GIOVE PLUVIO…

Pubblicato il Ago 29 2016 - 10:06am by Ezio Cardea

Persino Giove ha voluto dire la sua su un campionato che ha certamente offerto spunti di alto agonismo, ma troppo pochi per riuscire a riscaldare un pubblico sempre più ridotto. Sicché, scocciato anche lui, ha suggellato la stagione con la classica pioggia guastafeste.

 

Giove Pluvio ha voluto che questo campionato passasse alla storia assieme al piccolo “cast” di Club che, con l’avallo federale,  lo ha prepotentemente voluto a misura dei propri  interessi, infischiandosene altamente di quelli più generali.

 

Quando qualcuno si domandasse, anche fra duemila anni, qual è stato il campionato, più breve, più pieno di “manifeste”, più snobbato dal pubblico, terminato – colmo dei colmi per uno sport prettamente estivo – nel clou dell’estate … in poche parole, quando qualcuno chiedesse quale sia stato il campionato più memorabile (in senso negativo!) da quando esiste il baseball, sarà facile rispondergli: è quello “zoppo” il cui  titolo è stato assegnato prima della fine di agosto sulla base di una partita di 6 inning!

 

D’altra parte la proporzione è rispettata: un campionato che impegna si e no la metà della stagione giocabile, può benissimo concludersi con un match lungo poco più della metà!

Mai successo! Ma, incredibile ma vero,  è successo,  e vorrei che questo segnale divino, pagano quanto volete perché di Giove Pluvio, ma divino, venga colto non solo da chi sta per cedere lo scettro del comando del movimento, ma anche e soprattutto da parte di chi ne prenderà le redini.

 

Si poteva ovviare ad una  finale beffa e ripetere o riprendere l’incontro in un’altra serata con un pubblico degno dell’evento invece che di fronte ad un  risicato gruppo di circa 600 persone (come si legge sul sito federale) che, ammesso che ci fossero veramente, saranno state 600  solo all’inizio di gara, ma poi …   Si poteva!  Come pure si poteva ovviare ad un campionato zoppo, breve e fatto su misura dei soliti Club.

 

Tralascio l’argomento dei campionati su cui ho scritto anche troppo suggerendo in modo ampiamente argomentato, anche se a qualcuno è sfuggito, come allargarli senza nulla perdere in fatto di livello tecnico.  Mi limito a fare qualche considerazione solo a proposito della comica finale di questo campionato.

 

Secondo molti commenti letti su questo blog ci sarebbero state vivaci proteste da parte di chi, col punteggio a suo sfavore, pretendeva la sospensione definitiva dell’incontro prima del perfezionamento del 5° inning; altrettanto vibranti sarebbero state le proteste di chi manifestava la volontà opposta perché in vantaggio, per aggiudicarsi il titolo distante solo … un dannato out!

 

Se il comportamento simile è plausibile nel pubblico, non lo è da parte degli allenatori e dei dirigenti che, tra l’altro, hanno mostrato tutta la loro comica incoerenza al perfezionamento del fatidico 5° inning a punteggio invariato, quando i contendenti hanno cominciato a sostenere le tesi opposte!

 

Un simile arrampicarsi sui vetri pur di cogliere un risultato positivo o evitarne uno negativo è lecito aspettarselo in un campionato di ultima serie o tra squadrette di ragazzini mal gestiti da allenatori troppo interessati a farsi belli col pubblico e con i propri dirigenti. Ma spettacoli da “asilo mariuccia” nel massimo campionato in una piazza come Bologna sono addirittura impensabili.

 

Aggiungasi anche qualcosa che, se vera, è certo imbarazzante per i padroni di casa perché la dice lunga sul grado di sportività: dopo la prima interruzione, quando ancora la partita non poteva considerarsi conclusa, costoro essendo in vantaggio si sarebbero prodigati in tutti i modi per ripristinare il campo e renderlo in qualche modo praticabile; all’interruzione successiva, quando il risultato era acquisito, sembra che quella lena fosse sparita!

 

Tornando alle contestazioni, quando non sono plateali sono accettabili ed anche naturali se non altro per non mostrare ai propri tifosi eccessiva arrendevolezza; poi, però, deve avere il sopravvento la sportività: in assenza di animosità e di propensione da parte di entrambi i contendenti ad un’intesa per rimandare l’incontro, probabilmente l’arbitro avrebbe deciso in tal senso.

 

Invece ha avuto prevalso lo spirito antisportivo,  e la mancanza di ogni intesa tra le parti ha indotto  l’arbitro, anzi l’ottimo arbitro, a decidere sul da farsi secondo la sua valutazione e la normativa in atto.

 

Ogni contestazione oltre le righe è quindi fuor di luogo perché non c’è in ballo una regola di gioco ma un giudizio arbitrale e sono convinto che l’arbitro abbia agito nel modo giusto anche perché, oltre ad essere un ottimo e preparato “umpire”, Filippi è  stato anche giocatore e quindi è ben consapevole delle possibilità di gioco in situazioni come quella in esame.

 

Evitiamo quindi, una volta tanto, di addebitare all’arbitro colpe che non ha e prendiamocela, invece, con chi non ha mostrato per nulla quel “fair play” che avrebbe consentito un accordo per sospendere la partita alla prima interruzione. I padroni di casa hanno perso l’occasione per fare un bel gesto senza compromettere troppo il successo finale dato il pronostico senz’altro a loro favore per le tante circostanze favorevoli:  la base di partenza  di tre incontri vinti contro due, il fatto di giocare in casa e la possibilità, magari, di riprendere la partita dalla interruzione, e quindi dal vantaggio di 2 a 0,  invece che rifarla dall’inizio. Invece, hanno preferito, di fronte al loro interesse ad ottenere uno scudetto a tutti i costi, scontentare tutti, compreso parecchi tifosi poco soddisfatti della riconquista del titolo ottenuta in quel modo fortunoso.

 

Peccato. La mia simpatia, ma non solo la mia, per le “emiliane” sta svanendo da quando vedo in loro solo la smania di primeggiare, in qualsiasi modo e soprattutto con i soldi con cui possono allestire squadre completamente prive di “prodotti locali”, e di vincere non sul campo a suon di mazzate, ma aggrappandosi a Giove Pluvio.

 

Ma, badate! quello di Giove Pluvio non è un premio ma la condanna ad essere ricordati in modo non proprio lusinghiero!

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

20 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. armando 27 agosto 2016 at 06:57 -

    Quello che più preoccupa è che i futuri pretendenti alla presidenza federale non abbiano detto una parola su tutto questo e su quello che propongono per il futuro.

  2. luigi 27 agosto 2016 at 12:46 -

    Il movimento del baseball in Italia è ormai talmente agonizzante che chiunque vada ai vertici federali, dovrebbe non solo avere idee e metodi fuori dagli schemi attuali, ma anche una sorta di bacchetta magica tipo mago Merlino.
    Si vuole fare una lega professionistica con le pezze al culo; fuori Zangheri e/o Tommasin o Pillisio, cosa rimane? Se si guarda al settore giovanile (alcune squadre allievi e cadetti devono ancora recuperare partite di campionato) molte società, per fare giocare i propri ragazzi devono ricorrere a costosi tornei estivi che ormai sono diventati più importanti del campionato stesso in quanto si possono giocare nel momento migliore e cioè luglio/agosto, primi di settembre. Guarda caso i più attrezzati a livello giovanile sono le solite isole felici: Nettuno, Parma, Ronchi, qualcosa in regione Marche, poco Piemonte, interland di Bologna…altre relatà si affannano a far giocare giovani che dopo qualche anno si stancano perchè è un gioco troppo difficile, senza pubblico, che si gioca quando gli altri vanno al mare, e in serie A e IBL giocano gli stranieri. C’è da ripensare tutto il movimento ma sinceramente non si vede all’orizzonte la fine del tunnel. Mi dispiace per Ezio Cardea e gli appassionati che sono come una riserva indiana, veramente tanto.

  3. franco ludovisi 27 agosto 2016 at 16:59 -

    Caro Ezio,
    parlando con gli addetti ai lavori non pare sia vero che in campo, durante la sesta partita, ci fossero solo interessi ad annullare o a mantenere il vantaggio dei due punti:
    c’è persino chi dice che Filippi abbia detto che lui la partita l’avrebbe portata in porto anche arrivando alle otto di mattina!
    Ma se ne dicono (e se ne pensano) sempre tante.
    Con le attuali regole a completamento della quinta ripresa la partita è valida. E’ triste che Rimini possa dire:
    “non mi è stata data la possibilità, nè di vincere, nè di perdere gara sei al termine naturale dell’incontro!”

  4. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 agosto 2016 at 06:47 -

    Caro Franco,
    non so le parole esatte pronunciate da Filippi. Sono propenso a credere che se ha detto di essere determinato a prolungare l’incontro fino alle 8 del mattino, lo abbia fatto con l’intento di far capire a tutti la sua volonta’ di non chiudere la partita ne’ al primo, ne’ al secondo scroscio d’acqua: con tale intermittenza di pioggia era suo diritto/dovere cercare di portare l’incontro fino al nono inning; ovviamente (anche se non lo ha detto) acquazzone e praticabilita’ di campo permettendo. Non lo credo cosi’ ingenuo da promettere cose che non avrebbe potuto mantenere.
    Ritengo che la responsbilita’ maggiore per quanto accaduto sia del Bologna, come mi pare si capisca da cio’ che ho scritto.
    Quanto al Rimini, qualche responsabilita’ puo’ essergli attribuita solo se avesse ecceduto nelle proteste rendendo il clima poco idoneo a soluzioni ottimali: ma questo puo’ dirlo solo chi era presente all’incontro. Io no, perche’ non c’ero.

  5. Francesco 29 agosto 2016 at 08:58 -

    In manifestazioni che si rispettano, gare internazionali o coppe varie, è presente sul campo un “commissioner” al quale viene delegata qualsiasi risoluzione a controversie che possano insorgere improvvisamente durante lo svolgimento della gara, non regolamentate da regole, circolari o quant’altro. Gara 6 delle IBS, mi sembra una gara da ritenersi importante, visto che si potrebbe assegnare il titolo di Campione d’Italia, dato il fatto che le due migliori squadre del campionato si giocano una stagione intera. Se non sbaglio, in tribuna erano presenti: il Vice Presidente Federale, il responsabile COG della IBL il Commissario Arbitrale, quindi se non singolarmente ma collegialmente avrebbero potuto loro prendere decisioni in merito alla sospensione o alla prosecuzione della gara “bagnata”. Perckè non lo hanno fatto? boh! Sicuramente non avrebbero dovuto lasciare la patata bollente in mano agli Arbitri, in quanto già gravati della responsabilità della imparzialità e correttezza dello svolgimento della gara. Sarebbero dovuti stare in disparte mantenendo la concentrazione, e non dover fare i mediatori e i pacieri. Ovvio , se chiamati ad applicare regole certe, hanno applicato quello che il regolamento dice , nero su bianco, con il risultato ( giusto )della loro decisione davanti agli occhi di tutti. Con il senno di poi siamo tutti bravi e perfetti, ma loro ( gli Arbitri) hanno dovuto prendere decisioni subito non dopo. In Major il commissioner ha cambiato sul campo una regola,( per giustizia del gioco sopratutto ) e nessuno ha obbiettato, da noi forse è più facile utilizzare il famoso “armiamoci e partite”. Futuro incerto e buio?

  6. juan 29 agosto 2016 at 14:28 -

    Francesco è giusto che l’arbitro sospende la gara per 2 ore (prima sospensione ore 22.05) ripresa gioco ore 24,00 permettendo a 40 persone di entrare in campo(non so con che responsabilità abbia deciso ciò, suppongo perché era il 4,2 inning) e poi interrompere per la seconda volta alle 24,30 lasciando solo 3 persone lavorare in campo e dichiarando poi gara regolare alle ore 2 di notte. .? Solo perché era il 6,1 inning….non importa chi era in vantaggio, se Bologna o Rimini, importa la correttezza della gestione di questa partita per entrambe le squadre. Faccio l’ultimo esempio per far capire meglio il casino che l’arbitro a creato e chi era latitante e chi ha fatto il Ponzio:
    se il Rimini avesse fatto 3 punti al 6 inning e di conseguenza si portava sopra 3 a 2 pensate che in campo sarebbero rimasti solo 3 operatori a sistemarlo.?? Allora chi permette ciò, cioè far fare alle società questo atteggiamento con far scendere gente dalla tribuna e poi lasciare solo 3 operai in campo per me lo fa con mala fede e con intento ben diverso dallimparzialita’ nel far proseguire e portare a termine nel modo corretto la gara…ma qui tutti hanno fatto finta di niente, arbitro (incapace e poco affidabile) commissario(latitante) fibs (ponzio pilato).

  7. juan 29 agosto 2016 at 14:37 -

    Francesco dice che l’arbitro ha preso la decisione subito..? Ha avuto 2 ore nella prima sospensione e 1,30 nella seconda…quanto deve avere di tempo?? Perché nel campionato il Rimini perde una gara a Padova 1 a 0 nella prima giornata di campionato, al 5 inning con 45 minuti di sosta dopo la sospensione per poter sistemare il campoe alla finale da 2 ore di sosta..? Sapete chi era l’arbitro capo..?? .indovinate.

  8. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 29 agosto 2016 at 20:10 -

    Credo che Francesco abbia detto cose molto sensate.
    Quanto all’attività di ripristino del campo, si tratta di compito della società di casa e in questo l’arbitro non può interferire sia che la società si dia da fare, sia che faccia poco o nulla.
    Ripeto che se veramente la dirigenza bolognese si è impegnata con tutte le forze per ripristinare il campo quando, in vantaggio, la partita non era ancora valida e ha fatto poco alla seconda interruzione quando il risultato era acquisito, non ha dato segno di grande sportività. Che poteva fare l’arbitro? far proseguire la partita nel pantano?
    Dice bene Francesco: se qualcuno doveva intervenire, questo qualcuno poteva solo essere uno dei personaggi federali presenti, che Francesco ha individuato.

  9. juan 29 agosto 2016 at 21:22 -

    No sig.cardea ci sono le persone addette al campo e non il pubblico o tesserati di altre società, ne tanto meno i bambini a sistemare il campo,quindi l’arbitro deve sapere chi sta in campo e perché poi quelle persone non ci sono più, solamente dopo mezz’ora(ci sono state fino alle 24,00 e non più alle 24,30).È qui che chi doveva controllare, arbitro, commissario e fibs, lo schifo che si è visto nella prima e poi seconda interruzzione, doveva intervenire e garantire la regolarità in entrambi i lavori di ripristino campo, solamente perché in entrambe le interruzzioni è scesa la stessa pioggia e con la stessa dinamica, quello che è cambiato è stato il lavoro fatto in entrambe le interruzzioni agevolando in modo spudorato la squadra in vantaggio.

  10. juan 29 agosto 2016 at 21:55 -

    REGOLAMENTO TECNICO BASEBALL, modifiche al regolamento tecnico di gioco per il 2015 applicabili in tutti i campionati della fibs dall’anno 2016.

    REGOLA 4,16 del regolamento tecnico baseball
    La partita deve essere dichiarata vinta per forfait della squadra ospite se, dopo essere stata sospesa, gli addetti alla manutenzione del campo, intenzionalmente e volontariamente non soddisfano le disposizioni dell’arbitro intese a far ripristinare il campo stesdo per la ripresa del gioco.

  11. juan 29 agosto 2016 at 22:17 -

    9,1 lettera E:regolamento tecnico baseball
    Qualsiasi arbitro a sua discrezione, ha l’autorità di allontanare dal terreno di gioco:
    qualsiasi spettatore o altra persona non autorizzata a stare sul terreno di gioco.

  12. juan 29 agosto 2016 at 22:22 -

    3,11 del regolamento tecnico del baseball
    quando una partita è sospesa per limpraticabilita del campo, l’arbitro capo avrà il controllo del personale addetto alla manutenzione del campo allo scopo di rendere il terreno idoneo al gioco

  13. juan 29 agosto 2016 at 22:23 -

    Penalità l’arbitro capo può assegnare la vittoria per forfait alla squadra ospite

  14. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 30 agosto 2016 at 14:20 -

    Caro Signor Juan, capisco la sua rabbia che sarebbe anche la mia se fossi tifoso del Rimini e, aggiungo, non sarei per nulla felice nemmeno se fossi tifoso del Bologna: non che il Bologna non meriti il titolo, ma per il modo fortunoso in cui lo ha conquistato. La dirigenza bolognese per accontentarsi di vincere in questo modo, aveva evidentemente una gran paura di perdere sulla distanza delle nove riprese. In ogni caso ha dimostrato debolezza e ben poca sportività, come ho fatto rilevare.
    Ciò premesso, bisogna considerare che la conoscenza del regolamento è una cosa e l’applicazione delle regole è un’altra ed in quest’ultima entra in gioco il “giudizio” arbitrale che come è noto, è insindacabile.
    Se Filippi, arbitro quotato e, credo, internazionale (dubito quindi che non conosca a fondo il regolamento), dopo la seconda interruzione ha giudicato che non si potesse più continuare a giocare e ha ritenuto che nemmeno con l’intervento dei pompieri si sarebbe potuto rendere praticabile il campo, era del tutto ininfluente che ci fossero 3 o 300 inservienti ad affannarsi.
    Dovendo attenerci al giudizio arbitrale come per le decisioni su strike e ball, dobbiamo spostare la critica sulle regole che in simili casi non prevedono per le partite di finale un trattamento diverso da quello di una qualsiasi gara di campionato.
    L’arbitro non può cambiare le regole alla stessa stregua del giudice che è costretto ad applicare la legge anche quando essa è palesemente ingiusta. Avrebbe dovuto intervenire un’altra autorità federale, come ha detto Francesco, la quale però ha brillato per … latitanza.
    Ne ha fatto le spese il Rimini e credo che ciò dispiaccia a chiunque abbia un po’ di senso sportivo.
    Mi auguro perlomeno che la dirigenza federale prenda spunto da questo episodio per forgiare una regola per la quale in nessun caso (pioggia, terremoto, attacco terroristico ISIS o semplice inarrestabile attacco … intestinale dell’intero drappello arbitrale) una partita di finale possa essere dichiarata valida prima dell’effettuazione dell’ultimo out della nona ripresa! E che la partita interrotta, qualsiasi sia il risultato, venga recuperata dall’inizio!

    ha giudicato deciso che dopo l’interruzione

  15. juan 31 agosto 2016 at 06:23 -

    Guardi sig.Cardea non era difficile gestire la gara 6 di finali, bastava sospenderla al 4,2 e si ripeteva da zero il giorno dopo (da regolamento)…non è ststo fatto concedendo più di 90 minuti per sistemare il campo, questo la ha deciso l’arbitro capo come hs accettato l’arbitro di far entrare 40 persone.
    Poi piove di nuovo(ma questa volta è il 6,1 inning) concede 60 minuti con la pioggia meno intensa che nella prima interruzione, concede di far lavorare solo 3 persone e poi intrrrompe la gara con il campo che poteva tranquillamente essrre sistemato cin le stesse moralità che nella prima sospensione.
    Allora chi deve gestire tutto ciò. .?? L’arbitro, che è ststo assolutamente un incapace, non ha usato un minimo di testa, sempre che l’abbia ed è stato lasciato solo dal commissario campo( latitante) e dal vice presidente fibs ma sono sempre più convinto che anche se fossero intervenuti tutto sarebbe rimasto invariato,lui è il protagonista assoluto ed è quello che vuole essere sempre quando arbitra.

  16. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 31 agosto 2016 at 15:40 -

    Non ero presente e quindi non posso replicare.
    Ribadisco solo, a difesa di Filippi che npn conosco ma che credo ben referenziato (che inoltre – avendolo osservato attraverso le “defunte” trasmissipni RAI – un ottimo stile e non e’ per nulla esibizionista), che nei suoi panni mi sarei comportato come lui proprio a causa del clima teso.
    Ribadisco anche che i padroni di casa non hanno fatto una gran bella figura quanto a spotivita’.

  17. Nino Villa 31 agosto 2016 at 17:28 -

    Ribadisco, dal passato, qualunque fosse la dirigenza Fibs , ci sono sempre stati figli e figliastri a rotazione.Le società(Ibl, Ibl2, A1, A2, A federale, serie B ecc.)hanno sempre abbozzato sperando nel favore ad personam successivo e questa è la colpa principale del movimento. Cardea, con cui concordo spesso nei giudizi sui mali e sui rimedi per il n/s sport dice alcune cose giuste ed altre meno sulla “stella inzaccherata” della Fortitudo. Da sostenitore (non tifoso, mi piacerebbe vedere le partite a porte chiuse e alla TV tolgo l’audio) del Bologna, non sono stato ne’ felice, ne soddisfatto per il brutto epilogo del più brutto campionato di sempre. Però c’ero e dello scritto di Cardea non mi piace il paragrafo “Aggiungasi…” e conseguenti deduzioni in successive risposte. L’antisportività, se c’è stata perchè tutto è rimasto nelle attuali regole, è di entrambe le parti, anche nelle (consentite) pantomime di Munoz e Illuminati e nella richiesta di tempo (concesso) dei battitori nero-arancio prima di ogni lancio al 5°. AGGIUNGASI che se alle 24.00 c’erano 600 spettatori di cui una trentina scesi in campo (anche bambini, sfruttamento del “tifo” minorile !) è comprensibile che successivamente questi, bagnati e infangati, siano andati a cambiarsi e molti altri siano andati a casa per l’orario, l’umidità o solo perchè il giorno dopo dovevano andare a lavorare. In campo, alla seconda interruzione, sono rimasti a lavorare e non a guardare solo i pochi addetti (quattro) della società o del comune. Gli arbitri hanno appurato che si stava facendo il possibile per ripristinare una seconda volta l’impianto (in pratica il regolamento impone alla società ospitante di tentare di rimettere a posto l’impianto con un numero minimo di addetti) ma è stato il terzo violento scroscio a decretare la fine della partita. Questo è successo, anche se a me e a tanti altri non ha dato soddisfazione vincere così. Non concordo con l’ultima frase di Cardea : se si toglie l’idiozia del tie breack in finale, si poteva togliere anche la regola del 5° inning e ricominciare eventualmente una partita dal risultato acquisito, chiunque fosse avanti nel punteggio, al momento dell’interruzione. O scimioittiamo il calcio dove gli arbitri (lì si eterodiretti) sospendono le partite giocate in un acquitrino all’inizio del secondo tempo per garantire un altro incasso ? E firmatevi con nome e cognome, perdio!

  18. juan 31 agosto 2016 at 21:26 -

    Villa devi capire e ci sono delle regole ben precise che l’arbitro deve controllare l’operato degli addetti al campo sia al 4,2 che 6,1 inning e non far fare alla società (che comprensibilmente cerca di aggiudicarsi la gara in qualsiasi modo) quello che fa comodo, se no è meglio che giochiamo senza arbitri, tanto per quello che giudicano e vedeno sono molto molto approssimativi sempre e in questo caso lo sono stati senza ritegno e rispetto per le due squadre, per il pubblico tutto, per l’importanza della gara ma se questo non è sufficiente va bene così si prende atto e ogniuno farà poi le proprie conclusioni e scelte, (vedi Zangheri)è agli occhi di tutti che quello che ha deciso l’arbitro capo da solo è stato ridicolo, assurdo e spero non con malizia e parzialità.

  19. juan 31 agosto 2016 at 21:42 -

    Le faccio una domanda sig.Villa, se fossero scese 3 persone in campo nella prima sospensione lei pensa che avrebbero sistemato il campo entro le 2 ore quasi concesse. ??
    E perché non sono scese in campo nella seconda interruzzione le 40 persone.
    Allora chi deve controllare e gestire ciò, la società ospitante o l’arbitro.
    La regola parla chiaro REGOLAMENTO TECNICO BASEBALL regola 4,16/9,1/3,11 sopra descritta.

    • alby66 1 settembre 2016 at 12:14 -

      juan rassegnati a bologna è sempre così la prima giornata gara due concesse quasi due ore per metter a posto il campo(per modo di dire…)….filippi ha sbagliato al 5.2 dopo la bomba d’acqua tutti a casa e arrivederci al giorno dopo..basta finita li!!!! viva bologna e viva l’unipol…l’ibl è morta e sepolta da un pezzo di riflesso è morto il baseball italiano….amen