Il baseball al tempo del Corona Virus

Pubblicato il Mar 2 2020 - 9:00pm by Allegra Giuffredi

“O temporas o mores!” dicevano gli Antichi e mai come in questo periodo così funesto ci siamo ritrovati a pensarlo pressoché continuamente.

In questi giorni infatti siamo nel pieno della virulenza, soprattutto informativa da Corona Virus, un accidente che colpisce feralmente in special modo le persone anziane e soprattutto già debilitate, perché l’anzianità di per sé non è una malattia e, perché di Corona Virus si guarisce pure e ad ogni età.

Questa malattia è arrivata come un ciclone nella vita di tutti noi e per tamponarla, valgono gli insegnamenti che dovremmo aver introiettato da che eravamo bambini, perché lavarsi le mani, non necessariamente col famigerato ed introvabile gel, ma semplicemente con il sapone, è letteralmente l’uovo di Colombo.

Quanto poi allo stare lontani, al non baciarsi ed abbracciarsi ad ogni piè sospinto, dato che siamo un popolo affettuoso che tende a salutarsi con baci e abbracci, spesso dati all’aria e piuttosto finti, ma che non risparmiamo nemmeno a chi abbiamo conosciuto da cinque minuti, perché siamo abituati a salutarci così, beh, ci sbracceremo più di quanto già non facciamo e cominceremo a fare qualche impercettibile inchino o saluto indiano, tipo AUGH!

Questo periodo “tampone” che probabilmente darà i suoi frutti tra qualche tempo e che scopriremo essere stato fondamentale per prevenire nuovi contagi e contenere quelli già conclamati, ha delle ripercussioni anche sullo sport e il baseball non ne è certo immune.

Io non so se ad aprile la situazione sarà migliorata così tanto, ma credo proprio di sì e credo quindi che torneremo a goderci il nostro sport nelle fredde notti di inizio primavera con tanto di coperte, piumini e scaldini d’ogni sorta.

E già adesso il baseball dà una prova fantastica a livello nazionale di quanto possa essere, anche solo potenzialmente, uno sport coinvolgente e che quando ti prende non c’è zona rossa che tenga: lo giochi e lo vai a vedere.

A Codogno, infatti, Comune ormai famoso per aver dato il via in qualche modo a questa epidemia (e infodemia!!) e dove stanno sopravvivendo in una situazione surreale, due amici e giocatori di baseball, hanno cominciato a scambiarsi dei lanci al di là ed al di qua della Zona rossa, trasformandola in un Diamante.

In pratica questi due ragazzi vivono e giocano rispettivamente a Codogno e a Lodi e giocano col Lodi provenendo da Codogno a col Codogno provenendo da Lodi: un incastro gordiano che solo una palla ed un guantone potevano sciogliere e così è stato! E la cosa più bella è che tanta gente si è fermata per guardarli e chissà magari qualcuno si sarà pure incuriosito e magari vorrà provare a giocare o vorrà venire a vedere qualche partita, quando tutti ricominceremo a giocare insieme e in questo momento si starà documentando.

E’ bello pensare a queste realtà che tanto fanno per il nostro movimento sportivo e noi siamo con loro sia sportivamente che umanamente. Sono tempi duri, questi che viviamo, ma tutto passa e anche questa storia porterà qualcosa di buono. Per ora non resta che dire: Go Lodi! Go Codogno!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.