Padova, si dimette Gianni Boldrin il tecnico delle giovanili Red Hawks

Pubblicato il Mag 21 2018 - 9:20am by Flavio Orati

Gianni Boldrin non sarà più il tecnico per le giovanili dei Red Hawks di Padova. Il plurisessantenne tecnico padovano ha rassegnato le proprie irrevocabili dimissioni dall’organizzazione satellite del Tommasin, nata l’inverno scorso contestualmente alle Braves del softball, per rendere indipendenti le due attività.

Con i suoi 47 anni di presenza nella terra rossa, gli aquilotti biancorossi perdono una roccia, una memoria storica fondamentale del baseball padovano che ha calcato tutti i diamanti regionali dai primi anni all’Arcella, via via seguendo il pianeta baseball in tutte le sue evoluzioni senza mai far mancare il suo sereno apporto di un consiglio o di un’osservazione sulla tecnica di lancio per migliorare il benessere di ogni ragazzo che si avvicinava a questo meraviglioso sport.

“Con amarezza ho dovuto fare questo passo – dice Gianni a denti stretti – perché la mancanza di rispetto e l’educazione che ci insegna questo nostro sport ad essere tutti uniti e lavorare assieme per la crescita della squadra e del movimento che nel mio caso sono venuti meno, conferma la mia decisione”.

Una decisione che comunque non incide nell’amore che ha per questo favoloso sport assicurando la propria disponibilità alla gestione del Plebiscito come è sempre stato, e che ha visto Gianni Boldrin esordire nel ’71 e giocare poi come lanciatore per i seguenti 15 anni fino a salire sulla collinetta in serie B, per poi avvicinarsi al difficile compito di preparatore dopo il primo corso da allenatore tenutosi per una settimana a Roma da Tom Giordano (ex MLB) nel lontano 1983.

Questa esperienza l’ha portato ad essere responsabile DRT Veneto per 12 anni. Nel corso di questi anni ha ideato ed organizzato 10 edizioni della convention regionale del Veneto, la prima regione in questa esperienza, portando anche due corsi per istruttori e uno per allenatori affiancandovi anche due corsi multimediali e molteplici clinics sia per il baseball e sia per il softball.

A coronare tutto ciò la ode ottenuta dalle mani di Giorgio Fanara (all’epoca presidente del CNT) tanto da consentirgli di organizzare e condurre come docente 6 corsi di 1°livello formando 80 tecnici nelle sedi di Padova, Rovigo, Castelfranco, Verona e Ponte di Piave e 4 corsi come direttore tra il 2014 e il ’17.

Direttamente sulla terra rossa del Plebiscito di Padova, poi, Gianni Boldrin come pitching coach nel 2013 ha vinto il campionato di serie A federale e la Coppa Italia conquistati solo grazie a lanciatori italiani – solo 4 games con un venezuelano – nell’anno del passaggio alla IBL del Tommasin.

E difficile e lungo l’elenco per enumerare tutti i successi inanellati nei diamanti veneti dallo storico formatore padovano che ha sulle spalle ben 31 Conventions nazionali e primo tecnico nel Veneto ad introdurre la meccanica di battuta di uno tra i grandi hitting coach americani, Jim Lefevre, che ha conosciuto personalmente a Tirrenia con Delmonico, Hurst. ed altri  noti coach di ML quando hanno tenuto il try out con 50 tra i migliori atleti d’Europa ed Africa.

Che dire poi dei corsi di pitching coach con Brent Storm e sempre in sede accademica con Holmberg, di tiro con Wolfhort  – seguendo anche Paganelli , Scerrato e Cretis -stringendo la mano anche ad uno degli Hall of Fame , Rod Carew, oltre che seguire i numerosi clinics in terra toscana per interni-esterni e ricevitore; preparazione atletica e scouting.

Con la Federazione, tra l’altro, per 10 giorni è andato all’Università di L’Avana, Cuba, e con la voce spezzata, Boldrin conclude:”…peccato sia “vecchio”, non si finisce mai di imparare!”.

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Franco Ludovisi 21 maggio 2018 at 17:52 -

    Gianni, se vuoi parlare ancora di baseball ci sono sempre io a disposizione: per quel che posso!

  2. giovanni 22 maggio 2018 at 07:22 -

    fa pensare il fatto che lasci una delle figure storiche della piazza padovana (al di la del curriculum). Proprio ora che finalmente, dopo anni di trascuratezza, il settore giovanile all’ombra del Santo sembra riprendere vigore; ora che di tecnici capaci e autoctoni sembra esserci maggiore bisogno. Peccato speriamo che ci ripensi e, a bocce ferme, si trovi una soluzione con il giusto compromesso che accontenti tutti. Tuttavia rileggendo l’articolo, valutandone esperienza e competenze, non si capisce come mai una persona di questo spessore, non abbia modo di ricoprire all’interno dell’organigramma societario, un ruolo di maggiore responsabilità e non sia relegato alla sola manutenzione dell’impianto. In qualsiasi delle società nelle vicinanze troverebbe tranquillamente posto come direttore sportivo e forse lo farebbe anche gratis.

  3. gianni boldrin 24 maggio 2018 at 11:30 -

    Grazie cari amici della vostra stima e riconoscenza. Non è facile da digerire quado una persona che si ritiene intelligente grida, offende e ti prende per le spalle, tra l’altro ingiustamente.