Molte notizie costruite ad arte nei giorni della crisi del City. Tirato in ballo anche il Nettuno BC 1945, dopo le smentite il Presidente conferma:”non ci sono le condizioni per una unione delle forze”

Pubblicato il Lug 12 2019 - 11:06pm by Giovanni Colantuono

Sono stati giorni molto movimentati a Nettuno a causa della crisi del City, costretto a giocare con una formazione d’emergenza contro il Bologna per via dell’agitazione dei suoi uomini migliori in seguito ai mancati pagamenti degli stipendi. In soccorso del Nettuno Baseball City è arrivato anche il Sindaco di Nettuno Alessandro Coppola con un ruolo di mediatore. Il primo cittadino non è stato avaro di dichiarazioni negli ultimi giorni e, tra incontri semi-ufficiali e incontri “segreti”, in realtà molto di quanto uscito su alcuni organi di stampa va preso con le molle.

Due sono infatti stati i comunicati ufficiali di smentite da parte della dirigenza del Nettuno BC 1945. A cui si aggiungono le parole del Presidente Fabio Bonifazi rilasciate a Baseballmania all’indomani di altre news che hanno di nuovo chiamato in causa la squadra che attualmente milita nel campionato di SerieC. Di fatto le parole di Bonifazi confermano le due precedenti smentite, anzi ne aggiungono una terza se consideriamo che qualcuno ha azzardato il rumors secondo il quale un accordo di unione delle forze per il 2020 sarebbe già stato definito. Ecco le parole del Presidente Fabio Bonifazi:

Il Nettuno BC 1945 è stato tirato in ballo nella questione della crisi del City. Sono uscite notizie che avete prontamente smentito. Cosa è realmente successo negli ultimi giorni a Nettuno?
“La situazione è sotto gli occhi di tutti. Purtroppo il movimento si è trovato davanti ad una crisi inaspettata del City. Inaspettata quanto improvvisa che ha oggettivamente sorpreso tutti. Ovviamente molti degli attori della amministrazione comunale nettunese appena insediata, alcuni addirittura già presenti da anni nell’organigramma del City, si sono prodigati per trovare soluzioni sostenibili. In realtà è vero che siamo stati contattati – continua Bonifazi – ma abbiamo declinato la proposta di attuare un salvataggio del City per il semplice motivo che c’è troppa differenza tra il nostro modello organizzativo societario e quello del City. Il loro non è paragonabile ne riconducibile al nostro che è di matrice prettamente imprenditoriale. Senza ovviamente nulla togliere al modello City che funziona benissimo che è per slanci e rischi presi, in questo senso probabilmente molto più sfidante del nostro”.
Tra mediatori ufficiali e mediatori nascosti, si vocifera di tentativi di avviare un discorso di unione da affrontare a fine stagione. Se non ci sono stati i presupposti per un intervento in questo momento, come potrebbero essercene anche in futuro?
“Al momento mi sento di escluderlo che ce ne possano essere. Si dovrebbe rivoluzionare troppo il modo di pensare di entrambi, ed al momento confermo che non ci sono le condizioni per una unione delle forze. Il City poi, e ne sono contento,  sembra aver risolto, grazie a degli imprenditori, locali tutti i problemi di liquidità.
Anche da parte loro non vedo perché dovrebbero unirsi a noi. Si parla spesso di unire le risorse, se ne è parlato anche nelle ultime ore ma ho sempre sentito discorsi di incorporazione è mai di fusione.
Quindi al momento trattative con percentuali apprezzabili di successo ne vedo poche. Poi potrei essere smentito dai fatti, anche domani, ma questo è il bello di Nettuno”.  Come dire, di accordo già fatto neanche l’ombra!
C’è dunque di mezzo una concezione profondamente diversa su come programmare e gestire un club che vuole fare attività ad alto livello. Sia in termini di gestione delle risorse che di attività da sviluppare per far tornare il baseball ad affascinare una città che sembra essersi disamorata del suo sport più importante. Come affronterete quindi le sfide future?
“La prima regola di qualsiasi sfida – continua il Presidente Bonifazi – sia questa imprenditoriale o sportiva, è capire ciò che si è e quali sono i cambiamenti sostenibili e pianificabili, in base alle risorse,  che si possono fare. Noi ragioniamo così. Per capirci è inutile comprarsi una Ferrari se non si hanno i soldi per la benzina.
Abbiamo fatto un bagno di umiltà ed abbiamo lavato i nostri panni nel Loricina. Abbiamo capito tante cose negli ultimi mesi e siamo fortemente convinti che l’appartenenza, la voglia di fare e di costruire mattone dopo mattone il nostro futuro, sono il nostro mantra”.
Quanto sarà importante per il futuro, sia in termini economici che di riconquista di pubblico, ripartire dalla valorizzazione degli atleti locali?
“Il movimento si è evidentemente allontanato dalla centralità “nettunese”. Nettuno non si riconosce più nel baseball. Ci sta, tutto cambia. Noi crediamo che il baseball va avvicinato a Nettuno e va portato fuori dai dogmi e dalle cattedrali del passato. La storia e la tradizione vanno rispettate ma in futuro vogliamo sorprendervi e nel tempo stesso rinnovarci. Saremo il Nettuno non solo dei nettunesi ma “Insieme” ai nettunesi. Non vogliamo portare le persone allo stadio, andremo a giocare vicino ai nettunesi. Non dico di più, per ora. Renderemo il nostro sport più fruibile e meno elitario. I nostri ragazzi, tutti nettunesi doc, sono tesserati con noi e ci hanno scelto di nuovo, nonostante le avverse vicissitudini dopo la brillante semifinale del 2018. Hanno avuto fiducia nel nostro operato e questo ci ha riempito di gioia. Ripartiremo da questi 10 ragazzi nettunesi – continua Bonifazi –  costruiamo da lì. Abbiamo inoltre  grazie alla Academy of Baseball, ed all’eccellente lavoro di De Franceschi e Mazzant, un enorme vivaio con prospetti molto interessanti. Crediamo in questo. I mercenari e le legioni straniere non fanno parte del nostro credo e del nostro modo di pensare. Per questo prima parlavo di due concezioni profondamente diverse tra noi e il City. Questo aspetto ne è l’esempio forse più significativo.  Ci piace costruire non comprare. E comunque che palloso che sono diventato da presidente!!! Ora faccio un po’ il tifoso! Il prossimo anno Il Nettuno BC 45 non la regalera’ a nessuno. Vi aspettiamo! E grazie dell’intervista. Un saluto a tutti!!! E buon Baseball!!!”
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Giovanni Colantuono

Nato a Nettuno. Ha iniziato la carriera giornalistica nel 1991 nell’emittenza televisiva privata come autore e conduttore della rubrica settimanale sul baseball Casabase. Allievo del Piccolo Gruppo di Giornalismo Radio-Televisivo di Michele Plastino, ha poi collaborato con il quotidiano Il Tempo e con varie agenzie di stampa. Radiocronista di Idea Radio ed autore di due film reportage sulla Coppa Campioni di Parigi del ’91 e dell’Europeo del ’91. E’ stato per tre anni addetto stampa del Nettuno e collaboratore dei siti BaseballItalia.it e Baseball.it.. Nel marzo del 2012 è cofondatore di BaseballMania.it di cui è l'editore e il Direttore Editoriale.

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6 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. FRANCO LUDOVISI 13 luglio 2019 at 19:18 - Reply

    Veramente lieto della “nuova” linea del NETTUNO 45.

    Sottolineo NUOVA perchè non molto tempo fa la stessa Società si avvaleva di giocatori come:
    Estrada, Montoya, Nunez, Richmond, Maldonado ecc.

    Auguri.

    • Max 15 luglio 2019 at 21:30 -

      Forse sig. Franco Ludovisi questo appunto lo potrebbe scrivere su la pagina FB del Nettuno City, che a malapena schiera un nettunese in squadra. Forse avrà confuso le squadre.

  2. Giovanni Colantuono
    Giovanni Colantuono 15 luglio 2019 at 16:23 - Reply

    Mi permetta Ludovisi, ma il paragone non ci sta proprio. Nel Nettuno del primo anno di Luis Nunez c’erano ben 15 nettunesi! In quello del secondo anno di Nunez, in cui c’erano anche Maldonado, Montoya e Estrada i nettunesi erano 14 e in più c’erano Ularetti di Latina e il siciliano Lo Giudice ad aumentare il numero di giocatori di scuola italiana. Lei cita anche lo scorso anno con Richmond quando nel roster gli italiani VERI erano ben 17! Quindi, per quanto riguarda quello che in linea temporale è lo storico Nettuno, la scelta di costruire un roster fondamentalmente con giocatori ITALIANI è un fatto consolidato e non una “nuova” linea come da Lei scritto. A Nettuno è ben altra squadra che aveva sbandierato il ritorno ai giocatori italiani e nettunesi ed oggi si ritrova con un roster che è prevalentemente di giocatori stranieri, comunitari e italiani acquisiti.

  3. FRANCO LUDOVISI 16 luglio 2019 at 09:05 - Reply

    Devo aver toccato un nervo scoperto. Me ne dispiaccio perchè non era mia intenzione farlo.
    Da lontano e seguendo solo distrattamente le vicende nettunesi anche grazie alle notizie riportate da voi ho avuto l’impressione di un UTILIZZO PREVALENTE di giocatori non italiani nei vari roster. Poco male: sono contento che la Dirigenza ribadisca la volontà di fare giocare i NOSTRI.

  4. FRANCO LUDOVISI 17 luglio 2019 at 16:19 - Reply

    Ho replicato subito alla tua controrisposta e nel modo che hai potuto leggere, per non creare polemica alcuna, perché non ne volevo fare col mio commento, ma volevo solo evidenziare che una Società che aveva largamente usufruito di stranieri nei campionati già disputati ora sembrava scegliere un’altra strada.
    E in questo puoi ravvisare sicuramente dell’ironia.
    Non ho risposto a Max, nemmeno dopo le telefonate ricevute a supporto di quanto scritto nel suo commento, perché è Max stesso che mi vuole indirizzato verso il City che usufruisce in abbondanza di stranieri, è vero, ma che ultimamente, dico ultimamente, non dichiara di voler intraprendere una nuova linea di utilizzo di Italiani.
    Poi tu nella tua risposta – in chiara difesa dell’operato del Nettuno 45 – mi fai presente l’enorme numero di Italiani, anzi di locali, anzi di nettunesi presenti nei roster degli ultimi anni del Nettuno 45.
    Mi sono preso la briga di consultare sul sito Fibs i dati del 2018; poi mi sono fermato stufo di indagare su una cosa che non mi avvince:
    nel Nettuno 45 erano a roster 8 stranieri e 18 italiani.
    A roster otto lanciatori, quattro stranieri e quattro italiani.
    Dei rimanenti 18 giocatori con un minimo di 70 presenze alla battuta solo
    otto giocatori: tre stranieri (202 presenze alla battuta) e cinque italiani (448).
    Certo che se parliamo di Roster mi rispondi correttamente, ma……….
    Libertà tua se pubblicare o meno questa mia.
    IO NON CI TENGO.

  5. Giovanni Colantuono
    Giovanni Colantuono 17 luglio 2019 at 19:51 - Reply

    In realtà nel 2018 gli stranieri del Nettuno 45, tra quelli con visto, comunitari e italianizzati, erano solo sei. Va tenuto infatti conto che Tomasi e Florian sono stati tagliati con appena 8 inning totali giocati in due dopo pochi turni di campionato. I due tagli furono fatti proprio per dare maggiori opportunità a Ciarla e Scotti sul monte di lancio. Nel box di battuta nella stessa stagione di cui parliamo sono 12 i giocatori italiani utilizzati nel box di battuta, il suo conto si ferma a 70 turni e quindi limita a 5 il conto. Vanno però tenuti in considerazione i turni di giocatori come ad esempio Ambrosino, Colagrossi e Imperiali che per motivi diversi, due per infortunio e l’altro per lavoro, hanno avuto un utilizzo più limitato. Sommando i loro turni si hanno altri 132 AB di giocatori di scuola italiana.

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