L’opinione di Ezio Cardea sulle riunioni di Tirrenia della Fibs

Pubblicato il Ott 26 2014 - 9:11am by Ezio Cardea

Tre paginette sul sito federale mi sembrano un po’ poche per fare il resoconto dell’ “l’intensa ‘due giorni’, come ci dice Schiroli, “che vede Consiglio Federale, Comitati Regionali, organi tecnici e personale federale al lavoro a Tirrenia”  per gli “Stati Generali”.  Sempre a detta di Schiroli, tutto lo staff dirigenziale alla fine dei lavori chiude la manifestazione in “clima disteso e soddisfazione generale”.

Dalle relazioni molto sintetiche di Schiroli e Landi, traggo l’impressione che questo convegno dalla titolazione tanto pretenziosa, in realtà non sia andato oltre un gioioso incontro all’insegna del “tutto va ben, madama la marchesa”, nonostante le travagliate vicissitudini della  stagione appena trascorsa: la drammatica situazione di alcune grosse società ad inizio stagione, la difficoltosa messa a punto del campionato IBL dopo la clamorosa rinuncia del Novara,  le altrettanto clamorose defezioni di  grosse società da importanti manifestazioni nazionali,  le non esaltanti prestazioni delle nostre nazionali “maggiori”, etc…! Nessuna autocritica: se qualcosa non è andata per il verso giusto, la colpa è della crisi e di chi ha voluto, parole di Fraccari,  “deviazioni troppo ampie, delle quali oggi si pentono anche proprio coloro che le hanno propiziate”.

Ovviamente “coloro che le hanno propiziate” sono tutte fuori da quell’ampio ed elevato consesso dirigenziale  che, pertanto, ha potuto trascorrere il week end in tutta serenità di coscienza e senza farsi mancare frasi ad effetto puntualmente evidenziate dai cronisti. E su si esse appunto la mia attenzione.

Cominciamo dall’idea di Fraccari ni nobilitare il lavoro dei Comitati Regionali premettendo come, a “causa la complessità delle problematiche di questi anni, sia impensabile lasciare la gestione dei Comitati Regionali “interamente al volontariato”.  Gli esultanti presidenti ragionali  non esitano, in conclusione dei “lavori”, a fare la loro solenne promessa: “Vogliamo che il movimento sappia che non lavoriamo per partorire il topolino”,  riscuotendo il plauso di Fraccari che apprezza tale loro disponibilità e li … blandisce ulteriormente: “E’ fondamentale che i Comitati Regionali prendano parte al lavoro di programmazione dell’attività e non si limitino al ruolo di gestori”.

L’intenzione di Fraccari di responsabilizzare e coinvolgere maggiormente i Comitati Regionali è apprezzabile. Mi domando, tuttavia, come abbiano funzionato finora i Comitati Regionali e perché solo ora la dirigenza federale se ne occupa. In ogni caso, meglio tardi che mai, ma … vediamo cosa uscirà al posto del povero topolino!

L’argomento che pare essere la preminente preoccupazione federale, ovvero l’attività internazionale, non poteva non figurare tra i primi temi affrontati dal Consiglio Federale. Schiroli ci informa che si è parlato delle nazionali “maggiori” senza però riferire cosa sia  stato detto: si limita a  raccontarci  che Mazzieri non era contento del secondo posto perché era abituato a vincere! ma che era molto orgoglioso della capacità di “resilienza” ovvero (non si capisce se la spiegazione è di Schiroli o delle stesso Mazzieri) la capacità dei giocatori di far fronte in modo positivo ad eventi traumatici come i 4 fuoricampo subiti nelle prime quattro riprese … Dichiarazione di grandissimo interesse! Non è tutto. Mazzieri ammonisce: della nazionale non faranno parte “i giocatori che non sono disponibili a darmi tutto quello che hanno”. Incredibile! C’è qualche tecnico che si accontenta di giocatori che si impegnino a metà? Se il resoconto di Schiroli non ha saltato nulla di ciò che ha detto Mazzieri, nella seduta non è sortito alcunché di interessante, nessuna proposta, nulla su selezioni, stage, programmi di lavoro, etc… La cosa sorprendente è che Fraccari, come ci informa Schiroli,  ha condiviso la “sua filosofia di lavoro”: cioè ha condiviso che Mazzieri non era contento del secondo posto ma era orgoglioso della “risielenza” dei giocatori e che non accetterà in squadra dei lavativi!

Non si discosta dalla linea la Centrone  anche lei non contenta del Mondiale, ma pronta a consolarsi se non con la “resilienza”,  con la mancanza di abitudine della Nazionale maggiore a competere con certi livelli. Beh, cosa vorrebbe perché la Nazionale si  abitui: giocare tre o quattro mondiali all’anno?

Ben diverso, nella seconda giornata degli Stati Generali,  l’intervento di un altro tecnico, Paolo Castagnini, che secondo la relazione di  Landi, dopo aver enfatizzato il lavoro dell’Accademia di Torino, parla della realizzazione della sua idea esternata in occasione della nomina a responsabile delle Accademie: lui non punta tanto nel portare i giovani nelle Accademie perché si tratterebbe di operare su un numero contenuto di atleti, quanto di trasferire l’Accademia ai giovani per raggiungere il maggior numero possibile di ragazzi. In questa ottica Castagnini sta organizzando un sistema che porti i tecnici dell’Accademia a svolgere quindicinalmente giornate “nel sud e nell’est della regione”. Una iniziativa di buon senso.

Nella stessa seduta il Presidente Fraccari  fa il punto sulla situazione del baseball in Italia  sottolineando come il progetto lanciato 10 anni or sono sia ancora “ben definito”. Cosa avrà voluto dire?  che il progetto iniziale procede ed è ancora valido e ben definito come allora e, quindi, bisogna perseverare in quelle strategie che avrebbero dovuto imprimere una “svolta” al movimento,  ma che ci hanno condotto all’ennesima discussione su cosa bisogna fare per “riprendere la rotta” ?

Già! Ma l’abilità oratoria del presidente Fraccari sposta con disinvoltura ogni responsabilità sull’immancabile refugium peccatorum della crisi economica: il progetto è stato ““sconquassato da anni di una crisi economica che non ha precedenti”.

Al presidente Fraccari voglio ricordare che sul finire degli anni sessanta e per quasi tutto il decennio successivo l’Italia è stata travagliata da una crisi altrettanto lunga e drammatica con brigate rosse, scioperi selvaggi, occupazione delle fabbriche,  rapimenti ed una serie di assasinii  tra cui il più celebre quello di Aldo Moro.  Eppure il baseball cresceva.

Tenga ben presente Fraccari anche questo pensiero di un personaggio dalle doti di intelligenza decisamente superiori alle normali:

“… E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie …” (Einstein).

Purtroppo abbiamo visto la Federazione avvitarsi su se stessa di fronte alle indiscutibili difficoltà, apponendo toppe senza trovare né cercare una “grande strategia”; in altri termini, invece di mostrarsi timoniere sicuro e capace di portare la nave fuori dalla tempesta, la Federazione ha spesso abdicato appoggiandosi o piegandosi ai voleri delle società come lo stesso Fraccari ammette esplicitamente con l’asserzione più sopra già menzionata: “a volte hanno portato a deviazioni troppo ampie” delle quali oggi si pentono anche proprio coloro che le hanno propiziate”.

Sempre secondo quanto relazionato da Landi, Fraccari avrebbe detto che “Oggi si è interrotta la filiera fra le società di vertice e il territorio: si sta purtroppo sterilizzando il campionato di vertice, isolandolo dal resto del movimento”. Oggi ?!?!?   Cose da non credere!  Oggi  non è il giorno in cui  si è interrotta la filiera, ma quello in cui il presidente federale ne dà pubblicamente atto! Ma le avvisaglie del fenomeno risalgono addirittura agli anni ‘ 80!

Fraccari pronuncia quelle parole senza pensare che proprio lui ha definitivamente staccato la testa dal resto del movimento con le novità da lui introdotte della IBL, delle franchigie, della abolizione di promozioni e retrocessioni,  etc.!  E poi, caro presidente, la realtà dice che il campionato si è man mano ridotto da 10 a 8 squadre, per vacillare paurosamente col rischio di finire a 6 ma ritornare a 10 previe gravi mutilazioni del Suo programma  (il cessato obbligo di franchigia, l’eliminazione di IBL 2 e  riduzione da tre a due degli incontri settimanali), per poi ritornare a 8 squadre ma solo per metà campionato, perché nella seconda fase le squadre di IBL sono solo 4 (quattro!).  Altro che sterilizzazione! Riduzione ai minimi termini!

E’ sempre di Fraccari questa  frase:  “Questo non possiamo permettercelo, se vogliamo vedere tornare gli appassionati sulle tribune, ma anche aumentare la base.”

Certo, presidente Fraccari, mi fa piacere che con la sua autorevolezza e non in privato ma davanti ad una platea qualificata,  avvalori cose che da tempo vado dicendo e che rivendicano i tanti dirigenti che non fanno parte di quel consesso dal “clima disteso e soddisfazione generale”, ma si dibattono tra mille difficoltà per far sopravvivere quella “base” ormai così staccata dal vertice.

Quanto poi agli stranieri e alla formula di campionato, che a suo avviso distraggono l’attenzione da problemi più importanti, è doveroso ricordare che quei problemi importanti non possono essere risolti senza tener conto, anche e soprattutto, proprio di entrambi quei due cruciali argomenti. Del resto, sia gli stranieri sia la formula del campionato sono state sue specifiche preoccupazioni: si ricorda di quando ha affermato che bisognava abbandonare la “scorciatoia” degli stranieri? Lo ha detto  perché  ravvisava la necessità di intervenire, ma a tal proposito è stato fatto, o le è stato consentito di fare,  poco o nulla.  Anche relativamente alla formula di campionato è proprio Lei che da un paio di anni  insiste per una modifica dell’impianto, e alla fine c’è riuscito. Purtroppo Le è stato consentito di partorire il classico topolino che ha fatto perdere efficacia  e valore ad una riforma veramente idonea a rilanciare in grande stile il campionato di punta e tutto il movimento. Ne avevo intravisto la necessità fin dai primi accenni di quella famosa frattura tra la prima serie e gli altri campionati, l’ho pubblicizzata su vari siti a partire dal 2010  e, coerentemente, ho appoggiato la sua proposta sebbene considerasse solo 12 squadre, a mio avviso troppo poche. Iniziarla con 8 squadre è stata una vera assurdità!

Di queste cose Lei se ne è preoccupato per gioco o perché non si  può prescindere da esse se si vuole “raddrizzare la rotta”?

Se veramente si vuole “aumentare la base”  è necessario abbandonare il ritornello,  che  Lei spesso  intona,  sulla necessità di innalzare il livello tecnico: dia ascolto ad un’altra sua più sensata considerazione fatta nel 2011 durante la Convention di Bologna. In quella occasione  Lei ha detto, come riferito da Roveri sul sito Baseball.it:  “… Si smetta di vedere soltanto il proprio orticello. Smettiamola di giocare per noi e basta. Smettiamola di continuare a pensare di divertici solo noi, altrimenti giocare soltanto per giocare… hai finito. Si deve produrre baseball per la gente, per far venire pubblico negli stadi. Io posso anche non divertirmi, ma se porto diecimila persone… mi va bene! … ”.

Si tratta di osservazione sacrosantamente giusta  che con altre parole avevo fatto io proprio  qualche mese prima su Tuttobaseball.it del 4/4/2010: “Al pubblico non interessa il “perfect game” che appassiona i cosiddetti “esperti” e gli appassionati di statistiche:  propinate al pubblico due o tre di queste partite e lo vedrete allontanarsi.  Al pubblico interessano le partite movimentate, nelle quali l’ultima parola viene dettata dall’ultimo eliminato dell’ultimo inning”.

Vede, Presidente, quanti punti in contatto hanno le nostre visioni? Necessità di eliminare la frattura del vertice dal resto del movimento, necessità di allargare la “base”, necessità di approfittare in minor misura della “scorciatoia” degli stranieri, necessità di allargare il massimo campionato, necessità – per  allargarlo – di introdurre nella regular season la fase di “qualificazione”, necessità di riconquistare il pubblico attraverso gare interessanti agonisticamente più che tecnicamente …  Eppure, se  fossi presidente di una società di Serie A Federale o di una società minore di IBL non Le darei il mio voto: non si tratta di incoerenza, ma di mancanza di fiducia nella sua possibilità di vincere le resistenze di pochi ma potenti che, per usare le Sue parole, vedono “soltanto il proprio orticello” (ma io direi “il loro campo dorato”!).

Da sempre penso,  scrivo, e ho scritto anche nei giorni scorsi, che  i risultati raggiunti (livello tecnico,  territori conquistati e, assieme a loro, il pubblico e i media) non vanno assolutamente persi ma difesi.  Un passo indietro è tollerabile purché piccolo, come quello di limitare  l’utilizzo degli stranieri “in modo graduale” anche per dar tempo di crescere agli atleti che andranno a sostituirli. In tal modo i temuti riflessi negativi sul livello di gioco saranno impercettibili e bilanciati da una positività: i soldi risparmiati all’estero verrebbero necessariamente utilizzati in Italia con beneficio per lo sviluppo del baseball sul territorio.

Un simile intervento sarebbe sufficiente a ridurre lo spread tecnico tra i  “big teams” e le altre  maggiori formazioni di IBL e tanti Club in evidenza in Serie A Federale rendendo possibile ed accettabile un campionato a 12 in due gironi da sei, in grado di offrire un baseball di livello pari o molto simile a quello finora offerto. Tale allargamento (minimo indispensabile) diventa quindi possibile e con esso si innescherebbe  una catena di vantaggi: il raggiungimento di una platea più ampia dove più squadre, non solo sei, possano competere ad armi pari sotto gli importanti riflettori della prima serie  per un baseball che guadagnerà più piazze (quindi più pubblico e più media), più pubblico e più media (quindi più sponsor), più sponsor (quindi più risorse al movimento), più risorse al movimento con minore possibilità che scivolino all’estero previe nuove norme sull’uso degli stranieri (quindi maggiore impulso al movimento, cioè espansione), più espansione della base…  ecco la parola chiave dimenticata nelle alte sfere federali e finalmente da Lei ripescata:  ESPANSIONE!

L’espansione, infatti, è la chiave di tutto,  ivi compreso quel tanto desiderato innalzamento del livello tecnico, perché solo dalla quantità emergono “prospetti” e “fuoriclasse” in numero adeguato ad alimentare e sostenere un campionato di vertice degno d’essere chiamato tale.

Purtroppo, però, in conclusione dei lavori degli Stati Generali, a proposito della prossima stagione IBL l’ampliamento del campionato è previsto  solo come opzione e non come necessità;  inoltre si fissa già in 24 il numero di squadre di Serie A Federale!  Che probabilità ci sono che l’opzione  abbia esito positivo?

Ovviamente, rimanendo chiusi e “sterilizzati” nell’attuale indecente dimensione, il percorso verso l’ESPANSIONE non potrà mai realizzarsi.

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

17 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Paolo Castagnini 26 ottobre 2014 at 14:07 -

    Ringrazio l’amico Ezio, per le lodi che immancabilmente mi rivolge, ma non amo prendermi meriti che non mi appartengono.

    Il mio compito consiste nel valutare le proposte del territorio in merito alle Accademie Regionali e di valutare se sono conformi al Progetto guida oppure no.

    In sostanza valuto se le cose si possono fare oppure se non si possono fare. Sicuramente do il mio parere e formulo le mie proposte.

    Nel caso specifico dell’Accademia Piemonte il Progetto, che è mutato rispetto le edizioni degli anni precedenti, è frutto dell’esperienza sul territorio e sulla competenza delle persone coinvolte. In particolare Marco Mannucci, Alessandro Rosa Colombo, Francesco Aluffi e soprattutto Francesco Rosa Colombo.

    Il mio compito è stato valutare, accogliere alcune proposte e negarne altre, portando poi il tutto al Consiglio Federale.

    Speriamo che le scelte diano i risultati sperati.

  2. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 26 ottobre 2014 at 18:58 -

    Caro Paolo, la mia abitudine a valutare le cose si limita ad esse. Ciò mi consente di apprezzare ciò che viene fatto da una persona e criticarne un’altra fatta dalla stessa persona senza maturare prevenzioni positive o, peggio, negative verso nessuno.
    Ad esempio, non ho giudicato bene la mancata menzione nel tuo sito del cinquantenario del Kennedy quando, sia pure in modo garbato, hai declinato il mio invito a pubblicare il volantino predisposto dal Milano ’46: avresti desiderato, per essere in sintonia con lo stile di Baseball on the road, che la notizia fosse accompagnata da qualche aneddoto sulla storia del vecchi campo. Di storielle ne avrei potute raccontare a bizzeffe ma, sebbene comprenda benissimo che detto sito non si occupa di cronache, non l’ho fatto perché ritenevo che una notizia come quella non aveva bisogno d’altro per essere pubblicata, magari assieme all’augurio che su quel campo si torni presto a giocare il più bel baseball della FIBS.
    Benché l’episodio non abbia colto il massimo del mio apprezzamento … la cosa non mi ha impedito di esprimermi positivamente riguardo le tue idee sulle Accademie, a proposito delle quali ti faccio i migliori auguri di buon lavoro.

  3. armandopaggetti 27 ottobre 2014 at 07:21 -

    Allargare l’IBL almeno a 12 squadre sarebbe una cosa giusta, penso che questo sia anche il progetto della Federazione, ma qui vengono a meno le Società che preferiscono fare la serie A (ti piace vincere facile?).
    Sarebbe forse meglio chiamare questa CATEGORIA serie B perchè questo è la seconda categoria,ripristinare le promozioni e le retrocessioni per ridare un senso ai campionati.
    Ma si preferisce giocare per un fantomatico SCUDETTO che non vale un gran che.

  4. franco ludovisi 27 ottobre 2014 at 08:07 -

    Piuttosto si dice in giro ( io lo ho appreso da fonte più che certa ) che Castagnini abbia dato le dimissioni dal Comitato Nazionale Tecnici.
    Conoscendolo bene sono certo che non vorrà esporre pubblicamente le ragioni dell’abbandono e sono d’accordo con lui che, se non si condivide una linea o un modo di fare e di operare, non è necessario “distruggere” quello che si è tentato e forse riuscito a realizzare, per avere una ipotetica soddisfazione.
    Ma semmai il reticente Micheli, che a fare proclami non si tira mai indietro, ci dia lui le motivazioni “ufficiali” di queste dimissioni.
    Per una volta potrebbe rispondere.

  5. Paolo Castagnini 27 ottobre 2014 at 09:01 -

    Ok incasso il rimprovero 😉

  6. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 27 ottobre 2014 at 20:55 -

    Signor Paggetti, non ho fatto un sondaggio per sapere quante società di serie A Federale accetterebbero di partecipare ad IBL (ovviamente una IBL di almeno 12 squadre), ma sono certo che accetterebbero in numero ben superiore alle 4 necessarie.

    Ne individuo almeno tre:il Novara, che ha rinunciato ad IBL (ad 8) con una secca dichiarazione di Guilizzoni non più disposto a sottoporre la sua società alle mortificazioni degli anni precedenti, ma pronto a restarvi se fosse stato accettato il progetto di Fraccari; il Padule, il cui coraggioso presidente proponeva, a mio avviso con molta saggezza, l’unificazione dei due massimi campionati, ma ovviamente non sarebbe giustamente mai entrato in una IBL a 8; i Black Panthers, guidati da un altro coraggioso presidente, che hanno rinunciato a quell’IBL a 8 per non sacrificare i propri giocatori ed il proprio vivaio …

    Pensate che non si troverebbe una quarta società?

    L’idea secondo la quale il mancato ampliamento di IBL sia da addebitare alle società della serie A Federale è indotta dalla propaganda federale che abilmente si nasconde dietro l’avverbio “compatibilmente”: compatibilmente con i tempi che corrono, compatibilmente con la disponibilità delle società …

    Però la Federazione si guarda bene dal convocare in contemporanea le società di serie A federale e di IBL per esporre il progetto di Fraccari: cadrebbe ogni dubbio sulle responsabilità di questo “impasse”.

    In assenza di questa verifica, i veri oppositori gongolano e la Federazione si aggrappa al “compatibilmente” per mascherare la sua sudditanza ai dictat di quei pochi che difendono a denti stretti i loro privilegi e il loro “orticello” dorato!

  7. gigi mignola 28 ottobre 2014 at 10:06 -

    Sig Ezio, (se mo lo consentirà le darò del tu la prossima volta) le volevo evidenziare che il clima non era disteso, ma neppure teso, era un clima in cui molti comitati regionali hanno preso coscienza delle difficoltà dei loro colleghi, è stato un clima che ha portato alla consapevolezza che gli “orticelli” devono essere coltivati, ma per produrre idee ed esperienze da riproporre, se valide, in altri orticelli (regioni).
    La base è quella che ha il polso, ma deve anche imparare che esistono testa e coda e per fare che , tutti acquisiscano questa consapevolezza, dobbiamo usare la trasparenza di pensiero e di comunicazione. le assicuro che abbiamo avuto momenti difficili e che comunque 18 persone (i CR) si sono messe al tavolo per 12 ore filate al giorno per preparare risposte e per aiutare i territori, quelli che lei cita in un modo così esaustivo che di più non potrei fare.
    Allo stesso tempo condividere una serie di proposte e soluzioni, per il bene delle ragazze e dei ragazzi che praticano e amano questo sport.
    Si fidi lo dice uno che non si tira indietro, in questi gg si stanno tenendo le riunioni con le società nelle Regioni ed i primi passi verranno resi pubblici e condivisi, e da questi scaturiranno le proposte per i prossimi anni.
    Approfitto per salutare Paolo e Ludovisi (che ho conosciuto da poco, ma che mi ha detto cose importanti per comprendere il movimento, specialmente nell’area Bolognese, e la ringrazio per lo spazio che eventualmente mi concederà.
    Vincenzo, Gigi Mignola, Presidente del Comitato F.I.B.S. Regionale dell’ Emilia Romagna.

  8. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 28 ottobre 2014 at 22:01 -

    Va benissimo il tu, Gigi, tra veri appassionati di baseball!

    Le mie impressioni sugli Stati Generali derivano solo dai sunti di Schiroli e Landi pubblicati sul sito. Se la realtà di quelle sedute è più ricca di contenuti e di programmi, la cosa ci conforta e fai bene a farcelo sapere.

    Quanto agli “orticelli”, certamente vanno coltivati, come dici tu, in un’ottica diversa da quella di chi vi si barrica e non vuol sapere nulla degli altri. La “base”, pur non essendo scevra da tale negatività, tuttavia continua a dare il suo contributo al movimento in fatto di atleti e di iniziative: in misura sempre più ridotta, ma non per colpa sua. Se invece guardiamo l'”orticello” ostinatamente difeso da talune società di IBL che non intendono aprire varchi ad un campionato più ampio, meno imbottito di giocatori d’oltre oceano e quindi meno costoso, non possiamo non chiederci quale sia il loro contributo al movimento: l’effetto “locomotiva”? Meglio non parlarne!

    La “base” più che avere il polso, è il polso della situazione: la dirigenza federale dovrebbe averne consapevolezza per meglio orientare le sue politiche.

    Affermando che lo “sterilizzato” vertice del campionato si è avulso dal resto del movimento e ciò è inammissibile con la necessità di aumentare la “base”, Fraccari sembrerebbe essersene finalmente reso conto. Riuscirà a vincere certe resistenze?

    Poiché la tua Regione è un esempio di fertilissima attività di base, credo moltissimo al tuo impegno e pertanto, come a Castagnini, faccio gli auguri di buon lavoro anche a te e a tutti quelli di buona volontà che non disdegnano la consulenza di personaggi di grande esperienza come l’amico Ludovisi.

  9. franco ludovisi 28 ottobre 2014 at 23:02 -

    Va a finire che ci crederò anch’io di essere importante per il baseball attuale.

    Ezio ha ragione quando dice che ho esperienza, ma da qui a trarre consulenze efficaci ed accettabili per il movimento ce ne passa.

    Non ricordo esattamente gli argomenti trattati nel breve incontro con Mignola:
    spero di essergli stato utile davvero e di non avergli rifilato la solita litania di “Amarcord” e basta.

    L’inizio del nuovo mandato del Comitato Regionale Emiliano non mi ha impressionato particolarmente,
    per quello che mi ha toccato.
    Rendermi soddisfatto deve essere l’ultima preoccupazione.
    Pensiamo al baseball, questo sì.

  10. Gigi Mignola 29 ottobre 2014 at 02:50 -

    Non sto ad elencare le cose fatte o non fatte, ma qualcosa si è fatto.
    Riallacciare i rapporti con la scuola e con i rappresentanti regionali, la nuova sede con l’annessa struttura sportiva, la collaborazione con l’Università , i nuovi contatti con la regione, l’istituzione delle macro aree contribuendo alla gestione più diretta dei vari settori tecnici, una nuova collaborazione con CNA,CNT,CNC.
    Diciamo non solo campo, e sopratutto un recupero di posizioni nel farsi conoscere da enti locali, istituzioni e società.
    Ovviamente la dove l’interesse è reciproco.
    Non nascondo che ancora molto c’e’ da fare, a mia parziale discolpa devo dire che è difficile ereditate una Regione così importante in un solo giorno e con unica dichiarazione ” queste sono le chiavi del portone, l’unica consegna che ti darò “. Io forse farò poco ma lo farò per tutti coloro che amano questo sport, senza risparmiarmi e von l’ intento di far crescere un nuovo pensiero, se la mia Regione è così brava a formare atlete/i , dirigenti, tecnici, arbitri, classificatori, volontari, ecc, allora la mia Regione deve diventare l’esempio e quindi aiutare anche gli altri a crescere e a mettere in atto le dinamiche che portano a questi risultati. È questo vale dalla IBL alle giovanili, se riusciremo a fare questo salto culturale, non solo avremo finito di coltivare il nostro orto ma avremo fatto capire che siamo pronti ad aiutare ed ascoltare anche gli altri, per fare si che un domani si parli finalmente di campi coltivati,

  11. Roberto Franceschini 29 ottobre 2014 at 06:44 -

    Carissimi amici, credo che continuare a parlare di baseball e di territori mescolando IBL-A Fed e categorie giovanili si fa un grosso errore. IBL è una lega ne più ne meno della serie A del Calcio o della MLB, in USA tra l’altra nemmeno esiste la Federazione, la A fed rappresenta il campionato di vertice della Federazione ed assegna il “vero” scudetto, non vi sembra stucchevolo questo dibattito? la distanza, nel maggior numero dei casi, tra IBL ed A fed è abissale, determinata solo dai budget a disposizione come in tutti gli sport, oggi, purtroppo, chi più ha più vince. Per questo dico che i problemi del baseball sono settoriali e non complessivi. il nostro sport deve ri-partire dai giovani a favorire il massimo degli investimenti in tal senso, da parte della FIBS, delle singole società, delle amministrazioni locali etc etc

  12. Eros Reggiani 29 ottobre 2014 at 12:58 -

    Carissima redazione di Baseballmania, mi chiamo Reggiani Eros e sono stato per 10 anni Presidente Regionale dell’Emilia Romagna,e per dirla come diceva sempre il Presidente Fraccari “quando mi tirano per la giacchetta devo rispondere”.
    Da quando due anni fa non sono stato rieletto, non ho mai voluto interessarmi delle storie della regione Emilia Romagna, ma ora il signor Mignola trova difficolta a fare andare avanti la regione accampando scuse di vario genere colpevolizzando il sottoscritto e naturalmente tutto il vecchio CRER.
    Caro Gigi sai benissimo che quello che scrivi non corrisponde a verità oltre a consegnarti le chiavi della sede e firmato entrambi il verbale di consegna ci siamo fermati nel mio ex ufficio dove ti ho mostrato le cose basilari da fare, nonostante l’imput fosse quello che ti dovevi arrangiare o, in alternativa farti aiutare di chi,e sai benissimo a chi mi riferisco, aveva contribuito a farti eleggere (non stò parlando delle società emiliane). Cosa speravi, che ti avessi steso un tappeto rosso?, gli aiuti si danno a chi li merita e questo non è stato il tuo caso.
    Ti ho lasciato una regione che andava a gonfie vele se adesso ti trovi in mezzo alla bonaccia non incolpare me.
    Ti prego non tirarmi più in ballo,altrimenti anche io avrei parecchie cose da dire.
    Vai avanti per la tua strada, e lavora per il bene del baseball senza lodarti di quanto fatti, il nostro motto era LAVORIAMO E ZITTI,poche parole per noi parleranno i fatti.
    Mi scuso per lo sfogo, ma non si può sempre tacere specialmente quando qualcuno parla a vanvera e lo fa scrivendo a Baseballmania
    L’EX presidente del CRER
    Reggiani Eros

  13. gigi mignola 29 ottobre 2014 at 14:50 -

    Il commento non merita alcuna replica, continuo a lavorare sereno per il movimento come ho fatto fino ad ora senza pretendere nessun particolare riconoscimento.
    Con questo io voglio mettere la parola fine a questa discussione, anche io certo che i fatti daranno ragione al baseball e non a qualcuno.
    E visto che si parla di vento, buon vento a tutti.
    semplicemente Gigi Mignola.

  14. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 ottobre 2014 at 20:24 -

    Quindi, Sig. Franceschini, in coerenza col suo ragionamento, si dovrebbe poter affermare che il vero scudetto del Calcio è quello di serie B!

    Tornando al baseball, Lei si spinge a sostenere quello che ormai non pensa più nemmeno Fraccari: Lei vorrebbe lasciare la frattura tra IBL e resto del movimento perché si tratta di cose diverse e “mescolare IBL -A Federale e categorie giovanili” è un grosso errore.

    A parte che nessuno vuole mischiare le giovanili col resto, mi pare che il grosso problema finalmente palesato da Fraccari sia proprio la frattura tra i primi due campionati che ha finito per isolare e rimpicciolire paurosamente il vertice. Quindi, persino chi ha contribuito a perfezionare tale frattura con l’eliminazione di promozioni/retrocessioni e con l’introduzione di irrealizzabili imitazioni di MLB, alla fine dichiara in una sede importante come quella degli Stati Generali, che non possiamo permetterci che permanga questa situazione se vogliamo recuperare il pubblico e aumentare la base.

    La “base” si aumenta con i giovani dai quali Lei vorrebbe ricominciare. Ma chi può arruolare giovani se le risorse si possono reperire solo se si fa parte del massimo campionato perché solo quello gode di riflettori mediatici necessari a captare sponsor e quindi risorse? E se lei vuole che l’IBL viaggi per conto suo, con quali risorse si alimenta la base? Con gli aiuti delle amministrazioni locali che lasciano marcire gli stadi e, non appena possono, li requisiscono? con i soldi della FIBS che, pronta a portare tutto lo staff della nazionale a Miami per un allenamento in vista dell’impegno europeo da disputarsi sei mesi dopo, si barrica dietro il divieto dello statuto di finanziare le società?

    Allora, come la mettiamo: ha ragione Lei, rassegnato ad una IBL che viaggia per conto suo, o ha ragione Fraccari che ora vorrebbe ricompattare (se glielo lasciano fare) la testa col corpo del baseball?

    Tante risorse, la possibilità di diventare Campioni d’Italia, di partecipare alle Coppe Europee, il privilegio di non temere la retrocessione, etc … sono tutti privilegi di pochissime squadre. Tutte le altre sono destinate a fare il mestiere di portatori d’acqua lavorando nell’ombra perché, salvo in qualche zona, godono di riflesso mediatico offerto solo dai siti di baseball: ovvero non debordano dal nostro ambiente e quindi crescono a fatica e, soprattutto, spesso sopravvivono col sacrificio delle tasche di molti dirigenti.

    Io invece penso che sia un grosso errore lasciare le cose come stanno. E soprattutto penso che è ingiusto.

  15. armandopaggetti 30 ottobre 2014 at 13:36 -

    Ma quale IBL, sono rimaste solo 3 squadre che ambiscono ancora a questo progetto, sembra che Parma non sia più della partita, a Nettuno tutto tace, Grosseto si gongola il suo scudetto che qualcuno mi dica cosa vale?
    Si torni alle due gare giornaliere con possibilità di giocare al venerdì quando le distanze lo permettani, si facciano due categorie a doppio incontro, SERIE A( 2gironi da 8 )
    SERIE B( 4gironi da 8 ) con play off e play out ripristinando le promozioni e retrocessioni.
    Serie C interregionale Serie D regionale singolo incontro.
    Questo a mio modestissimo parere è quello che si può permettere il ns baseball.
    PS: le serie chiamatele pure come volete ma quelle sono)

  16. Mario Mazzei 1 novembre 2014 at 12:04 -

    Caro Armando Paggetti, il Grosseto Baseball,si “gongola”del titolo di Campione d’Italia serie A perchè è la vittoria di un gruppo di giocatori, tecnici e dirigenti che il poco più di 2 mesi di lavoro ( siamo nati il 15 di gennaio!!!) abbiamo riportato a Grosseto giocatori e tecnici che si erano allontanati dallo Jannella e con lo sforzo di tutti abbiamo portato il baseball di un certo livello a Grosseto.
    Per tutto lo staff è stato un successo gratificante (35 vittorie su 39 gare !!) . Capisco che lo scudetto IBL è un’altra cosa…… ma per noi tutti e per lo Sponsor ENEGAN è stato il massimo che si poteva ottenere partendo da zero a meta gennaio.
    Per quanto riguarda il prossimo 2015, anche il Grosseto aveva proposto un campionato di serie A allargato, includendo varie entità sia a nord che a sud, in modo di allargare a gran parte dell’italia l’opportunità di vedere partite a livello superiore alla maggior parte di tifosi.
    Rimanendo l’IBL come quest’anno, la mia società ha già dichiarato che continuerà in serie A, cercando l’inserimento maggiore di giovani e di creare una base più solida e allargata .
    . Non possiamo permetterci spese per far venire “italiani” dall’estero, dobbiamo crearci un vivaio nostro……….
    Grazie
    Mario Mazzei Presidente ENEGAN Grosseto Baseball

  17. armando paggetti 1 novembre 2014 at 12:54 -

    Mi scusi Sig.Mazzei ma Oberto, Cuffrè e Marquez che hanno fatto la differenza mi pare vengano dall’estero,
    comunque complimenti per i risultati, ma sono dell’idea che a molti piace vincere in SERIE A piuttosto che lottare in IBL, e resto dell’dea che basterebbe chiamare i campionati per quello che sono, il resto sono specchi per le allodole in via di estinzione.
    Il vivaio? Avete rinunciato alle finali UNDER 21 da giocarsi in casa vostra, un bel incentivo per i giovani!