Nationals, Baby Shark il segreto di un successo

Pubblicato il Nov 6 2019 - 12:23pm by Allegra Giuffredi

Come ormai sappiamo, i Washington Nationals si sono aggiudicati le World Series 2019, vincendo in rimonta e soprattutto in trasferta, contro gli Astros di Houston, che già se le erano aggiudicate nel 2017.

La vittoria dei Nats è strepitosa per diverse ragioni. intanto, perché i WSH sono partiti, dalle retrovie della Wild Card, dopo un Campionato “senza infamia e senza lode”; l’anno scorso, per esempio, Boston ha guidato il Campionato dall’inizio alla fine e non c’è stata storia: ha vinto nettamente, imponendosi senza problemi.

Quest’anno, invece, e forse, perché banalmente ogni Stagione ha la sua storia, le World Series sono state sorprendenti e molto divertenti, proprio per come sono finite: ha vinto la Squadra di Washington, che pian piano ha battuto Milwaukee, i Dodgers, St. Louis e nella Serie finale gli Astros, al meglio delle sette gare: mica cotiche!

Le ultime sette partite poi sono state un “sali e scendi” di emozioni, perché in pratica i Nats hanno perso tutti gli incontri casalinghi, vincendo viceversa tutti quelli in trasferta e riuscendo così ad imporsi, come mai accaduto prima nella storia dello sport professionistico americano. Il fattore campo ha sempre fatto la differenza, ma quest’anno tutto si è capovolto e, perché mai?

Beh, a dirla tutta non è che WSH fosse proprio una squadra di “pellegrini scesi con la piena”, perché sul monte di lancio hanno gente come Max Scherzer (1984), noto anche per avere un occhio azzurro ed uno marrone e Stephen Strasburg (1988), eletto alla fine, World Series MVP del 2019, quindi …

Ma c’è sicuramente qualcos’altro che ha fatto la differenza e quel qualcosa è un motivetto per bambini, vale a dire: Baby Shark. Ebbene sì! Dovete sapere infatti che questa simpatica canzoncina, alla faccia del Pulcino Pio, ha contagiato tutti i tifosi e la città di Washington, grazie all’esterno Gerardo Enrique Parra (1987) che ha deciso di farsi così introdurre in battuta, dopo che nei primi ventiquattro turni di battuta del Campionato, era rimasto a zero, senza neanche una valida.

Da quel momento, sulla scorta di questo motivetto per bimbi, che tanto piaceva e piace ai figli, under5, di Parra, sono fioccati HR, doppi e tripli e la Baby Shark mania ha cominciato ad impazzare e tutti, ma proprio tutti hanno cominciato a cantare e a ballare “Baby Shark”!

La Squadra poi ci ha messo del suo e pian piano è maturato l’attaccamento per una compagine di una Città che per ben due volte, nel 1960 e nel 1971, ha visto la propria squadra di baseball professionistico trasferirsi altrove e che adesso balla e suona la Baby Shark Dance.

Pensate che addirittura la National Symphony Orchestra di Washington, che ovviamente è “National”, con il suo quartetto di fiati vestito con copricapo d’ordinanza a forma di “shark”, ossia di squalo, ha suonato il motivetto, inframezzandolo con “Take me out to the ball game” e perfino l’organista della Washington National Cathedral, ossia della Cattedrale di Washington dedicata ai Santi Pietro e Paolo l’ha intonata con variazioni “celestali” in duo con un fan dei WSH.

Insomma! Altro che tattica! Giocatori di esperienza, l’effetto sorpresa e soprattutto Baby Shark hanno (comunque) fatto la differenza … Go Nats!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.