Il 25 aprile riapre il Kennedy di Milano. Parla il Presidente Marcon

Pubblicato il apr 28 2017 - 10:10pm by Redazione Baseballmania

Martedì 25 aprile riapre i battenti il Centro Sportivo Kennedy. Lo storico impianto di Milano, chiuso dal Presidente della Federazione Italiana Baseball Softball Andrea Marcon un mese fa per poter eseguire i lavori necessari per la messa a norma, torna quindi a disposizione per le attività di baseball, softball e tennis.

Diversi sono stati gli interventi operati per permettere la riapertura del Kennedy, sia sotto l’aspetto strutturale (con interventi sull’impianto idraulico, ora perfettamente funzionante e dotato di sistema che permette di evitare possibili contaminazioni dell’acqua) sia e soprattutto sotto quello amministrativo, per il rispetto delle normative vigenti in materia di privacy, sanità e fiscali.

In merito, il Presidente Marcon ha dichiarato: “La situazione che si era venuta a creare nella gestione del Kennedy era assolutamente insostenibile e metteva a repentaglio la Federazione sotto l’aspetto delle responsabilità penali, ho preferito pertanto chiudere il centro sportivo e attivare immediatamente le procedure per la messa a norma dell’impianto stesso e per porre rimedio a una serie di situazioni, a dir poco imbarazzanti, che avrebbero potuto avere conseguenze estremamente serie. Ora il centro riaprirà con una nuova gestione e nel pieno rispetto dei frequentatori e di tutte le normative vigenti e l’attenzione mia e del Consiglio Federale potrà essere rivolta alla stesura definitiva della convenzione con il Comune di Milano, con cui ci teniamo in contatto quotidianamente per stabilire tutti i dettagli ancora in ballo. Di certo tutto ciò che era stato promesso, da una parte e dall’altra, nel passato, ora troverà riscontro nelle carte e negli accordi. L’impegno nostro e del Comune di Milano, nella persona dell’Assessore Guaineri in primis, è massimo e nel rispetto delle competenze di ognuno.”

“Stiamo anche lavorando per creare una gestione del centro in piena attuazione dei patti stipulati prima dell’elezione di questo Consiglio Federale e sono personalmente in contatto con la Federazione Italiana Tennis per affiliare un ente che gestisca il centro per quanto riguarda la parte tennis. Anche questa era una delle cose che dovevano essere già fatte, ma che sono state finora completamente trascurate. Voglio inoltre scusarmi pubblicamente con il Presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, per l’utilizzo improprio del marchio FIT fatto in questi anni. Ho personalmente rappresentato la situazione al Presidente Binaghi e voglio ringraziarlo per la comprensione avuta relativamente a questa situazione.”

“Con questa riapertura non si chiuderà ancora definitivamente la ‘questione Kennedy’, ma è certamente un passo avanti considerevole verso il ‘lieto fine’. Guardiamo con più fiducia al futuro, mentre per il passato non tocca a noi stabilire responsabilità e omissioni. È mia abitudine e profonda convinzione che si debba parlare con i fatti e di fatti in questi primi cinque mesi di mandato ne abbiamo messi in campo parecchi.”

21 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Serena 21 aprile 2017 at 05:16 -

    Complimenti! Presidente

  2. Mario Burgazzi 21 aprile 2017 at 20:52 -

    Complimenti? ?? Complimenti per cosa? ?? È stato chiesto a più riprese trasparenza. Chi ha sostenuto le spese per la riaperturadel centro sportivo ? !gli obiettivi si possono conoscere? E i contenuti del famoso P.E.F. e le relative coperture finanziarie??
    A mio avviso siamo in alto mare.

  3. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 22 aprile 2017 at 06:58 -

    Grazie al Presidente Marcon e a chi con lui collabora con impegno per risolvere presto e bene la questione del Kennedy.

  4. Mario Burgazzi 23 aprile 2017 at 06:23 -

    Grazie????? Va beh!!!!!! Io penso che sia dovere per un présidente recuperare il Kennedy e tutelare ogni altro diamante. Ma é anche dovere agire in massima traspareza! Buon basaball

  5. walter bertini 24 aprile 2017 at 21:13 -

    Chiedete al nuovo presidente Marcon il bilancio economico della gestione del kennedy in questi 18 mesi (dettagliato), la vera trasparenza futura parte dalla trasparenza passata.

  6. Angelo Introppi 26 aprile 2017 at 09:32 -

    Buongiorno a tutti, concordo al 110% con ciò che ha scritto Walter Bertini, ovvero colui che all’epoca fu estromesso dalla gestione dei campi da tennis, vale a dire la sua professione. Anzi, invito il signor Bertini, se ne ha voglia, tempo e volontà, di descrivere un po’ a tutti ciò che gli è successo, andando con ordine. Anzi, direi che l’amico Giovanni Colantuono sia disposto a seguire l’argomento con apposito articolo che dia modo al povero Bertini di raccontare in ordine cronologico che cosa gli è successo e come si è sviluppata la faccenda, in modo tale che tutti siano informati sui fatti e che la nuova gestione della Fibs, senza se e senza ma, con estrema chiarezza da far invidia ad una casa con le pareti di cristallo possa esporre tutte le sue ragioni, con le competenze e le eventuali manchevolezze di chi ha preceduto questa gestione e ciò che si è fatto e si sta facendo, perché la situazione è sicuramente in divenire e va aggiornata passo per passo perché i tesserati hanno il diritto di conoscere e sapere.
    Grazie per l’attenzione.
    Angelo Introppi

  7. Mario Burgazzi 26 aprile 2017 at 10:02 -

    Passano i giorni e tutto tace! La lettera di impegno datata 23 ottobre 2014 del comune di Milano ormai è storia e senza nessun valore.
    Ora??? ha ragione Walter Bertini a dire che la vera trasparenza futura passa dalla trasparenza passata.
    Bella la proposta di Angelo Introppi di far seguire l’argomento con apposito articolo al fine di fare massima chiarezza.
    Se si vuol costruire bisogna avere idee precise e non nascondere nulla.
    Buon baseball a tutti

  8. walter bertini 27 aprile 2017 at 17:31 -

    Tutto iniziò nel lontano aprile 2012, l’allora Assessora Chiara Bisconti convocò l’ATI (gestore del Kennedy) ad una riunione sulla “situazione kennedy”, in quella riunione con molto orgoglio l’Assessora illustrò l’interessamento della Federazione del Baseball allo stadio del baseball, io come mandante dell’ATI fui molto favorevole e dichiarai che solo una Federazione poteva intervenire su uno stadio del Baseball, e non delle Associazioni Sportive, inoltre in quella seduta illustrai le difficoltà all’interno dell’ATI.
    Purtroppo in quell’occasione non capii che le intenzioni dell’Assessora erano di “eliminare” il sottoscritto e non di risolvere i problemi dell’ATI, dopodiché dare in gestione alla Federazione del Baseball TUTTO IL CENTRO SPORTIVO.
    Dai documenti trascorsi si è evidenziato che il Comune continuava ad avere colloqui con la Federazione del baseball mentre io cercavo di proporre soluzioni al Comune per tutelare gli investimenti fatti dalla mia Associazione Sportiva e i futuri investimenti da fare presso il Centro Sportivo Kennedy, proposte tutte respinte perché come ho scritto precedentemente l’obiettivo era di eliminare il sottoscritto.
    L’iter per revocare la concessione all’ATI durò circa 2 anni, in quel periodo gli esponenti della FIBS (Colombo, Macario e Fracarri) consegnarono al Comune l’impegno Federale per il Centro Sportivo Kennedy (doc.4), (penso)nascondendo allo stesso Comune le difficoltà economiche di bilancio Federale (doc.3).
    Io sto contestando nei vari gradi di giudizio la “decisione” politica e amministrativa del Comune di Milano di affidare direttamente i Centri Sportivi, vedasi pareri del magistrato Cantone dell’ANAC (doc.5 e 5.bis), e il danno sportivo e economico subito dalla mia Associazione Sportiva e di conseguenza alla mia persona.
    Ora, dopo 18 mesi di gestione della FIBS i fatti sono a voi noti, il Centro Sportivo è stato chiuso per GRAVI NEGLIGENZE DI MANUTENZIONE ORDINARIA.
    Da informazioni avute dall’interno e dall’esterno del Centro Sportivo la gestione economica non è stata molto trasparente.
    Come ho scritto nel post precedente la vera trasparenza futura passa dalla trasparenza passata, naturalmente la situazione “gestionale” può o deve interessare la “famiglia” (tesserati/affiliati) del baseball e non al sottoscritto, che è solo focalizzato (con gli avvocati) al recupero dei soldi persi e del danno Sportivo/Associativo.
    Mi immagino che la “famiglia” del baseball si ponga delle domande e che pretenda delle risposte, che possano essere così riassunte:
    1) La FIBS come può garantire al Comune di Milano il PEF di 1,2 milioni di euro sullo stadio del baseball, viste le difficoltà di bilancio Federale?
    2) I ricavi dalla gestione del Centro Sportivo Kennedy come sono stati utilizzati, o che utilizzo avranno?
    3) Quanto è stato il ricavo di gestione in questi 18 mesi? (da un conteggio veloce sono circa 100 mila euro!)
    4) Sig. Marcon, come dichiara lei, chi dovrà stabilire responsabilità e omissioni passate?
    E sicuramente altre domande che non posso immaginare perché il Baseball non è il mio mondo.
    Walter Bertini
    Per vedere i documenti http://www.centrosportivokennedy.it/kennedy.html

  9. Mario Burgazzi 29 aprile 2017 at 06:50 -

    Scusate, ma gli addetti dove sono? i magnifici dirigenti che in massima trasparenza si occupano alla soluzione? Perché sempre e solo dichiarazioni ma MAI risposte?

  10. Mario Burgazzi 30 aprile 2017 at 06:54 -

    Ah dimenticavo! Il 25 aprile il centro era chiuso, forse qualcuno ha sbagliato la data. Buona giornata a tutti

  11. Angelo Introppi 2 maggio 2017 at 12:21 -

    Beh, cari appassionati del baseball e del softball, che dire… se questo è l’interesse su un argomento scottante come quello del Kennedy, allora vuol dire che va tutto bene, oppure che si vive in una completa apatia od in un clima di rassegnazione. La passione per questi sport è sicuramente a livelli molto bassi come non mai.
    Non resta che aspettare la fine della stagione 2018 per tirare un po’ le somme e capire se questa attuale classe dirigente ha operato con la volontà di cambiare le cose applicando nuove idee.
    La situazione del Kennedy sarà una delle tante cartine al tornasole che potranno aiutarci a misurare l’operato del Presidente Marcon e della sua squadra.
    Cerchiamo di essere ottimisti e di partecipare a dialoghi importanti come questo: chi sa qualcosa non esiti a scrivere per informare tutti quanti.

  12. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 2 maggio 2017 at 21:24 -

    A me pare che Marcon abbia fatto ciò che doveva e poteva e con altrettanta correttezza abbia detto ciò che doveva e poteva.

    Che la questione Kennedy sia, per dirla in modo elegante, alquanto confusa mi sembra ovvio e si possono comprendere tutte le possibili elucubrazioni mentali.

    Marcon eredita la situazione e non perde tempo, tra mille problemi, nel cercare di dipanare anche questa matassa. Pertanto non comprendo questo vostro modo di incalzarlo che induce a sospettare reticenze e mancanza di trasparenza: cosa starebbe nascondendo? Secondo voi cosa e chi copre Marcon? e quale interesse avrebbe nel coprire cose di cui non può essere responsabile?

    Ben plausibile, invece, è l’interesse del Signor Bertini a conoscere come sono andate le cose e a voler ottenere risposta ai suoi interrogativi. Del resto non fa mistero di aver già da tempo fatto i passi consentitigli dalla legge a difesa delle sue ragioni, non certo contro Marcon: la verità non solo potrebbe riservargli un ristoro morale/ consolatorio, ma anche un vero e concreto ristoro … monetario!

    Anche per il baseball l’argomento è davvero scottante come dici tu, caro Angelo, al punto che il Milano ’46 dopo anni di illusioni ha perso il campo, il pubblico e gli sponsor, e si trova a giocare in serie C. Per il baseball milanese, e non solo, il danno è fatto e, diversamente che per il Signor Bertini, è irreversibile: nessuna verità che emergesse o venisse rivelata potrebbe mai porre rimedio; anzi, potrebbe essere strumentalizzata ai danni del baseball da giornalisti che il baseball non amano.

    Non resta che sperare nel buon esito dell’azione del nuovo Presidente Federale.

    Perché, quindi, invece di adombrare sospetti di inefficienza o peggio, non cerchiamo di sostenere il suo operato almeno fino a quando non si verifichino fatti che attestino errori o disinteresse?

    E poi, Angelo, mi sembra ingeneroso considerare il Kennedy una cartina di tornasole su cui basare il giudizio su Marcon: Marcon è Presidente di una Federazione che, non per colpa sua, ormai le autorità locali non tengono più nella minima considerazione (vedi caso Padova) e si trova a contrapporsi al più importante Comune d’Italia, per di più su un problema il cui buon esito è fortemente compromesso da ciò che ha fatto chi lo ha preceduto!

    Fraccari ha cantato vittoria (… io vi ho dato il teatro, ora tocca a voi …) quando in mano non aveva nulla di certo, come i fatti hanno dimostrato.
    Marcon si è dichiarato fiducioso con riserva dell’ultima parola a fine luglio.

    Mi sembra usi la “comunicazione” con giusta misura e la necessaria franchezza.

  13. Andrea Marcon 3 maggio 2017 at 09:23 -

    Confermo che stiamo lavorando per raggiungere l’obiettivo. Per il resto preferisco farmi giudicare per quello che faccio e non solo per quello che dico. Unica, piccola, precisazione per il Signor Burgazzi. Il 25 aprile il Centro era aperto e possono testimoniarlo tutte le persone che erano presenti, con me, in via Olivieri. Lei dove era? Perchè mi spiace proprio di non averla vista.

  14. Angelo Introppi 3 maggio 2017 at 12:20 -

    Ezio, non fraintendermi. Io spero tanto che Marcon possa fare qualche cosa di buono. So che situazione ha ereditato, ma so anche che se vuole, nel giro di questo e del prossimo anno, potrà cambiare volto a questa federazione. Vediamo. Si tratta soltanto di aspettare e poi verificare.
    Il Kennedy, se mi permetti, è una delle cartine al tornasole.
    In quanto al Milano, credo che qualche colpa ce l’abbia. Prova a chiedere a Bertini. Se ha voglia di risponderti ti spiegherà.
    Caro Ezio, la prima cosa da tenere in considerazione sono gli impianti, perché senza gli impianti non si gioca.
    Saluti

  15. Mario Burgazzi 3 maggio 2017 at 12:45 -

    Sempre e solo dichiarazioni, ma Il Sig. Marcon può illustrare gli obiettivi della ns FIBS oppure sono prettamente privati?

    n.b. io davanti all’ingresso del centro sono passato, ma i cancelli erano chiusi; ma le domande poste a più riprese ad oggi non hanno avuto NESSUNA risposta.

    Buona giornata a tutti

  16. walter bertini 3 maggio 2017 at 22:16 -

    Sig. Ezio, le sue parole nei miei confronti mi sembrano “un pochino” fuori luogo, le domande fatte erano per “stimolare” la “famiglia” del baseball nel sapere la situazione nel nome della trasparenza, nella mia causa contro il Comune di Milano tali informazioni NON CAMBIEREBBE ASSOLUTAMENTE NIENTE, perché sono dati/informazioni non inerenti la causa.

    Il “ristoro monetario” come scrive Lei spero di ottenerlo al Consiglio di Stato, per poter ricomprare la casa perduta, casa che è stata messa a garanzia per gli investimenti fatti al kennedy, i quali non sono stati totalmente ammortizzati.

    Sull’argomento Milano 46 Le vorrei ricordare che dal 2008 doveva “investire e gestire” insieme al sottoscritto il Centro Sportivo Kennedy come da scrittura privata, sottoscritta per partecipare al Bando di Gara. Non capisco la sua affermazione “che dopo anni di illusioni ha perso il campo, il pubblico e gli sponsor” alludendo a chissà quali colpe altrui, se non solo a se stessi.

    Fino a prova contraria per la Milano 46 dal 2008 fino ad oggi non è cambiato niente, continuano a fare la loro attività istituzionale, mentre è IRREVERSIBILE la situazione della mia Associazione che ha totalmente finito l’attività istituzionale.

    E sui giornalisti mi permetta di dire che nei vari articoli pubblicati non è mai emersa la fine della mia Associazione Sportiva.

    Saluti.

  17. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 4 maggio 2017 at 08:19 -

    Non ho le pretese di essere il difensore d’ufficio del Presidente Marcon, in primo luogo perché il predetto non ha certo bisogno di difensori e tanto meno del sottoscritto.
    Ciò non toglie che io senta la necessità di intervenire quando leggo cose che possono portare fuori strada: il n.b. del signor Burgazzi induce chi non risiede a Milano a pensare che la riapertura del Kennedy sia una bufala.
    La cancellata, quella grande, quella a fianco della quale c’era l’ingresso e la biglietteria, era chiusa come pure la biglietteria: ma da quando è stata decretata l’inagibilità dello stadio di baseball, è rimasto in funzione l’ingresso per il tennis, alla destra del parcheggio delle auto, la cui attività non è mai stata interdetta, e da tale ingresso ormai si accede anche al campo di baseball.
    Ovviamente quell’entrata non è aperta 24 ore su 24.
    Il sopralluogo è avvenuto nella mattina del 25 aprile e chi ha dei dubbi si rivolga a chi è più direttamente interessato alla vicenda: il Milano ’46.
    Quella del 25 aprile non è stata certo una cerimonia in pompa magna come meriterebbe un evento così importante per il baseball milanese: bene ha fatto Marcon a procedere quasi in sordina per non cadere nello stesso errore di Fraccari che ha cantato vittoria prima del tempo. Infatti (ed è lo stesso Marcon ad averlo precisato fin dal suo primo contatto col Comune di Milano), una parola definitiva potrà essere pronunciata non prima del prossimo mese di luglio. Per ora si è trattato solo di semplice ritorno alla praticabilità del campo da baseball, limitata peraltro alla disputa di campionati di serie inferiore, cosa che è già avvenuta domenica scorsa quando il Milano ’46 ha affrontato con successo il Sannazzaro (stiamo parlando di Serie C).

    Infine non si capisce il motivo delle gravi insinuazioni del sig. Mario Burgazzi su presunte reticenze del Presidente Marcon circa gli obiettivi federali. Credo che il livore, non si capisce dovuto a cosa, lo abbia spinto a scrivere cose che vanno oltre il lecito.

    Caro Angelo, spero nella tua sincerità. In ogni caso ribadisco fuorviante far dipendere dall’esito della questione Kennedy il giudizio sull’operato della nuova dirigenza federale.
    La vera cartina di tornasole sarà la riforma dei campionati, a partire da quello di vertice, che dovrà essere fatta improrogabilmente nel 2018: quest’anno c’è stato l’alibi (che però ho contestato!) dell’enorme ritardo – non certo ad opera della nuova dirigenza – con cui è avvenuto il cambio della guardia.

  18. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 4 maggio 2017 at 14:11 -

    Buongiorno Signor Bertini,

    probabilmente mi sono spiegato male o sono stato frainteso perché non intendevo dire alcunché di negativo nei Suoi confronti, anzi il contrario perché capisco bene la Sua situazione: se Lei, come noi del baseball, è appassionato del tennis, a prescindere dal danno economico si può ben capire il suo stato d’animo non avendo più la gestione di quei campi.

    Ho avuto modo di conoscerLa e ho ricavato di Lei un’ottima impressione da quell’incontro di qualche anno fa al Kennedy (c’era anche una giornalista).

    Quanto alle “illusioni” del Milano ’46, alludevo solo alle reiterate promesse federali, rimaste tuttora allo stato di promesse (speriamo che Marcon riesca a concretizzare), ma non intendevo assolutamente addebitarne a Lei la causa, tanto più che, data la delicatezza della cosa, non ho mai cercato più di tanto di approfondire i rapporti intercorsi tra Lei ed il Milano.

    I miei più cordiali saluti.

  19. Angelo Introppi 5 maggio 2017 at 07:17 -

    Ezio, resto basito quando scrivi “spero nella tua sincerità”. Comunque sei libero di pensare come credi perché siamo in democrazia. Per me la protezione degli impianti e la loro conservazione è il punto numero uno, perché se vai a fare la conta negli ultimi anni tanti impianti hanno chiuso i battenti e, ripeto, fino a prova contraria senza impianti non si gioca e come hai sottolineato tu, attualmente il Kennedy è ridotto male e può ospitare gare di un campionato di serie C e mi vien da piangere. Parli di riforma dei campionati che non c’è stata, ma Milano senza impianto adeguato che ruolo potrà giocare nella riforma? Mah, io per cercare di dare un futuro a questo sport ho in testa altre idee. Non resta che attendere la fine del 2018 e tirare un bilancio di mezzo mandato per dare dei giudizi appropriati. Tutto qui. Suggerisco al buon Bertini di contattare il direttore di Baseballmania Giovanni Colantuono. Per tenere vivo l’argomento scottante il Direttore potrebbe riservargli una intervista. Saluti a tutti quanti

  20. Mario Burgazzi 5 maggio 2017 at 10:30 -

    Angelo resta basito, io sconcertato.
    Prima si fanno dichiarazioni di apertura del centro il 25 Aprile, a seguire si decide di farlo in sordina, tutto questo è stato scritto da “Voi”.
    Per quel che mi riguarda posso affermare che amo questo sport e soffro nel vedere questo declino, non ho nessun rancore ma mi piacerebbe poter leggere di programmazione e finalità, e soprattutto visto che in questo articolo si parla del centro sportivo come minimo mi aspetterei che gli obiettivi, programmi e finalità siano a conoscenza di tutti tipo il PEF.
    Qualche mese fa abbiamo eletto un nuovo Presidente, le aspettative e le promesse sono state tante di conseguenza è evidente che ognuno di noi tirerà le proprie conclusioni nei tempi e nei modi che più riterrà.
    Buon Baseball a tutti

  21. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 5 maggio 2017 at 20:55 -

    Caro Angelo,

    leggendo il tuo ultimo intervento sembrerebbe che ritengo questione non di primaria importanza difendere gli spazi ed i campi di gioco conquistati e costruiti in vari decenni di attività: a smentire la cosa c’è una sfilza di articoli, scritti anche su Mybaseball, in cui ho denunciato la passiva azione federale relativamente a tante strutture (in Sicilia, Calabria, Liguria, Lombardia …) che rischiavano di perdersi e che in tanti casi si sono perse. Per il campo di Albissola, raccogliendo un invito apparso proprio sul tuo sito Mybaseball nel 2010, ho persino scritto al Sindaco (che mi ha anche risposto cortesemente assicurando il suo impegno pur non potendo promettere nulla); nel 2008 ho scritto e procurato ai dirigenti del Milano ’46 un incontro con un consigliere del Comune di Milano per risolvere (e sono stati risolti) problemi inerenti gli spazi al Kennedy per l’attività giovanile …

    Quanto alla sintetica e fuorviante versione di Burgazzi di ciò che avrei detto a proposito della riapertura del Kennedy, faccio presente che fare “in sordina” qualcosa vuol dire fare qualcosa di nascosto. Ma niente è stato fatto di nascosto e dal contesto del mio scritto (non dalle parole estrapolate ad arte) si capisce benissimo che ho espresso un concetto ben diverso. Il mio “QUASI in sordina” intendeva mettere in risalto la prudenza di Marcon nel non aver pubblicizzato la cosa con inviti e altri crismi cerimoniali quasi a voler celebrare una vittoria che ancora non c’è: la riapertura del Kennedy è solo un punto di partenza di un percorso su cui potrà sapersi qualcosa di definitivo nel prossimo luglio.
    Oppure Burgazzi avrebbe preferito una esposizione pari a quella di Fraccari che ha cantato vittoria prima del tempo?

    Torno al commento di Introppi per fargli presente che le battaglie per difendere e per conquistare nuovi spazi e nuovi stadi di baseball passa solo attraverso una nuova immagine ed autorevolezza della Federazione: e l’immagine e l’autorevolezza della Federazione degli ultimi tempi, per non parlare dell’ultimo anno in cui la sua carta d’identità era costituita da un campionato di prima serie “zoppo”, era proprio molto bassa.

    Non basta, quindi, la riconquista del Kennedy a ribaltare le cose. Per poter pretendere maggior rispetto dalle autorità con le quali è costretta a confrontarsi, bisogna che la Federazione torni ad assumere quella importanza che le ha consentito di ottenere la proliferazione di stadi che ora sta perdendo. E la prima cosa che deve fare è appunto quella di far diventare davvero “nazionale” il suo massimo campionato che ora è solo l’espressione di una molto limitata parte d’Italia, cioè poco più di un torneo regionale.