Faceto, ma non troppo

Pubblicato il Feb 6 2019 - 8:39pm by Allegra Giuffredi

L’ultimo fine settimana l’ho passato in Piemonte e più precisamente nel Canavese, dove tra la pioggia e la neve ho avuto modo di gustare in quel di Candia Canavese e precisamente al “Cantun del Lago” un ottimo antipasto quale è il tonno di coniglio (ebbene sì!) seguito dagli agnolotti e una buonissima tatin di mele tiepida con gelato alla crema, ma non solo!

Sempre a Candia, ma questa volta presso la “Residenza del Lago”, dove oltre a dormire tra quattro guanciali si mangia benissimo, ho apprezzato uno strepitoso risotto alla carota, preceduto da uno sformatino al cavolo viola per concludere con i brutti ma buoni.

Non voglio farvi “sgolosare”, ma solo farvi notare quanto il lago e tutto il suo indotto anche sportivo ritorni spesso da queste parti, infatti mentre mi intrattenevo con gli amici tra un agnolotto ed un risotto, con tanto di brindisi assortiti grazie agli ottimi vini locali (Erbaluce e Nebbiolo su tutti!), mi è venuta voglia di conoscere meglio Avigliana, che tanto ha dato al baseball, avendo, tra l’altro prodotto uno dei talenti più limpidi e migliori del nostro amato sport, vale a dire Claudio Liverziani (1975), novarese di origine.

Naturalmente ogni volta che ho l’occasione di divulgare il “batti e corri”, non perdo tempo e ne parlo diffusamente e allora, come vi dicevo, ho chiesto informazioni su Avigliana, che mi si è detto avere ben due laghi che la contraddistinguono, di cui uno più turistico e l’altro più sportivo e dedicato al canottaggio.

Da queste parti, infatti, il canottaggio produce molti talenti e molti campioni che poi durante le Olimpiadi seguiamo col fiato sospeso e che ci fanno scalare il medagliere, perché le Olimpiadi sono importanti e sarebbe ottima cosa se anche noi, noi del baseball, ci qualificassimo nel Torneo Preolimpico e poi facessimo strada durante le Olimpiadi.

Certo, perché ciò accada bisogna che il Movimento sforni diversi cloni di Liverziani, ma, nonostante tutto, sono ancora confidente che ci si possa riuscire.

Preso tristemente atto poi, che, anche per i miei commensali, il canottaggio, grazie alle memorabili telecronache di Gianpiero Galeazzi (1946) è più popolare del baseball, urge assolutamente qualche passaggio televisivo commentato in modo semplice, in modo cioè, che tutti, ma proprio tutti e quindi anche chi liquida la pratica, col solito refrain “Non ci capisco nulla”, si appassioni e si avvicini al baseball nostrano.

Prima di parlare, per dirne una, di “K guardato”, “girato” o di “ball”, bisogna spiegare, semplicemente, il gioco, azione per azione, altrimenti, come attualmente ancora avviene, si rischia di “far morire il cavallo”, che è una metafora, tipica emiliana (Bersani insegna!) con la quale si vuole evidenziare la noia mortale che può arrivare ad uccidere pure un animale nobile e resistente come appunto un cavallo.

Questo è uno dei tanti obiettivi che dovremmo porci per migliorare l’appeal del nostro sport, che in quanto a fascino ne avrebbe da vendere e allora: impariamo a venderci bene, in attesa, tra l’altro, di qualche telecronista alla Galeazzi, perché tutto fa!

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.

2 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. federico 8 febbraio 2019 at 09:04 -

    Giusto- condivido

  2. NXNN 8 febbraio 2019 at 15:09 -

    Molto carino, una precisazione dovuta però: Liverziani è novarese, nato e cresciuto sportivamente al Porta Mortara BS di Novara, passato poi solo dopo l’adolescenza al Novara Baseball.