Gara1 vista da Gibo Gerali, Federico Corradini e dell’attore di teatro Matteo Belli

Pubblicato il Set 1 2018 - 9:09pm by Maurizio Roveri
Le prodezze di Osman Marval, nella partita di venerdì sera, viste e raccontate da fuori.
Gilberto “Gibo” Gerali, manager della Nazionale italiana: “Ho allenato Osman Marval a Parma, scoprendo un grande battitore. Non so come mai non sia stato valutato come avrebbe meritato e per il suo potenziale. Anche in Venezuela, il suo Paese, non ha mai avuto l’opportunità di entrare nella Lega maggiore. Lui ha giocato nella “Parallela”, andando in Colombia. Poi è dovuto andare in Nicaragua. E’ vero che era ritenuto un difensore un po’ pigro, tuttavia con la mazza nelle mani è molto forte, molto efficace. Come sta dimostrando nei suoi anni in Italia e nelle sue stagioni invernali in Nicaragua dove continua a vincere con Tigres de Chinandega. Quel che è riuscito a fare venerdì sera al Falchi è straordinario. Un fuoricampo da destro e uno da mancino è qualcosa che non si vede spesso…  Per quanto riguarda la partita, finita 14 a 1, Parma non ha utilizzato i suoi lanciatori cubani e li terrà per le prossime partite. Che teoricamente saranno più combattute. Con Garcia e con Casanova sul monte c’è da immaginarsi che sarà un altro tipo di partite. Poi, chiaro che il ParmaClima ha già fatto tantissimo ad arrivare fino alla serie finale per lo scudetto, l’importante è però che non si accontentino e che non si sentano già soddisfatti per avere raggiunto le Italian Baseball Series. In realtà, in gara1 hanno prodotto 10 battute valide. Il problema di Parma, nella partita di venerdì sera, è rappresentato anche e soprattutto dalle 19 basi su ball concesse. Alla fine pesano. Il lanciatore partente era un ragazzo di 20 anni, al debutto nelle Italian Baseball Serie. A ricevere i suoi lanci un altro giovanissimo, Alessandro Deotto, 22 anni. Sono prospetti interessanti, però il gap sul piano dell’esperienza era evidente”.
Federico Corradini: “E’ stata una partita abbastanza equilibrata nei primi cinque inning. Si capisce chiaramente che Parma ha tenuto i suoi lanciatori cubani nelle prossime gare. Mi aspetto, ora, Erly Casanova e Ulfrido Garcia. I loro partenti, ai quali probabilmente si aggiungerà Luis Lugo che sembra poter essere di nuovo a disposizione di manager Poma. Casanova non so in quale partita lo ritroveremo sul monte. Nella serie contro Rimini ha lanciato veramente tanto. Complessivamente 313 lanci nelle tre partite che ha vinto.  Casanova è sotto il controllo di Cuba, non lo lasciano tirare più di tanto. Se viene sfruttato troppo il braccio di uno dei loro 40 migliori giocatori, non sono contenti. Mi aspetto certamente partite più combattute, però la Fortitudo in attacco ha una grande forza. Da Marval a Mazzanti, Flores e Lampe e tutti gli altri. In questo gruppo ci sono tanti buoni battitori. Maggi, ad esempio, E’ l’ultimo uono del lineup, e fa fuoricampo, è stato lui il primo a buttarla fuori in questa serie finale per lo scudetto. E’ un line-up che inevitabilmente mette sotto pressione i lanciatori avversari. Ricordo che ai miei tempi, un lanciatore era intensamente concentrato sui primi sei battitori dell’ordine di battuta. Dal settimo n poi potevi anche respirare. Ora, chi incontra una squadra come la Fortitudo, non può respirare neanche quando affronti il nono…”.
Matteo Belli, attore autore e regista teatrale: “Su quel primo fuoricampo di Osman, così imperioso, così profondo, ho provato una scossa elettrica alla colonna vertebrale. Una scarica elettrica da…  C1 a L5. Il baseball ti offre questi momenti di bellezza e di eccitazione. Mi dispiace solo per quei due poveretti che forse, chissà, s’erano appartati là dietro al campo, oltre gli alberi… Sai, se non te l’aspetti e ti vedi arrivare qualcosa di simile… E’ una stella cometa, quella, non un fuoricampo. E’ stata una Annunciazione, laicamente parlando. L’annunciazione di un uomo che, per l’Italia e per l’Europa, è “oltre”. Per produrre quel suo primo fuoricampo di gara1 ci vuole una potenza strepitosa. La pallina non è uscita di dieci o quindici centimetri… Era altissima, ha scavalcato e di molto il tabellone elettronico segnapunti, nella parte dove il Falchi misura 122 metri. Ha scavalcato anche gli alberi… Impressionante davvero. Come impressionante è l’intero lineup di questa Fortitudo. La  differenza è che Parma ha buoni contattisti, Bologna ha i fuoricampisti”.
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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.