Josè, chi è costui?

Pubblicato il Mar 28 2015 - 1:51pm by Ezio Cardea

Un anonimo, coraggiosamente protetto dal nikname, certo  Sig. Jose,  sta superando i limiti dell’educazione e del rispetto del prossimo approfittando della libertà concessa dalla redazione di Mybaseball nella sezione “commenti”.

Non mi riferisco solo al turpiloquio, cui gli uomini di campo sono abituati. D’altra parte, il turpiloquio classifica non il destinatario ma chi lo usa. Non mi riferisco nemmeno alle “cazzate” che  avrei detto: la persona adulta e sensata che abbia  letto i nostri interventi non ha alcun dubbio che, se sono state scritte, esse siano uscite, e l’ho dimostrato e forse per quello Jose ha la coda di paglia, solo da un cervello come quello di Jose..

Jose tiene religiosamente nascosta la sua identità ma non si preoccupa, o meglio, non riesce a nascondere la sua personalità, il suo animo, la sua natura interna, di cui non si può andare orgogliosi.

Ma ciò che deturpa di più il suo animo è l’attribuire all’avversario cose da lui mai sostenute e creare su queste falsità il suo attacco vigliacco.

“… lei pensa veramente che  l’eliminazione degli stranieri e oriundi …”

“ invece di sputare … su nazionale che va al classic,”

Solo se riesce a trovare e fare un copia/incolla di queste cose che avrei detto Jose  può attenuare lo squallore della sua personalità.

Ora elenco i frutti delle sue capacità di riflessione, ovvero delle  … come le chiama quelle cose che escono dalla sua boccuccia di rose?  

“…oltre al fatto che i 4/3/2 stranieri influiscono sul badget per un 20%…non mi sembra proprio la gran parte delle risorse…”     

A parte che quella è un’indicazione per difetto e riguarda il limite del “line up” e non l’elenco del roster (chissà se conosce la differenza!) senz’altro nettamente più ricco, si  provi a considerare quale sia il budget complessivo delle 8 di IBL e si calcoli  il  20%, che io ritengo molto superiore, sul totale: siamo sicuri che si tratti di una cifra trascurabile? Eppoi, se il 20% non nè certo “la gran parte” è  senz’altro una parte ragguardevole. Si provi ad immaginare se almeno la metà di quella cifra, che migra tutti gli anni oltre oceano, fosse rimasta in Italia a partire da quando è iniziata questa sciagurata corsa allo straniero (purtroppo il baseball non è il solo sport) e cioè dall’inizio degli anni ottanta, cioè da 35 anni!  Se la metà di quella cifra fosse pari a  100.000 euro (per difetto!), si tratterebbe di  3.500.000 euro, ovvero di 7 miliardi delle vecchie lire! Sottratti allo sviluppo del  baseball  in Italia. Ed è questa la ragione del declino del movimento “italiano” .

“….ma cavolo lei oltre che parlare di tagli di stranieri e oriundi sa dire qualcosa di veramente concreto”.  

Mi chiedo da quando Jose segue questo sito e se riesce a capire quello che legge, perché più volte Mybaseball e Baseballmania.eu hanno ospitato le mie proposte CONCRETE ED ATTUABILI A COSTO ZERO, indicandone le ragioni ed evidenziando i vantaggi.  Tanto è vero che la federazione ha adottato il mio suggerimento,  storpiandolo mostruosamente e facendogli perdere di efficacia. Perché? Per l’opposizione all’allargamento da parte di quelle società che da quarant’anni vincono lo scudetto e temono, con l’allargamento, che salti fuori qualche outsider.  Il Padova, con la sua vittoria sul Bologna, comincia a far tremare qualcuno e, forse, qualcun altro ci ripenserà sul mantenimento di una rosa così stretta in IBL!  Pensi Jose che la mia idea di una riforma di tutti (TUTTI) i campionati e non solo di IBL risale al 1980, cioè da quando, primo tra tutti, mi sono reso conto che il baseball aveva preso una brutta piega. Lo attesta un mio articolo sulla gloriosa rivista Basebal Softbal  n. 13 del 24/6/1980.  Jose, invece, che parla tanto: cosa ha proposto? Niente: teniamoci l’IBL che abbiamo e tiriamo a campà.  Certo che stare in balia di chi non ha idee o non le capisce o le storpia per denigrare e attribuire agli altri la sua paurosa mancanza di idee…

“allargamenti con formule strane e contorte”.

Questa sì che è buona. Si contraddice come un bambino che nega d’aver rubato la marmellata: prima finge di ignorare che io abbia mai fatto proposte, poi esce con una frase simile?  Una frase che, tra l’altro, fa supporre che non sappia che il meccanismo da me proposto è  quello adottato nei tornei internazionali proprio per accrescerne la partecipazione. Se Jose lo trova strano e contorto, ebbene  dico che i bambini di sei/sette anni sono già in grado di recepire il funzionamento del baseball che non è certo della stessa intuibilità degli altri sport. Invece Jose, adulto,   si trova in difficoltà per una qualcosa di molto più semplice? Credo che il suo cervello stia partorendo … come le ha chiamate? a “josa”. Ora capisco la ragione del suo nickname!  Ma come fa a parlare di “marketing” ed altri problemi senz’altro molto complicati … ?  Ora si è tradito e tutti possono capire quanto valga un suo parere (dando dell’incompetente agli altri)!

“investimenti e marketing da parte federale porta questo con programmi condivisi tra fibs, comitati regionali e società strutturate…forse e dico forse si può cambiare rotta nella base…” 

Queste sono le sue idee concrete? Cioè il niente assoluto: cosa vuol dire “società strutturate”? quando scendiamo da IBL possiamo solo parlare di  “miracoli” che i dirigenti fanno per sopravvivere.  Ben altro farebbero se avessero maggiore visibilità. Se non l’hanno, sono cornuti e bastonati da tipi come Jose, non certo da me che ne ammiro la grande passione e i grossi impegni finanziari spesso a carico delle loro tasche. Facile parlare delle tasche altrui quando c’è una élite che, invece, ci guadagna o, se non ci guadagna, almeno non è costretto a tirar fuori dalla proprie tasche nemmeno un euro!

“Lei ancora parla di Glorioso, di Calzolari, di Gandini e Castelli (che oltre tutto sono scomparsi da decenni) sono mummie, sono fantasmi che lei ancora rievoca …” 

Incredibile! Proprio alla inaugurazione dei campionati Fraccari non solo ha presentato il libro su un uomo del passato, Bruno Beneck (anche lui, morto, è mummia, fantasma?), ma ha pronunciato questa frase:  ”chi non ha memoria storica non ha futuro”.   Lei Sig. Jose, oltre ad essere irriguardoso o addirittura oltrraggioso nei confronti dei nomi gloriosi del passato ma anche di tutta l’enorme truppa che ha riempito di passione e sacrifici i campi e gli stadi di baseball, è fuori  “linea”  con ciò che pensa la massima autorità del baseball italiano: anzi secondo Fraccari Lei non ha futuro!

“le ricordo anche che i migliori tempi del nostro baseball sono stati gli anni quando lei si è ritirato dai campi, dal 72 fino agli anni 85 gli stadi erano pieni …”

Jose crede di offendermi, ma a parte che dal baseball sul campo sono uscito nel 1980 dopo aver assunto l’onere di guidare la “giovanile” della squadra dei fratelli Mangini (la prima squadra ha dovuto rinunciare alla prima serie per la perdita dello sponsor), La informo che, pur non essendo confluito nella giovanile nessuno dei giocatori di prima squadra, lavorando esclusivamente con i giovanissimi, con tre vittorie consecutive dei campionati minori ho portato la squadra alla serie cadetta dove  ha  primeggiato (senza aiuto di stranieri) anche nei confronti di alcune forti compagini che invece avevano anche due americani. Ho perfino vinto, nel ’79, il mio girone senza poter passare in prima serie per mancanza di uno sponsor adeguato. Successivamente ho collaborato con le squadre milanesi per l’attività presso le scuole e per la cura delle giovanili. 

Jose crede di avermi umiliato, ma si dovrebbe VERGOGNARE di questo suo tentativo turpe. Le sue parole suonano offensive non solo verso i campioni del passato ma anche verso tutta quella schiera di atleti e di appassionati di quell’epoca: grazie a loro il baseball, prima giocato sui campi di patate e, quando andava bene sui campi di calcio, ha assunto la dignità di sport con i suoi invidiatissimi Stadi.

Quanto  detto da Jose grida vendetta: SI  VERGOGNI,  ha messo in luce l’aspetto peggiore della sua personalità.

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.