La scommessa…

Pubblicato il Nov 17 2018 - 12:50am by Angelo Introppi

Angulo De Wolf

Non è un caso che questo spunto esca dalle mie mani alla vigilia della consultazione nazionale delle società voluta dalla Fibs. Dico grazie alle tre società che pochi giorni fa hanno deciso di indire una conferenza stampa per far emergere le loro volontà, esprimere i loro dubbi sulla attuale situazione di incertezza relativa al format ed alle regole del prossimo campionato di A1. Il baseball italiano non è mai stato così a terra. Non è una frase di retorica ma un dato di fatto. Non è colpa della attuale dirigenza federale. Le colpe sono da ricercare negli anni precedenti e non sono di una sola persona, ma di tante persone, compresi i dirigenti delle società che hanno messo quelle persone nei posti dove si prendono decisioni per il movimento. Chi regge la Fibs in questo momento ha il preciso dovere di salvare il baseball e di rilanciarlo. Se non lo vuole fare si renderà compartecipe di un naufragio ed è quindi vivamente pregato di farsi subito da parte e di lasciare il posto a chi vuol tentare un serio rilancio. Ecco la mia idea. San Marino, Rimini e Bologna mi hanno stimolato a ragionare. Sono tre società che hanno buone intenzioni, disponibilità economiche, strutture e organigrammi societari. A queste mi sento di accostare anche il Nettuno di Piero Fortini ed anche il Parma. I loro dirigenti amano il baseball e vorrebbero ammirare la “top quality” di questo sport anche qui in Italia. Meno male che ci sono queste persone e società come San Marino, Rimini e Bologna che hanno alzato la bandierina. Le tre società, e mi auguro anche il Nettuno ed il Parma dovranno dar vita ad un torneo nazionale nel quale saranno libere di poter allestire dei roster senza alcun tipo di vincolo. Se volessero far scendere in campo nove atleti stranieri saranno liberissime di farlo. Decidano loro quante partite vogliono disputare a livello settimanale. L’unico obbligo che vorrei imporre a queste squadre è di andare a scovare un paio di giocatori di scuola straniera con regolare passaporto italiano, uno dei quali nel ruolo di lanciatore. La Nazionale in questo momento va aiutata nel tentativo di centrare l’obiettivo della qualificazione olimpica, altrimenti saranno guai. I ripetuti incontri di campionato tra queste squadre nell’arco della stagione non saranno per nulla monotoni, perché verrà introdotto il concetto “itinerante”. Le squadre giocheranno delle partite casalinghe, ma anche in altre sedi che si offriranno per ospitare questi eventi di alta qualità. Lo spettacolo del baseball verrà portato in giro per l’Italia e state sicuri che in ogni gara in posti diversi si farà il pieno di spettatori ed un buon incasso. Introiti che serviranno alle società per ripagarsi dei costi e genereranno guadagni anche per chi ospita di volta in volta gli eventi. Sono sicurissimo che questi eventi coinvolgeranno i media locali e mi auguro anche quelli nazionali. Gli appassionati delle varie zone d’Italia non si lasceranno sfuggire l’occasione di poter assistere a gare di alta qualità tecnica, di “grande baseball”.  Solo in questo modo riusciremo a creare interesse e ad innescare quel virtuoso volano per portare nuovi ragazzini nel “meraviglioso gioco del baseball”. I giovani che già ci giocano vogliono vedere lo spettacolo. Ricordo che anni ed anni fa gli americani lanciarono il filmato da distribuire ai bambini denominato “pitch, hit and run”. Un campionato-spettacolo. Cosa deve fare la Fibs? Tasse gare ridotte al minimo indispensabile, creazione di un comitato organizzatore che lavori gomito a gomito con le società per stilare un calendario delle gare. Questo sarà il campionato d’elite che assegnerà il titolo e che designerà le società destinate a rappresentare l’Italia nelle Coppe Europee. Al di sotto del torneo “top” ci sarà il campionato di A2 che assegnerà comunque lo scudetto e che sarà giocato da 24 squadre suddivise in 4 gironi (Le società che fino ad oggi hanno composto parte della A1 e della A2). Per loro minori costi di trasferte, regole precise sull’utilizzo dei giocatori stranieri ed oriundi, obbligo di svolgere attività giovanile. Su questi e su altri particolari ci sono da fare numerosi approfondimenti: lo sviluppo della base deve partire da questo livello, mentre le società del campionato “top” dovranno occuparsi dello spettacolo. Bello il grido di dolore delle tre società che si sono unite in conferenza stampa, ma ora bisogna passare ai fatti e tentare questa strada di concerto con la federazione per rilanciare l’interesse a livello nazionale. Pensiamo alle gare casalinghe del Parma nella finale scudetto. Riempire lo stadio in ogni ordine di posto è stato bello, incentivante, appassionante e perché no, anche remunerativo. Le squadre che daranno vita a questo campionato “sui generis” in forma itinerante avranno buone chances di riempire sempre gli stadi. Di conseguenza guadagni per le società che disputano il campionato per coprire parte dei costi. Per questi team anche la speranza di trovare dei nuovi sponsor d’immagine. Una fetta di guadagni derivanti dagli incassi anche per le società che si offriranno per ospitare delle gare. Guadagni che però in questi casi dovranno essere investiti rigorosamente sui settori giovanili e sui tecnici, perché per costruire dei buoni giocatori servono tecnici preparati.

Mi auguro di tutto cuore che la mia proposta venga presa in considerazione e non cada nel dimenticatoio. E’ un tentativo serio per rilanciare l’immagine di questo sport. E’ necessario il pieno appoggio federale e bisogna dire grazie a quel gruppo di società che si potranno permettere di affrontare questo impegno. Ai volenterosi dirigenti di queste temerarie società mi sento di dire: pensateci, parlatene. Propendo nel dire che è una scommessa che vale la pena di correre. Basta con le gare di A1 con 50 spettatori. Largo al baseball di grande qualità con gli stadi pieni, nei periodi giusti. Pensate anche alle giornate ed agli orari più congegnali. Ad inizio stagione ci si dovrà riappropriare del sabato e della domenica pomeriggio, perché la sera fa troppo freddo. In piena estate si passerà al fascino delle gare in notturna. Se davvero amate il baseball, se come dite, volete lo spettacolo vero, questa è una proposta concreta. Se la Fibs non ve la accetterà fate una Lega Indipendente.

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Angelo Introppi

Giornalista pubblicista, collabora con il quotidiano Il Cittadino di Lodi seguendo da vicino le vicende delle squadre di baseball della provincia di Lodi. In ambito Fibs è classificatore ruolo speciale transitorio.

11 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Andrea 17 novembre 2018 at 12:51 -

    Ipotesi affascinante ! l’unica cosa certa che la partita riservata a lanciatori AFI è pura utopia , L’Italia non ha quasi mai prodotto lanciatori che se la potessero giocare con quelli Olandesi , non è un caso che abbiamo iniziato a vincere campionati Europei dal 75 quando da quando sono arrivati dagli USA Miele , Romano , Colabello, Farina ecc. de’ da prepararsi a lunghe partite piene di basi ball che allontaneranno dagli spalti i neofiti ma anche parte degli appassionati.

  2. Clemente21 17 novembre 2018 at 13:19 -

    Buongiorno!
    Ben alzato!
    Finalmente un po’ di logica

  3. Daitarn 17 novembre 2018 at 17:09 -

    C’e’ poco da fare,se un italiano e’ forte viene fuori in mezzo a mille stranieri e oriundi,riallacciandomi al post di Andrea,in quell’epoca con quei mostri sono venuti fuori i Radaelli,i Ceccaroli,i Mari,i Cianfriglia,i Borghino,i Cappuccini,i Fochi,chissa’ quanti ne dimentico…Non facciamoco ridere dietro,manca poco a raggiungere Rotterdam,non arretriamo proprio ora per la miseria.

  4. Mah 17 novembre 2018 at 18:08 -

    C’è solo un “piccolo” problema che è poi quello che ostacola le migliori squadre a farsi una lega indipendente ed è il fatto che in questa ipotesi non potrebbero disputare la Coppa Europea, le cui partecipanti debbono arrivare da un campionato gestito direttamente dalla federazione. E se a questi sponsor che hanno già visibilità limitatà viene meno anche la vetrina europea si perderebbero anche i pochi sponsor importanti.

  5. Oddone 17 novembre 2018 at 18:49 -

    Sig.Introppi la sua idea del baseball di alto livello da proporre in giro per l’Italia che dovrebbe attirare improvvisamente molti spettatori mi lascia perplesso

  6. Angelo Introppi 18 novembre 2018 at 10:02 -

    Caro lei che si firma Oddone, scusi la mia curiosità, trattasi del suo cognome o di uno pseudonimo? Sa, in passato ho dovuto spesso sgomitare con chi si firmava con pseudonimi dietro i quali a volte si celavano anche personaggi che poi hanno fatto strada ma per i quali non ho particolari sentimenti di elogio giust’appunto perchè si sono e a volte anche adesso si nascondono vigliaccamente dietro questi “nickname” senza avere il coraggio di presentarsi con la loro faccia.
    Detto questo, sono a spiegarle la mia speranza, la mia scommessa. Faccio riferimento al confronto internazionale dell’Italian Baseball week tra Italia ed Olanda. Gli incontri sono stati portati in giro per l’Italia ed hanno sempre registrato una grande affluenza di pubblico.
    Orbene, io sono convinto che in Italia il numero di persone che conoscono il baseball non è poi così irrilevante e che se ci dovesse essere nella loro zona un incontro di grido, di alta qualità e spettacolo, per una volta il sacrificio di tornare allo stadio a vederlo dal vivo lo farebbero. Organizzare queste gare in orari e giorni adeguati, evitando sovrapposizioni con le gare locali delle altre serie più basse e delle gare giovanili porterebbe allo stadio un buon numero di spettatori. Capisco che per le società che daranno vita a questo campionato ci saranno da affrontare sacrifici legati alle trasferte, ma a mia scommessa è quella di poter ripagare questi sacrifici economici legati alle trasferte con gli incassi delle partite. Queste società vogliono qualità, vogliono lo spettacolo, ma ora come ora se anche così facessero e giocassero gran parte dei loro incontri nelle loro sedi non registrerebbero grandi presenze allo stadio. I grandi numeri li farebbero soltanto nelle gare di finale. In questo modo i grandi numeri li farebbero sempre. Quindi, a conti fatti, grandi numeri a livello di spettatori, grande livello tecnico, grande pubblicità per il baseball a livello mediatico locale e spero nazionale. In questo modo si andrebbe a pubblicizzare il prodotto baseball, risvegliando l’interesse di qualche potenziale sponsor d’immagine e non più dei soli sponsor commerciali. A mio giudizio è questo il canale ed il metodo sul quale bisogna fare leva. All’epoca Fraccari parlava di locomotiva, una locomotiva che non è mai partita. Proviamo a farla partire in questo modo. Sono d’accordo che la locomotiva, per essere perfetta dovrebbe avere a bordo le grandi nazionali di grido che si darebbero appuntamento nelle varie locali italiane, oppure le squadre di Major o chi più ne ha più ne metta, ma guardiamo in faccia alla realtà: i passeggeri che si possono mettere a bordo sono quelli delle società disposte a fare questo tentativo. Quelle società che hanno dirigenti con potenzialità economiche, volontà di esibire il baseball di alta qualità per soddisfare i loro palati ma anche per non relegare il baseball italiano ad un misero giochino di loro esclusivo interesse. La soddisfazione di rendere partecipi tanti tifosi e amanti del baseball sul territorio italiano credo sarà impagabile anche per questi dirigenti.
    Queste sono le considerazioni che i portano a dire che questa è una scommessa sulla quale si potrebbe rischiare per ridestare interesse nel baseball italiano e rivedere stadi pieni come ai tempi di Beneck.
    Rispondo anche al signore che ha fatto un intervento sulle gare dei lanciatori AFI: non ho detto che ci devono essere partite riservate ai lanciatori AFI. Ho scritto che le società devono essere obbligate dalla Fibs ad avere nel roster due oriundi dei quali uno lanciatore. Non sono esterofilo, ma soltanto realista. Mi dite come possiamo sperare di qualificarci per Tokyo con questo attuale parco lanciatori? La qualificazione per Tokyo è fondamentale e va perseguita ad ogni costo. Se la Fibs dovesse fallire l’obiettivo saremmo veramente con il sedere a mollo. Non per terra: a mollo.
    Qualificarsi per Tokyo e non avanzare un euro non sarebbe un problema ma una autentica vittoria.
    Certo che poi bisognerà darsi fare per ricostruire e mettere mano ad una situazione figlia di anni costellati da continui errori.
    Quel che continuo a chiedermi è quale era lo spessore dei passati consiglieri federali e di quelli attuali.
    Che idee hanno portato? Che idee stanno portando?
    Saluti a tutte/i.

  7. francesco 18 novembre 2018 at 13:09 -

    Io non sono uno pseudonimo ma solo un ex appassionato restato tale anche dopo che i due figli
    lasciarono schifati il “vostro ambiente”.
    Ve la suonate e cantate. Del Baseball d’elitte, all’italiano medio non gl’importa niente. Per veder giocare campioni o presunti tali, gli basta il calcio ed adesso siamo infatti deficitari anche li. Perchè a furia di campioni, i nostri comuni mortali sono sempre più scarsi. Comunque, ritornando a bomba, all’italiano medio che si accinge a conoscere quello che per me è il più bel gioco di sempre, magari attraverso i propri figli e/o nipoti, interesserebbe che le varie intenzioni e le cosucce dette e sottolineate circa la sportività, la lealtà, l’universalità, e puttanate del genere, venissero messe in pratica e non invece osservare le continue contraddizioni in campo e fuori, quindi anche a livello societario, che sono all’ordine del giorno. Imparate prima a mettere in pratica l’ABC nello sport e forse, poi potrete anche sperare che ritorni un certo interesse.
    Io, nel frattempo, ho già dato e mi sono chiamato fuori già da tempo.
    Cordiali saluti ed un sincero in bocca al lupo,
    Francesco Repetti (Piacenza).

  8. Alberto Antolini 18 novembre 2018 at 13:39 -

    Bgiorno. Da protagonista pure ai margini non e mio normale intento intervenire in uno spazio dedicato alla pluralita, conosco Angelo (Introppi) personalmente, conoscon il suo stile ed il suo pensiero, per questo motivo intervemgo con un mio singolo spot.

    Lo stato del baseball italiano mai e caduto cosi in basso, le responsabilita sono molteplici, non da ricercare nei singoli, ma in una scellerata corsa all’apparire a scapito dell essere.
    Vi posso assicurare per quel che mi compete ed a conoscenza che esistono fattive e concrete possibilità per poter emergere, esistono risorse (se meglio distribuite) ed esistono anche gli strumenti. Le due velocità sono un parametro da tenere conto nell immediato, nrssuno e neppure il sottoscritto ha mai pensatonil contrario.
    Giusta la bassa su un progetto di crescita tarato nel tempo per ripopolare un viviaio atletico italiano che nel corso degli anni si e spopolato poco aggiungendo in valore atletico internazionale.
    Altrettanto importante rimane la alta per dare una immediata visibilità mediatica in un momento cosi difficile nella ricerca delle risorse economiche e con un futuro altrettanto incerto nel paventato riprogetto governativo della struttura del CONI (che dovrebbe fare riflettere i vertici federali attuali in prospettiva a toccherà governare domani)
    Esiste la possibilità di poter mettere in campo entrambi i progetti senza ancora una volta pensare di dividere i buoni dai cattivi? Io penso di si, occorre però avere oggi il coraggio di cambiare, occorre cominciare a lavorare tutti uniti sull’obiettivo comune e non continuare a spingere un carro con oramai le ruote quadre ognuno nella personale direzione. Abbiamo oggi il coraggio di cambiare RADICALMENTE il baseball Italiano? Esiste la capacità di lavorare per un futuro diverso? Esistono personaggi che per una volta possano tarare il progetto baseball (perche di quello parlo, mi perdonino i sofftbalisti ma l’argomento e il suo stato lo conosco superficialmente e nn mi permetto di suggerire nulla) per una volta LUNGIMIRANTI verso in periodo temporale INFINITO e non solo di fine mandato? Insistere su un persorso che nonostante il cambiamento delle figure federali non ha portato nulla di più di quello che era dovrebbe fare capire a tutti noi addetti e no che il problema del baseball Italiano non e nelle persone, ma esclusivamente nelle idee e nel coraggio di cambiare.
    Non sono le persone a far si che dallo stato fallimentare di una impresa si possa cambiare verso un positivo risultato, ma la radicale modifica del progetto senza perdere di vista IL RISULTATO……. la storia del passato dovrebbe insegnare a tutti noi. (IF THE PLAN DOSEN’T WORK CHANGE THE PLAN BUT NEVER THE GOAL).
    Un saluto a tutti

  9. Battingrani Mario Nicola 19 novembre 2018 at 14:07 -

    Sig. Antolini, ho letto tre volte il suo commento ma non riesco a capire che cosa propone o che cosa vorrebbe fare. Se riesce a spiegarmelo mi farebbe molto piacere.
    Al contrario, ciò che ha scritto il Sig. Introppi è chiaro. Il progetto è intrigante, però costringe le squadre a fare tante trasferte. Introppi: è davvero così convinto di fare gli incassi ad ogni gara ed in quel modo pagare le spese di trasferta, oltre che ad avanzare soldi da destinare alle varie sedi che ospitano gli incontri?
    Se il tutto sta in piedi l’idea è buona, ma se il tutto sta in piedi.

  10. Giulio 19 novembre 2018 at 17:21 -

    L’idea è buona. Peccato che, e non lo dico in maniera polemica, gli stadi in cui proporre lo spettacolo itinerante non ci sono. E non ci sono nemmeno quelli illuminati.

  11. Angelo Introppi 20 novembre 2018 at 00:43 -

    Buonasera Giulio, io invece penso ci siano: Torino, Sanremo, Bollate, Codogno, Reggio Emilia, Piacenza, Verona, Vicenza, Ronchi dei Legionari, Godo, Grosseto, Parma, Bologna, San Marino, Rimini, Nettuno. Questi hanno tribune ed illuminazione artificiale. Comunque attenzione, nei periodi più freddi come aprile e maggio dobbiamo riappropriarci del sabato pomeriggio e della domenica pomeriggio. In ogni location, non più di un partita.
    Se in certi mesi giochiamo il pomeriggio possiamo anche sfruttare stadi che non hanno illuminazione artificiale. Sullo stato degli impianti al centro sud non sono aggiornato, ma credo che per fare qualche nome, Pesaro, Macerata, Potenza Picena, Roma, Latina, Montefiascone, Messina possono avere i giusti requisiti, anche se non sono illuminati.
    Mi permetto di dire grazie a tutti voi che siete intervenuti nella discussione. Esporre le proprie idee, i propri dubbi, le certezze, i timori e altro ancora è un bel sintomo di chi vuole intavolare una discussione costruttiva.
    Ricordatevi che le tempistiche per portare avanti un progetto non sono di poco conto, anzi, la stesura del progetto deve occupare parecchio tempo, in modo che emergano tutte le problematiche, capire a cosa si va incontro, studiare il tutto nei particolari.
    Ripeto, grazie a tutti voi che siete entrati nella discussione. Soltanto con un “focused team” preparato ed obiettivo si può arrivare a formulare un qualcosa di preciso e soprattutto di concreto. Poi la Fibs deve dare collaborazione totale, le società che si sentono di portare avanti questo progetto sono fondamentali. Io penso a San Marino, Rimini, Bologna, Nettuno e Parma. In questo momento, senza nulla togliere a nessuno, non vedo altre realtà che possano fare un passo del genere.
    La mia idea si basa soprattutto sul grande numero di appassionati che hanno affollato lo stadio di Parma in occasione delle gare dei playoff. Credo che i dirigenti del Parma abbiano toccato con mano che cosa vuol dire fare un incasso al botteghino per i biglietti di ingresso e gli incassi anche nella zona ristorazione. Io mi baso anche sulle gare evento tra Italia ed Olanda nell’Italian Baseball Week, sempre con un elevato numero di spettatori a Godo, Vicenza e Codogno. Organizzare un incontro di cartello in questi stadi tra due delle cinque squadre che farebbero parte di questo campionato “top class” porterebbe tanti tifosi allo stadio. Si tratta di incontri singoli, una sola volta in quello stadio. Credo che la gente arriverebbe per soddisfare la propria voglia di vedere un baseball di alta qualità. Chiaro che la Fibs ed i vari addetti stampa sparsi sul territorio dovranno darci dentro per pubblicizzare gli eventi. Chi ospiterà le gare potrà anche avere una certa voce in capitolo con le autorità comunali locali per cercare di farsi fare dei lavori di miglioria negli stadi. I giovani di queste società andranno a vedere queste gare evento, porteranno amici che non conoscono bene la disciplina. Mi auguro che qualche televisione locale possa addirittura riprendere le gare evento. Non credo che la Fibs avanzi diritti di royalty, anzi, sarebbe felicissima di veder pubblicizzato il singolo evento su qualche televisione locale. Sto scrivendo di getto, sull’onda dell’emotività di uno che ama il baseball e vorrebbe rivederlo come ai tempi di Bruno Beneck. Non so se ci riusciremo, ma qualche idea per tentare bisogna pur tirarla fuori, analizzarla, discuterla. Inutile continuare a piangersi addosso, lamentarsi, criticare, bisogna fare qualcosa, pensare, sviluppare, vedere se il piano è attuabile, altrimenti buonanotte.