media (che peraltro hanno dimostrato , a Firenze come in America, di non contare in realtà un cazzo), è stato evidente che per qualcuno “Salsomaggiore non era ancora finita”.

    Tutte le pressioni, gli attriti, le vendettine che potevano essere esercitati dal gruppo dirigente degli anni 2000/2016, sono stati esercitati. In questi anni e in questo mese.

    Spero che quello che è accaduto ieri (Marcon ha preso la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Per alcuni consiglieri c’è stato un plebiscito) dia chiaramente il messaggio di guardare a oggi e a domani, perché il passato non è recuperabile. Le rendite di cui qualcuno ha nostalgia sono finite. Finite nella realtà, non solo nell’urna.

    “La RAI” non esiste più, e se esiste non è quella di dieci anni fa. Come si fa a vivere di nostalgie?

    I “grandi eventi concentrati nelle metropoli” non li gestisce più nemmeno il rugby.

    I “Grandi Sponsor” sono da Conte col cappello in mano, stremati da dieci anni di crescita zero e undici mesi di pandemia.

    La Scuola cambierà ancora (se ci saranno i docenti di Motoria, tanti saluti al reclutamento locale “dall’aula al campo”, occorrerà un sistema).

    La Nazionale softball è alle prese con un sogno meraviglioso, mai visto da decenni, ma immerso in una tragedia mondiale che impedisce di viverlo con gioia. Le ragazze rischiano la pelle per andare al campo a allenarsi. In questo contesto, che senso aveva candidarsi per rivendicare polemicamente la nostalgia del proprio ruolo personale nella chiamna di un bunt nel 2012?

    Sono stati sconvolti da problemi economici e manageriali (e stanno mostrando le @@ rinascendo) due capisaldi come Rimini e Nettuno: che senso ha che ancora ieri sera, a assemblea chiusa, qualcuno ringhiasse rivendicando (con toni da querela) le poste di bilancio del 2008 relative al Quadrifoglio di Parma? Aizzato da qualcuno che a Rimini e Nettuno è passato come le cavallette?

    Il tempo passa.

    Chi si era candidato per nostalgia di se stesso, per vendetta, per rivalsa, per far durare ancora quattro anni la vigilia di Salsomaggiore,

    può per favore fare un passo indietro, definitivo, lasciar perdere nei prossimi quattro anni telefonate minatorie, insulti, arroccamenti, dispetti,

    e lasciar accadere il futuro?

    E del futuro c’erano elementi anche nella lista “intestata” a De Luca:

    in primo luogo la persona vera e propria di De Luca, che spero mediti sul ruolo che potrebbe avere, da amico e da competente, senza la zavorra che lo ha accompagnato in questo mese, e che ha straparlato a nome suo;

    e poi Maestri, Menoni: bella gente, belle storie.

    Ma non era possibile accettare che facessero da grimaldello per chi non riesce ancora a ammettere le sconfitte del passato… come fa a vedere e preparare le vittorie del futuro? (E saranno vittorie risicate, partite chiuse, decise da squeeze. Di marce trionfali qui non si parlerà ancora per un decennio).

    Pensateci.

    Deponete le armi.

  6. saltamartin 8 novembre 2020 at 18:04 -

    Concordo con Alina.

  7. Angelo 9 novembre 2020 at 12:38 -

    Grande commento quello di “Alina G.”!
    Mi permetto di sottolineare il mio profondo rammarico nel registrare la presenza di un paio di persone a mio giudizio valide, candidate per il Consiglio Federale, purtroppo schierate dalla parte sbagliata e che hanno inevitabilmente pagato dazio.

  8. saltamartin 9 novembre 2020 at 17:47 -

    Andrà bene Marcon, ma sarebbe andato altrettanto bene De Luca, nel senso che ben poco c’è da fare se non si capovolge il modo di “pensare” il baseball italiano.

    Alcuni interventi ascoltati a Firenze sono stati piacevoli, e qualcuno anche interessante, invece è stato livoroso e davvero inopportuno, l’intervento di un astioso ex manager di Nazionale – del quale non scrivo il nome per facilitarne l’oblio – che ha sottolineato, in modo sportivamente sleale, le sconfitte delle varie rappresentative azzurre nel quadriennio appena concluso.

    Addirittura – miles gloriosus de noantri – Egli ha voluto rimarcare le “sue” vittorie, elencandole tutte, ma stranamente dimenticandosi di un penultimo posto in un Mondiale privo di Grandi (e addirittura vinto dall’Olanda), e che l’unica sconfitta per manifesta (!) che ci ha inflitto la stessa Olanda in sessant’anni l’ha subita il suo Team Italy!

    Peccato che nessuno gli abbia rinfacciato che se nel suo (purtroppo lungo) mandato avesse chiamato meno paisà, adesso gli Italiani avrebbero maturato l’esperienza necessaria per competere a quei livelli.

    Caro ex manager, l’Età dell’Oro della Nazionale Azzurra è stata con Ambrosioni, dunque tu (e il tuo Turibolario as well) potete lucidare le vostre medaglie quanto volete, ma sempre di latta rimarranno.

  9. Alessandro Fabbri 10 novembre 2020 at 11:43 -

    Scriverei questo
    L’Assemblea di Firenze ha confermato che il sistema baseball ha rigettato un’altra volta il nuovo che avanza
    Evidentemente il 58,51% dei facenti parte preferiscono mangiare da soli il pane secco fatto in casa che dividere una torta portata da un ospite
    E comunque De Luca ce l’avrebbe avuta dura in un mondo così retrogrado che preferisce continuare a farsi male da solo.

  10. Alessandro Fabbri 10 novembre 2020 at 11:51 -

    E aggiungerei che alla fine non direi che non solo si fa male da solo ma rifiuta di ammettere che la crisi che c’è nel nostro sport abbia bisogno di forze fresche e idee nuove se non di una vera strategia per riprendere il dialogo con le amministrazioni gli sponsor e il pubblico, con cui si sono persi i contatti.
    Il baseball deve tornare un ecosistema e perdere le sembianze di egosistema.
    L’arrivo di De Luca avrebbe portato un’innovazione di significato che tra le innovazioni e’ quella più profonda