L’uomo del momento, l’avvocato Pierluigi Bissa

Pubblicato il Feb 5 2020 - 7:54pm by Ezio Cardea

Pierluigi Bissa. Foto Bellocchio

La plurititolata Fortitudo domina non solo sui campi da gioco italiani ed europei, ma, almeno dalla nascita della IBL, anche su quello delle politiche federali italiane.

Ovviamente in modo non palese, giacché nessun contrasto è mai affiorato con l’allora vigente staff dirigenziale della Federazione, pronto ad abbandonare senza discutere i propri progetti non graditi alle più eminenti Società di IBL.

A tal proposito è bene ricordare la stupefacente arrendevolezza dell’ex Presidente Fraccari da molti, ma non da me, ritenuto decisionista, che nel 2013 si è visto bocciare senza discussione il suo format di campionato a 12.  Nessuna precisazione ufficiale sulla bocciatura di quella proposta, nemmeno su chi l’abbia più decisamente avversata: si ha solo notizia, perché non nascondibile, della reazione di Giuseppe Guilizzoni, allora il più autorevole esponente del baseball novarese, che, fortemente contrariato dal mancato allargamento di IBL, ha deciso di ritirare la Società dal massimo torneo.  Ma quel che stupisce è che, benché si trattasse di incidente di non poco conto, la cosa non ha suscitato alcun clamore nonostante ne fosse protagonista quel Guilizzoni che, oltre ad essere dirigente novarese, rivestiva una importante carica anche in campo federale,.

Molto diversa, invece, è stata la reazione all’analogo progetto che Marcon nel 2017 ha osato presentare a tutte le società potenzialmente interessate e non solo a quelle di IBL, senza averne prima discusso con queste ultime.

E’ stato proprio questo affronto a far uscire dalla “clandestinità” il “governo occulto” della FIBS  con la famosa lettera di bocciatura della riforma a firma delle società di IBL, con la saggia astensione del vecchio Nettuno. L’estensore fu proprio l’avvocato Pierluigi Bissa.

Ecco perché ritengo l’avvocato Pierluigi Bissa  l’uomo del giorno:  non tanto per la sua recente ed  importante investitura di Presidente del Club attualmente al vertice del baseball italiano ed europeo, quanto per essere stato l’estensore e, a mio avviso, anche il convinto interprete di quella lettera che, lo si voglia o no, ha completamente paralizzato la politica federale.

E’ pensabile che l’avvocato Bissa possa o voglia “variare la tendenza della Dirigenza Fortitudina” per diventare un “buonissimo Presidente”, come auspica Franco Ludovisi nel suo commento all’articolo  http://www.baseballmania.eu/notizie/serie-a1/e-il-dodicesimo-della-storia-della-fortitudo-ex-giocatore-e-responsabile-dellufficio-legale-del-club/, col quale  Baseballmania pubblica la notizia del cambiamento al vertice della Fortitudo?

Pensare all’avvocato Bissa come un semplice legale incaricato di scrivere la lettera in questione senza essere convinto della bontà delle tesi sostenute e delle controproposte avanzate o, più precisamente, pretese come dictat, è molto difficile.

L’avvocato Bissa non è  un legale prestato al baseball, ma un ex giocatore come tanti di noi rimasti meravigliosamente coinvolti in  modo serio in questo sport affascinante.  Lo confessa lui stesso con una bellissima lettera inviata nel 2016 a Baseballmania  http://www.baseballmania.eu/notizie/news/elezioni-fibs-2016-pierluigi-bissa-presenta-la-sua-candidatura/  con la quale annunciava la sua candidatura come rappresentante degli atleti alle elezioni tenutesi  quell’anno a Salsomaggiore: “La mia candidatura alle prossime elezioni della FIBS in rappresentanza degli ATLETI, ha un solo e semplice significato: contribuire alla ripresa del nostro movimento mettendo a disposizione la mia esperienza, competenza, professionalità e serietà”.

 Bissa prosegue: ”… ritengo che gli ATLETI – il cui sviluppo costituisce l’obiettivo comune di tutti i candidati alla presidenza della FIBS — necessitino di essere adeguatamente rappresentati perché assieme agli altri attori del movimento (dirigenti, tecnici, arbitri e classificatori), diventino protagonisti nel dettare le linee guida delle future scelte politiche”. 

 Non posso non notare una contraddizione tra la volontà di farsi paladino degli interessi atleti,  espresso in questa lettera, e lo spirito della lettera del 2017 che tende a mantenere quello standing di gioco elevato a  causa del quale viene rigettato ogni progetto di ampliamento del massimo campionato: pertanto, sono pochissimi i posti per giocare in tale sempre più esclusivo torneo (aspirazione di ogni atleta e soprattutto unica vera verifica delle sue capacità e potenzialità di crescita) sia per il numero ridotto delle squadre che ne fanno parte, sia per il modesto numero di partite annue, sia per la sempre maggiore apertura agli atleti d’oltre oceano.

 Il resto della lettera non contiene indicazioni di rimedi alla crisi del movimento, ma semplici intendimenti di coniugare al meglio esperienza e voglia di rinnovamento”.

 La sua immersione fino al collo nel baseball fino alla intenzione di candidarsi a ruoli federali, rende difficile pensare che l’avvocato Bissa sia un semplice estensore della ben più famosa lettera del 2017 a firma delle “otto sorelle”, ed è altrettanto difficile pensare che smentisca la linea politica di tale lettera!

 Ma, mettendomi nei panni di Franco Ludovisi … perché non sperare? Dopotutto la deleteria  paralisi che, proprio a partire da quella lettera, ha accelerato il suo devastante passo funesto, ha convinto anche i più scettici della necessità di un forte ampliamento e cambio di impostazione del massimo campionato,  potrebbe aver fatto breccia anche sull’avvocato Bissa.

 Speriamolo!  Anzi, constatato che la vera direzione del movimento non sta, come vorrebbe lo Statuto art. 25.3, nelle mani del Presidente Federale ma nelle società cui lo stesso Presidente affida i suoi progetti per ottenerne il benestare,  anche le mie proposte cambiano destinatario: non più la Federazione, ma l’avvocato, o meglio, l’ex giocatore e appassionato del nostro sport, Pierluigi Bissa!  

 Al quale, comunque, formulo le più sincere congratulazioni per il suo nuovo incarico assieme ai migliori auguri di reiterazione dei successi della grande Fortitudo.

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 6 febbraio 2020 at 01:12 -

    Mi unisco ai rallegramenti per la nomina dell’Avvocato ed ora sotto col mercato,perche’ Parma sta azzannando tutti gli slugger disponibili,qui e negli States(se e’ vera la news su Manny,e qui rinnoverei i complimenti ad Alby) insomma Parma vuole tornare a vincere forte e la capisco,ma Avvocato,la F deve rispondere PRESENTE.

  2. franco ludovisi 6 febbraio 2020 at 13:38 -

    Ezio, tu parla pure finchè vuoi, ma cosa ti commenta Daitarn a seguire? Parma si rinforza, allora anche Bologna deve provvedere a rinforzarsi: tutto nella stessa ottica di prima!!!!

  3. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 6 febbraio 2020 at 16:24 -

    Certo, Franco, però Dairtan è un tifoso (non so se rivesta ruoli tecnici o dirigenziali nel baseball) ed è lecito e comprensibile ciò che spera faccia Bissa per controbilanciare la mossa del Parma. Ma Bissa è un dirigente e come tale non può farsi tirare dalla giacchetta né da lui né da noi: deve tracciare la sua politica secondo un orientamento che produca benefici alla sua società, ma nello stesso tempo, giovi a tutto il movimento.

    Eccone il motivo. La sua società è tra quelle che maggiormente si sono esposte nell’imporsi sulla Federazione nella conduzione del massimo campionato: tale volontà, prima sotterranea, è emersa con tutta la sua evidenza nell’opposizione fatta a Marcon e, pertanto, quelle società si sono automaticamente accollate una responsabilità morale non solo nei confronti degli altri Club, ma anche verso tutto il movimento. Sul movimento, infatti, si ripercuotono inesorabilmente, come stiamo vedendo, le conseguenze di un massimo campionato mal gestito, sempre più piccolo, svolto su un area sempre più piccola, sempre meno seguito dal pubblico e sempre meno attenzionato dai media nazionali.

    L’assenza di preoccupazione da parte di Marcon per quanto è capitato in questi tre anni della sua gestione mi fa pensare che al riguardo il Presidente si senta sollevato da ogni responsabilità.

    Niente affatto! Più sopra ho parlato di responsabilità “morale” di Bissa e dei dirigenti di quei Club che hanno condizionato la politica federala. Ma finché non verrà modificato l’art. 25,3 dello Statuto, la vera responsabilità, quella “reale”, rimane sulle spalle del Presidente della Federazione: alle prossime elezioni, infatti, non verrà giudicato l’avv. Bissa (a meno che non si candidi) qualunque cosa di positivo o di negativo abbia fatto, ma Marcon per qualunque cosa di positivo o di negativo abbia fatto o abbia consentito che si facesse!

    Alle elezioni nessun presidente in carica può giustificarsi dicendo di aver subito la volontà degli altri: oltre a dimostrare di non conoscere cosa gli impone lo Statuto, darebbe di sé una immagine ben poco autorevole e ben poco idonea alla guida di un movimento!

    Quanto alla sfida lanciata a Bissa da Dairtan, francamente non so quale possa essere la soddisfazione di un Presidente di un Club nel poter riconfermare la supremazia della propria squadra attraverso l’ingaggio di stranieri (ovvero con i soldi) invece che attraverso il lavoro e la formazione (ovvero grande attenzione e impegno tecnico) di campioni tra i propri vivai.