La prova del nove…

Pubblicato il Ago 29 2019 - 3:43pm by Allegra Giuffredi

Leo Ferrini festeggiato dai compagni !!!

Qualche tempo fa Marcello Perich (1939) mi ha fatto una delle tante domande alle quali, spesso non so dare risposta e questa volta era il turno della “prova del nove”: come si calcola? mah, francamente non lo ricordavo e quindi dopo essermi messa su internet, ovviamente ho fatto un veloce ripasso e gliel’ho spiegata!

In attesa di altre amene curiosità della nostra “Leggenda” del baseball bolognese preferita, ho pensato che Gara2 della Finale della Italian Baseball League, per la Fortitudo Baseball contro San Marino, è stata davvero la “prova del nove” di Gara5 giocata nelle Semifinali contro Parma.

Parliamo di due gare fenomenali, parliamo cioè di due gare che davvero resteranno nella storia della Effe e credo anche del baseball italiano.

Gara5 è stata un capolavoro: sotto di quattro punti contro un ParmaClima e un Casanova, pitcher “di peso” e carismatico che si stava inoltrando un una partita “completa” con la sicurezza di un grande, perché Casanova lo è, praticamente a sei out dalla fine, la Effe, con Marval, Vaglio, Grimaudo e Fuzzi ribaltano il risultato e ci portano in Finale.

Alla ripresa della tenzone, in un Falchi non pienissimo, ma per essere il 16 agosto fin troppo pieno e soprattutto attentissimo a seguire ogni inning di quella che ormai è la serie finale e ferale, chi c’è ad attenderci?

Il San Marino, che dopo qualche anno torna in Finale con uno squadrone: un line up di tutto rispetto, con tanti ottimi giocatori, come l’ex fortitudino Flores, mezzo Rimini e il Manager Mario Chiarini (1981), ossia uno dei giocatori, che piaccia o non piaccia è stato tra i più popolari del baseball italiano degli ultimi anni, noto anche per essere comparso su “Donna Moderna”, il settimanale femminile più letto del Paese, perché “tutto fa brodo” e non solo, perché come Allenatore sammarinese, si ritrova con un monte di lancio francamente ottimale con Alessandro Maestri (1985), mica l’ultimo arrivato! Ricordo benissimo che in Giappone, dove mi recai nel 2014, i locali, notoriamente appassionatissimi di baseball, conoscevano bene ed apprezzavano parecchio questo lanciatore italiano, quindi … play ball!

Gara1 inizia con una rimonta fortitudina che ci fa ben sperare, anche, perché l’incontro è stato davvero splendido e con dei ricami tattici, con dei “botta e risposta” raffinatissimi tra Chiarini e Frignani, perché cambiare l’uomo in battuta su precedente doppio cambio di lanciatore, in modo da evitare di opporre due mancini è il massimo standard tecnico tattico che attualmente ci possa essere in Italia nel nostro sport! Ma il meglio deve ancora venire ed arriva sabato 17 agosto, quando succede l’impensabile! La Effe sembra spenta e va sotto di quattro, ancora quattro maledettissimi punti, ma siccome “non è finita finché non è finita”, dopo Scotti e Pizziconi, arriva Bassani, che, bravissimo, tiene botta e nel frattempo, nel quinto inning, la Fortitudo si sveglia e rimonta tre dei quattro stramaledetti punti, tra una piazzata di Chiarini, che forse per prendere tempo, al fine di far preparare il rilievo, si immola per la sua squadra e i tre inning successivi, totalmente improduttivi per la Effe che però portano al nono, che si apre con una “parte alta” disgraziatamente giocata dal closer bianco blu, Crepaldi che invece di portarci indenni alla Nona bassa ed all’ultimo attacco per la Effe, ci affossa ancor di più, consentendo il quinto punto sammarinese … tutto, ‘sta volta sembra perduto e invece no! La Effe raccoglie le ultime forze, non molla di testa e ad un out dalla fine e dal pareggio della serie per San Marino, in un Falchi trasformato in una bolgia pazzesca, con un battimani da frattura del metacarpo (ve lo assicuro!!) esegue e mette in campo la prova del nove!

Con un sangue freddo “da paura” in un Falchi sempre più infuocato, perché ormai l’impresa è lì ed è da fare, Vaglio e compagni, riescono a riempire le basi, piazzando le valide giuste per il pareggio e a non “girare a vuoto” durante lo strepitoso numero di basi Ball, date dal monte di lancio sammarinese, ormai completamente “in bambola”, ma pur sempre con un solo out da fare e che non fa, perché Leo Ferrini, attesissimo da tutto lo Stadio, finalmente piazza una valida profonda che non si trasforma in un altro “pop” telefonato, bensì in un punto guadagnato: il punto finale, quello della vittoria!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

1 Commento Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 29 agosto 2019 at 19:28 -

    La cosa piu’ bella e’ l’atteggiamento positivo che ogni giocatore ha,consapevole di indossare una casacca gloriosa e di conseguenza induce a lottare fino alla fine e non mollare mai.Mi sono piaciute molto le parole di Ale Grimaudo alla fine della serie,l’immagine di un ragazzo felice,una delle colonne portanti italiane della Effe.