Miguel Rojas e Jose Carlos Perez, dal Venezuela a Bergamo. Una storia di amicizia

Pubblicato il Mar 31 2021 - 10:00pm by Massimo Moretti

Una amicizia nel segno del baseball, questo era il titolo dell’articolo di Stefano Arcobelli sulla Gazzetta dello Sport, datato 24 ottobre 2019, racconta la storia di una amicizia e di un rapporto che continua, Miguel Rojas interbase e capitano dei Miami Marlins, uno dei giocatori più apprezzati della MLB e del suo amico Jose Carlos Perez, bergamasco di adozione, giocatore della squadra di serie C di baseball del Bergamo Walls. Approfondiamo la conoscenza di Jose Carlos Perez, con questa intervista.

Jose Carlos, la tua Miami è Bergamo?

Bergamo per me è e sarà una città molto speciale, è quella che mi ha aperto le porte di questo bellissimo Paese, e mi ha accolto nella migliore maniera.

Ci sono stati due momenti importanti proprio all’inizio che mi hanno sentire come in casa.

ll primo momento la nascita di mia figlia, quello è stato il momento più felice e magico del mondo, che mi ha dato quella spinta e voglia di superarmi ogni giorno ed essere una persona migliore in tutti aspetti.

Il secondo quando sono andato al campo per prima volta, dopo solo cinque giorni che ero arrivato in Italia, senza sapere parlare la vostra lingua, ma col mio guanto in mano ho chiesto se qualcuno parlasse spagnolo, per fortuna era presente l’allenatore della squadra che era cubano ed era Arleys Sanchez, con cui è nata una grande amicizia, ed è una persona con enorme esperienza nel baseball mondiale.

Da lì in poi ho conosciuto tante belle persone, partendo da mie compagni di squadra, a persone come Fabrizio Maretti che mi ha aiutato a conoscere e capire come funziona il baseball italiano. Da lì in poi ho cominciato a giocare con i Bergamo Walls, ho fatto la serie C in cui mi son divertito tantissimo e questo anno andrò in prestito al Piacenza in serie B e sono molto contento di provare in un livello più alto.”


Provieni, il Venezuela, dove si “vive” di baseball con molta passione e molto seguito, come vedi il baseball italiano?

Si da dove io vengo il baseball, è praticamente una religione (hahahaha) si gioca dovunque dal nulla si improvvisa un guanto ed una pallina anche solo con un cartone e scotch, ed è anche un motivo per riunirsi in famiglia e guardare le partite.

Il baseball italiano posso dire che mi ha impressionato, sapevo che si giocava ad un buon livello perché seguivo alcuni giocatori che hanno fatto carriera nella serie A, tipo Jairo Ramos, Orlando Muñoz (pepita), José Castillo, Alex Romero ed un mio amico Junior Guerra che attualmente lancia con i Arizona Diamonbacks. Ho constatato che ci sono un bel numero di squadre competitive nel campionato e delle ottime strutture per svolgere questo sport.

Io penso che l’Italia ha costruito una base solida, ed è protagonista in campo Europeo, con diversi giocatori interessantissimi per il circuito MLB, però bisogna urgentemente aumentare questo numero.

Secondo me, una delle cose che potrebbero aiutare ha creare un maggior numero di atleti di alto livello, sono le Accademie, possibilmente in ogni regione, così da forgiare atleti che possono fare carriera col baseball e diventare dei seri professionisti, perché in molti vedo del talento.

Nella tua società Bergamo Walls, c’è un ragazzo che sta giocando in MiLB, Leonardo Seminati, come lo giudichi come giocatore e dove può arrivare?


Leo è un ragazzo molto maturo, dotato di un un fisico privilegiato, che ha saputo usare queste caratteristiche per diventare un vero professionista, ha una forza incredibile con uno swing molto compatto.

In questa off season l’ho visto lavorare molto e penso che quella è la chiave per un giocatore come lui, arrivare più in forma possibile allo spring training per affrontare la lunga stagione americana. Gli auguro una grande stagione e spero che possa giocare il maggior numero di partite e dimostrare tutto il suo valore. E dove può arrivare? Non lo so solo il tempo lo dirà, ma sono sicuro che le condizioni per fare bene le ha tutte, e con un po’ di fortuna completerà il suo sogno.

Daresti un giudizio tecnico sull’interbase/amico Miguel Rojas e secondo te a quale vino assomiglia (Miguel Rojas è un grande appassionato di vini) ?

Miguel è un giocatore completo, che conosce bene ogni aspetto del gioco, cerca sempre di anticipare quello che può succedere, è un Leader dentro e fuori dal campo, ed è uno studioso del gioco. Lui è come una “spugna” assorbe tutte le cose positive che gli sono intorno, e cerca sempre di imparare da chi ha più esperienza. In difesa è uno spettacolo direi che non ha un punto debole, è un dono che Dio gli ha dato ed è quello che in gran parte l’ha portato dove è oggi,ovviamente seguito anche da altre cose che lui ha saputo dimostrare in campo. Io sono molto fiero di tutto quello che ha fatto, so bene da dove viene, e tutto l’impegno e sacrifici di questi anni per arrivare per arrivare in Major League e diventare il capitano dei Miami Marlins.”

A che vino assomiglia? Bella domanda, direi a uno spumante perché sta sempre in mezzo a qualche celebrazione”, risponde sorridendo.


Ultima domanda, il COVID, da oltre un anno ha cambiato le nostre vite non solo sportive, come ripartire soprattutto nello sport?

Io sono una persona che pensa che in ogni situazione dobbiamo vedere il lato positivo, certamente la pandemia ci ha colpito molto forte soprattutto qui a Bergamo dove molte persone hanno perso cari e congiunti, è stato un periodo veramente triste per la città.

Personalmente mi ha fatto capire la fortuna che ho ad avere la mia famiglia tutta in salute, adesso do valore ad alcune cose che magari prima vedevo come normali, pensare che la vita è solo un attimo e non c’è tempo da sprecare.

Nello sport uguale penso che dobbiamo ripartire più forte ancora, prendere questo come una motivazione per essere migliori persone e atleti portando un po’ di felicità e divertimento nella nostra città.

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Massimo Moretti

Nato nel 1973....aspettando 17 anni lo scudetto. Semplice appassionato di baseball come tutti quelli che vivono nella città del Tridente. Ottima prima base nei tempi (mio giudizio) protagonista assoluto in una partita con la maglia dei Ragazzi del Nettuno B.C. contro gli americani della base Nato di Napoli (ho le prove ed i testimoni). Vanto una presenza al piatto con la maglia del Baseball Club Rovigo in serie C nono inning uomo in base sotto 3 a 1 in quel di Poviglio strike out senza gloria. Ho provato la scalata nelle Minors come da foto profilo ma senza successo. Più che un esperto sono un fanatico.