Matinée allo Yankee Stadium

Pubblicato il Dic 1 2019 - 9:48pm by Allegra Giuffredi

Era la terza volta che cercavo di visitare lo Yankee Stadium, perché ogni volta che ci provavo, succedeva sempre qualcosa e francamente sembrava esserci un sortilegio malvagio ad impedirmelo.

Finalmente, nell’ultima trasferta statunitense e newyorkese sono riuscita a visitarlo ed è stato un gran bel vedere!

Per accedere allo Yankee Stadium, si passano gli stessi controlli che si fanno in aeroporto, del resto le Torri Gemelle sono cadute lì e quindi c’è poco a fare, sia a New York, dove ti controllano anche quando fingono di farti una foto ricordo, perché chiaramente ti stanno schedando, sia a Boston, dove, qualche anno fa ci fu un attentato durante la maratona, non entri da nessuna parte, senza una perquisizione preventiva … e non vi venga l’idea di avere delle “forbicine” da unghie, in borsa, perché ve le sequestrano, col sorriso, ma senz’appello.

Superato anche quest’ultimo ostacolo, la visita è cominciata insieme ad una guida e al suo corredo di aiutanti che aprivano e chiudevano porte e che chiaramente tenevano monitorato il gruppo, come pastori col gregge, formato da turisti provenienti oltre che dall’Italia, anche dal Messico, dal Canada, e ovviamente dagli States.

Abbiamo così avuto modo di vedere innanzitutto la Hall of Fame dei giocatori degli Yankees, di cui è stato  ritirato il numero di maglia.

Parliamo, tra gli altri, di Joe Torre (6), col quale pare sia sposata, “a mia insaputa”, perché mio marito ci assomiglia un sacco e poi il closer, Mariano Rivera (42), “Sandman”, il catcher Jorge Posada (20), e devo dire che sono talmente tanti i giocatori di cui è stato ritirato il numero, che mi meraviglio che adesso non debbano usare quello “del telefono”.

La visita prosegue, snocciolando altri numeri, come quello di Babe Ruth (3) e di Mickey Mantle (7) che era anche un grande tombeur des fammes, il fedelissimo Lou Gehrig e così via.

Di questi giocatori vi è anche la riproduzione dell’autografo, su un muro di plexiglass tutto ondulato che attende i visitatori al piano rialzato, prima delle teche dove si trovano cimeli preziosi, come le maglie, le mazze e le palle firmate da ogni giocatore che abbia indossato la maglia degli Yankees.

Le coppe, gli anelli commemorativi, il plastico del nuovo Yankee Stadium che riprende molti elementi architettonici del precedente, che si trova a “due metri” e che presenta anche lo spazio tra le tribune, da cui si vede la metro sopraelevata e il treno che ti accompagna nel Bronx, dove ha sempre avuto sede lo Stadio degli Yankees e che ha sempre fatto capolino, durante le partite, ti accompagnano verso la fine della visita.

E appunto verso la fine della visita, ci siamo fatti la foto all’interno della Judge’s Chamber, che come sappiamo è una tribunetta che riprende la boiserie lignea di una tipica aula di tribunale americana, in stile “Law and Order”, perché da qualche anno Aaron Judge (il Giudice), alla battuta è stato spesso risolutivo, specie all’inizio della sua avventura, con i suoi fuoricampo.

Alla fine, la Guida ci ha portati al gift – shop ufficiale, mettendoci in guardia sul negozio esterno e regalandoci una spilletta, il calendario della prossima stagione e un magnete dello stadio.

Noi, per parte nostra, abbiamo regalato, in cambio e come da rito ormai consolidato, il cappello della Effe e questa volta, la fortunata è stata la nostra Guida, che educatamente ha molto ringraziato, sembrando “veramente” stupita e interessata dai nostri racconti sulle recenti vicende fortitudine.

Insomma, dopo un salto nel gift – shop, siamo usciti soddisfatti e anche “didattici”, perché abbiamo pure spiegato a dei ragazzi italiani non adusi al baseball e che erano con noi, come funzionano i playoff della MLB. Meglio di così!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

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