Il baseball casertano nell’intervista del coach Giuseppe Mele

Pubblicato il Ott 24 2014 - 8:07pm by Cristiano Corbo

Giuseppe Mele è uno di quelli che hanno sempre messo cuore, voglia e determinazione: il baseball come il primo amore, il campo di Caserta quasi come la sua seconda casa. Ed è triste veder crescere erba dove un tempo si coltivavano sogni, per lui poi lo è un po’ di più.

In esclusiva per Baseballmania.eu, uno dei principali artefici della storia dei “Falchi” (ora stimato allenatore giovanile) ci racconta la situazione del batti&corri nel territorio campano.

Peppe, il campo di Caserta è stato uno tra i migliori impianti d’Italia, se non d’Europa. Com’è stato possibile arrivare a questa situazione di degrado? Più colpa delle società sportive o dell’amministrazione comunale?

Quando venne completato l’impianto era il 1990, era il nostro primo anno di serie A/1. Veramente un bell’impianto, uno dei più belli di quel periodo! In quel momento storico era l’epoca della società “Caserta Baseball”, costruita a piccoli passi e che mi piacerebbe tanto far rinascere. Si portava avanti un discorso iniziato qualche decennio prima, e con il tempo attraverso innesti esterni, sia dal lato dei giocatori che dal lato degli allenatori, si riuscì a costruire una buona squadra. Veniva curato soprattutto il settore giovanile, da cui sono venuti fuori i ragazzi di S. Clemente, la Frazione dove è ubicato lo stadio di baseball. In quel periodo a S. Clemente si giocava prettamente a baseball, persino per strada i ragazzi giocavano a baseball, era veramente emozionante! Poi nel corso degli anni seguendo la scia permessa dalla Federazione italiana, il settore giovanile è stato abbandonato perché venivano presi giocatori stranieri, spacciandoli per italiani in quanto oriundi, e qui è iniziato il declino del baseball italiano! Agli inizi degli anni 2000, il Caserta Baseball improvvisamente non viene iscritto al campionato e interrompe le sue attività, che a Caserta riprenderanno nel 2003 con la nascita dei Falchi Caserta e successivamente nel 2008 con i Rennets.

Attualmente, come è noto, lo stadio di baseball è in stato di totale abbandono, dopo l’ultimo intervento di manutenzione del 2008 non è stato più fatto nulla. Arriviamo al 2012, quando l’Impresa “9 Agosto Immobiliare” dell’Ing. Tarabuso, prende in gestione il campo, ma di fatto non lo rende mai praticabile. La colpa per cui ci troviamo in questa situazione ricade un po’ su tutte le parti in gioco. Da un lato le società sportive non si sono dedicate molto al settore giovanile per creare un vero e proprio movimento. Si è pensato più alla “prima squadra” mentre il motore di tutto sono i giovani locali, anche perché ora il gap è la mancanza del ricambio generazionale. Tutto questo ha creato terreno fertile per il gestore dell’impianto consentendogli di non attivarsi e di non tenere cura nel giusto modo del campo. Dall’altro lato c’è la responsabilità dell’amministrazione pubblica che avrebbe dovuto vigliare sulla gestione dell’impianto. Spero tanto che da questa situazione se ne traggono i giusti insegnamenti!

Il movimento casertano è ormai ai minimi storici. Qual è la tua opinione in merito? È possibile tornare ai fasti di un tempo? Se sì, come?

In effetti il movimento casertano è ai minimi storici. Con la mia società, Rennets, abbiamo ripreso le attività tra mille difficoltà, facendo allenamento nell’area pubblica dell’ex Saint Gobain. Ma ciò non ci consente né di allenarci nel migliore dei modi e ancor meno di intraprendere alcun progetto, cosa che ho sempre fatto dal 2008 al 2012 nelle scuole casertane. Non avendo un campo dove portare i giovani ragazzi al termine del progetto, si finirebbe per svolgere un’attività sterile.

La mia opinione è che dopo il recupero del campo bisogna darsi da fare con progetti seri se si vuole costruire un vero movimento: il primario obiettivo deve essere la rinascita del settore giovanile, con attività che iniziano a settembre e terminano a giugno con progetti nelle scuole casertane. Per due anni abbiamo svolto attività anche a luglio, ma luglio è un mese troppo caldo per i ragazzini.

Il secondo fondamentale obiettivo è far nascere altre società in Campania, in modo da avere più squadre contro cui far giocare i ragazzi. Ciò consentirebbe anche la riduzione dei costi delle trasferte e i ragazzi avrebbero sicuramente maggiori stimoli. Attualmente la squadra più vicina è Salerno a 90 km di distanza, tutto questo ci ha costretti più volte a partecipare a tornei fuori regione per dare la possibilità ai ragazzi di giocare, di divertirsi e di crescere tecnicamente. Visto il momento storico economico che attraversiamo, la riduzione dei costi diventa elemento essenziale per far decollare tutto il movimento. Infine, bisogna pubblicizzare bene le nostre attività, attraverso i media, i social network ed organizzare eventi.

Tempo fa si era paventata un’ipotesi su vari imprenditori (anche stranieri) pronti a dare una mano. Ci sono novità emerse in questi giorni?

Da quanto mi risulta non conosco nessun imprenditore, né locale né straniero, pronto ad intervenire. L’unica cosa che so è che la Federazione vorrebbe intervenire nella gestione dell’impianto.

Non idilliaca la situazione anche del softball. Senza nominare cause e chi le ha provocate, che fine farà la squadra di Tarabuso?

Sinceramente, non lo so, bisognerebbe chiedere ai diretti interessati.

Le due squadre di Caserta cosa devono aspettarsi dal futuro?

Il principale obiettivo è il recupero dell’impianto, poi se si intraprende la strada che ho appena indicato, penso che si potranno fare belle cose. Sinceramente l’ho sperimentato personalmente con i Rennets, dal 2008 al 2012 abbiamo costruito un bel gruppo, che, a causa di due anni di inattività si è rarefatto, ecco perchè ho ripreso su un’area pubblica, per non perdere tutti i ragazzi! Domenica, 12 ottobre scorso, ci siamo riuniti in un locale casertano dove abbiamo seguito due partite delle semifinali per le World Series. La risposta dei ragazzi è stata soddisfacente, tanto che a breve ripeteremo l’esperienza.

WordPress Author Box
Cristiano Corbo

Studente diciannovenne in pre-pensionamento. Nasce in quel di Caserta, dove attualmente vive. Ama il baseball, odia il greco antico, gli è indifferente tutto il resto. Diretto, mai preciso. Spontaneo, mai costruito. Pessimo nelle cose semplici, sorprendentemente capace in cose/azioni che richiedono “troppa” applicazione. Sportivo, anche se dalla forma fisica non si direbbe. Stralunato, impacciato, ma grande animatore e discreto showman. Collabora inoltre con SpazioJuve.it, Cronache di Salerno ed ha un blog su fanpage.it.