Lo SlowPitch avrà il suo scudetto, ne parliamo con Gigi Mignola

Pubblicato il Mar 5 2020 - 1:20pm by Massimo Moretti

La nazionale italiana di SlowPitch

E’ stata accolta con molto entusiasmo la scelta da parte del Consiglio Federale della FIBS di istituire il Il 1° Campionato Nazionale di Slowpitch per la stagione sportiva 2020. Avrà carattere sperimentare, e la scelta è finalizzata a conferire un respiro unico al movimento amatoriale dello Slowpitch con l’assegnazione dello scudetto.

Nella giornata di sabato 15 febbraio scorso si è svolta a Bologna un incontro che l’obbiettivo di regolamentare questa competizione, con la presenza tra gli altri del Vice Presidente  federale Vincenzo “Gigi” Mignola, a cui porgiamo alcune domande e ringraziamo della disponibilità.

Come è andata la riunione di Bologna e quali risultati sono stati raggiunti?

La riunione di Bologna è andata molto bene, c’è stata tanta partecipazione e condivisione. Il lavoro pre e post riunione ha portato ad una buona proposta.  C’è un gran bel movimento dietro al settore amatoriale e dello slowpitch che vuole esprimersi anche con affidabilità e visibilità importante.

L’attività “amatoriale” sembra vivere uno sviluppo continuo, come vedi questa situazione?

Già da quando ero presidente regionale FIBS dell’Emilia Romagna avevo intuito le sue possibilità e potenzialità che il mondo amatoriale poteva avere, sopratutto andava a recuperare un vuoto che si era creato, dando la possibilità soprattutto di far ritornare verso le società, atleti che avevano smesso la loro attività e di conseguenza, anche far rientrare tutta la sfera attorno a questi atleti, fatto di amici, figli, famiglie che possono essere di supporto per le società di baseball e softball in tutta Italia.

Tra i vari campionati di zona spicca la Lega del Mare e la Lega del Sud, che operano in zona d’Italia, povere di “società”, queste leghe possiamo affermare che hanno gettato dei semi nel Sud Italia?

Molto importante quello che stanno facendo queste Leghe, sia la Lega del Mare che la Lega del Sud che ho seguito molto da vicino, anche con diversi interventi sul territorio ed ho notato, che si sono avvicinati al mondo agonistico molti ragazzi e ragazze, con la concreta possibilità di rilanciare i settori giovanili e quindi ricominciare anche un percorso agonistico. Cito , per fare un esempio, la delegazione della Campania che ha fatto un salto talmente ampio,  che credo che in questo 2020  riuscirà a diventare una regione in cui non basterà un delegato FIBS, ma ci vorrà un Presidente Regionale, poiché superà le dieci società.

Ci sarà la possibilità di far entrare altri concentramenti di zona per il 2020 oppure ci penserà negli anni successivi?

La formula che abbiamo ideato insieme alle persone, che probabilmente faranno parte della COG Amatoriale, si tratta di una formula che permette anche dei concentramenti ulteriori di accesso alle fasi finali per più squadre di quelle che abbiamo previsto al momento. Ovviamente preferiamo partire con un passo un po’ meno spedito, ma che dimostri ulteriormente l’affidabilità del movimento dello slowpitch, piuttosto che lanciarsi  in mega semifinali, mega finali, mega tornei di qualificazioni, che tendono ad abbassare sia il livello tecnico che il valore di rappresentanza che questo movimento sta preparando.

Quali prospettive per la nazionale impegnata nel prossimo campionato europeo?

Per quanto riguarda la Nazionale di slowpitch io credo molto nel lavoro che potranno fare i selezionatori, ritengo che sia molto importante che prima di tutto non si confondano nazionali, con le selezioni di club, che comunque hanno la loro pari dignità che andranno a raffrontarsi in situazioni completamenti diverse.

Come Federazione sosteniamo i try out che sono già stati programmati, al fine di creare una buona e competitiva nazionale. Vediamo se da questo primo campionato, troveremo una squadra capace di confrontarsi in Europa, contro nazioni dove lo slowpitch è tenuto in una maggiore considerazione, e che può portare anche ad una modifica su come approcciarsi al  campionato nazionale di slowpitch, e su come essere competitivi pur non essendo agonisti.

Un ultima considerazione, dobbiamo dire a tutto il movimento del baseball e del softball che gli amatori in generale (slowpitch, fastpitch e qualsiasi tipo di aggregazione amatoriale) sta facendo un altra operazione molto importante. Attraverso il tesseramento FIBS sta sostenendo i vari Comitati Regionali, perchè ogni tesserato amatoriale versa la propria quota di tesseramento direttamente al Comitato Regionale dove svolge attività. Attraverso questo sistema si sta chiudendo un patto generazionale, in cui gli amatori e tutti quelli che giocano a questo livello, stanno aiutando i Comitati Regionali a supportare, a promuovere, ad aiutare il baseball giovanile non è cosa di poco conto.

Su questo argomento feci una prima proposta nel Consiglio Federale della presidenza Fraccari  quando ancora non ero Consigliere, all’epoca ero Presidente Regionale dell’Emilia Romagna. L’allora Presidente Federale Fraccari mi rispose che era una metodologia francescana di affrontare le cose.

Ma sicuramente avevo visto bene, perchè i genitori, gli zii, i nonni le famiglie sono più propense a sapere che i loro soldi sono vengono investiti per il futuro dei loro figli, dei loro nipoti, questa è stata la vera scommessa vinta con lo slowpitch.

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Massimo Moretti

Nato nel 1973....aspettando 17 anni lo scudetto. Semplice appassionato di baseball come tutti quelli che vivono nella città del Tridente. Ottima prima base nei tempi (mio giudizio) protagonista assoluto in una partita con la maglia dei Ragazzi del Nettuno B.C. contro gli americani della base Nato di Napoli (ho le prove ed i testimoni). Vanto una presenza al piatto con la maglia del Baseball Club Rovigo in serie C nono inning uomo in base sotto 3 a 1 in quel di Poviglio strike out senza gloria. Ho provato la scalata nelle Minors come da foto profilo ma senza successo. Più che un esperto sono un fanatico.