Incontro tra i vertici della Fibs e l’amministrazione comunale. Continua l’attività giovanile, il softball e solo gli allenamenti per la squadra di Aluffi

Pubblicato il apr 13 2017 - 5:10pm by Flavio Orati

Quando stamani il presidente Fibs Marcon è uscito dall’ufficio tecnico del comune di Padova sembrava che nel pomeriggio avrebbe ricondotto a più miti consigli l’artefice del parapiglia della sospensiva comminata all’attività sul campo di baseball Plebiscito a Padova.

Purtroppo, inizialmente, sembrava che nemmeno l’immediata presenza nella città veneta del vertice Fibs – c’era anche il vice Mignola- tempestivamente catapultato a Padova dopo aver messo alle strette nella mattinata il Commissario prefettizio del capoluogo Veneto, Paolo De Biagi, per essere ricevuti nella splendida cornice della sede municipale alle 14 e 30 ,  è servita per far ritornare la serenità nella società squassata a poco meno di 24 ore dall’inizio del campionato IBL, con le attività giovanili già a pieno ritmo e in corsa anche per il torneo delle regioni, dall’inconsueta sospensiva a firma del capo settore Miledi Dalla Pozza.

Niente da fare: indietro non si torna! Dopo un’ora e mezza invece la mediazione ha dato i suoi frutti: è stata strappata la concessione per le squadre giovanili di continuare l’attività con alcune limitazioni, così pure per la squadra di softball.

Il Tommasin IBL, invece, sarà costretto a praticare gli allenamenti senza la battuta, il batting pratic in questo gioco purtroppo non è un optional, ma pazienza. Intanto si è salvata l’attività giovanile, fulcro e perno della società biancorossa in questa fase storica che vede il manager Francesco Aluffi scommettere ed impegnarsi per una crescita del collettivo ricco di giovani prospetti che possono contare sulla straordinaria presenza di Mark Teahen, una MLB di notevole spessore, testimonial ricchissimo a 360 gradi e di tutti gli altri atleti che hanno affrontato questa stagione con la massima serietà e con il massimo impegno.

Poi fino a fine maggio la squadra padovana giocherà fuori casa, fino a quando, cioè, saranno terminati i lavori di messa in sicurezza con una rete provvisoria a proteggere la casa oltre la strada e la recinzione all’esterno centro del Plebiscito, vulnus aperto da più di qualche lustro. Domani apriranno le offerte per i lavori e si procederà alla messa in sicurezza provvisoria. Quella definitiva sarà oggetto di una valutazione approfondita sul rischio eseguita dallo stesso comune proprietario dell’impianto sul quale Bobo ha apportato importanti migliorie da anni.

Come diceva il buon Mangini non dovranno più prestare orecchio al grido: “apri le finestre zia Rosy” , come del resto capita in tutti i campi da baseball del pianeta tranne che ovviamente nei “domes” delle maggiori società di questo favoloso sport.

Questa in sintesi la seconda giornata di passione al Tommasin baseball di Padova nata da una denuncia ai carabinieri per una pallina in foul che ha rotto un cristallo di un’auto: una situazione di routine – coperta da assicurazione – per chi conosce questo sport, ma che ha messo in panico tutta l’Amministrazione comunale che per oltre trent’anni ha fatto “orecchie da mercante” risvegliate solo ieri grazie alla tempestiva mediazione ottenuta con l’intervento Federale che è riuscito a mettere una toppa su di una vicenda che con lo sport non ha nulla a che vedere.

 

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Flavio Orati

Flavio Orati sulla soglia dei sessanta - Padova 4/10/55 - ho iniziato come tutti con gli allievi nell'Arcella Padova-baseball che avevo 8 anni. Poi juniores,e la serie C con la squadra dell'oratorio che ci ha accompagnato per molti campionati da eterni secondi in competizione perenne con Verona, storica scuola di riferimento per noi veneti dell'epoca,riuscendo a conquistare in un lontanissimo campionato la possibilità di fare un torneo per passare alla serie maggiore. la gestione ecclesiastica della squadra - i frati di S.Antonio - ha rinunciato alla partecipazione facendo sfumare il nostro sogno rincorso per anni. Sciolta la squadra, abbiamo costruito con le nostre mani in tempo record un campo per farci disputare il campionato autotassandoci - erano tempi duri ma ricchi di solidarietà - tanto che siamo riusciti a creare una società ex novo e disputare almeno tre campionati di C. Nel frattempo uno sponsor quasi vero Bellamio, ha preso in mano il futuro della squadra con molti dissensi che hanno fatto migrare alcuni di noi verso l'altra storica compagine padovana: quella del CUS Padova.Intanto con l'età crescevano anche gli impegni e il nostro baseball spartano e universitario nonostante i campionati di B doveva lasciare il posto alla vita ma fino ai quarant'anni non ho abbandonato se non con qualche rara sosta, la frequentazione dei diamanti. Ed ecco che tornato a Padova ho ripreso a seguire la squadra nella sua performance stupenda della vittoria del campionato A federale e contestualmente anche della coppa Italia: un team che meritava sacrifici ulteriori nonostante la mia BPCO (broncopatia cronica ostruttiva) che non mi fa più respirare tanto bene. Eccomi qua che provo ad interpretare il baseball per le colonne on line di Baseballmania..... secondo la mia pluridecennale esperienza iniziata da esterno centro con l'erba che era più alta di me, per poi giocare in seconda e poi interbase, ma all'occorrenza ho ricoperto tutti i ruoli!!

4 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. luigi 13 aprile 2017 at 20:51 -

    Bello schifo! Bisogna aspettare fino a giugno per vedere una partita in casa. Ma quei fenomeni del Comune da quanti anni sono a conoscenza del problema? Possibile che in Italy per risolvere qualcosa bisogna sempre rivolgersi a striscia? E poi non si capisce: per mettere in sicurezza il foul destro cosa fanno un gabbione su tutta la strada che passa vicino al campo? Bisognava aspettare proprio l’inizio del campionato? Sono anni che la società aveva fatto presente i problema, inascoltata dalla giunta Zanonato e meno che meno dalla giunta Bitonci che ora si ricandida alle elezioni come nulla fosse dopo la figura di m….. che ha fatto. Padovani sveglia !!! Il Coni e la FIBS dovrebbero portare il Comune in giudizio per danni, qualsiasi giudice intelligente farebbe ottenere un rimborso milionario.

  2. RedSox 14 aprile 2017 at 01:09 -

    Del problema della rete protettiva, alta m. 17, si era comunque parlato anche in un servizio di “Striscia la notizia” http://www.video.mediaset.it/video/striscialanotizia/servizio/immobile-bersagliato-dalle-palle-da-baseball_701479.html

  3. GRAZIANO IDINI - BIBI 14 aprile 2017 at 09:11 -

    Ciao FLAVIO Sicuramente ci saremo scontrati da JUNIONES nel campo dietro l’arcella. Tempi meravigliosi, facevamo campi da baseball dovunque ci fosse uno spazio libero e non c’era nessun ufficio comunale che ci rompesse. Intorno a tutti i campi da baseball cadono palline,ammaccano carrozzerie e rompono qualche vetro ma c’è sempre stata un’assicurazione che pagava !!!!!!!! Ci era proprio il BISOGNO di fare intervenire la forza pubblica. Cosa ci volete fare !!! La madre dei rompipalle,purtroppo, è sempre in cinta !!! Forza ragazzi andiamo avanti tanto siamo abituati ad essere considerati uno sport minore !!!

  4. flavio orati 14 aprile 2017 at 14:40 -

    ciao Graziano, grazie per i “bei tempi” pensa che all’arcella avevamo vinto e stavamo preparandoci per andare in liguria: l’oratorio che ci dava nome, campo e opportunità di giocare all’ultimo momento ha rinunciato adducendo la motivazione che lo sport doveva essere solo educativo e non competitivo … abbiamo sciolto la squadra e l’abbiamo ricreata in ambiente laico tassandoci e fondando il padova bc costruendoci il diamante!!! … bei tempi! ciao