Opening Week…

Pubblicato il Apr 1 2019 - 6:16pm by Allegra Giuffredi

Come ogni anno, anche in questo 2019 si è aperta la stagione di baseball più classica che ci sia, ossia quella del baseball statunitense.

I Cubs hanno iniziato con un bel 12 a 4 contro i Texas Rangers ad Arlington, in una delle gare tra la National League e l‘American League, con tanto di DH, ossia di battitore designato, caratteristico dell’American dove milita Dallas e che invece non c’è nella National League.

Ma a parte questi tecnicismi, forse un po’ noiosi, specie se si conosce il gioco, ma che spero sempre possano attirare l’attenzione e la curiosità di qualche nuovo avventore del “batti e corri”, come ogni anno la MLB stupisce con un’anteprima sontuosa tra Oakland e Seattle giocata in Giappone e conclusa con l’affermazione in un doppio incontro di Seattle.

Ebbene sì! il primo match dell’anno si è giocato in terra nipponica ed in particolare a Tokyo, dove notoriamente il baseball è particolarmente seguito ed amato.

Mi chiedo se sia fantascienza ipotizzare che da qui a cinque anni, si possa giocare una serie iniziale anche in Italia, magari a Roma o a Nettuno, se non proprio a Bologna o dove meglio si ritenga: sarebbe un mega spot per il nostro sport.

A Bologna infatti, ancora si ricorda di quando diversi anni fa gli All Blacks neozelandesi, ossia il top del top del rugby mondiale, vennero a giocare contro la Nazionale italiana allo stadio Dall’Ara: ci asfaltarono, come normale che sia, ma la Haka iniziale e tutta la ritualità del rugby, che tanto giustamente piace e mi piace, sono rimaste impresse nell’immaginario collettivo ed ancora si ricordano …

Ma ci pensate che bello sarebbe, se l’inizio delle MLB si giocasse in Italia, dove c’è una tradizione e dove ci sono clubs con una storia e che quanto meno hanno fatto e fanno la storia del baseball europeo?

Quest’anno, come già ricordato più volte e non solo da me, si giocheranno due incontri tra Boston e gli Yankees a Londra, dove, non sanno niente di baseball, ma dove si giocherà a baseball …

Che senso ha? Evidentemente un senso c’è: ci sarà sicuramente un “business” poco romantico, ma molto pratico, conoscendo i britannici, ma tant’è!

Lo stadio sarà pieno, la prevendita credo sia andata già sold out e da tutta Europa arriveranno a frotte e a pacifici “plotoni e fiancate”, anche dall’Italia, per vedere quella partita e questo vuol dire un indotto di gadgets, merchandising, turismo, pernottamenti e così via, da paura!

E allora mi chiedo, perché non impegnarsi a portare anche da noi la MLB per un esordio italiano, dal sapore e il contesto italici: un successo assicurato, sempre che ci si metta di “buzzo buono” e con metodo.

Di recente, la nostra Nazionale è andata negli USA a giocare una serie di incontri, in Arizona, durante lo spring training e giustamente è emersa qualche perplessità, ma in fondo è pur sempre un modo per farsi conoscere, anche, perché l’Italia gode di un fascino molto più alto di quel che crediamo.

WordPress Author Box
Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 2 aprile 2019 at 10:54 -

    Carissima Allegra,
    se la MLB ha ritenuto di esibirsi a Londra ritengo che, oltre al probablissimo scopo di business da te supposto, credo e anzi spero che vi sia sotto anche qualche serio progetto inglese di lancio di questa disciplina.
    Se così fosse, evidentemente il progetto inglese, a differenza di quello a suo tempo proposto a MLB da Fraccari, è ritenuto valido e ben impostato. A parte il business, l’espansione del baseball in qualunque parte del mondo aumenta la probabilità da parte dei talent scout di MLB di trovare dei talenti naturali.
    Perché in Italia no? Perché MLB (chi più competente di quei “marpioni”?), evidentemente incredula sull’efficacia del programma enfatizzato da Fracari nei preannunciati “anni della svolta”, ha notato che il movimento era ed ha continuato ad essere in netto regresso (come poi hanno dimostrato i numeri che ci hanno impietosamente detto che tra il 2009 ed il 2016 sono sparite di scena una novantina di società, ovvero poco meno di un terzo dell’intero movimento); ma ha pure notato che molte risorse che affluiscono al movimento (sponsor e Coni) erano e sono prevalentemente indirizzate alle attività internazionali da parte della FIBS (anche con Marcon sta passando nel dimenticatoio l’appena ieri annunciato intento di trasformare la Sicilia nella Florida italiana) e, da parte dei Club più rappresentativi, all’ingaggio di atleti d’oltre oceano (già maturi e a volte gia sperimentati da MLB). Sviluppo? Lasciato come sempre alle tasche e alla passione dei soliti eroici dirigenti delle serie inferiori!
    Perché mai, da parte di MLB, investire in Italia che minimamente accenna a cambiare passo?

  2. leo 2 aprile 2019 at 20:05 -

    Perchè la MLB dovrebbe investire in Italia, se l’Italia investe solo sugli scarti della MLB e non su prodotti italiani?

  3. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 3 aprile 2019 at 13:27 -

    Semplice, caro Leo: non sono dei “gonzi”!