Dai sogni nel cassetto alla realtà…

Pubblicato il Nov 28 2018 - 6:38pm by Ezio Cardea

Di Fabio Moesquit

Visto che l’IBL, che ha puntato sulla “qualità”, non ha portato alla famosa “svolta” che era negli intenti dei suoi fautori,   sarebbe  il caso di ragionare sull’opportunità di attuare una diversa strategia.

Il vertice del nostro baseball, è  “asfittico” ed è in una situazione bloccante e deleteria per tutto il movimento. E’ un dato di fatto sottolineato addirittura nel 2014, durante gli Stati Federali tenuti a Tirrenia, nientedimeno che da Fraccari che dichiarò:  “Oggi si è interrotta la filiera fra le società di vertice e il territorio: si sta purtroppo sterilizzando il campionato di vertice, isolandolo dal resto del movimento”.   Tale campionato, da sempre in continua e affannosa ricerca di vittime sacrificali che accettassero di farne parte, ha bisogno di ricompattarsi col resto del movimento per tornare ad essere alimentato naturalmente attraverso le abolite “promozioni/retrocessioni”, vale a dire “per merito” e non per “requisiti tecnici e strutturali”.

La soluzione può trovarsi nell’allargamento del massimo campionato e col contemporaneo abbattimento del forte gap tecnico/economico che lo divide  dalla serie cadetta. Proprio come ho evidenziato nel gennaio del 2017 nell’articolo http://www.baseballmania.eu/notizie/serie-a1/annuncio-del-presidente-marcon-a-baseballmanialive-provvedimento-salutare-per-il-movimento-e-ripristi

 E’ stata ripetutamente paventata la perdita di qualità del massimo campionato in caso di suo ampliamento: obiezione giusta se si pensa al tradizionale “girone unico” che già con 8 squadre mostra forti disparità di forze. E’ naturale, quindi, che si debba ricorrere ad un meccanismo che consenta di separare all’interno stesso del massimo campionato i diversi livelli tecnici delle squadre che ne fanno parte.

Parlo ovviamente della “fase di qualificazione” che occuperebbe la prima parte della “regular season”. La durata di questa fase può essere contenuta in 5 settimane: è sufficiente utilizzare i due incontri settimanali in gare di andata e ritorno, disputando una gara il venerdì o sabato in casa di una squadra, e l’altra il sabato o la domenica in casa dell’altra squadra.

Lo scopo di questa fase è quello di fotografare i valori delle squadre partecipanti le quali, inizialmente raggruppate in più gironi secondo la loro dislocazione sul territorio, andrebbero poi a formare nuovi gironi in base al collocamento in classifica ottenuto nella fase di qualificazione.

E’ evidente che in questo modo nella seconda fase emergono le squadre top che, come nel campionato a 12 proposto dalla Federazione,  sarebbero 6 e proprio per questo darebbero vita ad un livello ben più alto di quanto offerto sinora dai recenti campionati 8 squadre nel quale almeno due  erano di  livello nettamente inferiore.

Nessuna perdita di qualità, quindi, che anzi migliorerebbe.

Ho accennato alla necessità di limitare fortemente il gap tecnico che ha reso impraticabili le promozioni in prima serie “per merito”.  Ma l’allargamento del massimo campionato a 12 risolve questo problema?

A mio avviso no.

Questa mia sensazione già espressa (nell’articolo sopra richiamato) quando il neo presidente Marcon ha manifestato l’intenzione di ripristinare “promozioni/retrocessioni”, è confortata  dalla volontaria rinuncia a partecipare al campionato 2018 da parte delle società che ne avrebbero avuto diritto.  Vale la pena ricordare le dichiarazioni  del General Manager del Castenaso Massimo Bassi in data 23/12/17  su http://www.baseballmania.eu/notizie/bmwriters/parte-un-bellissimo-e-ambizioso-progetto-lentusiasmo-nelle-parole-del-veterano-italovenezuelano-che-“stiamo aspettando notizie da un paio di aziende contattate, le quali ci hanno fatto capire che potrebbero anche sposare la nostra causa. Dobbiamo aspettare gennaio e avere pazienza. Si tratta di discorsi che sono in piedi da qualche mese. Quel che è certo, è che noi del Castenaso Baseball di salti nel buio non ne vogliamo fare.”  

L’attuale panorama induce a ritenere probabile il ripetersi anche ora di un identico stallo:  evidentemente anche con un allargamento a 12  il famoso gap è ritenuto tale da costringere chi accetta la promozione ad un forte investimento per rinforzare il roster: le  conseguenze in caso di retrocessione sono note e costituiscono il deterrente principale.

Il superamento del problema è possibile solo con la creazione nello stesso campionato di vertice di un “cuscinetto” che protegga dal rischio di retrocedere quelle “neopromosse” che, avendone le possibilità, intendono  rinforzare i roster.

Per fare questo è necessario aumentare di 6 unità il progetto federale. Operazione fattibile senza alterare l’impostazione basata sulla “fase di qualificazione”. Tale fase, infatti,  continuerà a svolgere la sua funzione selettiva  formando  tre  gruppi invece di due:  6 squadre destinate a contendersi l’ingresso ai Play Off per lo Scudetto,  6 per entrare nei Play Off per la Coppa Italia e 6 per difendere la permanenza nel massimo campionato.

L’ultimo raggruppamento rappresenta il perfetto anello di congiunzione tra le due prime serie perché il livello tecnico delle squadre che lo compongono (quelle che non hanno potuto rinforzare i roster) è molto vicino a quello della serie cadetta. Pertanto, salire o scendere tra le due prime serie non rappresenterebbe più alcun problema.

I vantaggi di un campionato a 18 sarebbero molti.

In primo luogo perché è possibile creare il predetto “anello di congiunzione” tra i due massimi campionati che assolve anche ad un’altra importantissima funzione: accogliendo le squadre che non  hanno la possibilità di rinforzarsi, consente ad una grande quantità di giovani dei nostri vivai di  esordire  in prima serie.  Infatti, se ogni società ha un roster medio di  20/25 giocatori, con altre 6 società  ammesse al massimo campionato saranno almeno 120/150 i giocatori in più che si affacciano su tale importante platea!

E’ la strada giusta per realizzare in modo spontaneo e naturale quella politica tesa alla crescita dei nostri atleti  che la dirigenza federale intende perseguire e rafforzare, come dimostrano i tanti successi europei nelle varie categorie giovanili.

 Una dirigenza federale, che ha fatto della attenzione alla “base” ed ai “giovani” il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale, non può ignorare questo dato estremamente importante, utilissimo al fine di trovare e far emergere nuovi talenti, ma soprattutto, non ignorerebbe eventuali istanze delle società per la realizzazione di un simile ampliamento della massima serie.

Molti atleti avrebbero l’opportunità di fare una grande esperienza soprattutto nella prima fase della regular season per il contatto con almeno due tra le più forti compagini del campionato; tuttavia non restano esposti per tutta la stagione alla durezza di quegli incontri perché  nella seconda fase si confronteranno con squadre del loro stesso livello, con la possibilità quindi di  concludere la stagione in modo soddisfacente e soprattutto dignitoso. Ma con un’esperienza non altrimenti fattibile se non con la trasmigrazione in società di prima serie. Ma la trasmigrazione è in antitesi col ripristino di promozioni/retrocessioni delle società.

Si deve altresì tener conto di un altro punto molto importante soprattutto per le società Top e per quelle che hanno impegnato importanti risorse per irrobustire il rosternessuna di loro, in caso di stagione per qualsiasi motivo poco fortunata, rischierà la retrocessione, evento fortemente dannoso sia per le società stesse che per l’intero movimento per i riflessi fortemente negativi indotti dalla caduta di  club storici.

Probabilmente con tale impostazione non sarebbero retrocesse alcune Società di grande tradizione quali il  Grosseto, il Novara …  E’ anche credibile che avrebbe potuto avere un diverso epilogo anche la vicenda del  Padova: pur ridimensionato per il passo indietro del suo Patron Bobo Tommasini, cui va tutto il rispetto e l’ammirazione per quanto ha fatto finora,  forse con un allargamento a 12, ma ancor più a 18, sarebbe potuto restare in prima serie.  Lo stesso discorso vale per il Padule. Infatti Il terzo girone, quello che accoglie le squadre meno attrezzate, sarebbe quel “cuscinetto” che garantirebbe loro una dignitosa permanenza in prima serie in attesa di tempi migliori che potrebbero presentarsi già nella stagione successiva.

Un po’ come succede per le società che non riescono ad entrare nei Play Off: restano sempre pronte per un nuovo tentativo fin dalla stagione successiva! Ma …. scendendo nella serie cadetta, la minore visibilità rende tutto molto più difficile.

Un’altra buona ragione, ma non ultima, per sostenere un campionato a 18 sta nell’allargamento dell’area di gioco, cosa che farebbe sicuramente  piacere agli sponsor e che è indispensabile se si vuole che il baseball torni ad interessare le aziende proprio come una volta,  quando erano tante e di importanza nazionale quelle entrate nel nostro mondo.

Infine, l’allargamento dell’area di gioco della prima serie consente di recuperare almeno in parte l’apporto mediatico venuto a mancare da parte della stampa sportiva a tiratura nazionale (Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport), una volta molto prodiga verso il baseball e che ora ci umilia con pochi cmq nelle ultimissime pagine!  Ecco allora sempre più utili i media locali che sostengono le squadre del territorio e  che sosterrebbero con maggiore forza  se approdassero in prima serie.

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

30 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. MLB 26 novembre 2018 at 10:08 -

    Chapeau! E speriamo di non inizare il discorso cominciando dal numero di oriundi/stranieri altrimenti è come mettere le scarpe prime dei calzini. Va creato per prima cosa un format che espanda il massimo campionato sul territorio nazionale, che garantisce l’alto livello invocato da molti, che diminuisce il gap tra le prime e le ultime, l’anello di congiunzione come specificato nell’articolo, e che offra maggiori opportunità agli sponsor di investire nel nostro sport.Pare che gli ingredienti ci siano tutti con possibilità di implementare. Per esempio, per il girone Top aggiungerei la possiblità di disputare la terza gara settimanale.

  2. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 27 novembre 2018 at 10:44 -

    Grazie, MLB!

    A proposito del suggerimento della terza gara settimanale nel girone TOP, mi sentirei di accogliere le riserve fatte dal Presidente della Fortitudo, Michelini, durante una intervista di Maurizio Roveri.

    In sostanza Michelini sostiene che un campionato deve partire ed essere portato a termine con le stesse regole e le stesse condizioni per consentire alle società di fare una precisa programmazione.

    In effetti, nessuna società ha la certezza di qualificarsi per il girone Top. Pertanto eventuali investimenti per il necessario “allungamento” del monte e doverosi rinforzi nei posti difensivi chiave, potrebbero risultare inutili, ma non solo: si verificherebbe una situazione penalizzante per gli atleti in più che, in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo (ingresso nel girone Top), verrebbero sottoutilizzati, mentre nelle società di provenienza probabilmente avrebbero disputato un campionato pieno.

    Ciò non toglie che il giusto suggerimento di MLB non debba assolutamente essere perso di vista per essere adottato per l’intera stagione non appena possibile. Però bisognerà aspettare che il movimento del baseball torni a crescere e ad interessare nuovamente gli sponsor (oggi pochi o poco propensi a contribire in modo importante se l’area “mediatica” è poco estesa) senza il cui apporto sarebbero pochi i Club in grado di attrezzarsi per i triplici incontri settimanali.

    Sarà un’attesa tanto più breve quanto più in fretta si esce dalla logica della “élite”, che necessariamente restringe l’area di visibilità del baseball.

    • Ermanno 28 novembre 2018 at 10:30 -

      Alleluia. Anche il signor Cardea si è a corto che il problema non sono le formule ma l’area mediatica. In verità lui lo scrisse già quattro anni fa nell’articolo…. Non se abbia a male, un pochino di ironia non nuoce a nessuno e alleggerisce la giornata.

  3. Marco 27 novembre 2018 at 22:03 -

    Ma quante parole inutili… perché non applicare queste regole anche al calcio così anche il Frosinone può vincere lo scudetto, e basta per favore.

    • MLB 28 novembre 2018 at 09:51 -

      Non c’è peggio dell’arroganza dell’ignoranza.

    • armando paggetti 28 novembre 2018 at 15:17 -

      Al calcio e pallacanestro sono professionisti, come già detto chi vuole faccia pure una lega professionistica anche per il baseball!!!!!

  4. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 28 novembre 2018 at 00:06 -

    Le parole inutili, proprio perché inutili non nuocciono a nessuno. La villania fa danni: a chi ne è portatore, perché indica il suo livello di educazione e di rispetto verso gli altri; alla discussione, per l’inteno di sabotarla; al Sito, perché ne abbassa la qualità!
    Il blog offre la possibilità di discutere di un argomento. Offre, non obbliga.
    Pertanto, chi non è in grado … non mostri insofferenza (eufemismo) verso gli altri ma se ne facccia una ragione: non è colpa sua ma di madre natura.

  5. Jim 28 novembre 2018 at 10:25 -

    Con l’allargamento voluto da questa fibs,quante squadre ci sono in più…?
    Quante se ne sono ritirate..?

    Sig.Cardea capisce che non ce una programmazione da parte della fibs e delle società stesse..?( es.nettuno Accademy o come si chiama,fallita a ieri)

    Si vuol portare il massimo campionato a 18 squadre…? Con quali regole..?
    Le stesse della A2…??
    Giocare 2 gare il sabato o la domenica,giocare con 1 o 2 stranieri,giocare con gli afi obbligatori sul monte e senza straniero pitcher.?
    Bene basta dirlo e farlo,la cosa è semplicissima da fare,ma sto campionato già esiste,si chiama A2,quindi tutto sto programmone è cambiare il nome dalla A2 alla A1…??
    Perché è questo ciò che succederà.
    Lei pensa veramente che gli stadi saranno ripopolati,pensa veramente che gli sponsor torneranno,pensa veramente che i giornali nazionali scriveranno..?

    La massima serie forse ,invece,dovrebbe giocare 3 gare settimanali,tutto libero(così i pitchers italiani lancerebbero senza problemi,con il Roster al 50%afi) E strutturare la serie subito sotto,con l’utilizzo massiccio di AFI in ruoli chiave,lanciatore,catcher,Interbase,quindi portare avanti questo progetto per un Po di anni(io dico almeno 4) e poi vedere se i frutti Sono maturi.
    La A1 a 6 squadre
    La A2 a quante si voglia e lavorare su quella categoria,strutturarla,far giocare gli AFI giovani e no i comunitari o vecchi afi nei ruoli chiave,che stanno giocando solo per quei due soldi che riescono a prendere in quel livello.

    Cardea dove ce da metter mano è nella A2 e non nella A1 ma le regole e soprattutto l’obbiettivo deve esser chiaro e certo per un Po di anni,poi si capirà chi è uscito fuori.

    La A1 non deve essere uguale alla A2,la massima serie deve avere la libertà di schierare chi vuole in campo,l’importante che siano pronti per quella categoria,sia che siano AFI,sia che siano comunitari o stranieri,con limitazioni sui Roster del 50% di AFI.
    Quando avremmo poi 30/40 giocatori che dalla A2 saliranno e saranno in grado di lanciare,di ricevere,di difendere potremmo dire di essere arrivati all’obiettivo e che quella è la strada giusta.

  6. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 28 novembre 2018 at 11:36 -

    Signor Ermanno, non se l’abbia a male se rispondo con la stessa ironia: anche Lei dopo 4 anni ha capito che le mie non sono formule ma ragionamenti, da cui la formula è una conseguenza logica! E che l’area mediatica è il clou di tutto, concetto già espreso nel 1980 nella rivista TuttobaseballSoftball di Giorgio Gandolfi e ribadito nell’omonimo sito internet nel 2010 (quando ancora era diretto dallo stesso giornalista).
    Complimenti per il suo intuito!

  7. Ermanno 28 novembre 2018 at 17:42 -

    Ho sbagliato solo di 34 anni, non me ne voglia.

  8. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 28 novembre 2018 at 18:34 -

    Finalmente signor Jim, un ragionmento più organico che merita un commento.
    Da sempre espongo i miei punti di vista non contro tizio o contro caio come forse qualcuno immagina, ma nell’intento di apportare idee utili a risovere i tanti problemi del baseball.
    Quando è stata costituita l’IBL non ho criticato l’idea prima ancora di vederne i risultati. Anzi, ne ho invocato l’attuazione perché, pur nutrendo qualche riserva, ritenevo necessario fosse fatto qualcosa piuttosto che restare fermi con un movimento che già da troppo tempo languiva. Ritenevo più nociva l’inerzia.
    Il giudizio negativo maturato in seguito a ragion veduta su IBL, non mi ha mai impedito di sostenere altre idee del suo fondatore, Fraccari: in particolare apprezzavo la sua dichiarata contrarietà alla “scorciatoia” degli stranieri per alzare il livello di gioco; e condividevo il suo intento di aumentare il numero delle squadre della massima serie per dare al baseball maggiore visibilità.
    Questi sono diventati gli intenti della nuova amministrazione federale targata Marcon.
    Prima della elezione della nuova dirigenza, sebbene mi augurassi un cambiamento, non mi sono schierato a favore dei nuovi protagonisti non essendo mai riuscito a capire quali fossero i loro programmi se non in modo alquanto superficiale.
    Venutone a conoscenza, pur condividendone le linee guida (più attenzione alla “base”, ampliamento della massima serie, contenimento dell’uso degli stranieri), ho subito indicato le carenze del programma, specie per quanto riguarda l’ampliamento del massimo campionato. Ricordo che in un collegamento radiofonico con Baseballmania Giovanni Colantuono mi aveva presentato come “quello che non fa sconti a nessuno”. Me ne faccio un vanto.
    Premesso che la via d’uscita dalla crisi del nostro baseball (come per ogni sport dilettantistico) è possibile solo attraverso risorse e che le risorse possono provenire solo dalle sponsorizzazioni, è necessario ottenere quello stesso sostegno che i “media” ci hanno offerto dalle origini fino a tutti gli anni 90.
    Purtroppo i media “nazionali” sono difficilmente recuperabili e, pertanto, è indispensabile conquistare il maggior numero possibile di media “locali”: non si raggiungerà mai tutto il territorio nazionale, ma un’area più estesa che certamente avrà un ritorno favorevole in fatto di recupero dell’attenzione degli sponsor.
    Come conquistare nuovi media locali se non portando il baseball di prima serie in molte altre città?
    Come farlo se non attraverso un forte allargamento del massimo campionato?
    Allargamento forte per due motivi: perché altrimenti non si riesce ad uscire dall’attuale zona e perché il gap tra le prime due serie è troppo alto: l’adesione delle società di A2 richiede investimenti troppo alti col pericolo di non reggere e dover tornare in sede cadetta, Cosa che sta succedendo ogni anno e che cesserebbe con l’esistenze di quel terzo girone di cui parlo nell’articolo.
    L’allargamento a 18, quindi, risolve questo problema per le ragioni che credo di aver spiegato.
    Non si deve temere il calo di qualità perché, ad ovviare a questo inconveniente soccorre la Fase di Qualificazione. che enuclea le 6 squadre più forti la quali, proprio per essere in 6, offriranno meglio di prima la qualità migliore del nostro baseball.
    Ovviamente bisogna eliminare, almeno per qualche stagione, l’obbligo delle luci.
    Quanto invece alle altre problematiche (stranieri, comunitari,AFI), la situazione è gestibile solo se d’ambo le parti (Societò e Federazione) facciano un ragionevole passo indietro. Si tratta di questioni di massima importanza per chi ritiene che il rilancio del basseball passi attraverso la qualità (ma abbiamo verificato che così non è), mentre per altri è ritenuta prioritaria, per lo sviluppo del baseball, la riconquista dei media. Che può essere incentivata dall’estensione dell’area di gioco del suo massimo campionato: le 6 top continuarenno come prima ad esprimere il meglio del nostro baseball, ma altre 12 squaqdre in oprima serie, qualunque sia il livello di gioco, sono sempre di prima serie e quindi ettirano l’attenzione dei media locali, facilitano i contatti con le Amministrazioni Comunali e con le scuole, e accrescono la volontà di continuare a giocare da parte di tutti quei giovani che, non vedendo sbocchi nel massimo campionato se non cambiando residenza con problemi di studio o di lavoro, appendono il guantone prima del tempo. Chissà quanti giovani promettenti tra di loro.
    Da ex tecnico e da osservatore, contesto l’idea che sia sufficiente la serie A2 per giudicare un giovane aall’altezza della A1: il cambio di livello è tale che non sono possibili deduzioni del genere, specie se si parla del ruolo del lanciatore.
    Come ho precisato nell’articolo, col campionato a 18 squadre una gran quantità di giovani atleti vengono messi alla prova da società di rango superiore nella prima fase del campionato, ma non restano umiliati per tutta la stagione se non sono subito all’altezza delle aspettative dei vari menager. In A2 non possono fare questa esperienza.

  9. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 28 novembre 2018 at 20:07 -

    Sono convinto, sig. Ermanno, che con un po’ di allenamento, il prossimo argomento lo comprenderà in un tempo minore. Però mi raccomando, si alleni!
    Apprezzo lo spirito dissacrante dell’ironia e dell’autoironia (merito Suo e anche mio perché sono stato al gioco) perché è la via più bella per ristabilire l’armonia necessaria a proseguire nello scambio di idee sul baseball, ovvero su qualcosa che ci deve unire anziché dividere.

  10. Jim 29 novembre 2018 at 10:38 -

    Invece sono sufficienti 2/3 gare in un intero anno,contro squadre un po piu forti,(sicuramente più deboli di come è
    ora il livello A1) poi tutto torna come l’attuale A2,per giudicare se uno può essere pronto,o ci vogliono inning giocati per un Po di anni,allenamenti mirati,maturazione mentale e capacità tecniche naturali..??
    Se questo non viene fatto negli anni che vanno dai 16 ai 21/22 si fa fatica poi a far giocare questi afi nella massima serie.
    Invece si vuol portare certi giocatori a giocare subito nella massima serie ancora non pronti e questo lo si fa allargando la categoria,togliendo gli stranieri e forse anche gli oriundi e comunitari,giocando doppio incontro nello stesso giorno.
    Tutto ciò già esiste,si chiama A2,basta strutturare meglio quella categoria,farli giocare di più, giocare in Agosto,togliere giocatori che hanno 37/38/40 anni che giocano solo per quei due soldi che ricevono(es.Castenaso 2018,Grosseto,Modena) e mettere nei ruoli chiave,gli AFI giovani.
    Pensare di fare ciò in A1 sarebbe la fine,la A2 regredisce ancora di più e la A1 sarebbe una A2 con cambio del nome…tutto questo porterebbe nuovi sponsor..? Più gente negli stadi..?? Più tesserati…? Più giocatori forti tecnicamente..?
    Ho fortissimi dubbi

  11. Mah 29 novembre 2018 at 11:34 -

    Sul discorso media io non sarei così chiuso verso quelli nazionali (ovviamente mi riferisco a TV a non a giornali). Ormai tutti gli sport di squadra hanno uno sponsor del campionato che serve a finanziare la produzione delle partite in diretta ed a garantire visibilità non solo per lo sponsor del campionato ma anche per tutte aziende che aiutano le squadre trasmesse. Questo veicolo però, essendo un qualcosa che serve come promozione per tutto il movimento in questione e che sicuramente consente a qualche giovane ragazzo in più di iniziare a praticare lo sport trasmesso (oltre ad aumentare l’indotto e la percentuale che nuove aziende sui diversi territori possano investire avendo così un ritorno adeguato in visibilità), non dovrebbe essere patrocinato dalle società ma dalla federazione in questione…

  12. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 novembre 2018 at 12:26 -

    Tanto per cominciare, siccome in ogni girone iniziale verrebbero inserite 2 tra le prime 6 del campionato precedente, gli incontri di ogni squadra meno forte contro le top sarebbero 8. Da un simile test ogni manager deve essere in grado di fare delle deduzioni che in A2 non sono possibili.

    Nella situazione attuale la verifica è fattibile solo con la cessione degli atleti alle soc. di A1 con queste conseguenze negative:

    – nella maggior parte dei casi i giocatori rischierebbero di fare tanta panchina o di giocare solo qualche inning mentre nella situazione che ipotizzo, farebbero senz’altro tutte le 8 partite oltre a giochare tutta la stagione;

    – con la cessione dei giocatori la società cedente è condannata a restare in eterno in A2 e la qualcosa infastidisce sponsor, pubblico e tutti quei dirigenti che spesso sostengono la società con le loro tasche;

    – c’è il risvolto altrettanto negativo della indisponibilità della società a cedere i giocatori, oppure la indisponibilità dei giocatori a spostarsi di residenza causa motivi di studio o di lavoro (ricordiamoci che non siamo sport professionistico);

    – sicuramente altri atleti vengono sottovalutati e restano in A2, ma probabilmente sono in grado di mantenere un buon rendimento anche a confronto confiocatori di livello superiore. Tante opportunità perse.

    La ristrutturazione, come ho già scritto in altri articoli e in altri post, non deve riguardare solo il massimo campionato, ma tutti i campionati ed in particolare la A2: questa Serie dovrebbe ricevere la stessa impostazione che auspico per la A1, ma dividendo l’Italia in 3 macrozone.
    Verrebbero alla ribalta, e quindi in migliore evidenza, ben 54 società ed altrettante piazze. Laqualcosa è estremamente importante per la divulgazione del baseball e per ottenere maggiore attenzione dalle Amministrazioni locali senza il cui appaggio non si può fare niente. E alle Amministrazioni locali non interessa il “livello” tecnico che neanche sarebbero in grado di apprezzare, ma la presenza di una propria squadra in campionati di primo piano, se non di primissimo. Un assessore che intende sostenere degli investimenti per il baseball troverà più consensi se parla di una squadra del campionato di A2 che non di terza o quarta serie, e farebbe ridere se intendesse proporre delle spese per quella squadra perché è tecnicamente valida!
    Lo stesso discorso vale per gli sponsor: loro non guardano il livello di gioco, ma il ritorno mediatico. E non c’è dubbio questo che aumenta man mano che la Serie è più alta.
    Lo stesso discorso vale per il pubblico, che più che dalla qualità è attratto dalla competizione che è più alta più sono uniformi le forze in campo: a tale fine ci pensa la “fase di qualificazione”.

    Si abbatterebbe ulteriormente il livello della A2?

    Niente affatto, perché adottando anche in A2 la “fase di qualificazione”, in ogni macrozona emergerebbero 6 squadre top e, quindi, vengono selezionate in totale 18 squadre top il cui livello non può essere inferiore a quello delle attuali 24 società di A2.

  13. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 novembre 2018 at 12:55 -

    Sono pienamente d’accordo col rilievo di Mah che ritiene sia compito federale quello di adoperarsi per riconquistare spazi in tv.
    Personalmente rinuncerei a molte iniziative che ritengo improduttive o comunque non destinate allo sviluppo ma alla sola informazione sul sito: tutto rimane all’interno del nostro ambiente, mentre abbiamo bisogno di andare all’esterno.
    Tanto per fare un esempio eliminerei il servizio di play by play, ma non è l’unica cosa di cui si possa fare a meno senza troppi patimenti, e destinerei le risorse per invitare alle partite e ad ogni evento eccezionale i giornalisti, sopratutto di carta stampata delle maggiori testate sportive al fine di fidelizzarli. Sicuramente si otterrebbe qualche articolo in più e in migliore evidenza che non in cinquantesima pagina in 10 cmq, come sta avvenendo ora.
    Farei una costante pressione presso RaiTv perché vengano inseriti nei notiziari sportivi i risultati idelle partite e le relative classifiche del massimo campionato, semplicemente risultati e classifiche e niente più, sui canali nazionali: cosa molto più utile delle riprese delle partite sugli altri canali perché la parola “baseball” torni ad essere familiare a tutti.
    La Federazione dovrebbe anche premere sulle società affinché le stesse non si chiudano nei loro siti ma cerchino assiduamente la presenza dei giornalisti di tv e stampa locali. I siti internet servono solo a noi, non ad acquisire nuovi fan.

  14. Jim 29 novembre 2018 at 17:12 -

    Per primo non penso proprio che i lanciatori possano lanciare per 8 gare, ne tanto meno 8 gare,per i position Player,sono sufficienti per vedere cosa..??
    Ma il problema non è solo ciò, i giocatori dai 16 ai 21/22 anni in Italia giocano pochissimo,soprattutto quelli che hanno un Po di talento,dovrebbero fare molte più gare,in un livello consono, a meno che si voglia,come dice Cardea,trasformare la A1 in A2,allora si che ci stanno a quel livello di A2 ma seguito a non capire perché trasformare la A1 in A2,quando sta categoria già esiste, solamente per fare 8 gare al massimo e non per tutti…??
    Mentre La favoletta degli sponsor non la crede nemmeno un bambino di 5 anni,tanto meno quella dei quotidiani.

  15. Massimo T. 29 novembre 2018 at 20:46 -

    Tutto questo funzionerebbe se il baseball fosse considerato un bene comune ma invece è un giochino da tenere gelosamente nel proprio orticello !

  16. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 novembre 2018 at 21:49 -

    Per vedere cosa? Che razza di domanda è mai questa quando è evidente che la squadra inserita in un girone a 6 di A1 nella quale ci sono 2 squadre di livello superiore, sperimenta ciò che non può sperimentare in A2? Su questo non ci piove.
    Le altre osservazioni di Jim (per me ben poco chiare) sembrano fatte da chi non ha letto o non ha recepito il concetto innovativo della impostazione del massio campionato, format che estenderei alla serie cadetta come spiegato in un mio precedente intervento.
    Evidentemente a Jim interessa che al posto delle società salgano di serie i giocatori e così gli attuali pochi club in A1 continueranno ad alimentarsi con i vivai d’oltre oceano e con i prospetti dei club di A2. Di conseguenza i club di A2, continuando a perdere giocatori, non potranno mai salire di serie.
    Non ripeto i danni di questa impostazione, che può reggere solo in ambiente professionistico, perché ne ho fatto cenno in un precedente intervento.

    A Massimo T. bisognerebbe spiegare che qualunque sport, e quindi anche il baseball, è un bene comune perché educa e forma la gioventù che, diversamente prenderebbe strade poco raccomandabili. D’altra parte, se così non fosse, non si capisce perché il CONI finanzia indistintamente tutte le Federazioni Sportive riconosciute e affiliate.
    Quanto al fatto che il baseball sia un “giochino da tenere religiosamente nel proprio orticello”, questa è l’aspirazione di chi fa di tutto per non farlo uscire dall’Emilia/Romagna. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ovviamente anche di chi non vuole tenerne conto. Chi non ne tiene conto è solo chi mira a conservare il proprio “orticello” invece di pensare al bene del movimento.

  17. Giovanni Colantuono
    Giovanni Colantuono 29 novembre 2018 at 21:58 -

    Siamo stati costretti a bloccare alcuni commenti perchè violano le regole di questo forum. Vi invito ad avere un atteggiamento che sia in linea con il regolamento di questo forum, nel caso andate a rileggere appunto le regole nell’apposita sezione CONDIZIONI del sito.

  18. Alda 30 novembre 2018 at 12:58 -

    Toc toc..c’è qualcuno della Federazione che sta leggendo i botta e risposta ,
    del sig. CARDEA?
    Se sì, riuscite ad estrapolare qualcosa di logico per il bene del baseball e delle società affiliate affinché esista una Federazione?
    A me dei 3 amigos non importa nulla; hanno i magnati che comprano tutte le pedine migliori per far funzionare il loro giocattolo con il biglietto all’ingresso.
    Quindi, senza giri di parole, subito “LEGA” sia.
    Un altra cosa, spiegatemi la logica degli impianti luce per far ingrassare le aziende dell’energia elettrica e svuotare le casse delle società.
    A questo punto Signor Marcon, sono una mamma che per 18 anni è stata presidente di una società di pallamano.
    Mi sono prodigata con mio marito e con i ragazzi stessi della società, voluti all’interno dello Statuto societario, per far comprendere cosa servisse per essere una Società in regola. Tutto questo per non togliere loro Passione, Sacrifici, Sudore, Dolore e ovviamente studio e lavoro. Successivamente ci fu il giorno del nostro stop per motivi personali dovuti alla nascita di nostro figlio.
    Ed ora scrivo tutto questo perché lui da 13 anni fa parte di questa Federazione.
    E con 23 anni non vuole appendere ancora il guantone al chiodo.

  19. LUIS 30 novembre 2018 at 16:59 -

    gli impianti di illuminazione sono un salasso per le piccole societa’ ,parlo per esperienza personale …mantenere un impianto in efficienza e’ ormai impossibile ..inoltre parliamo di impianti che hanno bisogno di manutenzione continua e di riparazioni .Tra l’altro gli impianti dei nostri diamanti hanno dai 10 ai 20 ai 30 anni e quindi nelle voci di spesa delle societa’ hanno un grosso peso. Per non parlare dei consumi di energia per allenamenti e partite cifre esorbitanti che non giustificano poi gli eventuali incassi con i biglietti ….a 5 euro !!!! degli spettatori presenti da contare sul palmo di una mano…Fortunate solo quelle societa’ che non pagano le bollette perché hanno convenzioni con i Comuni che prevedono i pagamenti direttamente dalla amministrazione comunale. di questo problema non se ne parla ….allora perché mettere l’obbligo delle luci ? La federazione non puo pretenderlo nel 2018 come era previsto negli anni 80-90 i tempi sono cambiati e questi impianti di illuminazione sono troppo costosi soprattutto poi quasi tutti con lampade a joduri metallici che vanno pian piano a essere eliminate per le nuove lampade a led ….e quindi tra un po’ saltera’ fuori il problema di doverle sostituire con ulteriori costi a carico di …..???? societa’gia’ alla canna del gas o di Comuni che non vorranno investire in impiantistica di uno sport praticamente invisibile .

  20. enrico 30 novembre 2018 at 21:00 -

    Proposte risolutive.
    1) Beìsbol suona troppo emiliano. Da oggi il nome esatto sarà: er baseballe.
    2) Vi sarà un’unica serie, detta Serie Gajarda, a cui parteciperanno 97 squadre.
    3) Almeno 5 di queste squadre saranno di un’unica località, avranno lo stesso nome e saranno distinguibili solo per un numero che seguirà il nome.
    4) Se una società fallisce se ne costituirà subito un’altra col medesimo nome e numero seguito da “bis”, “ter”, ecc.
    5) Si giocherà al massimo una partita alla settimana ed il lanciatore dovrà essere un italiano nato nello stesso quartiere in cui è ubicato il diamante (detto “super AFI”).
    6) Sarà proibito far pagare il biglietto d’ingresso perché altrimenti le squadre diventano giocattoli.
    7) Saranno vietati tutti gli impianti luci a parte il sole.
    8) Sarà vietato il pomposo Play-by-play e sostituito con una app gratuita per giocare a “Space Invaders”.
    9) Al posto dei materassi, che costano, si posizioneranno lungo il warning track dei cartelli con la scritta “Ndò vai?”
    10) Da recenti indagini è saltato fuori che anche Godo e Castenaso sono in Emilia-Romagna e questo è veramente scandaloso: le cittadine saranno rase al suolo e ricostruite in una M.Z.A.B.D., ossia fuori regione, in una macro-zona a baseballe depresso, per ripopolarla. La sorte di Imola sarà decisa più avanti, perché quella di rifiutare la Serie Gajarda è sembrato ai più un facile escamotage.
    11) Le altre squadre Emiliano-Romagnole per ora saranno preservate, ma giocheranno tutte le partite fuori casa, anzi fuori macro-zona per esportare la cultura del baseballe ed imparare l’umiltà.
    12) Bisognerà prepararsi per tempo, perché l’antico gioco der baseballe sarà ben presto invaso da televisioni, pubblico e sponsores.

  21. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 30 novembre 2018 at 23:14 -

    Spiritoso Enrico? No. Solo mancanza di rispetto per i lettori e per la serietà del sito Baseballmania.

    Per fortuna il Direttore del Sito ha appena ammonito i commentatori affinché abbiano “un atteggiamento in linea con il regolamento di questo forum”.

  22. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 1 dicembre 2018 at 00:28 -

    Spero che le parole di Alda e di Luis giungano alle orecchie federali perché non si tratta di semplici tifosi ma di persone di comprovata esperienza e di grande impegno nel baseball.

    Sono dirigenti di quelle società che sono la vera base del nostro baseball, quelle società che vivono sopratutto per la passione (e spesso per le tasche) dei loro dirigenti. Ma proprio queste società vengono mortificate nel momento in cui guadagnano sul campo la promozione, perché possono trovare la strada sbarrata dalla mancanza dell’impianto di illuminazione dei loro stadi o dall’irrigidimento di chi vorrebbe un campionato di poche squadre di altissimo livello: una élite di società sempre più ridotta nel numero (dalla quale – noto con ammirazione -sembra abbia preso le distanze un grande Club come quello di Parma) ma non meno pretenziosa.

    Se lo stesso principio vigesse nel primo sport italiano, avremmo un campionato di calcio di 5 o 6 squadre!

    Per fortuna le squadre sono 20 e quindi, tolte quelle cinque o sei piene zeppe di stranieri, c’è qualche italiano che calca il primo palcoscenico. Per fortuna, perché se in campo internazionale stiamo andando male, figuriamoci come saremmo ridotti se la prima serie fosse solo di poche squadre.

    Ma noi del baseball siano speciali! Sicché, proteggendo sempre più una élite che si assottiglia sempre più … finiremo per sparire.

    Meno male che ci sono Alda e Luis e meno male che a pensarla come loro sono tanti, tutti quelli che hanno favorito l’ascesa di Marcon ma che, alla vigilia del terzo anno del suo mandato, non hanno visto realizzarsi nulla di quanto speravano.

  23. Nino Villa 2 dicembre 2018 at 11:17 -

    Dal comunicato Fibs sulle iscrizioni ai campionati di A1, A2 e B di baseball si scopre che non tutte le caselle sono piene. In A1 su dodici previste si sono iscritte solo otto squadre e preoccupa l’assenza del Nettuno 1945. E’ solo un ritardo o ci sono problemi più seri ? Spero proprio di no per il bene del baseball. Ferma restando la scelta dei Redskins di ripartire dalla serie C, motivata in un precedente comunicato, che fine hanno fatto Padova e Padule, assenti anche dall’elenco di A2 e B ? In queste due serie c’è una casella vuota e non si sa se verrà riempita con i ripescaggi, dati i chiari di luna attuali. A Novara si gioca ancor a baseball o il dopo-Pillisio ha lasciato terra bruciata ? Stiamo assistendo allo sgretolamento del nostro sport o c’è ancora speranza, nonostante i voleri delle super squadre e le “soluzioni” proposte da tanti “tecnici” ?
    Notizie da Imola : Marino Salas Ortega si è accasato in A2 negli Yankees di San Giovanni in Persiceto. Personalmente penso che alcune squadre di A1 abbiano perso l’occasione di avere un ottimo closer.

  24. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 2 dicembre 2018 at 12:08 -

    Ben tornato, Signor Villa,
    Lei fa parte di quel gruppo di appassionati fortemente, e a giusta ragione, preoccupati del ripetersi dello stallo.
    Uno stallo che continua a mietere vittime, ultime delle quali Padova e Padule.
    Dove sono finite le predette? Forse una loro possibile riapparizione potrebbe verificarsi con l’allargamento (sempre più dubbio) del campionato, come ho accennato in un articolo di prossima pubblicazione.
    Anche Lei, come i signori Alda e Luis che ho il piacere di conoscere, non è certo una persona nuova dell’ambiente. Lei è giornalista ben addentro nel mondo del nostro baseball: spero che anche la sua voce, assieme a quella di Alda e Luis, giungano a Marcon!

  25. Jim 2 dicembre 2018 at 12:40 -

    Il Sig.Villa parla chiaramente delle società super potenti,potenti di che solo lui lo sa,parla di squadre non iscritte,parla dello sgretolamento del nostro sport,parla di proposte da parte dei tecnici,poi PERÒ CONCLUDE IL SUO INTERVENTO DICENDO DI SALAS(UNO STRANIERO) CHE NESSUNA DELLE SOCIETÀ DI A1 HA PRESO…ecco per me tutto si conclude illogicamente con questo ultimo appunto…ma di cosa parla solo lui lo sa.
    alla fine sempre li andate a parare,stranieri e comunitari,idee chiare non pervenute,parole buttate al vento per poi finire parlando di uno straniero che non interessa a nessuno,tanto meno al movimento,dove debba andare a giocare.

  26. armando paggetti 2 dicembre 2018 at 17:02 -

    Il Nettuno 1945 molto probabilmente farà richiesta di ripescaggio come pare anche il Nettuno2 , continuando la “saga nettunese”, nessuno notizia da Padova, Sesto Fiorentino Grosseto in merito, in A2 manca all’appello solo il Virerbo, in B i Brothers, aspettiamo il 15 dicembre alla scadenza dei termini di domanda di ripescaggio perchè dalle Società nessuna informazione, continuo a pensare che non tutte le colpe siano delle Federazioni ma molte delle Società:dai loro siti nessuna notizia-informazione, cosi si perdono anche gli ultimi appassionati. Staremo a vedere.

  27. Nino Villa 3 dicembre 2018 at 14:01 -

    Ringrazio Enzo Cardea per la stima e Armando Paggetti per le notizie. Al sig. Jim dico che non voler rendersi conto che ci sono alcune società che hanno maggior peso delle altre (per legittimi investimenti e aspettative di ritorno) è segno di mancanza di capacità critica. Lo affermo pur parteggiando dall’inizio degli anni’70 per una di queste squadre, la vituperata “F Unipol”. Il mio non era un intervento ma una constatazione e richiesta di informazioni, prontamente pervenute.
    Essendo poi stato addetto stampa dei Redskins Imola (gratuitamente, al massimo per un piatto di maccheroni in quanto tra una partita e l’altra pranzavo con i giocatori) e continuando ad essere giornalista (solo pubblicista) ho voluto comunicare una notizia. Marino Salas, da anni in Italia, oltre che buon lanciatore è anche un’ottima persona ed a Imola non si è limitato a stare sul mound ma durante la settimana ha allenato con altri tecnici le squadre giovanili, portandole a lusinghieri risultati. Ce ne fossero ! Spero che la sua presenza porti molti spettatori agli Yankees ed al baseball della “bassa bolognese”.