E’ ora che il movimento si ricompatti per nuove sinergie

Pubblicato il Mag 30 2018 - 7:30pm by Ezio Cardea

Galvan Llewellyn Zannoni

Alla sesta settimana il massimo campionato presenta questa situazione: due candidate quasi certe ai Play Off, Bologna e Rimini, tallonate dal Parma che a sua volta ha il fiato sul collo del S.Marino e della Nuova Città di Nettuno.  Relativamente al Padova, nonostante questo team abbia dimostrato di saper mettere alle corde qualsiasi squadra, pare improbabile che esso possa inserirsi tra le quattro che avranno diritto a disputare i Play Off. Infine ci sono due squadre sulle quali ci si può già sbilanciare con un pronostico che le relega ad un ruolo fuori dalla mischia: un ruolo sempre più penalizzante dato che aumenta a loro carico il numero di partite concluse per “manifesta”. A tal proposito il bilancio di questa settimana è pesantissimo: sugli 8 incontri di questo weekend,   ben tre hanno avuto questo epilogo: due a carico del Nettuno City ed uno a spese del Padule.

Spero che atleti e dirigenti di dette società stringano i denti e continuino con orgoglio la loro dura prova fino al termine della stagione. Nel contempo mi chiedo se i dirigenti non abbiano qualche ripensamento circa la firma apposta sul famoso proclama che ha portato alla bocciatura della riforma di Marcon: se fosse stata approvata, ora vedrebbero i loro atleti confrontarsi con altre quattro squadre del loro livello per concludere il campionato in modo soddisfacente, se non addirittura con una meta da raggiungere:  la Coppa Italia.  E resterebbero comunque in pista, nella prossima stagione, per competere per il titolo italiano.

Non è “senno del poi”,  perché avevo previsto e descritto una situazione del genere giacché ho sempre sostenuto che non sono più di 5 o 6 le società  di pari valore. E siccome sarebbe un suicidio ridurre a 6 squadre il massimo campionato,  non resta altra via che un sostanzioso allargamento con l’introduzione della fase di qualificazione che rende possibile la formazione di gironi di 6 squadre, numero perfetto per raggiungere in A1 quell’equilibrio ora mancante.

E’ difficile capire come si possa avversare una simile impostazione data l’assenza di negatività: forse il dover giocare in qualche stadio privo di luci?  Il timore di costi insostenibili per molti Club?

Alla prima obiezione è facile replicare che il movimento è troppo in calo e privo di risorse per permettersi di pranzare solo con posate d’argento. Sul secondo punto bisogna distinguere tra i costi delle trasferte e quelli  per rinforzare il roster.

Quanto alle trasferte, credo vi sia una certa equivalenza di onerosità tra l’attuale campionato di A1 e quello della maggior parte dei gironi di A2:  questi ultimi, anzi, per effetto dell’intergirone e di qualche società particolarmente lontana, forse hanno costi superiori a quelli del campionato di prima serie.    Quanto al costo per rinforzare il roster, il problema cessa di essere tale con l’allargamento a 18 squadre divise in 3 gironi: la squadra che non ha le risorse per rinforzarsi, può tranquillamente partecipare al campionato senza rischiare un calvario lungo tutta la stagione perché dopo la fase di qualificazione  si troverà a gareggiare con altre nelle sue stesse condizioni.

Ma che vantaggio avrebbero allora, queste ultime, a partecipare ad un campionato non dissimile, per livello tecnico,  da quello giocato attualmente in A2?

Hanno tutto da guadagnare. In primo luogo aumenta l’entusiasmo dei giocatori perché il fatto di militare in prima serie è molto appagante, anche per il pubblico; in più c’è l’opportunità per loro di affrontare società di rango superiore, esperienza di grande importanza, molto dura, compensata però da una seconda fase in cui gareggiare con squadre dello stesso calibro. Per quanto riguarda i dirigenti, il posizionamento nella prima serie offre maggiori opportunità di aggancio di sponsor per via della maggiore visibilità. La maggiore visibilità ed il fatto stesso di essere nella massima serie, mette i dirigenti in una situazione di maggiore prestigio nei rapporti con le amministrazioni pubbliche, spesso sorde verso il baseball.

Perché rinunciare a questi vantaggi a costo zero?

Credo che anche le società più tradizionalmente contrarie all’allargamento della massima serie si siano rese conto che la loro levata di scudi sia stata quanto meno affrettata e, sotto sotto, probabilmente se ne sono resi conto.  Ma nessuna persona sensata pretende una simile ammissione, tuttavia credo che tutti attendano un loro primo passo teso a riprendere una conversazione costruttiva con la dirigenza federale e con le potenziali società di prima serie.

Capisco che un simile gesto sembrerebbe una parziale ammissione di errore, ma nessuno lo intenderebbe come un segno di debolezza: al contrario, sarebbe la dimostrazione di forza e di grande senso di responsabilità, teso a ritrovare le sinergie senza le quali è impossibile realizzare la “svolta” cercata invano una decina di anni fa.

E ci sarebbe il plauso di tutto il movimento, pronto a dimenticare ogni polemica e a ricordarsi che quei Club meritano comunque la riconoscenza di tutti per aver tenuto alto, in momenti difficili come quelli che tuttora ci assillano,  il nome del baseball in Italia ed in Europa.

WordPress Author Box
Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

34 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. flavio orati 30 maggio 2018 at 16:02 -

    Caro Ezio per fortuna ancora non hai consumato i polpastrelli a forza di battere sulla tastiera una soluzione come quella che stai proponendo e che ragionevolmente mi sembra quella, tra le tante, che a costi contenuti possa davvero dare una scossa a questi nostri statici campionati di massima serie e nel contempo stimolare un maggiore interesse facendo anche giocare di più i nostri atleti, iniziando dai più giovani per infondere loro un senso maggiore di sacrificio per poter apprendere sempre meglio e di più lo stato dell’arte di questo nostro fantastico sport. Grazie

  2. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 31 maggio 2018 at 06:14 -

    Grazie, Flavio
    per il tuo supporto a quella impostazione del campionato che sostengo.
    Sembrerebbe, secondo un commentatore, che il rugby stia già sperimentando quella via: sarebbe una beffa se la attuasse prima di noi coprendo gli spazi nei quali sarebbe poi più difficile entrare!

  3. Ruggero Bagialemani 31 maggio 2018 at 06:26 -

    Ciao Ezio,secondo me qualsiasi riforma è benvenuta,però con l’obbligatorietà di avere in squadra almeno 5 ASI,(io ne obbligherei 6/7)considerati ASI coloro che sono cresciuti in Italia come noi e per gli altri di passaporto Italiano dovranno considerarsi ASI soltanto chi è residente in Italia e paga le tasse nel nostro paese oppure con un regolare contratto di Lavoro (non quello subordinato sport) ma quello dove si pagano le ritenute d’Acconto,dopodichè potrà giocare come ASi,Gli altri 4 in campo possono essere stranieri o comunitari a seconda del volere delle Società,poi giocare e giocare,il mio pensiero lo conoscete,4 gironi da 8 squadre,5 partite a setimana a costo zero,con il fine settimana per le partite con distanza fino a 200 km,più Play Off……ciao a tutti.

  4. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 31 maggio 2018 at 12:19 -

    Certo, Ruggero
    se è ormai opinione di tutti che bisogna allargare il massimo campionato, fai bene a ricordare che anche la questione degli stranieri va riduscussa. E’ necessario fare retromarcia, sia pur graduale nell’arco di qualche anno per non produrre traumi, ma deve essere fatta,

  5. Massimo T. 31 maggio 2018 at 17:27 -

    4 gironi da 8 squadre, 5 partite a settimana da 9 inning suggerisco senza tie break tutto a costo zero!! Nel fine settimana triplo incontro mattino pomeriggio sera!

    • Daitarn 31 maggio 2018 at 22:18 -

      Evvai ..ma si anche quadruplo di notte….

    • Ruggero Bagialemani 1 giugno 2018 at 07:27 -

      Tutto giusto,tranne il triplo incontro logicamente…..nel fine settimana le società si metteranno d’accordo se giocare in 2 giorni o doppio incontro il sabato,le altre 3 in mezzo la settimana,martedi,mercoledi e giovedì,però per iniziare si potrebbe anche iniziare con 2 soltanto e 2 il fine settimana (quelle con distanze ridotte)che andrebbero a sostituire gli allenamenti settimanali (che se hai fatto qualche lancio ogni tanto a baseball sono una rottura di palle).
      Comunque per risollevare le sorti caro Sig,re ci vuole il sacrificio di tutti senza prese per il culo per chi cerca di proporre avendo un pò di esperienza perché parlare è sempre più facile che fare e distruggere è semplice,poi se proprio lo vuoi sapere fate come volete se vi sta bene cosi continuate,io quello che potevo fare l’ho fatto(e qualche volta anche bene),quindi sotto con i giovani……fate voi…..

  6. Daitarn 31 maggio 2018 at 22:20 -

    E poi,come dicono i “five stars”,l’ereba non la sfalciamo,la facciamo brulicare dalle vacche…huahuahauah

  7. Mah 1 giugno 2018 at 05:05 -

    A mio modesto avviso il grosso ostacolo da saltare per poter giocare seppur a distanze vicine ma infrasettimanalmente è l’impegno di tutti quei giocatori tecnici dirigenti che ovviamente non campano con il baseball e che si alzano alle 6 di mattina e che andrebbero a dormire alle 3 di notte dopo le ore di lavoro e di baseball (e più si allarga il numero di squadre e più questo è possibile). A titolo esemplificativo basta leggere i lineup di ieri sera di Rimini-Bologna (penso nessuno oggi lavorerà (e stasera rigiochera’) si tratta di squadre che fanno in modo economico che per 4/5 mesi i propri giocatori fanno solo baseball, se vogliamo anche aumentare anche l’impiego dei nostri ragazzi dei vivai il problema a mio modo di vedere è qui perché trovare 18 squadre che consentano economicamente dei pseudo professionisti lo trovo complicato.

    • Ruggero Bagialemani 1 giugno 2018 at 07:29 -

      Buone riflessioni….però ti faccio una domanda?????
      Gli allenamenti questi giocatori e Tecnici li fanno????
      Allora basta sostituire gli allenamenti con le partite,non credo si allenino meno di 3 ore…….
      Pensateci……

  8. Mah 1 giugno 2018 at 08:48 -

    Altrettanta giusta riflessione. Però su 18 ipotetiche squadre ce ne saranno sicuramente alcune che per esempio non hanno il campo illuminato (quindi mentre giocare delle partite infrasettimanalmente senza luci è complicato, allenarsi seppur con la borsa in macchina e terminando a casa propria ad un orario umano senza percorrere anche solo 100km dopo mezzanotte è sicuramente differente). L’idea è buona ma la mia opinione resta la stessa: si riescono ad avere 18 squadre/società che si possono permettere di mantenere economicamente giocatori e staff per fare questa cosa? La mia personale risposta è no.

    • Ruggero Bagialemani 1 giugno 2018 at 11:47 -

      Come ho detto prima per trovare la giusta soluzione che vada bene per tutti ci vuole tempo ma bisogna provarci,iniziare,innanzi tutto cambiare mentalità,giocando 5 o 4 partite sarebbe sufficiente arrivare al campo un ora prima fare riscaldamento e giocare,i richiami e l’allenamento vero e proprio si faranno nei giorni di riposo o di pausa(la domenica è sacra e la dedichiamo alle famiglie)(potrebbe servire occasionalmente per qualche recupero),le partite potrebbero iniziare a seconda delle esigenze delle Società alle 18.00/19.00 o massimo alle 20.00,in altri casi con le Società d’accordo anche nel primo pomeriggio(quando fosse possibile),ripeto,bisogna entrare nella mentalità con spirito di sacrificio ed amore per il gioco,in più si risparmierebbero molti soldi che si potrebbero usare per BUONI STRANIERI (pochi ma buoni) che possano insegnare ai nostri ragazzi come avveniva negli anni70/80/90 e non poveri ragazzi che farebbero numero per sbarcare il lunario……io penso che siamo arrivati ad un punto di non ritorno e se non cambiamo non vedremo più buone partite,andremo sempre peggio.
      P.S.
      E firmatevi per favore non è mica un delitto esporre le proprie idee e confrontarsi con altri,nessuno dice di avere in tasca la ragione o la verità,quantomeno però si formulano delle proposte per migliorare lo stato delle cose,ripeto se però a voi sta bene cosi non c’è problema.
      Vado a vedere tutte e 2 le squadre di Nettuno…….un pianto quanto arriviamo a 200 spettatori e parlo di Nettuno dove portavamo 3,4,5 fino a 8.000 persone a partita,Grosseto è sparito,Milano,Torino,Verona,Trieste,Novara,Reggio Emilia,Modena,Piacenza,Firenze,Roma,Latina,queste città tornerebbero tutte o quasi e vedrete che piano piano…….ne sono convinto,altrimenti non mi sarei esposto,ci credo e credo che siamo vicini alla fine se non facciamo qualcosa e a me personalmente per tutto quello che ho fatto in vita mia(nel bene e purtroppo anche nel male)dispiacerebbe molto non dare un futuro serio al nostro gioco e ai ragazzi che vorranno giocarci.

  9. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 1 giugno 2018 at 09:10 -

    Caro Massimo, se Ruggero ti risponde in modo blando, forse è per riguardo a me, pensando che sei mio amico. Ma a parte che non si tratta di amicizia ma di semplice conoscenza occasionale al Kennedy, ti consiglio, oltre a maggiore rispetto per quello che Bagialemani è stato ed è per il baseball, di non esagerare: data la sua stazza da corazziere, con un solo braccio ti farebbe passare la voglia di fare becero umorismo.

    Ciò che sembra impossibile a chi è per natura rinunciatario come te, diventa un’obiettivo per chi non ha paura delle sfide: solo con questo atteggiamento “positivo” si possono fare passi avanti, e col tempo si raggiungono traguardi inimmaginabili.

    Se, invace, la tua meta è 12 non arrivi nemmeno a 10. Lo hanno sperimentato sulla loro pelle Marcon e qualche anno prima Fraccari.

    Con spirito rinunciatario come il tuo, cosa si ottiene se non un’accelerazione del declino?

    Già, ma forse è questo quello che vuoi, perché sei nemico del baseball, tifi per il rugby e temi che il baseball possa nuovamente averne il sopravvento come già successo negli anni sessanta!

    • Ruggero Bagialemani 1 giugno 2018 at 16:23 -

      Ezio tranquillo, non rispondo mai a chi non ha il coraggio di esporsi, sono fenomeni da tastiera, ed è facile scrivere senza riflettere o sapere cosa è meglio o peggio per il baseball, tanto cosa interessa a loro, andranno si e no allo stadio…….ciao Ezio un caro saluto e buon fine settimana

  10. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 1 giugno 2018 at 09:38 -

    Con questo articolo intendevo spingere ad una maggiore “coesione” di tutti per incoraggiare chi ha le redini del movimento a non farsi battere dalla situazione subendone i danni, ma a dominarla.

    Laqualcosa infastidisce i “disfattisti” nemici del baseball che si intromettono per cercare baruffa, depistare e “dividere”. Non cadiamo nella trappola.

    Ben diversi sono gli interventi di Mah sempre ponderati.
    Quanto alle sue perplessità credo che la risposta sia in altri miei articoli e commenti.

  11. max 1 giugno 2018 at 15:55 -

    comunque alla fine tutti che cerchiamo nuove formule per cambiare il massimo campionato certi allo stato attuale non si va da nessuna parte la bacchetta magica nessuno ha la bacchetta magica il percorso dovrà essere condiviso tra federazione e le società che dovranno essere un pò più lungimiranti anche nei fatti e non solo a parole

  12. giovanni 1 giugno 2018 at 17:00 -

    Bagialemani ha ragione da vendere. Forse non si riuscirà mai a fare 4 gironi da 8 squadre, le 5 partite e così via, ma se nemmeno si prova il declino è inesorabile. Perchè 4 gironi da 8 con triplo incontro non sono fattibili? Non sarebbe già meglio di adesso? La vicinanza delle squadre e il campanilismo non porterebbe più pubblico?. Bisogna crederci altrimenti diventiamo sempre più invisibili. Il rugby con il 6 nazioni e le accademie ha aumentato i tesserati, i vertici hanno investito parecchio nell’immagine negli eventi nei test match in Italia, nei tour estivi all’estero ai quali viene dato un certo risalto, però se togliamo il veneto che ha la stessa densità di tesserati del galles il resto è terra bruciata. Insomma baseball e rugby sono fenomeni diversi con una gestione diversamente fortunata o scellerata…

  13. flavio orati 1 giugno 2018 at 17:25 -

    Osservazioni costruttive ed elegante ironia penso siano alla base di ogni maturo confronto di idee per uscire da quest’impasse ormai cronico. Una ricetta oltre a quelle di rapido intervento come una radicale revisione delle regole che caratterizzano i nostri campionati oltre che, mutuando Biagialemani, giocare di più e allenarsi meglio, deve azzardare scommettendo sul futuro. Una revisione del concetto di sport, ed il baseball si presta proprio per la sua natura a questo, per diventare stile di vita ma soprattutto una futura garanzia per l’autosostentamento credo sia oggi più che mai opportuna. Il coraggio di cambiare e soprattutto il coraggio di pensare ad un modo diverso di pensare lo sport potrebbe essere l’atout vincente se associato ad un approccio radicalmente diverso: in sostanza quello che avviene nel calcio spogliato dei suoi eccessi, il “Grande Gioco”, il nostro movimento del baseball, potrebbe fornire alle generazioni future sicuramente anche nuove opportunità di vita. Buon baseball a tutti.

  14. Massimo T. 1 giugno 2018 at 18:04 -

    Per cui bisogna arrivare piano piano a 32 squadre come la MLB, è bello sognare, caro Ezio la ricetta per giocare 30 inning alla settimana con partite a scartamento ridotto come Tu le hai giudicate possono essere un viatico per arrivarci, visto che a Messina la Nazionale le ha messe in pratica si possono sperimentare anche in regular season di campionato ma danneggiano la sacralità del gioco e le medie dei giocatori ma nessuno in 40 anni ci ha pensato bisogna giocare per forza 9 inning, quindi in 40 anni di baseball porto discredito al gioco stesso perché non sono stato un gran giocatore sono diventato disfattista nemico del baseball niente amicizia ma semplice conoscenza! Manzo dove sei ti chiedo amicizia!

  15. armando paggetti 1 giugno 2018 at 18:56 -

    Penso che le formule dei campionati proposta da Ruggero ed Ezio siano belle ma un po’ utopistiche, sarebbe già un primo passo che si riuscisse per il prossimi due anni ad avere i campionati che questa Federazione ha già deciso, come si evince dalla Circolare Attività Agonistica 2018, e cioè:
    A1 12 squadre 2 gironi da 6
    A2 24 squadre 4 gironi da 6
    B 32 squadre 4 gironi da 8
    cominciamo da qui poi vedremo se si potrà fare meglio.
    Buon wekend

  16. max 2 giugno 2018 at 05:44 -

    partiamo in qualche modo per aumentare le partite ma cambiamo sono d’accordo con Armando Paggetti iniziamo con la proposta della Federazione poi vediamo quello che succede

  17. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 2 giugno 2018 at 08:17 -

    Massimo, lascio te nel mondo dei sogni e spero che diventino sogni d’oro e non incubi preoccupanti come quello di partite del massimo campionato italiano di 7 inning!
    Io, invece, credo di essere concreto e di saper leggere bene le carte, dato che si verificano le cose che affermo: in questo articolo, pubblicato prima delle gare di questa settimana, ho scritto che il Padova era in grado di mettere alle corde qualsiasi qualsiasi squadra: ieri ha messo addirittura ko RSM!.

    Quindi evita di ironizzare e soprattutto non attribuirmi cose che non scrivo. Non ho mai detto una parola delle tue qualità di giocatore perché non sapevo nemmeno che avessi giocato, e questo conferma che la nostra non sia un’amicizia ma una semplice e recente conoscenza avvenuta occasionalmente attraverso i blog e sulle tribune (vuote) del Kennedy.

    E’ sbalorditivo come tu possa prendere l’allenamento (perché di questo si è trattato) della Nazionale a Messina in pieno inverno, a supporto della tua idea di partite di 7 inning! Siamo d’accordo che il baseball è ridotto male e ha fatto molti passi indietro tra cui il più rilevante è quello di essere passato dalle tre alle due partite settimanali, ma dopo settant’anni di baseball pensare seriamente di ridurre gli inning da 9 a 7 …. E non cercare di rimediare dicendo che lo pensi allo scopo di giocare di più imponendo due partite di 7 inning al posto di una da 9, come mi pare tu abbia già sostenuto: la cosa è molto, ma molto meno praticabile di quanto tu possa immaginare, senza contare che se è assolutamente necessario giocare di più, la cos adeve essere risolta con campionati che durino di più e non solo due mesetti come succede ormai da troppo tempo.

    Con queste assurdità che davvero danneggiano la sacralità del gioco non porti discredito al baseball ma a te stesso. Al baseball comunque, e lo confermo, porti disfattismo.

    E non pensare di chiedere aiuto al grande Manzini che, se avesse i baffi, nasconderebbe un bel sorrisetto all’idea di un campionato serio da giocarsi con partite di 7 innings!

  18. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 2 giugno 2018 at 09:10 -

    Nessuna utopia, Armando.

    Anzi, nel mio precedente articolo credo di aver sufficientemente argomentato che realizzare un allargamento a 18 squadre è più facile e utile che allargare a 12. Senza contare che con l’allargamento a 12 il gap tecnico tra prima e seconda serie rimane sempre troppo alto e la qualcosa comporta gli stessi rischi del passato per le neopromosse e le stesse disfatte che abbiamo visto per i club che retrocedono.

    Si tratta di prendere in considerazione, stando all’attuale classifica di A2, queste squadre:

    Girone A: Bollate, Senago, Cagliari, Torino;
    Girone B: New Black Pahanters Castenaso, ;
    Girone C: Redipuglia, Collecchio, Imola , Modena;
    Girone D: Macerata, Viterbo …. e forse Grosseto!

    Tutti Club ben attrezzati e tutti, sono certo, con un buon “retroterra”, ovvero con un nutrito vivaio verso cui quei dirigenti mostrano di avere una forte attenzione unita alla forte volontà di non abbandonare i più promettenti. Tutte piazze che acquisirebbero maggiore visibilità con beneficio loro e di tutto il movimento perché finalmente si riuscirebbe a far uscire dall’attuale troppo piccola circonferneza il massimo campionato, quello maggiormente in grado di attirare attenzione mediatica.

    Perché perdere tempo, Max, e magari essere superati da altri sport su questa strada? Chi tardi arriva, mal alloggia!

    Quali fattori negativi dovrebbero indurci a temporeggiare nonostante le due stagioni, 2017 e 2018, assurdamente perse? Ne volgiamo perdere un’altra per una inutile verifica?

    Più andiamo avanti, più sarà difficile fare questo passo. Ricordatevi che nel 2018 è scomparsa un’altra storica compagine, il Novara, la cui storia è stata meravigliosamente raccontata in un recente libro che questa Redazione presenterà.

    Non perdiamo tempo, non facciamo i signor tentenna! Avete mai giocato a baseball? Non c’è bisogno di essere campioni come Ruggero Bagialemani o Stefano Manzini e tantissimi altri assi per capire che se ti arriva una palla a 90 miglia non puoi tentennare: la crisi del movimwento purtroppo ha assunto la stessa velocità!

  19. Stefano Manzini 2 giugno 2018 at 17:03 -

    Buonasera a tutti sti Signori incravattati e ste femmine pittate, tza tza. (O Zappatore)
    Mi permetto di esprimere la mia opinione, visto che mi è stata chiesta da Massimo.
    Prima delle formule di campionato e prima degli inning da giocare, credo che ci sia da vedere un paio di cose fondamentali.
    La prima che non riesco a capire è perchè cosi tanti stranieri, a chi giovano? Perchè nel movimento del change up non vi è stato un change up vero.
    L’unico change up che ho visto è stato quello del loro sito, sparito.
    Se vogliamo migliorare dobbiamo arrangiarci per conto nostro, anche perchè dalle statistiche risultano essere gli stranieri,nettamente superiori agli Italiani, di conseguenza giocheranno sempre loro, chi è quell’idiota che prenderebbe uno straniero, pagandolo bene e non lo farebbe giocare?
    È una politica che non capisco, non giova alle squadre, non giova alla Nazionale e non giova alle città, quelle piccole, quelle di provincia ma che hanno fatto grande il baseball, Parma,Nettuno, Rimini, Castenaso, Castiglione, Ronchi, San Marino, Anzio, Bollate, città dove si conoscono tutti e andrebbero a vedere il vicino di casa, il ragazzo che è diventato “famoso”, è uno sport che si gioca ancora per quartieri e paesi da noi, Crocetta, Oltretorrente (sono quartieri), Colorno Langhirano Collecchio, Sala Baganza. Chi cazzo va a vedere Gomez,Gonzales, Figeroa, Pedros e cosi via.
    Non capisco la politica degli stranieri, giocando loro dove vanno a prendere i giocatori per la futura Nazionale biglietto da visita del nostro sport? Se invece lo scopo della federazione e delle squadre italiane è quello di fare un campionato, un campionato qualsiasi, credo vada benissimo qualsiasi formula.
    La seconda cosa che non capisco è la seguente: Se gli stranieri “occupano”il posto degli italiani, se gli italiani, di squadra o di accademia vanno a provare in America, in Nazionale chi ci va?
    Un saluto a tutti
    Manzini
    P.S. Per Massimo, arriverà anche la risposta sui 7 inning.

  20. Massimo T. 2 giugno 2018 at 20:05 -

    A prescindere che non voglio imporre niente a nessuno volevo concludere, dato che non sono stato un fenomeno come giocatore e tuttora non lo sono da tastiera, se questo è il modo di confrontare le idee chiedo umilmente scusa se ho offeso la Vostra grandezza ma i veri disfattisti nel baseball sono altri!

  21. Manzini 3 giugno 2018 at 10:34 -

    Massimo,
    A prescinedere dal fatto che sono stato un “GRANDE” in Italia, quindi il NIENTE/ NESSUNO fuori dalla mia via o quartiere, come tanti altri numeri 1, ho espresso una opinione, non pretendo e non posso cambiare il mondo del baseball e nemmeno il modo di giocare (inning) a meno che non diventi presidente federale, cosa assai difficile.

    Cordialmente
    Stefano Manzini

  22. Massimo T. 3 giugno 2018 at 16:05 -

    Non sarebbe una cattiva idea se Tu diventassi presidente federale! Ok grazie un cordiale saluto!

  23. giovanni 4 giugno 2018 at 13:06 -

    ecco uno spunto di quelli giusti; una federazione in mano ai giocatori che sono stati maggiormente rappresentativi del nostro movimento, naturalmente adeguatamente motivati anche economicamente. Me ne vengono in mente parecchi che potrebbero avere le caratteristiche adeguate. Altro che tanti discorsi nel vuoto, concretezza e capacità degli ex giocatori. Manzini è un gradissimo ma nell’elenco ce ne starebbero tanti,.

  24. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 4 giugno 2018 at 16:40 -

    La FIBS ha fatto passi in avavti soprattutto sotto la guida di un professionista della comunicazione, Bruno Beneck, il quale tra i tanti meriti ha avuto il coraggio di introdurre nel massimo campionato la terza gara settimanale! Altro che ridurre gli innings da 9 a 7!.
    Ma un’altra spinta al movimento l’ha data un ex giocatore, Aldo Notari, mai distintosi in campo, ma prorpio perché è stato giocatore capiva quanto fosse importante incentivare i nostri vivai. Proprio per questo lui ha recepito e mandato avanti la spinta verso i nostri atleti e con Ambrosioni ha addirittura varato una Nazionale di successo tutta italiana facendo emergere una lunga serie di grandi giocatori made in Italy al 100%! Sempre a Notari si deve una importante attività di allargamento sul territorio italiano della pratica del baseball localizzando nel Sud due grandi avvenimenti: un girone del Mondiale del ’98 e i Mondiali Universitari del 2002 a seguito dei quali è nato un gran fermento soprattutto in Sicilia che è arrivata a farsi rappresentare in prima serie da un suo Club.
    Quella strada è stata abbandonata da un Presdidente ex arbitro, Fraccari, sembra per pressioni di chi non gradiva simili trasferte … E’ stato un gravissimo errore che probabilmente un uomo della “comunicazione” o un ex giocatore non avrebbe mai commesso.
    Alla guida federale ora c’è un altro uomo ex arbitro che, tuttavia, ha mostrato di avere idee diverse circa il meridione (e non solo) localizzando a Messina il primo allenamento invernale della Nazionale.
    Benché i suoi primi contrasti con i sostenitori di politiche diverse lo abbiano visto soccombere come Fraccari, che ha fatto dietrofront rispetto alla dichiarata volontà di abbandonare la “scorciatoia” degli stranieri e di allargare a massima serie, speriamo che Marcon ci sappia dimostrare che anche gli arbitri sono capaci di far fare passi avanti al movimento, proprio come hanno fatto non solo Beneck e Notari, ma anche altrettanto illustri predecessori come il Principe Steno Borghese e l’ing. Giuseppe Ghillini.

  25. Presidente Manzini 4 giugno 2018 at 17:03 -

    Io ho già il futuro vice presidente Bianchi, il resto lo deciderò al momento opportuno nel 2020 grazie per il sostegno. Ah ah ah
    Manzini

    • Daitarn 4 giugno 2018 at 21:32 -

      Tu e Whity fareste la presidenza boom boom….quante ne avete cacciate insieme…azzz ho perso il conto…

  26. Stefano Manzini 5 giugno 2018 at 05:22 -

    Avevamo le mazze in alluminio

  27. Ruggero Bagialemani 6 giugno 2018 at 06:25 -

    Ste……la palla però bisogna sempre colpirla…..e tu,Bianchi,Carelli,Trinci,Matteucci non avreste avuto problemi neanche con un manico di scopa…….

    P.S.
    Senza dimenticare i vecchi grandi bomber……Castelli,Laurenzi,Massellucci,Gandini………

  28. Stefano Manzini 6 giugno 2018 at 09:38 -

    Grazie Ruggero, allora nel 2020 io Presidente, Bianchi Vice e tu Segretario può andare?
    Ciao Il Manzo