Il futuro del baseball e del softball tema di un incontro tra società a Bologna

Pubblicato il Nov 12 2019 - 12:03am by Redazione Baseballmania

Cambiare prospettiva, ritrovare l’entusiasmo perduto e mettere i programmi davanti ai nomi.
Questo, in estrema sintesi, il risultato della giornata di lavoro che, dopo il commosso ricordo di Giancarlo Mangini, ha riunito attorno a un tavolo rappresentanti delle società e del movimento di baseball e del softball giunti a Bologna da tutta Italia, persone che in passato hanno evidenziato idee e posizioni anche in aperta contrapposizione ma che oggi si sono dichiarate motivate a trovare e a percorrere una strada comune nell’interesse dell’intero movimento.
Alla base le società, autentico motore dell’attività, le cui esigenze non sempre vengono rappresentate al meglio in Federazione: è necessario analizzare il passato per capire il presente, programmare il futuro e tracciare qualcosa di diverso per iniziare il rinascimento del baseball e del softball.
A cominciare da una diversa visione della politica federale, da un approccio inclusivo nel quale tutti si sentano partecipi degli obiettivi da raggiungere, nessuno escluso.
E’ per questo che è stato deciso di ritrovarsi prima delle festività natalizie in un incontro aperto,  senza alcuna preclusione, a chiunque desideri impegnarsi in questo programma: nell’occasione saranno individuate le aree sulle quali lavorare per costruire i progetti comuni.
Resteranno delusi coloro che dall’incontro di oggi attendevano la scelta di nomi per la presidenza e per il consiglio federale. Per ora l’obiettivo è quello di individuare le tematiche e iniziare a lavorare su quelle con senso pratico e “mettendoci la faccia”: i nomi dei candidati saranno la naturale conseguenza del percorso fatto.

4 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 12 novembre 2019 at 23:32 -

    “…è necessario analizzare il passato per capire il presente, programmare il futuro e tracciare qualcosa di diverso per iniziare il rinascimento del baseball e del softball.”
    Ne sono pienamente convinto.
    Peccato, però, che il passato non viene per nulla analizzato non solo nelle cose ben fatte, che vengono rigettate con la banale scusa del “erano altri tempi”, ma nemmeno nelle cose sbagliate, che pertanto vengono ripetute con una perseveranza sbalorditiva.
    Cambiare prospettiva, ritrovare l’entusiasmo perduto e mettere i programmi davanti ai nomi? Non mi sembra sia avvenuto nella precedente riunione nella quale il Presidente Marcon la settimana scorsa ha illustrato, con l’approvazione delle società di prima serie presenti, il format del prossimo campionato di A1.
    Nel nuovo format l’allargamento, ammesso che si realizzi, è illusorio perché di fatto le vere ed uniche protagoniste, quelle che si contenderanno lo Scudetto, saranno 4 e quindi l’attenzione mediatica si restringerà da 7 a solo 4 Club.
    Pertanto è stato proposto un campionato che, come nel passato recente, continua a restringersi con tutte le conseguenze negative che abbiamo constatato: perdita dei grandi media, perdita degli sponsor. In altri termini, minori risorse per il movimento, un movimento che proprio per questo rimpicciolisce.
    E’ quanto ho cercato di mettere in evidenza nell’articolo http://www.baseballmania.eu/notizie/serie-a1/lallargamento-della-serie-a1-non-entusiasma-ed-ennesima-occasione-persa-in-realta-la-formula-favorisce-sempre-i-club-di-vertice-che-avra

  2. maurizio calabretto 13 novembre 2019 at 13:15 -

    sono in perfetto accordo con il testo di allargare la serie A1 non giova al baseball ma ad alcune squadre già citate da Cardea non e così che si esce dalla annosa problematica della crescita del gioco.Ci sono vari punti da analizzare il primo e quello di troppi stranieri che occupano in punti strategici e levano l’opportunità ad alcuni talenti di emergere non vedo perché giocare un torneo di soli italiani con tecnici capaci ecc….non voglio dilungarmi e non ho la presunzione che io abbia ragione però perché non provare?

  3. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 13 novembre 2019 at 15:37 -

    Sempre a proposito del nuovo campionato presentato da Marcon, nel format si propone nuovamente una particolarità duramente contestata lo scorso anno dal Presidente della Fortitudo Stefano Michelini:

    “Ritengo che un campionato a due velocità sia un assurdo tecnico. Cominciare con una prima fase suddivisa in due gironi, 2 partite settimanali e la proposta di ridurre gli stranieri da 4 a 2, per poi passare ad una poule scudetto sulle 3 partite e con 3 stranieri, non può essere la strada giusta. O si fanno 3 partite fin dall’inizio, oppure si gioca tutto il campionato su 2 partite per ogni confronto. Occorre uniformità. Una squadra va pensata, progettata, costruita per tempo e con equilibrio. Una eventuale prima fase sulle 2 partite e con 2 stranieri costringerebbe i Club a comporre un certo tipo di roster, limitato a quelle esigenze. Successivamente – per chi parteciperà alla poule scudetto, che è una fase molto competitiva con le 6 squadre migliori – il roster dovrebbe essere necessariamente più profondo. Ciò comporterebbe evidenti problemi. Bisogna attrezzarsi prima. Ci sono scelte che vanno fatte per tempo.”

    E’ la dichiarazione di Michelini che Roveri ha pubblicato il 15/10/18 su Baseballmaniahttp://www.baseballmania.eu/notizie/serie-a1/il-club-campione-ditalia-ricevuto-a-palazzo-daccursio-ma-lincertezza-sulle-regole-del-campionato-2019-preoccupa-e-mette-in-allarme-il-p

    C’è da chiedersi come mai la riproposizione delle due velocità quest’anno non ha sollevato alcune obiezione: forse perché le persone che “in passato hanno evidenziato idee e posizioni anche in aperta contrapposizione” oggi si sono miracolosamente tramutate in persone comprensive decise “a trovare e a percorrere una strada comune nell’interesse dell’intero movimento”, oppure perché questa volta la doppia velocità premia solo le 4 squadre del Pool Scudetto?

  4. Prince 17 novembre 2019 at 18:21 -

    La strada è aperta…..Michelini presidente !!