Marcello!

Pubblicato il Lug 18 2020 - 1:40am by Allegra Giuffredi

Quando nel nostro mondo, nel nostro piccolo mondo ristretto di amanti del “batti e corri” sentivi parlare di Marcello, il pensiero andava ad un Signore ormai canuto che di nome faceva appunto Marcello e di cognome Perich a causa della slavizzazione forzata subita dal cognome originario e che ricordava con rimpianto di quando correva i “fossi per la lunga”, come si dice, e che appunto rimpiangeva le volate che faceva lungo i dimanti italiani negli anni in cui vi ha giocato, mettendo via aneddoti su aneddoti e tanti bei ricordi.

Ricordi che, come ha giustamente rammentato Maurizio Roveri nel suo toccante portrait di Marcello, sono poi confluiti nel suo libro “Siamo stati giovani insieme” edito da Pendragon.

Marcello era una fucina di ricordi e aneddoti, ma adesso sarò io a ricordare qualche episodio di vita sportiva condiviso insieme nell’ultima parte della sua vita.

Marcello l’ho conosciuto al Falchi più di dieci anni fa, quando cominciai a vedere le partite di baseball, al seguito dell’allora fidanzato che poi ho sposato e che come me ha condiviso tanto degli ultimi anni di Marcello.

Marcello era seduto in tribuna sul “suo” sedile, ossia il secondo da sinistra, nella penultima fila in alto, mentre noi eravamo e quando si potrà tornare a vedere le partite, saremo seduti nell’ultima fila in alto, sempre pronti ad ascoltare un suo commento o a cogliere qualche sua espressione di giubilo o di disappunto, molto rare per la verità, perché Marcello era molto generoso con i giocatori, specie se giovani e sempre molto attento al gentil sesso di cui era estimatore, infatti mi ricordo che una volta la fidanzata di un noto lanciatore fortitudino del recente passato si era seduta proprio sul suo posto e di come ovviamente Marcello non si fosse tirato indietro dal perpetrare tutto il suo simpatico potere seduttivo, ma non solo, perché il nostro avrebbe voluto scrivere un altro libro sulle sciocchezze femminili, che mi rammentava spesso, come per esempio la mania delle donne per gli abiti da sposa.

Ma a Marcello si perdonava tutto, perché era un gaudente ed un simpatico compagnone; a suo modo era un personaggio che amava il caffè e mangiare, specie di notte. Pantagrueliche mangiate di pasta e fagioli, piccante e appunto abbondantissime, fatte di notte, di ritorno dal Falchi per non parlare delle pastaciuttate sempre piccantissime di almeno 2 etti che si godeva come “un riccio”, insieme ad un caffè, immancabile e purtroppo qualche sigaretta, fumata un po’ di nascosto, col suo fare birichino.

Eh si,  perché Marcello è stato un gran birichino e di questo era consapevolmente, inconsapevole ed ha vissuto autonomamente fino alla fine.

Marcello amava le donne, amava viver bene, forse un po’ al di sopra delle sue possibilità e sopra ogni cosa amava il baseball.

Del resto Marcello ha giocato a baseball, ha insegnato baseball anche alle ragazze, mietendo flirt su flirt e negli ultimi anni assisteva alle partite, spesso vittoriose della Effe, godendosele dall’inizio alla fine, perché il mondo del baseball così asciutto, così cerebrale, così duro e pur ricco di sfumature e di regole, aveva per Marcello, un grande pregio: non giudicava e non giudica ed esente da giudizi accettava ed accetta gli adepti non per la loro presunta moralità, bensì per il loro talento e per la capacità di ragionare. Quando si è in base o comunque in campo non c’è altro: ci sei solo tu, con lo sviluppo dell’azione, che può durare lo spazio di un fuoricampo, come di un doppio gioco e adesso credo proprio che Marcello sia lì a godersi la frescura di un prato divinamente curato e magari la compagnia di qualche vecchio giocatore con cui scambiare qualche lancio. Go Marcello!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

1 Commento Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 19 luglio 2020 at 09:34 -

    Grazie, Allegra, per avermi dato l’opportunità di incontrare e conoscere Marcello: era ed ha continuato ad essere un pezzo di un mondo incantato, che non c’è più, pieno di passione e di sognatori che hanno reso “adulto” e grande il baseball italiano!