Baseball tedesco in continua crescita e nazionale figlia di una Bundesliga a 16 squadre!

Pubblicato il Mar 16 2018 - 6:59pm by Ezio Cardea

Nel bellissimo scenario dello Stadio “Primo Nebiolo” di Messina rimesso a nuovo per la tenace volontà di Nino Micali,  l’Italia cede il passo ad una Germania che, a prescindere dalla guida sicuramente ottima del titolatissimo e italianissimo Ruggero Bagialemani,  sembra stia recuperando un ruolo di prestigio in ambito europeo.

Il test è per tanti motivi sicuramente poco indicativo del reale valore delle due “nazionali”, ma non per questo è da sottovalutare perché in ogni caso offre un’ulteriore conferma del trend positivo che sta attraversando il baseball tedesco.  Infatti la Germania, scomparsa dalle posizioni di testa in campo europeo dove fino agli anni ’70 aveva ben figurato pur senza mai vincere il titolo,  da qualche anno è tornata a ricollocarsi a ridosso delle compagini più forti.

Non conoscendo quali politiche siano state messe in atto da quella Federazione, non è possibile stabilire a cosa sia attribuibile questa fase di crescita: tuttavia non possiamo escludere l’importanza del format del massimo campionato tedesco che, impostato su ben 16 squadre, offre opportunità di crescita ad un numero di giovani almeno doppio rispetto al nostro campionato.

 

Già da anni in Germania è stato fatto, evidentemente con successo, il passo la cui semplice proposta appare  blasfema in Italia dove ha suscitato una violenta reazione, e relativa bocciatura, il progetto di un pur minimo allargamento della massima serie a 12 squadre!

L’elevato numero delle società di cui si compone il massimo campionato tedesco, pone il  problema della durata, non contenibile nel tradizionale periodo aprile/settembre,  e delle inevitabili forti differenze tecniche tra le squadre. Ma quella federazione ha egregiamente trovato la soluzione che è molto simile alle naufragate proposte di  Fraccari prima e di Marcon poi.

 

Infatti la “Bundesliga”, che nel 2018 presenta i sottoindicati Club

 

CLUBS DER 1. BASEBALL-BUNDESLIGA

1. BUNDESLIGA NORD

Berlin Flamingos                   Bonn Capitals

 

Bremen Dockers                       Cologne Cardinals

 

Dohren Wild Farmers          Hamburg Stealers

 

Solingen Alligators                Untouchables Paderborn

 

 

1. BUNDESLIGA SÜD

Buchbinder Legionäre           Heidenheim Heideköpfe

 

Mainz Athletics                      Mannheim Tornados

 

München-Haar Disciples     Saarlouis Hornets

 

Stuttgart Reds                          Ulm Falcons

 

è divisa in due gironi di 8 squadre per un totale di 16 compagini che disputano regolari partite di andata e ritorno; al termine hanno luogo i confronti per la conquista dello scudetto e  per la permanenza nella massima serie, secondo il seguente criterio:

  • le prime 4 classificate di ciascun girone, quindi 8 squadre, a differenza di quanto previsto nel format italiano, non formano un nuovo girone ma si scontrano nei quarti di finale, semifinali e play off per l’assegnazione delle scudetto;
  • le altre squadre disputano all’interno dei loro gironi i play out per determinare la squadra di ogni girone che dovrà retrocedere.

La formula italiana in questo caso è preferibile perché prevede la seconda fase, mancante nella “Bundesliga”, quella in cui si realizza il meglio della stagione in quanto le squadre sono raggruppate in nuovi gironi in funzione del livello attestato nella fase precedente. Inoltre, a differenza della “Bundesliga”, dove  ben quattro delle otto migliori squadre destinate a contendersi lo scudetto escono di scena con  i quarti di finale, nella proposta italiana tutte le società sono impegnate fino ai play off.

 

In ogni caso nella impostazione della “Bundesliga” si evidenziano questi tre punti qualificanti che la differenziano dalle politiche  federali italiane finora seguite:

  • la volontà di ammettere alla loro massima espressione di gioco il maggior numero possibile di squadre con l’innegabile pregio di moltiplicare, come già detto,  le possibilità di crescita tecnica   dei loro atleti;
  • la volontà di dare respiro “nazionale” al massimo campionato rendendone  più accessibile logisticamente la partecipazione con la divisione dello stesso in due gironi territoriali, Bundesliga Nord e Bundesliga Sud:  un campionato che tuttavia si riunifica per esprimere la squadra campione col coinvolgimento delle migliori otto squadre,  ovvero 4 per parte;
  • la volontà di mantenere esteso a tutto il territorio nazionale il massimo campionato evitando che una lega si impoverisca numericamente a vantaggio dell’altra:  a tale scopo i play out avvengono all’interno di ciascuna “liga” per scongiurare appunto il fenomeno di concentrazione che affligge il nostro massimo campionato il quale ormai da troppo tempo ha assunto una connotazione pressoché regionale.

 

Spero che l’esempio della Germania convinca la nostra dirigenza federale della possibilità e della necessità di varare la sua riforma andando oltre, tuttavia, il numero troppo esiguo delle 12 squadre.  Le ragioni sono tantissime e le ho già varie volte elencate, ma ne ribadisco soprattutto una: allargare a 12 è più difficile, oltre che più assurdo, che arrivare a 18.

Infatti, partecipare ad un campionato sia pure a 12 squadre richiede un sostanzioso irrobustimento del roster che poche società possono permetterselo e quelle che potrebbero, esitano per il grosso rischio di  fare un campionato penalizzante e magari di retrocedere: in passato abbiamo visto quali pesanti conseguenze siano ricadute sulle società che hanno azzardato quel passo.

D’altra parte perché Castenaso, Jolly Roger e Collecchio, pur in possesso dei “requisiti”, non hanno dato l’adesione al massimo campionato se non per la ragione appena detta, autorevolmente  confermata dal prestigioso manager del Castenaso, Marco Nanni?

WordPress Author Box
Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

11 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Oddone 17 marzo 2018 at 10:51 -

    precisa come sempre l’analisi del sig. Cardea, tra il serio e il faceto propongo l’ingaggio di dirigenti tedeschi in federazione per riorganizzare e risollevare le sorti del movimento baseball italico.

  2. Kaiser 17 marzo 2018 at 18:05 -

    Ma la festa è sugli spalti a Messina, figuriamoci ad Hannoveer, Monaco di Baviera, credo pure a Berlino, Bonn e Francoforte.
    TRATTO Dal sito della FIBS: Ma La festa a Messina è sugli spalti.

  3. Kaiser 17 marzo 2018 at 18:08 -

    Marcon sta bene? L’ho visto deperito nelle foto, sta a fa la cura del cocco, mangia tutto meno che er cocco

  4. Troiani Giuseppe 18 marzo 2018 at 20:44 -

    Vi prego di non criticare le decisioni della FIBS perche per alcuni sarebbe come “sparare” sulla nazionale…

  5. alby66 20 marzo 2018 at 14:01 -

    il prossimo anno organizziamo un campionato misto con le squadre italiane e le mitiche ed invicibili 16 corazzate tedesche……..non scherziamo……su 16 squadre esagerando solo 4 sono competitive le altre 12 le vedrei in a 2…..pensiero stupendo……marcon sta bene ma non ci salta fuori……troppa confusione e zero soldi……e troppi stranieri….che casino

  6. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 20 marzo 2018 at 21:18 -

    Non ho parlato di “mitiche e invincibili corazzate tedesche” ma di un baseball, quello tedesco, che è in crescita mentre il nostro si sta scavando la fossa.

    Ho quindi fatto osservare che, guarda caso, la Germania ha un campionato impostato in modo da garantire il baseball della massima divisione (quella che ha maggiore visibilità) su tutto il territorio nazionale, mentre noi con un campionato che più piccolo non si può, continuiamo a mandare all’aria ogni pur modesto tentativo di farlo uscire da un ambito poco più che regionale!

    Sicuramente non è solo per questo motivo che loro sono in crescita e noi in calo, ma sicuramente le diverse impostazioni dei campionati sono di gran lunga le ragioni più importanti.

    Però alby66 sbeffeggia il baseball tedesco e afferma che su 16 squadre se ne salvano, esagerando, solo 4; ma non considera che la grande Italia, più volte campione d’Europa e comunque sempre in posizione d’onore, con qualche successo persino in WBC, ha un massimo campionato di 8 squadre delle quali, esagerando (ma spero che la nuova stagione semtisca le precedenti), solo 4/5 sono competitive!

    Beh, insomma … non scherziamo … sennò è come sentire un bue che da del cornuto all’asino!

  7. Daitarn 20 marzo 2018 at 22:15 -

    Dici 4, Alby? Facciamo prima a dire una o due, forse,se azzeccano gli stranieri.

  8. Oddone 21 marzo 2018 at 09:01 -

    alby 66 probabilmente è vero quello che fai notare,che solo
    poche squadre tedesche sono competitive ad alto livello, ma
    il positivo del campionato in germania è la diffusione su tutto il territorio nazionale del massimo campionato con la presenza delle principali città , cosa che non avviene qui in Italia con un campionato praticamente svolto solo nel nord
    con l’eccezione delle due nettunesi.
    Inoltre consiglio una “visita” ai siti delle squadre tedesche
    che danno un quadro della vitalità di quel movimento
    cosa che non si percepisce qui in Italia pur avendo probabilmente atleti italiani mediamente più forti.

    • alby66 21 marzo 2018 at 15:10 -

      già fatto organizzando un torneo giovanile a livello internazionale noto che i tedeschi non amano più di tanto confrontarsi con altre realtà sig,cardea ha pienamente ragione sulle squadre competitive in italia….ovvero 5 squadre in lotta per i 4 posti play off…….il nettuno povero padova e sesto fiorentino potrebbero essere competitive nel campionato tedesco(senza ironia….)avere un campionato a 16 squadre di scarso livello potrebbe essere l’unica possibilità di diffondere il nostro splendido sport….a livello nazionale…..ricordo a tutti che con l’invasione degli stranieri(voluto da marcon….)e la scarsità di arbitri e di soldi non si va da nessuna parte……a livello giovanile è un disastro in particolar modo da roma in giù….il prodotto baseball in questo momento è invendibile …secondo me.

  9. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 21 marzo 2018 at 22:55 -

    Il “prodotto” baseball sarà sempre più “invendibile” se, per l’infondata paura di abbassare il livello di gioco, continueremo a restare immobili nella situazione che ci sta portando sempre più in basso.

    Paura infondata perché con la fase di “qualificazione” si enucleano (mi riferisco al mio progetto di campionato a 18 squadre) le 6 migliori compagini quali componenti del girone in cui è in palio lo scudetto.

    E’ opinione diffusa che le squadre competitive ormai sono non più di 4 o 5, ovvero in numero assai più vicino al 6 (numero delle squadre del girone “scudetto”) che non all’8 (numero delle squadre del prossimo campionato): è quindi evidente che la “qualità”, la “competizione” e l’incertezza del risutlato finale saranno molto più alte di quelle che potrà offrirci l’imminente campionato a 8 squadre.

    In compenso con l’allargamento del massimo campionato a 18 squadre si riuscirà ad uscire da quell’ambito territoriale troppo stretto in cui il baseball sta soffocando, e a dare finalmente il via ad una nuova fase di crescita e di espansione.

    Ps.
    lo sport non è un “prodotto” e tanto meno è “vendibile”: considerarlo tale è svilirlo e mercificarlo. Questo atteggiamento mentale è stato un grosso errore ed è alla base della creazione di IBL e alla attuazione di quella politica che ha provocato il secondo sbarco in Italia (dopo quello degli alleati nella seconda guerra mondiale) per fortuna non di militari ma di atleti d’oltre oceano. Risultato raggiunto, anche se non sempre, quanto a miglioramento del “prodotto” baseball. Ma … le “vendite” sono calate! Ergo, al pubblico interessano “competizione” e “incertezza” delle gare, cose che spingono al tifo e fidelizzano un pubblico sempre più numeroso. Se poi c’è anche la “qualità”, meglio.
    Competizione ed incertezza che, nel progeto che sostengo da sempre, saranno presenti anche negli altri due gironi perché anch’essi composti in base al valore delle società emerso nella fase di qualificazione.

  10. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 23 marzo 2018 at 10:07 -

    Sono poi così deboli le formazioni tedesche?
    Leggo nell’articolo sulla “Pizza Legue”:
    “… dominio dei tedeschi del Paderbon che hanno sconfitto il Puc di Parigi per 3-1 ed il Nettuno City per 1-0. Successo per 1-0 dell’altra squadra tedesca Mannheim sul Nettuno 2”.