Dal Nettuno ai campionati, le giuste parole di Roby De Franceschi

Pubblicato il Mag 6 2020 - 3:59pm by Ezio Cardea

Nella recente intervista fatta da Giovanni Colantuono a Roberto De Franceschi, emerge la grande passione ed il grande entusiasmo che animano un vero campione del baseball italiano, giustamente orgoglioso e contento che alla originaria società  di baseball di Nettuno sia stata restituita la sua dignità assieme ai trofei conquistati nella sua lunga e gloriosa storia.

All’esultanza sua e dei nettunesi rimasti fedeli al vecchio Nettuno mi unisco anch’io, sebbene viva e risieda a Milano e non abbia mai avuto l’onore di vestire quella casacca.

Mi unisco perché “è stata fatta giustizia”, come afferma De Franceschi, e perché in questa lunga battaglia che fin dall’inizio ho ritenuta giusta,  ho dato anch’io il mio modesto contributo attraverso questo blog: non è stata una indebita intrusione, ma un doveroso interessamento perché il vecchio Nettuno è il simbolo del baseball italiano e quindi di tutti noi. Proprio per questo ho cercato di incoraggiare quanti si sono impegnati, in primis il grande Fortini, in questa lotta subendo attacchi indecenti, nell’indifferenza (ad esser buoni) federale, da parte di chi, senza meriti, pensava di impossessarsi di un’eredità che non gli competeva.

I rivali del grande Nettuno vogliono quei trofei? Li conquistino in campo, come hanno fatto i legittimi proprietari che stanno per tornare a buon diritto nel palco che compete loro, quello della massima serie.

Ho apprezzato in De Franceschi una qualità rara in chi ha, come lui, una responsabilità molto importante e delicata in qualità di manager della Nazionale under 15, ovvero di quei giovani che sono in una fase importantissima della loro formazione: De Franceschi gradirebbe maggiori risorse per una ottimale gestione dei suoi giovani atleti, ma non si lamenta ”poiché” dice  “giustamente la Federazione investirà molto sui campionati Senior che sono l’indiscusso traino dell’intero sistema”.

Ecco un raro esempio di chi sa mettere l’interesse generale davanti ai propri. Atteggiamento di grande responsabilità, di genuina volontà di far crescere il movimento.

Atteggiamento tanto raro che … non c’è da meravigliarsi se il movimento continua la marcia di declino.

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Max 6 maggio 2020 at 18:00 -

    E’ stata fatta giustizia le parole giuste in tutto il contesto. Per il bene di questa città piena di invidiosi e squallidi personaggi.

  2. PEPPINO 12 maggio 2020 at 17:28 -

    “I CAMPIONATI SENIOR SONO IL TRAINO DELL’INTERO SISTEMA” questa frase da sola chiarisce la pochezza della visione: non conosco un bambino che abbia iniziato a giocare per la stimolo che gli è venuto dallo svolgimento dei campionati senior.
    e non voglio aggiungere altro

  3. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 12 maggio 2020 at 19:13 -

    Considerazione profonda che da sola chiarisce la grandezza della visione del commentatore Peppino che con questa uscita si è guadagnata la candidatura alle ormai prossime elezioni presidenziali!