Intervista con il manager azzurro che ripercorre la sua carriera:”Quella dell’Under23 è una chiamata che ti riempie il cuore”

Pubblicato il Gen 24 2021 - 10:38pm by Massimo Di Cesare

E’ di pochi giorni fa l’ufficializzazione della nomina di Alberto D’Auria a manager della nazionale Italiana Uder23. Un riconoscimento importante per la carriera dell’ex seconda base di quel Nettuno che negli anni 90 dominava. E’ l’occasione per ripercorrere insieme a D’Auria i passi salienti della sua carriera, prima da giocatore e poi da coach.

Alberto D’Auria e il baseball. Un rapporto che inizia quando Alberto è giovanissimo…

“All’età di 8 anni mi sono avvicinato al mondo del baseball giocando per strada o nei prati , ho fatto tutte le trafile nelle giovanili fino ad arrivare in prima squadra .

Ricordo che prima degli anni 90 abbiamo disputato i play off contro il Grosseto e giocare ai quei tempi allo Jannella era qualcosa di irripetibile e indimenticabile visto anche la rivalità tra le due città lo stadio si presentava sempre gremito di gente.  Poi dagli anni 90 le grandi sfide sono spostate in Emilia Romagna contro il Rimini e soprattutto Parma.

Il primo scudetto non si dimentica anche perché erano esattamente 17 anni che non si vinceva ed è un ricordo indelebile che porterò sempre dentro di me. Dall’ultimo out dallo stadio dei pirati di Rimini fino al ritorno a Nettuno dove per percorrere l’ultimo tratto cioè dal Forte Sangallo alla fontana del Dio Nettuno il pulman ci mise un’ora.

Lo scudetto del 1996 è stato unico perchè vinto allo Steno Borghese davanti all’incredibile pubblico nettunese che quei anni gremiva gli spalti.  Ho fatto parte di quella meravigliosa squadra che per 10 consecutivi anni ha disputato la serie finale, l’ultimo scudetto vinto nel 2001  ero in campo”.

Vittorie con il Nettuno e vittorie con la nazionale azzurra:

“Con la nazionale italiana in veste da giocatore ho esordito nel 1989 a Portorico   e ci sono rimasto per 15 anni, sono stato capitano  e alla fine ho collezionato 120 presenze in azzurro.

3 campionati europei vinti 89-91-97- ho partecipato a 3 Olimpiadi, Barcellona 1992, Atlanta 1996 e Sidney 2000. In Italia credo che siamo 3 o 4 giocatori ad aver fatto tre Olimpiadi”.

Poi arriva il momento che ogni giocatore vorrebbe rimandare il più lontano possibile..

“Si, arriva il momento più triste della carriera di un atleta “attaccare il guanto al chiodo” perché comunque lo capisci che è arrivato il momento. Diciamo che rimanendo dentro  l’ambiente mi ha aiutato molto, continuare a lavorare sul campo e mettere a disposizione tutta l’esperienza acquisita negli anni e trasmetterla  ai ragazzi più giovani  ti aiuta molto. Io l’ho sempre fatto con amore e dedizione e solo per quella unica casacca  con la scritta NETTUNO. Una cosa che ci tengo a sottolineare che nel corso della mia carriera non ho mai avuto una giornata di squalifica”.

Inizia però per Alberto D’Auria una carriera importante da coach e manager:

“Nel 2006 ho deciso di ritirarmi e il Nettuno mi propose di rimanere nello staff tecnico allora guidata da Ruggero Bagialemani con incarico di coach di terza base svolto per 9 anni. Nel 2014 finalmente mi viene dato l’incarico di manager svolto fino al 2017 in A1 dove per due anni siamo usciti nelle semifinali playoff contro Bologna e S. Marino.

Dal 2018 guido per due anni la A2, il secondo anno è stato veramente un anno importante con grande soddisfazione personale primi nel girone, arrivando fino in semifinale uscendo contro il Macerata che poi vinse il campionato”.

Poi arriva la nazionale e palcoscenici mondiali:

“Nel 2007 entro a far parte dello staff tecnico della nazionale seniores guidata da marco Mazzieri vincendo 2 titoli europei 2010-2012 e partecipando a due World Baseball Classic il primo nel 2009 a Toronto come coach di prima base, il secondo a Phoenix in Arizona nel 2013 come coach di terza base. Confermato anche  con l’avvicendamento di Gibo Gerali al posto di Mazzieri.

A parte l’emozione del Classic che è il massimo per un atleta e/o coach perché fai la vita da Major League in tutto e per tutto  il secondo quello del 2013 dove siamo passati nella seconda fase da Phoenix ci siamo spostati a Miami  è stato veramente incredibile e ricco di emozioni. L’europeo 2012 vinto in Olanda davanti a 15.000 persone dopo 35 anni è uno dei ricordi indelebili ricco di soddisfazione”.

La carriera di coach arriva ad un nuovo importante capitolo proprio  in questi giorni, con la nomina a manager della nazionale azzurra Under21:

“Una chiamata che ti riempie il cuore di gioia e di da tanta soddisfazione, quando ti dicono sei il manager dell’under 23 della nazionale italiana. Ho ricevuto numerosi messaggi di stima e affetto da parte di tante persone di tutta Italia anche dagli amici dalla Sardegna come Luigi, Marco e Antonio della ASD Black Sheep Sassari baseball e softball”.

Primi passi di questa nazionale Under23?

“Abbiamo un appuntamento importante a fine agosto con il campionato europeo che si svolgerà a Verona, cercheremo in questi mesi, nonostante le difficoltà del momento, di lavorare insieme allo staff formato da Cretis, Costa, Bassi, Bortolomai e Gnudi, un mix di esperienza e entusiasmo, per presentare all’Europeo la migliore squadra con l’obiettivo primario di puntare al titolo europeo”.