Cubs e non solo…

Pubblicato il Dic 2 2020 - 8:16pm by Allegra Giuffredi

Mentre in Italia, abbiamo avuto la riconferma di cui avremo modo di parlare, del Presidente Marcon sullo sfidate De Luca, che non va confuso col funambolico Governatore della Campania, bensì contro Massimo De Luca, ex giocatore di baseball e notissimo giornalista sportivo, negli Usa e già da un po’ le World Series statunitensi si sono concluse con la nota affermazione dei Dodgers che finalmente dopo anni e anni sono riusciti a vincerle in un clima surreale dovuto al Covid19 ed alla fine di una stagione assai short che però si è svolta pressoché con regolarità.

La squadra dei Dodgers è riuscita a vincere dopo tanti anni e tanti investimenti, perché è una delle società più ricche, tra quelle americane e con giocatori stellari, ma che spesso crollavano nel finale, come il bravissimo lanciatore Clayton Kershaw.

Tampa Bay ci ha provato e chissà, in un anno così strambo come questo, poteva anche farcela, perché ha fatto pure dei recuperi straordinari ed ha venduto cara la pelle, ma quest’anno non era il suo anno.

Washington non si è ripetuta, ma sembrava difficile potesse appunto ripetersi, nonstante un monte di lancio di primordine, mentre Houston è sempre lì col suo Verlander e qualche sottefugio strategico di troppo, come i segnali sonori prima di un certo lancio che veniva segnalato all’uomo in battuta, ma tant’è, Houston c’è.

Chi invece, non c’è nonostante una buona stagione e il primo posto nel girone sono i  miei amatissimi Cubs, ma forse è meglio dire che non ci sono … ancora.

I Cubs non ci sono più da dopo che hanno vinto le World Series nel 2016, perché quella vittoria è stata davvero storica e dopo aver vinto la squadra è andata avanti con l’abbrivio e quindi per un’inerzia che comunque ha tenuto e tiene compatta la compagine dell’Illinois.

Ma poi chissà che non ci sia un disegno dietro a quanto accaduto, non perché io voglia alimentare chissà quale visione dietrologa,  ma penso che con la famiglia Ricketts alle spalle, assai solida e di buon senso si possa concludere che, in realtà vi sia una sorta di cronoprogramma verso un nuovo successo; anche se Theo Epstein, il guru dei general manager statunitensi, ed artefice della storica vittoria dei Cubs, purtroppo se ne andrà e questo non è un bene, se non per la squadra che se lo prenderà.

Epstein è la chiave delle storiche vittorie non solo dei Cubs, ma anche dei Boston red socks, che però devo dire hanno ripreso una certa linearità nelle vittorie successive, a differenza appunto dei Cubs.

Quest’anno, comunque, si è dato modo a David Ross, il grandissimo ex catcher dei Cubs, ed ispiratore sul campo, di quella storica vittoria, di farsi le ossa come manager, una volta salutato il grande Joe Maddon; la squadra si è arricchita di alcuni nuovi innesti come Nico Hoerner ed ha risistemato il monte di lancio dove l’anno prossimo farà parte, nella rotazione dei partenti, anche Alec Mills autore, quest’anno, di una no hit.

In più nel restyling della squadra di Chicago, con i senatori come Rizzo e Bryant che credo resteranno ancora per un bel po’, sempre che proprio quest’ultimo non si faccia irretire dalle sirene di Washington , immagino che arriveranno dei futuri campioni tra gli Orsetti ed anche questo va tenuto in considerazione.

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Allegra Giuffredi

Nata a Parma quarantaquattro anni fa e bolognese d’adozione da più di venti, è laureata in Scienze Politiche e lavora come funzionario pubblico. Appassionata di baseball, segue la Fortitudo da una decina d’anni e da sette scrive su “Fuoricampo”, ossia sul notiziario della Fortitudo Baseball, articoli di costume su tutto ciò che contorna il mondo del “batti e corri”. Segue anche la MLB e in special modo la squadra dei Chicago Cubs, sulla quale spesso si intrattiene con aneddoti ed altre amenità.