L’Italian Spring Training riconosce finalmente alla Sicilia il ruolo di “Florida Italiana”, questa la strada giusta per tornare a far crescere il nostro baseball!

Pubblicato il Mar 19 2018 - 1:50pm by Giovanni Colantuono

A Messina lo spring training della squadra azzurra, insieme alle nazionali di Germania e Repubblica Ceca, è stato un grande evento. Su questo non c’è dubbio. Il significato di questo Italian Spring Training va oltre il mero aspetto tecnico, a Messina finalmente è stato riconosciuto dalla federazione un ruolo che diventerà fondamentale per la crescita del baseball italiano.

“La Sicilia è la Florida del baseball italiano”, abbiamo sentito questo slogan tantissime volte in passato e per tanto tempo. Mai però la FIBS aveva fatto un passo così deciso verso “La nostra Florida”! Ora invece è stato fatto e Messina ha mostrato tutto il suo amore per il baseball. Merito della città di Messina e della sua gente che ama questo sport. Merito dello staff dirigenziale della Cittadella dello Sport dell’Università di Messina, capitanato da Nino Micali. Le strutture messe a disposizione e l’accoglienza riservata alle squadre azzurre, come anche a tedeschi e cechi, sono state di primissimo ordine a conferma che in quelle zone d”Italia il baseball italiano, ma anche europeo, può gettare le basi e programmare un’attività invernale che nel baseball moderno diventa sempre più fondamentale se si vuole tornare a crescere e competere con le altre nazioni del mondo.

Nelle ultime settimane da un certo tipo di stampa, e da chi stampa non è ma parla e sparla credendo di fare opinione, è stata fatta una campagna “CONTRO” l’operato della federazione mettendo in luce l’uscita dell’Italia dalle prime 12 posizioni del Ranking WBSC. Indicando come grave l’eventuale esclusione dal Premier12, facendo passare tutto questo come una catastrofe che si è abbattuta sul nostro movimento.

Noi lo diciamo subito. Non ci interessa niente del Premier12 e delle conseguenze di una mancata partecipazione della nostra nazionale. Oggi il problema non è il Ranking WBSC, oggi il baseball italiano deve trovare il modo di uscire dalla crisi. La posizione nel Ranking WBSC tiene conto dei risultati nei campionati internazionali delle squadre nazionali negli ultimi quattro anni. Quindi la posizione dentro i 12 del Ranking tiene conto anche del risultato del WBC, ottenuto da una nazionale che di italiano aveva veramente poco. A cosa serve quindi stare nei 12 se poi ci guardiamo intorno e ci accorgiamo che, svanito il sogno degli “Azzurri del Classic”,  in Europa fatichiamo ad andare a competere contro Olanda e Spagna, solo per fare due nomi.

Per certa gente è bello dire…”Siamo nei primi 12 del Ranking”, per poi arrivare terzi ad un Europeo. Per poi andare al Premier12 e senza “Gli azzurri del Classic” prendere sonore bastonate da Giappone, Taiwan, Venezuela e via dicendo. Credo che tutto questo interessa solo chi sta cercando in tutti i modi di screditare la gestione della federazione del Presidente Andrea Marcon, magari avendo alle spalle chi sta muovendo ora i fili per poi candidarsi alle prossime elezioni federali.

Altro aspetto taciuto da chi ha sbandierato la discesa nelle posizioni del Ranking WBSC è l’attività giovanile. Nel punteggio totale del Ranking hanno un peso importante le partecipazioni ed i risultati delle nazionali giovanili negli ultimi 4 anni. L’attuale FIBS è in carica da poco più di un anno, come si può quindi puntare il dito contro l’attuale gestione che su questo aspetto non ha assolutamente colpe. Si dovrebbe chiedere alla precedente gestione della FIBS cosa è stato fatto per aumentare l’attività giovanile sia in Italia a livello di campionati federali, sia a livello internazionale per far crescere le squadre giovanili azzurre e farle arrivare pronte agli eventi internazionali.

Tutti gia sappiamo le risposte. L’importante era la nazionale che andava al Classic, ed oggi eccoci quì a leccarci le ferite.

Oggi la strada è una sola se si vuole recuperare il terreno perduto. Oggi si deve pensare ad una ritorno a salire nel Ranking puntando sui nostri giocatori, e per farlo si deve trovare il modo di farli giocare il più possibile e farli confrontare il più possibile con il resto del mondo. Ecco che l’evento di Messina ha quindi quell’immenso valore che in molti non hanno messo in luce, preferendo puntare il dito “CONTRO” lanciando l’allarme “Premier12”.

Ben vengano 10 raduni a Messina invece di un Premier12! Facciamo crescere i nostri azzurri, facciamoli giocare e facciamoli sentire importanti. Sono loro che devono tentare l’impresa di portarci alle Olimpiadi di Tokio. E la qualificazione per le Olimpiadi per gli azzurri passa per l’Europeo e non per il Premiere12! E non ci venite a dire che se la nazionale non crescerà sarà colpa della FIBS che ha equiparato i giocatori comunitari agli italiani. La federazione non ha nessuna colpa se le società decidono di ingaggiare comunitari per riempire i loro roster. Alla FIBS possiamo solo chiedere di avere più coraggio nell’allargare la massima serie sin dalla prossima stagione, unico modo per dare maggiore spazio a chi esce dai vivai delle squadre italiane per crescere più in fretta. Per il resto, la strada è quella giusta. Più raduni, più nazionale e più confronto internazionale in tutti i periodi dell’anno!

 

WordPress Author Box
Giovanni Colantuono

Nato a Nettuno. Ha iniziato la carriera giornalistica nel 1991 nell’emittenza televisiva privata come autore e conduttore della rubrica settimanale sul baseball Casabase. Allievo del Piccolo Gruppo di Giornalismo Radio-Televisivo di Michele Plastino, ha poi collaborato con il quotidiano Il Tempo e con varie agenzie di stampa. Radiocronista di Idea Radio ed autore di due film reportage sulla Coppa Campioni di Parigi del ’91 e dell’Europeo del ’91. E’ stato per tre anni addetto stampa del Nettuno e collaboratore dei siti BaseballItalia.it e Baseball.it.. Nel marzo del 2012 è cofondatore di BaseballMania.it di cui è l'editore e il Direttore Editoriale.

Like us on Facebook
Giovanni Colantuono

Follow me on Twitter
Follow @https://twitter.com/g_colantuono on Twitter
Giovanni Colantuono

12 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. giovanni 19 marzo 2018 at 14:47 -

    Bravissimo concordo al 100%. Tutti a dare contro all’allenatore per non aver vinto a mani basse con Germania e Rep. Ceka, come se ora fosse così importante. Invece l’opportunità di giocare in inverno (siamo ancora in inverno o no?) fare raduni under 18 e senior in un posto accogliente, ben attrezzato e soprattutto meno freddo del resto d’italia dove sta nevicando a metrà marzo. Allenamenti, partite, test, lanciatori e position players impegnati, preparazione, attenzione ai dettagli, confidenza con gli impegni della nazionale, giovani e senatori insieme, cosa c’è di meglio? La sicilia è una terra meravigliosa e potrebbe rappresentare una ripartenza anche per il baseball.

  2. paolo palmieri 19 marzo 2018 at 15:24 -

    Sono d’accordo . Credo anche che i convocati siano quanto di meglio offre al momento il movimento italiano . Mi sarebbe piaciuto vedere Ambrosino e magari qualcun’altro ma si sa , se non ti danno le ferie, c’è poco da fare .I risultati sul campo contavano poco anche se perdere non piace a nessuno e può alimentare polemiche . Contava giocare e sperimentare , contava avere stimoli in campo non solo tre sessioni di lancio alla settimana in tunnel o batting practice con la lanciapalle . Anche in MLB , Othani che è un fenomeno sta prendendo legnate in Spring Training ma nessuno lo sta criticando perchè a Marzo anche Batman è fuori forma . Mi è piaciuto vedere che Messina ha contribuito con onore a rendere questa esperienza positiva . Mi auguro che da ora in avanti ricominci lo sviluppo dei nostri sport in territorio siciliano perchè vi si può giocare 10 mesi , Devo però aggiungere un’altra cosa .In Europa le nostre concorrenti fanno uso di naturalizzati a man bassa . La Spagna è messa peggio di noi , la Francia pure .Quindi anche noi quando si tratterà di competere ad alto livello andremo a pescare oltreoceano , perchè aldilà delle buone intenzioni conta vincere e vincer vuol dire più denaro nelle casse federali . Dobbiamo aumentare le diffusione del gioco nelle scuole , sopratutto laddove è già presente il baseball/softball , perchè è un prodotto già conosciuto culturalmente a livello locale e dare un campionato sppettacolare con regole diverse , ad esempio introdurre il limite dei sette innings e non più nove , limitare le visite sul monte ad una per partita e fare il cambio campo ready to play in 1,30 minuti solo per dirne alcune . Lo spettatore nuovo , ma anche quello più esperto , non hanno tre ore da stare allo stadio ed hanno bisogno di sapere quando finisce la partita . So che i puristi del gioco staranno imprecando leggendo questo , ma voglio ricordare che dobbiamo cambiare anche drasticamente se vogliamo continuare a vedere questo/i sport nel nostro paese .

  3. Federico 19 marzo 2018 at 16:27 -

    Verissimo

  4. Daitarn 19 marzo 2018 at 22:30 -

    Mi trovi d’accordo,sono stato fra i primi a non drammatizzare per le sconfitte e tra i primi a difendere Gerali,che in questo momento e’ il massimo per la Nazionale.Incontriamo la Germania e La Ceca a luglio e vediamo come termina…

  5. Marco 19 marzo 2018 at 22:37 -

    D’accordo sulle attivita giovanili ma premier12 e classic sono molto importanti anche per l’aspetto economico forse si dovrebbe fare in modo di dargli maggiore visibilità…pensate al 6 nazioni quanti risultati a portato? Quasi zero ma che ritorno ha avuto come sviluppo di movimento? Sulla federazione invece la federazione ha la colpa di aver equiparato comunitari e italiani, i club vogliono giustamente vogliono provare a vincere e così è più facile…bastava non dargliene la possibilità

  6. Mah 20 marzo 2018 at 07:02 -

    Secondo il mio parere non sono i risultati di queste partite in sé, disputate per altro giustamente visto il periodo con il numero di lanci per ripresa, a dover essere analizzati quanto piuttosto il lavoro di allenatore e questi ragazzi soprattutto in prospettiva e cioè: dopo questo periodo di lavoro questo gruppo riuscirà ad avere presso la squadra di club per cui gioca gli opportuni spazi per poter sfruttare appunto questo lavoro invernale per gli scopi della Nazionale? Purtroppo l’impressione ed il messaggio che sembra lanciato è che Federazione e squadre di club viaggiano su due binari differenti: squadre di club che, giustamente dal loro punto di vista, utilizzano le regole stabilite per poter vincere in Italia ed in Europa senza pensare troppo alla nazione d’appartenenza dei propri giocatori e Federazione che, stabilendo regole che concretamente penalizzeranno i giocatori italiani, esige ugualmente risultati importanti dalla propria Nazionale per i motivi già detti quindi il lavoro per lo staff tecnico della Nazionale e dei giocatori non sarà certo dei più agevoli. In bocca al lupo per tutti !

  7. armando paggetti 20 marzo 2018 at 15:48 -

    Si potrebbe obbligare ad un campionato u21 X le squadre serie A1, ma pura utopia, alcune dovrebbero avere una u18 e non l’hanno altre addirittura non hanno una propria attività giovanile, e sarebbero queste le magnifiche 8 ???????

  8. Erio 20 marzo 2018 at 17:26 -

    Ommammamia!
    Come si fa a non imputare a QUESTO CF l’irresponsabilita nel non aver lasciato almeno 27 out ad un lanciatore non straniero non lo so proprio….

  9. max 21 marzo 2018 at 12:18 -

    direi che la verità sta in mezzo importante valorizzare Messina e/o Reggio Calabria e tutte quelle realtà lontane e pensare anche questi eventi internazionali che sono buona cassa di risonanza mediatica anche se non fanno crescere la nostra nazionale poi impegnata nella competizione europea

  10. jhon 21 marzo 2018 at 22:57 -

    Perché non fanno crescere la nazionale partecipando al premier 12..??
    penso che sia l’esatto opposto.
    Penso che serva di più la crescita giocando contro forti nazionali che contro la Germania o Ceca, oltre all’aspetto economico che porterebbe soldi per la fibs (premier 12).

  11. Manzini 22 marzo 2018 at 06:40 -

    Sono fermamente convinto che le grandi vittorie (Mondiali-Olimpiadi) di una Nazionale di qualsiasi sport e Nazione, determinino la popolarità di quello sport nella Patria di appartenenza, ergo le partecipazioni sono importantissime ed indispensabili.
    A cascata poi si riverseranno come popolarità sugli spalti di “quello” sport.

    Stefano Manzini

  12. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 22 marzo 2018 at 10:16 -

    E’ indubbio che si cresca solo giocando contro formazioni più forti: è la ragione per la quale spingo fortemente versu un allargamento della masima serie con l’accorgimento, tuttavia del ricorso alla fase di “qualificazione” allo scopo di non “annacquaerne” il livello tecnico.
    Ma nel caso del raduno messinese più che di competizione si è trattato di uscita di “riscaldamento” (ne sono prova i particolari accordi messi in atto a salvaguardia soprattutto delle braccia dei lanciatori) e di primo allenamento all’aperto consentito dal clima da “Florida” della Sicilia.

    Quindi ribadisco con Giovanni Colantuono che in una fase pre-stagionale uno “spring trainer” sia preferibile localizzarlo nel nostro meridione (invece che in Florida) e affrontare compagini anche meno forti (forse!) della nostra come la Germania e la Rep. Ceca (entrambe tuttavia in crescita!) perché la partecipazione ad una Premier 12 presuppone l’impegno pieno di atleti già completamente rodati.

    In questo senso va interpretato il più che condivisibile invito di Colantuono, ripetuto con forza e passione durante l’ultima trasmissione di Baseballmania Live, a preferire 10 volte un raduno nella nostra Florida ad una Premier 12: questo è il senso delle parole di Colantuono comprensibile da chiunque, non solo dai tecnici che hanno fatto questa felice scelta e ne sono sofddisfatti, e non quello di escludere sedute più impegnative da farsi a rodaggio avvenuto e in prossimità degli impegni internazionali.