London Series 2019/20 … Italian Series 2021?

Pubblicato il Lug 2 2019 - 11:31pm by Allegra Giuffredi

Sabato scorso, mentre la Fortitudo giocava e vinceva Gara2 contro il Parma, sulle tribune un solo argomento teneva banco: le “London Series” tra i Boston Red Sox e gli Yankees di New York.

Come infatti sanno tutti gli appassionati di baseball, in questi ultimi caldissimi giorni di giugno 2019, proprio a Londra, nello stadio Olimpico, si stanno svolgendo due incontri di Major League, denominati appunto “London series”.

Lo stadio, ove gioca la squadra di calcio del West Ham, che è una delle 14 squadre londinesi di football inglese, è stato riattato per l’occasione, con la terra rossa portata direttamente dagli States e con le uniche pecche di un campo esterno particolarmente corto e la mancanza della ghiaia per indicare la warning track, ma tant’è, tra fuochi d’artificio, improbabili corse tra mascottes raffiguranti Winston Churchill, Freddy Mercury (tra l’altro risultato vincitore) il mostro di Lockness, “Nessie” per gli amici ed Enrico VIII, gli incontri tra NY e Boston si sono giocati, in uno stadio “sold out”, sotto l’egida del Principe Harry e della sua consorte, l’americana Megan Markle.

Lo stadio era pieno ed è stato un successo: c’erano corrispondenti televisivi (e sottolineo televisivi) dagli Stati Uniti e anche dalla Francia … dall’Italia non so (!?) e soprattutto moltissimo pubblico, di cui la massima parte proveniente sicuramente dagli USA ed anche dall’Olanda e quindi … dall’Italia.

Ebbene sì, del pubblico locale inglese non vi era un granché, perché gli appassionati del “batti e corri” europei, alla fine siamo sempre e solo noi, insieme agli olandesi e allora? Questo non suggerisce qualcosa?

Come abbiamo visto ultimamente con la European Champions Cup, quando c’è un evento degno di questo nome, la gente viene o per meglio dire, torna a vedere il baseball, quindi figuriamoci se a Roma, a Milano o perché no anche a Bologna, arrivassero i mostri sacri del baseball mondiale!

L’anno prossimo le “London Series” si ripeteranno, nella quasi assoluta indifferenza dei locali, perché quando si ha il pane, non sia hanno i denti e viceversa, ma non sarebbe bello e molto più utile, specie per il nostro movimento avere la possibilità di organizzarle anche in Italia?

Chi ne sa più di me, sostiene e sicuramente a ragione che tra i numerosi motivi per cui le MLB hanno, per ora, preferito l’Inghilterra sono la condivisione della lingua e la distanza minimale tra Londra e gli States che almeno tra le East Coast e Londra è di sole sei ore; oltre a questo pare che anche la tassazione britannica sia, per eventi di questo tipo, particolarmente favorevole e dato che parliamo di affari, sia il basket americano che il football americano hanno già organizzato trasferte di questo genere e con grande soddisfazione, specie per quanto riguarda il ritorno economico.

Fraccari, sta tentando da tempo di portare in Italia il grande baseball, ma al di là dei suoi sforzi, dove si potrebbe realizzare un’Italian Series e soprattutto quando? Dato che sempre a Londra, nel 2020 i Chicago Cubs sfideranno i St Louis Cardinals, volendo essere ottimisti si potrebbe sperare che Roma, possa essere la città deputata ad ospitare due incontri di World Series, nel 2021, ma con quali interlocutori si può immaginare anche solo lontanamente di parlare e trattare? Con quale Giunta? con quali Amministratori? Volendo, anche Milano e pure Bologna potrebbero essere sedi validissime, ma per ospitare un incontro di WS ci vogliono stadi di calcio rivisti e corretti e sia Milano che Bologna hanno impianti prossimi al totale rifacimento e restyling, quindi resta solo Roma, che peraltro sugli americani ha un fascino enorme (il Colosseo, i Gladiatori, la Dolce Vita …) e poi ha lo stadio Olimpico che potrebbe fare al caso … insomma diamoci una mossa!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Federico 3 luglio 2019 at 12:58 -

    C’ero, e posso confermare che la scelta delle MLB di giocare a Londra è stata trionfale su tutta la linea, per efficienza, organizzazione, spettacolo, location. Peraltro di britannici ce n’erano in larghissima abbondanza, “God save the queen” faceva tremare lo stadio…quindi hanno avuto sia il pane che i denti, eccome.
    Una cosa del genere in Italia sarebbe semplicemente fantastica: sono i grandi eventi l’unico modo di lanciare e rilanciare il “movimento”, (parola che ci piace tanto citare a dismisura) perché attirano e coinvolgono, fanno avvicinare molte nuove persone, fanno informazione, e non certo i prospettati campionati nostrani in cui il livello tecnico e di strutture si abbasserà sempre di più fino a raggiungere uno status pienamente amatoriale (ci siamo vicinissimi e ci arriveremo, e tanti ne sono anche contenti, di una massima serie a 100 squadre!).
    Ecco il punto, le strutture: per eventi del genere servono strutture all’altezza, e ci si deve lavorare per anni. MLB London è un progetto nato un lustro fa.
    Con chi viene a parlare la MLB per farlo in Italia? Con la Raggi, il Coni, la Fibs, i cento “nettuni”?
    Lasciamo perdere. Tutti a Londra 2020 e magari Amsterdam 2021, chissà.

  2. Daitarn 3 luglio 2019 at 23:20 -

    Una volta sentendo un’intervista a Joe Saputo,disse che avrebbe voluto vedere una partita di baseball li’ nello stadio del Bologna,partite che in realta’ ce ne furono,piu’ di una,negli anni 60 mi pare,ancora non seguivo il baseball ma ne sono certo.

  3. Enrico 4 luglio 2019 at 18:03 -

    Cara Allegra, ti leggo sempre con piacere ma stavolta, confermando quello che scrive Federico (in effetti c’ero anche io) hai preso una piccola toppa: il pubblico inglese era rappresentato per circa il 70% dei presenti . Cosa che ha portato i commentatori della prima partita ad affermare: “stiamo giocando davanti a migliaia di persone che di baseball non sanno niente”.
    Per il resto confermo la bellezza dello spettacolo e la grande qualità dell’organizzazione: alla fine della partita (io ho visto la seconda) io e la mia famiglia non abbiamo fatto un minuto di fila prima di salire sulla metro!!!