Da Verona dove trova l’amore italiano a Imola dove gioca con i Redskins. Dallo scudetto con Bologna ai fuoricampo con i Cubs

Pubblicato il Lug 8 2019 - 8:30pm by Maurizio Roveri

Ancora lui. Ancora Robel Garcia. Un’altra partita in MLB, un altro homer in casacca Cubs. Stavolta nel derby di Chicago. Dopo quell’imperioso debutto di pochi giorni fa, il 4 luglio, quando aveva addirittura sfiorato il cycle producendo un singolo, un triplo, e un impressionante fuoricampo che aveva spedito la pallina oltre il muro al  centro del maestoso PNC Park di Pittsburgh.

Il ragazzo italo-dominicano (valorizzato dal baseball italiano) continua a cavalcare il vento. Continua a disegnare tutti i colori dell’arcobaleno con la fantasia, l’entusiasmo, il fuoco di un sogno che accarezzava fin da quando era piccolo in Dominicana. E che gli era sfuggito quattro anni fa.

Un treno che sembrava perduto per sempre, quando era in orbita-Cleveland Indians.

Era arrivato in Singolo A, dopo una brillante partenza in Rockie League quand’era appena diciassettenne. Prometteva. Sentiva di poter andare oltre. Il Singolo A cominciava a stargli stretto. Aspettava una promozione. Non fu così.

Gli venne preferito un ragazzo che aveva i suoi stessi “numeri”. L’altro era andato avanti, a lui venne detto di no.

Una delusione forte. Che aveva portato Robel, ventiduenne, in Italia. Accompagnato nel lungo viaggio da un sorriso triste sul volto.

Nel cuore del “pelotero” c’è tuttavia tanta determinazione. Ricomincia daccapo. Con umiltà e tenacia. Sceglie di partire dalla serie A2.

Vive a Verona. Nella città di “Romeo e Giulietta” c’è l’amore. Lei è italo-dominicana. Lui trova squadra, a campionato in corso. La sua fortuna è Imola. Dove ci sono i Redskins. Che fanno la serie A2. E soprattutto c’è Mauro Poli, che dei Redskins è il Presidente e vuol costruire una squadra brillante. Ha tesserato per la stagione 2016 due personaggi  di vastissima esperienza, che rappresentano un lusso per il baseball imolese: Juan Pablo Angrisano il catcher argentino che ha vinto con la Fortitudo lo scudetto 2009, 2 Coppe Italia e soprattutto la Coppa dei Campioni 2010 (dove fu proprio determinante una battuta di Pablo), e Marino Salas ottimo lanciatore, un lanciafiamme che è un re dello strikeout nel secondo campionato italiano. Salas è dominicano. Come Robel Garcia.

Una telefonata è decisiva. Salas viene a sapere che Robel è libero e che sta cercando una squadra in Italia. Allora, Marino va a parlare con il Pres. E fa presente a Poli che a Verona abita questo ragazzo ventiduenne, gli dice che ha talento e fisicità e che nel box di battuta può fare la differenza. Ok diamogli un’occhiata, dice l’uomo che gestisce i “Pellerossa” di Imola.

Lo vedono, lo provano. Il campo dove giocano i Redskins è bello lungotto. Garcia si presenta e la butta fuori volentieri. Vederlo girare la mazza è un piacere. Colpisce duro.

Imola in verità avrebbe necessità d’essere potenziata in altri ruoli, ad esempio pare vulnerabile nel settore dei lanciatori italiani. Insomma, qualcuno dentro la Società spinge verso altre direzioni. Ma… il Presidente s’impone. “Decido io!”, esclama Mauro Poli. Il quale intuisce che quel ragazzo dominicano possiede un talento speciale. Soprattutto, dopo averlo conosciuto bene, capisce che “dentro” ha il fuoco. Robel esploderà e accenderà la vita dei Redskins. Ne è convintissimo il Presidente. E lo firma.

Felicissima intuizione!

Poli dice a Garcia che dal punto di vista economico dovrà… accontentarsi, ha pochi soldi da dargli. Però gli garantisce che a Imola può trovare l’ambiente giusto e soprattutto gli promette che – se produrrà un grande campionato – farà di tutto per fargli trovar posto nella massima serie, la stagione successiva. Proprio in quel 2016 era cominciata una interessante collaborazione dei Redskins con la Fortitudo Bologna.

Poli già accenna di Robel a Christian Mura, il direttore sportivo, l’uomo-mercato, dell’importante Club bolognese.

Robel si trova a suo agio a Imola. Nella famiglia dei Redskins è accolto benissimo e lui si fa ben volere. C’è spontaneità a Imola. C’è una meravigliosa passione per il baseball. E’ un Club piccolo, attivo, con idee chiare, e apprezzabile nella sua dignità. I dirigenti sono degli innamorati del baseball. Li accomuna una profonda passione. Nino Villa è l’addetto stampa, collabora con il “Sabato Sera” che è il giornale di Imola, ha l’opportunità di conoscere e ad apprezzare Garcia, lo accompagna in stazione dopo ogni allenamento quando Robel prende il treno che lo porta a Verona.

Il ragazzo dominicano entra a far parte dei Redskins imolesi per le ultime otto partite di regular season. I tifosi sgranano gli occhi per la meraviglia. Robel viaggia con 481 di media-battuta e 926 di percentuale slugging. Lo capiscono tutti che è troppo forte per Imola. Intanto, se lo godono. In realtà, il giovane Garcia ha una flessione nei playoff. Altre otto partite, dovendo accontentarsi di un comunque interessante 368 di average.

Come promesso al giocatore, il Presidente dei Redskins torna a sentire Christian Mura. A fine stagione. Anzi, è Mura che si fa vivo e gli chiede di Garcia. Benissimo. Robel entra a far parte della Fortitudo UnipolSai. E non costa niente al Club di Bologna appena diventato campione d’Italia. La Fortitudo passa qualche giocatore in prestito ai Redskins. Nel roster degli imolesi per la stagione successiva figurano i due D’Amico: Andrea e Luca.

Nel 2017 Robel lascia intravedere potenzialità molto interessanti. E’ un anno di verifica, di formazione professionale per lui. Mostra buone cose, anche se – essendo straniero – viene utilizzato soltanto in una partita su due e ovviamente non riesce a prendere ritmo. Lo slugger  Osman Marval e l’interbase José Flores sono i due stranieri titolari in “position player”. Garcia comunque scende in campo in 17 partite durante la regular season (274 di media battuta, 3 fuoricampo e 16 punti battuti a casa). Nella serie di semifinale che la Fortitudo perde contro i Pirati riminesi il dominicano si presenta in 6 turni nel box, batte 1fuoricampo e 1 doppio. Confezionando 6 RBI. E lanciando un segnale…

Robel ottiene la cittadinanza italiana. Per matrimonio. Lele Frignani, il manager della Fortitudo, non ha alcuna esitazione. Garcia titolare fisso. Anzi, chiede a José Flores il “sacrificio” di spostarsi nell’angolo caldo di terza base, perchè vuole affidare il centro del diamante a Robel.

Ed è la stagione super. L’anno d’oro di Garcia. Quel 2018 che gli cambierà la vita.

Robel gioca in una Fortitudo da record, quella delle 32 partite vinte su 35 in campionato. In campo per 25 gare di regular season: 27 valide (con 7 doppi, 2 tripli, 3 homers), 17 RBI, 21 punti segnati. E un buon 955 di percentuale difensiva. Nella serie di semifinale – quella del 3-0 della Fortitudo UnipolSai contro un valoroso Città di Nettuno – Robel sale a 400 di average: 6 su 10, con 2 doppi e 1 fuoricampo. Continua ad essere consistente nel suo rendimento. E nella Italian Series che vale lo scudetto il suo contributo alla Fortitudo (che vince 4 partite nelle cinque sfide con il Parma Clima) è importante: 357 di average. Battendo 1 fuoricampo.

In pieno ritmo e sulle ali dell’entusiasmo Robel Garcia esplode in azzurro. Piace a Gilberto Gerali, il manager della Nazionale. Grandi riflessi. Bella fisicità. Un giro di mazza veloce, potente, armonioso. Gli occhi della tigre. Robel sa che questa è una chance importante e non vuole lasciarsela sfuggire dalle dita. E’ diventato un giocatore maturo. Ora gli scout dovranno prenderlo in considerazione. E vedranno chi è il vero Robel Garcia…

Lui va forte nel “Super 6” dove passa alla storia del Torneo quel suo “Cycle” realizzato contro il Belgio, in una gara ch’era diventata improvvisamente insidiosa e delicata. E che l’impresa di Robel aveva permesso poi di vincere. L’eco di quel ventiseienne che batte così forte e così bene arriva in America.

E là gli scout americani lo vedono. Eccome, se lo vedono… La nazionale italiana va a giocare in Arizona e Robel fa scintille. I Chicago Cubs non se lo lasciano sfuggire.

Il resto è storia recente. Firma per l’organizzazione dei Chicago Cubs. Due mesi in Doppio A, nel Tennessee. Con la casacca degli Smokies. Giusto il tempo per confezionare 23 battute valide in 22 partite, 6 fuoricampo, 26 RBI.

Viene promosso in Triplo A. Va a indossare la casacca degli Iowa Cubs. 50 partite, 178 turni alla battuta, 50 valide, con 9 doppi, 1 triplo, 15 fuoricampo, 32 punti battuti a casa, 596 di slugging, 947 di OPS.

Il 3 luglio, all’improvviso, gli dicono che deve partire in fretta e furia. Entra in Major League. Roba da vertigini…

Ma i giramenti di testa li sta facendo venire lui ai lanciatori.

Clamoroso. Nello spazio di quattro mesi o poco più diventa giocatore professionista negli Stati Uniti, passa dal Doppio al Triplo, dal Triplo in Major League, si presenta in maniera imperiosa. Battendo anche un fuoricampo da oltre 122 metri, in trasferta. Scende in campo – ancora da titolare – nella sua seconda partita con la casacca dei Chicago Cubs e confeziona un altro home run. Anche se questa sua prodezza non è stata sufficiente ad evitare ai Cubs la sconfitta nel derby con gli White Sox.

La storia dello ragazzo venuto dal nulla (o quasi…) è la storia del momento in MLB.

L’America ha scoperto Robel Garcia. Lui è entrato in una favola.

E tutto è cominciato a Imola. Con i Pellerossa.

Robel giocava nella “nostra” serie A2. Compagno di squadra di Erik Gelli, Christian Gnudi, Amedeo Focchi, Manuel Mingardi, Lorenzo Vignali, Gianluca Poli, Davide Poli, Luca Bortolotti, Simone Greendene, Ivan Lentini, Luca Turrini, Federico Cortini, Federico Mularoni. Oltre a Salas, Angrisano e Delgado.

Adesso… Robel gioca in squadra con Anthony Rizzo, Kris Bryant, Javier Baez, Wilson Contreras, Addison Russell, Jason Heyward, David Bote, John Lester…

E scende in campo nel mitico Wrigley Field.

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Maurizio Roveri

Giornalista professionista, nato il 26 novembre 1949 a Bentivoglio in provincia di Bologna. Ha iniziato la sua brillante carriera giornalistica come redattore di Stadio nel 1974 per passare poco dopo al Corriere dello Sport-Stadio, dove è rimasto fino al gennaio del 2004. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti dal luglio del 1977. Al Corriere dello Sport è stato responsabile del basket e del pugilato nella redazione di Bologna. Capo rubrica per il Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Molte le sue esperienze da inviato a cominciare dai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in Italia, del 1990 in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Collaboratore del quotidiano “Il Domani di Bologna” per baseball, pugilato, pallavolo dal 2004 al 2007. Creatore del sito internet specializzato sul baseball Doubleplay.it e collaboratore dei siti Baseballitalia.it, Baseball.it e BoxRingWeb.it. Entra con l’inizio del 2012 nel gruppo editoriale di InLiberaUscita, ricoprendo la posizione di opinion leader e di redattore da Bologna. Nel marzo del 2012 è cofondatore del sito specializzato BaseballMania.it di cui oggi è coordinatore giornalistico.

3 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Daitarn 8 luglio 2019 at 21:39 -

    Bella Robel !!!!!!!

  2. Ermejo 9 luglio 2019 at 18:10 -

    Il carro è pieno ! Nun c’è posto per nessuno .

  3. Oddone 10 luglio 2019 at 12:04 -

    complimenti a Robel , voglio ricordare anche l’altra “favola”
    di un giocatore come Junior Guerra che passati i trent’anni,
    dopo aver giocato con il San Marino nel 2014 è riuscito ad arrivare in MLB con Milwakee.