OTTIMISMO O REALISMO?

Pubblicato il Gen 19 2020 - 9:52pm by Ezio Cardea

Rondon Dobboletta

Massimo Moretti fa una interessante “chiacchierata”  http://www.baseballmania.eu/notizie/serie-a1/intervista-con-il-grande-seconda-base-della-fortitudo-e-della-nazionale-azzurranonostante-tutto-il-livello-del-nostro-campionato-e-il-piu-al    con uno dei migliori giocatori italiani di baseball, Alessandro Vaglio, nella quale si parla della “sofferenza” del baseball italiano ma anche di una certa visione ottimistica da parte del predetto indiscusso campione della Fortitudo.

 

Dopo alcune considerazioni condivisibili, Vaglio conclude con un sorprendente invito a non  usare zoppo come termine quando si presenta un prodotto, al campionato manca una squadra vero per una grande perdita, ma le altre squadre si sono rinforzate con i migliori giocatori di Rimini rendendolo ancora più competitivo”e quindi aggiunge: “più competitivo suona meglio che zoppo se mi permettete…”

 

Certo che permettiamo!  Ma questo modo di guardare il lato positivo delle cose (ammesso che sia positivo  l’irrobustimento di alcune squadre  con atleti provenienti da altre dissolte invece che con quelli dei propri vivai) mette  in evidenza un vantaggio, quello di giocare di più,  ma copre e quindi a non aiuta a risolvere  una  negatività, quella che ha portato ad un massimo torneo con soli tre Club competitivi.

 

Il comunque lodevole atteggiamento di chi vuol vedere il lato positivo delle cose induce Vaglio ad una contraddizione nell’affermare:  Dieci squadre sono un salto in avanti rispetto lo scorso anno, l’importante é giocare il più possibile, é la chiave per migliorare”.

 

Mettiamoci nei panni dell’ottimista e teniamo conto delle  positività di cui sopra ovvero:  sparizione di un club e rinforzo di quelli superstiti, e allargamento del campionato per giocare di più e crescere. Se sono cose positive, mettiamole insieme e … cosa ne esce? La fisionomia del prossimo campionato, ammesso che sarà composto da 10 squadre e, in caso positivo, se tutte e 10 arriveranno al traguardo.

 

Nessuno mette in discussione l’alto livello di almeno tre Club e la forte competitività nelle gare che li vedranno contrapposti, ma in campo vi saranno  altre 7 squadre di livello decisamente inferiore (salvo buone ma poco probabili sorprese)  con gap tecnici in alcuni casi probabilmente eccessivi: allora tutto il campionato ne soffrirà ed il pubblico,  la cui abulia sarebbe più che giustificabile,  continuerà a diminuire in proporzione  al decrescente numero di partite agonisticamente accettabili. Com’è nell’ordine naturale delle cose.

 

Sempre a proposito della citata frase “Dieci squadre sono un salto in avanti …”, tale affermazione suona come critica alla politica  della precedente dirigenza federale che con IBL ha ridotto ad 8 le partecipanti  al massimo torneo nell’intento di alzarne la qualità.  Ma il fatto, sicuramente condivisibile, che l’allargamento sia un passo in avanti, non vuol dire che si debba attuarlo  senza creare le condizioni per cui non si ripetano i “tonfi” del passato.

 

C’è quindi da chiedersi cosa ha fatto l’attuale dirigenza federale per rendere possibile un campionato a 10 senza il rischio di un inaccettabile “déjà vu”:  nulla, nessuna politica è stata messa in atto dalla Federazione.

 

Finora la crisi del baseball è stata ingiustamente attribuita ad incapacità dirigenziale o alla crisi economica del Paese:  di conseguenza è stata accettata come fatto ineluttabile. Ma la vera causa è un’altra:  la perdita di “appeal” del baseball tra i grandi media e la conseguente perdita dei grandi sponsor di un tempo.

 

Avendo ignorato questo problema e che il baseball quanto a risorse si è ormai riposizionato su aziende di importanza locale (grazie ai media locali che sono sempre rimasti fedeli), la Federazione non ha agito di conseguenza:  per cercare di mantenere ad 8 il numero delle squadre in  prima serie la Federazione non ha fatto altro che confidare di anno in anno nei sacrifici di alcuni Club la cui disponibilità è stata poi malamente e duramente ripagata.  Nessun provvedimento è stato preso dalla precedente dirigenza federale, salvo la riduzione del numero delle partite settimanali. Neppure l’attuale dirigenza ha messo in atto politiche tese ad invertire la rotta, essendosi limitata a manifestare l’intenzione di allargare  la partecipazione al massimo campionato e di chiedere: chi ci sta?

 

La situazione è pertanto tuttora identica a quella che ha provocato tanti défault:  il tentativo di mantenere alta la qualità del massimo torneo non ha sortito l’esito voluto di riaccostare al baseball l’interesse dei grandi media, dei grandi sponsor e del pubblico.

 

Detto questo c’è da chiedersi se l’imminente inizio di stagione che vedrà in campo 10 squadre sarà un salto in avanti o dovremo continuare ad assistere alla terribile capitolazione di altri  Club, anche storici.

 

C’è anche da chiedersi cosa fa ritenere che non si ripetano le disastrose “promozioni per merito” che hanno indotto la precedente dirigenza federale ad abolirle.  Abolizione che peraltro non ha evitato il ripetersi di défault che, cessati  tra le neo promosse, sono continuati tra le veterane del massimo campionato. La risposta è semplice:  non è stata rimossa la ragione del loro accadimento costituita, ripeto, dalla perdita di “appeal” tra i grandi media e  conseguente perdita dei grandi sponsor.

 

Insomma, si può capire e condividere la necessità di essere ottimisti, ma bisogna assolutamente evitare di mettere la testa nella sabbia per nascondere alla vista quei mali che affliggono il nostro baseball: sarebbe un atteggiamento consolatorio che lascia il movimento in balia degli eventi, privo della guida da parte di chi statutariamente ha quella responsabilità.

 

L’articolo  ha avuto l’onore di ricevere il commento di un grande del nostro baseball, l’Hall of Fame“ Franco Ludovisi,  che giustamente suggerisce:   “parlate bene di quello che il nostro sport fa bene e non solo male di quello che purtroppo il nostro sport fa male”.  Caro Ludovius, sono d’accordo sul fatto che la critica quando è fine a sé stessa è solo autolesiva, ma non quando è fatta allo scopo di evidenziare ciò che non funziona, di sollecitare strategie correttive, di indicare le ragioni che provocano questo declino che pare inarrestabile, ragioni troppo spesso e troppo comodamente liquidate con l’addossarle alla crisi o alla incapacità dei dirigenti …

 

Quindi, ben venga chi mette in luce le cose belle e l’entusiasmo che ancora c’è in determinati ambiti del movimento, specie quello giovanile che, guarda caso, è più autogestito dagli stessi attori (giovani atleti, tecnici, genitori dirigenti … ) che dalla Federazione. Ma c’è anche bisogno di chi in modo cosciente e con intenti costruttivi denunci ciò che provoca il continuo declino affinché chi di dovere si attivi ed abbia il coraggio di governare invece di farsi governare dagli eventi.

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Alda 21 gennaio 2020 at 13:42 -

    CARDEA: “per me numero uno!!”
    Per dirla alla Dan Peterson
    Poi io sono per il REALISMO: con coloro che lavorano a testa bassa, senza se e senza ma,si può fare qualsiasi cosa senza tanti clamori, riescono sempre ad evidenziarsi ed eccellere.
    Con il loro esempio diventano inconsapevolmente trascinatori, solo cosi riescono a difendere ciò che non si vuole perdere.
    L’OTTIMISMO, invece, lo lascio agli autorevoli inbonitori che nello sport ed in politica abbiamo a gogo’.
    Alla fine tireranno sempre il carro i realisti.

    • luigi 22 gennaio 2020 at 11:37 -

      Concordo al 100%. Sia per il numero 1 che per il resto. In questo paese si va avanti a forza di volontariato, ne è orgoglioso i nostro Presidente della Repubblica nei discorsi di fine anno e nelle varie occasioni non manca di sottolinearlo. Tuttavia mi viene una riflessione: più volontariato c’è e più evidente è che mancano le istituzioni in settori dove dovrebbero essere più presenti, dove aumenta il volontariato è dove lo stato il wellfare è fallimentare. Allora non ci sarebbe tanto da gioire anzi. Il nostro microcosmo baseball ne è un esempio calzante, il movimento si regge in gran parte su persone che si danno da fare con senso di gratuità e passione, il problema è che sono sempre di meno, molti sono quelli che hanno vissuto gli anni d’oro di questo sport ma per forza di cose smettono ovviamente un bel momento devono abbandonare dietro di loro poco o nulla. In questi giorni le società meglio attrezzate si propongono alle altre per organizzare tornei di winter league o i tornei estivi Luglio – agosto, non sono gratis ovviamente, tutto serve a fare giocare di più i nostri ragazzi ma a spese dei genitori o delle società se ne hanno, quasi sempre sono a prezzo politico lo scopo è solo giocare e divertirsi ed integrare a quel minimo sindacale che fa la fibs sempre con tanto volontariato. Si va avanti così passo dopo passo. Dobbiamo solo essere consapevoli che il movimento è questo, poi esistono delle isole felici le solite.

  2. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 22 gennaio 2020 at 00:29 -

    Cara Alda, purtroppo chi pensa sia pure in buona fede di diffondere ottimismo evitando di parlare del reale stato delle cose, in realtà induce ad uno spirito rinunciatario, che è proprio l’esatto contrario di ciò di cui ha bisogno il nostro baseball.