Padova, dopo i Pirati si “gira pagina” e si lavora per il Godo

Pubblicato il Apr 8 2015 - 5:15am by Flavio Orati

Estrada, Smith e Aluffi

“Giriamo pagina”. Il giorno dopo la doppietta contro i Pirati, da bordo campo è una giornata come tutte le altre: stazioni di lavoro individuale, allievi e ragazzi che si alternano nel diamante con i coach che seguono lo svolgimento corretto dei fondamentali, batting tee occupati dai giocatori che correggono lo swing, il softball che si allena dall’altra parte agli esterni. Tutti sono carichi di un’archiviata soddisfazione e con già un occhio a venerdì prossimo per la trasferta a Godo. “Abbiamo ancora 24 partite che ci impegneranno al massimo, dice Smith, e dobbiamo lavorare di più per raggiungere una maggiore sicurezza e poter giocare al meglio il nostro baseball”. Speriamo che una mano venga anche dalle temperature più miti, aggiunge Ciccio Aluffi il tecnico piemontese al suo secondo anno a tempo pieno nel Tommasin Padova. Dopo tre anni come manager alla Juve98 oggi si occupa anche del settore giovanile della società padovana affiancato da Alessandro Rosa Colombo con il quale ha già lavorato in Accademia Piemonte.

Khelyn Smith a lavoro anche con i ragazzi del settore giovanile

Completa il suo profilo di fondo l’attività di scouting che lo vede impegnato da anni a pescare tra i talenti dei giocatori nei campionati ispanici. Ed una buona mano ce l’ha messa lui per far arrivare quest’anno nel capoluogo Veneto il pitching coach Horacio Estrada, entrato fin da subito in perfetta sincronia con l’intero team per modellare l’atteggiamento sia dei lanciatori sia degli altri giocatori in difesa ed in attacco. Ma molta soddisfazione mi stanno dando tutte le attività giovanili che tra minibaseball, ragazzi, cadetti, allievi ed under21, posso contare su più di 65 atleti. In questo senso devo ringraziare la società dello spazio che mi concede e che mi ha permesso di rivedere tutto il sistema di gestione delle attività attuando un programma biennale per ottenere un roster costante e condiviso secondo una scansione temporale adeguata che ci possa permettere di valutare il lavoro fatto. Un lavoro che, negli ultimi quattro mesi, mi ha impegnato a fondo proprio sulla tecnica individuale orientando i giocatori a lavorare bene per trovare la migliore coordinazione e il giusto ritmo”.  Oggi abbiamo infatti un organico sicuro, più maturo rispetto lo scorso anno e che già in questa prima fase del campionato ha dimostrato di saper cogliere meglio le occasioni che si sono manifestate. Un maggior impegno lo stiamo comunque cercando tutti assieme per incrementare la potenza dei pitchers e ottimizzare il controllo di palla. In sostanza non posso che essere soddisfatto di quanto abbiamo fatto fino ad oggi, senza dimenticare che il campionato è ancora lungo e che la concentrazione deve essere davvero crescente giornata dopo giornata, per non perdere mai di vista il nostro primo obiettivo che ci siamo prefissati.  Giocare i play off

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!