L’età nel baseball…

Pubblicato il Gen 10 2021 - 7:18pm by Allegra Giuffredi

L’eta’ nello sport ha il suo peso; come sappiamo infatti ciò che è giovane nella vita normale non lo è altrettanto in quella sportiva.

I giocatori di qualsiasi sport hanno vita breve, anche se ci sono esempi di grandi campioni che sono riusciti a raggiungere ottimi risultati pure in età avanzata, per dir così. Basti ricordare il grandissimo Dino Zoff che a quarant’anni divenne Campione del mondo con l’Italia calcistica insieme al compianto ed indimenticabile Paolo Rossi (1956 – 2020) e, perché no, passando al baseball, il buon Bartolo Colon, che si è pure concesso lo sfizio di battere un fuoricampo, quando ormai si era ritagliato un posticino tutto suo, una nicchia nel line up e si godeva qualche comparsata, essendo un lanciatore.

Ma come mai, vi starete chiedendo, mi son posta tutte queste considerazioni sull’età degli sportivi?

Beh, dovete sapere che di recente il mio Amato Bene, mi ha fatto leggere una notizia sulle MLB che oltre a dispiacermi, mi ha fatto anche particolarmente riflettere, perché Yu Darvish, il famoso partente dei Chicago Cubs che l’anno scorso si era ben comportato e che era pur sempre una punta di diamante del monte di lancio dei Cubs, è stato ceduto ai San Diego Padres.

Ma perché di grazia? Perché a parte un contratto quanto mai oneroso a cui i Cubs, noti sparagnini, evidentemente facevano fatica ad ottemperare, l’età del giocatore ha fatto “buon peso”, negativamente, in quanto, si sa, gli anni non vanno in giù, né fortunatamente si fermano e quindi …

Peccato, perché francamente mi è spiaciuto un sacco, anche se da Darvish ci si sarebbe sempre aspettati quel qualcosa in più, ma c’è poco da fare, questi è stato giudicato più un peso che una priorità, più un lacciuolo che una opportunità e quindi bye bye Yu! Del resto alla base del grande successo del 2016, con la vittoria delle WS, ci fu proprio uno svecchiamento del roster dei Cubs e quindi bisogna rassegnarsi e comprendere le ragioni di chi ne sa sicuramente più di me, tapina e povera tifosa.

Io che appartengo al secolo scorso, naturalmente faccio una gran fatica a rassegnarmi e un po’ mi spiace che in casa Cubs vi siano così tanti addii, infatti oltre a Darvish, pare che anche Kris Bryant sia in predicato di andarsene quest’anno o il prossimo, così come invece è ormai accaduto sia per il GM Theo Epstein, geniale fautore dell’impresa del 2016, che addirittura per la voce televisiva dei Cubs, ossia Len Kasper, che se ne andrà a commentare niente di meno che i White Sox di Chicago.

In pratica è come se un giocatore o peggio un tifoso passasse da un squadra all’altra in un fantomatico derby stracittadino.

Eppure, pensandoci, c’è del vero e del buono anche in questa strategia perché, pur se non credo che le bandiere non esistano più è pur vero che in questi tempi veloci, bisogna far largo ai giovani, in modo da vedere azioni sempre più spettacolari e rapide e perché il ricambio generazionale è fondamentale per non restare indietro.

Ci sono squadre sportive o intere nazionali che per aver voluto, per riconoscenza o altre ragioni, restare fedeli ad una certa linea, ad una certa impostazione si sono perse intere generazioni e sono rimaste al palo, come se interi lustri non fossero passati, mentre il tempo scorre e tutto cambia.

In Italia lo abbiamo capito benissimo e proprio nel famigerato 2020, nel baseball nostrano, c’è stato, gioco forza,  un ricorso ai giovani che non potrà che portarci del bene.

Sì, lo so che tutto è dovuto al Covid19 e che non appena torneremo alla normalità rivedremo sui nostri diamanti molti giocatori “extra UE” a discapito dei giocatori italiani, ma che credo facciano comunque alzare l’asticella qualitativa del nostro Campionato, però se è vero che tutto cambia è pur vero che indietro non si torna e che l’infornata di giovani che abbiamo ormai fatto sarà un punto fermo imprescindibile.

E allora come diceva il buon Eduardo: “ e chi ti dice che sia una disgrazia?”.

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.