Babbo Natale è passato…e ora arriva la Befana

Pubblicato il Gen 6 2020 - 10:07am by Ezio Cardea

 

Cara Allegra, è sempre piacevole leggere i tuoi articoli per il candore dei tuoi sentimenti, espressi senza veli o ipocrisie.

Ho letto quindi la tua letterina a Babbo Natale http://www.baseballmania.eu/notizie/news/babbo-natale-cercasi/: è una bella cosa sperare ancora in lui, ma purtroppo non siamo più bambini e allora per noi adulti pare più adeguato, se desideriamo un futuro migliore,  rimboccarci le maniche seguendo il saggio e antico ma sempre attuale suggerimento “aiutati che Dio ti aiuta”.

Questo vale per tutti noi, ma in particolare per la Federazione. Sarebbe sufficiente che il Presidente Federale avesse il coraggio di assumere il ruolo affidatigli dallo Statuto con l’art. 25.3 col quale gli viene attribuita la responsabilità generale dell’area tecnico-sportiva e l’esercizio delle funzioni apicali di programmazione. Nello stesso articolo lo Statuto obbliga il Presidente a presentare ad inizio mandato il suo programma tecnico-sportivo.

Purtroppo il Presidente continua a sottrarsi a tale responsabilità e relativamente alla questione più importante ed urgente che riguarda la riforma del massimo campionato, per la terza volta invece di realizzare il suo progetto si limita a dire: “propongo di allargare il massimo campionato: chi ci sta?”

Mi sembra un po’ poco e comunque è qualcosa di veramente molto, ma molto distante da ciò che lo Statuto gli impone.

Tu inviti ad abbandonare il cattivo sentimento dell’ “invidia” per chi ha un grande sponsor suggerendo a tutti di adoperarsi per cercare per la propria squadra uno sponsor altrettanto importante. Vorrei sapere chi non lo fa e, soprattutto, che cosa sia mai cambiato nella testa e nelle capacità di dirigenti e appassionati di “… Grosseto, Milano, Torino etc. …”  non più capaci di quelle relazioni che a suo tempo hanno reso possibile l’ascesa del baseball in quelle piazze.

Nessuna degenerazione genetica, cara Allegra, ha colpito quei dirigenti ed appassionati; per contro, nessun tocco magico o divino ha reso di razza superiore la gente dell’Emilia/Romagna, terra che riesce ancora ad esprimere tre squadre di livello superiore alla media: buon per loro, ma sarebbe opportuno offrire una spiegazione logica sia della loro presunta maggiore capacità,  sia del declino delle capacità delle genti delle altre parti d’Italia.

La logica di tutto, ovvero del persistere delle “qualità” in Emilia Romagna e della “decadenza” nel resto d’Italia, non sta nella “involuzione” dei crani nel resto d’Italia, ma nella diversa condizione ambientale in cui la gente del baseball opera: un conto è cercare risorse e sponsor laddove il baseball è tuttora supportato dai media “locali”, un altro è farlo dove tale supporto manca perché i media “locali” coincidono con i “grandi media” che da decenni ormai hanno relegato il baseball in spazi umilianti (Gazzetta dello Sport, Tuttosport e Corriere dello Sport)  quando non lo hanno del tutto eliminato come i canali nazionali di Rai Tv che un tempo inserivano i risultati della prima serie di baseball nei notiziari sportivi.

L’abbandono del baseball da parte dei grandi media è la ragione del graduale allontanamento dal nostro sport delle “grandi marche”, al punto che la Fortitudo è rimasta l’unica società sorretta da un’azienda molto importante qual è la UnipolSai.

L’UnipolSai è un’eccezione e la sua permanenza nel mondo del baseball nonostante un ritorno mediatico assolutamente inadeguato, non è certo dovuta alle maggiori capacità relazionali dei pur validi dirigenti della Fortitudo bensì al super blasonato palmares del Club bolognese tuttora ai vertici nazionali ed europei: la Fortitudo rappresenta un fiore all’occhiello dell’azienda, un qualcosa che non ha un ritorno economico ma di immagine. E l’UnipolSai continuerà a rimanere al suo fianco finché detto Club continuerà a mantenere l’attuale standing sia in Italia che in Europa.  Diversamente …

Tolta la Fortitudo, che fa eccezione per quanto appena osservato,  lasciato da parte il S. Marino per una situazione del tutto particolare, ai vertici resiste ancora il Parma sebbene sorretto da sponsor meno importante. Ai suddetti tre Club potrà aggiungersi il Nettuno ’46 perché il baseball per Nettuno è come il calcio per l’Italia: Nettuno ha offerto fior di campioni a tutta Italia ed ora gli eredi del vecchio Club ritengono doveroso risparmiare loro la vita di esuli avendo intrapreso un serio cammino verso la riconquista a breve del primo palcoscenico.

Per il resto, sembra evidente che il baseball si sia ormai riposizionato su aziende di medio/piccolo calibro le quali hanno un mercato più regionale che nazionale e quindi possono essere interessate dal più modesto ritorno offerto dai media “locali”:  come possono competere con i Club di cui sopra che si avvalgono di risorse molto più consistenti (Fortitudo e RSM) o di un retroterra molto fertile (Nettuno e Parma) coltivato da sempre e mai abbandonato del tutto a favore di atleti d’oltre oceano, e che pertanto possono competere con le prime due anche con minori risorse finanziarie?

Se non vogliamo ignorare le recenti negative esperienze dobbiamo scartare il campionato a girone unico, che purtroppo pare debba essere varato anche nel 2020:  ma non sembra proprio il caso di continuare su questa strada per assistere ad una infinità di “manifeste” dall’inizio alla fine della stagione e vedere soccombere malamente, o anche semplicemente ma drammaticamente rinunciare alla prima serie,  altri Club dopo il Grosseto, il Novara, il Rimini, il Padova, il Padule …

Si deve evitare anche la riedizione di quel famoso Torneo d’Oro a 4 squadre del 1958 che i dirigenti federali e societari di allora, sicuramente più illuminati di quelli attuali, hanno immediatamente ripudiato dando così inizio ad una entusiasmante crescita del movimento, portandolo in breve ai vertici europei.

Premesso quanto sopra, per ottenere un campionato “decente” è assolutamente necessario fare un maxi allargamento col ricorso alla fase di qualificazione che assorbe tutta la negatività del forte gap tecnico tra le squadre per offrire una seconda fase agonisticamente ben bilanciata nella quale, inoltre, il girone top raggruppa i Club più forti: è l’unico modo per mantenere alti “qualità” e “prestigio” del massimo torneo.

Allora, cara Allegra, “… il periodo festivo, dove il sacro ed il profano si fondono indissolubilmente e dove si può chiedere un po’ di tutto al Babbo Natale …”  sta volandosene via lasciandoci ben poche speranze in una nuova migliore stagione, baseballisticamente parlando.  Per il resto … si spera il meglio per tutti, compresi quanti, per le negligenze passate,  meritano una befana che vedo già aleggiare stracarica di carbone!

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Ezio Cardea

Nato a Milano il 9/12/1936, ha svolto attività come giocatore e come tecnico dal 1948 al 1980 partecipando ai campionati di prima serie dal ’55 al ’72, quasi sempre in società milanesi. Abbandonato il campo per impegni di lavoro, ha continuato a collaborare saltuariamente con società milanesi in supporto alle squadre giovanili e all'attività presso le scuole. A contato col baseball praticamente dal dopoguerra ai nostri giorni, ne conosce la sua evoluzione e ne ha evidenziato fin dal 1980 le criticità: prima fra tutte, a suo avviso, quella creatasi a causa della tendenza delle varie amministrazioni federali a potenziare il livello del campionato di punta fino a creare una frattura col resto del movimento, frattura insormontabile se non con l’'ingaggio di una forte percentuale di atleti d’oltre oceano.

9 Commenti Unisciti anche tu alla conversazione!

  1. Francesco 6 gennaio 2020 at 17:24 -

    Egregio sig. Cardea, come spesso ultimamente accade, sono totalmente d’accordo con Lei. Francamente, non capisco perchè i vertici federali non la ascoltino e sono molto preoccupato per il futuro del baseball italiano. Mi auguro che al più preso si crei (se non già in gestazione) un gruppo di persone che, alla ricerca del bene comune e non della vanagloria, sappia superare le recenti divergenze (soprattutto personali) e che, forte di nuove e valide idee, sappia elaborare un progetto di “vero e reale cambiamento”. Le (spero) valide persone che comporranno il gruppo dovranno essere il (nuovo) gruppo dirigente che andrà ad esprimere il (nuovo) Presidente federale. Non più un uomo solo al comando ma prima di ogni altra cosa, idee e progetti, poi un gruppo di persone capaci in gradi di metterle in atto e, infine, non un salvatore della Patria ma (finalmente) un Presidente capace di rappresentare chi lo ha eletto e di essere punto di riferimento di chi lo ha espresso. Cordiali saluti. Francesco Zucconi.

  2. Daitarn 6 gennaio 2020 at 21:28 -

    Signor Ezio,le sue sembrano frecciate contro la Fortitudo,sembra quasi che non vede l’ora che l’Unipol molli la Fortitudo perche la stessa venga annientata…o mi sbaglio?

  3. Andrea 7 gennaio 2020 at 15:27 -

    Egr. sig. Cardea , purtroppo varie volte ho letto sue considerazioni a riguardo della Fortitudo e dello sponsor come anche ragionamenti sui vivai e sul fatto di acquistare giocatori all’estero e vorrei fare qualche precisazione.
    1) avere Unipolsai è indubbiamente un grosso vantaggio ma il punto di forza della Fortitudo e’ l’organizzazione e l’avere un’organigramma composto da molte persone e quindi in grado di reperire un altro sponsor all’altezza non come il Rimini che una volta che Zangheri ha mollato è successo quel che è successo
    2) Non è che la Fortitudo non curi il vivaio , semplicemente di giocatori di livello Bologna ne ha prodotti veramente pochi come in altri sport d’altronde a quanto pare i giovani bolognesi preferiscono altro piuttosto che allenarsi duramente in uno sport e allora uno che fa’ , rinuncia a competere ad alti livelli per non acquistare giocatori all’esterno? non mi sembra sensato 3) Ben venga l’allargamento , ma riducendo tasse per l’iscrizione non mettendo vincoli x l’impianto di illuminazione ma lasciamo in pace una volta x tutte la Fortitudo , RSM e Parma ( che ha il vantaggio da sempre di sfornare grandi giocatori piu’ degli altri) , in tutti gli sport ci sono poche squadre di vertice e poi il gruppo , solo nel baseball si continua a fare polemiche su chi ha piu’ mezzi economici , pensiamo a giocare senza abbassare il livello dello spettacolo

  4. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 7 gennaio 2020 at 16:39 -

    Assolutamente no, signor Dairtan, non ho nessun motivo per lanciare frecciate né alla Fortitudo, né al S.Marino e tanto meno al Parma in cui ho avuto l’onore ed il grande piacere di giocare: ho un meraviglioso ricordo per l’accoglienza che ho avuto e per l’affetto del pubblico che mi ha applaudito spesso non solo quando ero un loro giocatore, ma anche anni dopo come avversario.

    Aggiungo, signor Dairtan, che riterrei una perdita gravissima per tutto il baseball la sparizione dal massimo palco di un Club come la Fortitudo: una perdita che, data la situazione attuale, sarebbe ancor più grave della recente clamorosa scomparsa del Rimini, ma anche del grande Nettuno e di tante altre società storiche.

    Proprio per questo motivo auspico un diverso campionato proprio per evitare che le tre superstiti possano incappare nello stesso guaio del Rimini o del Nettuno …

    La prego, signor Dairtan, non mi guardi come un tifoso: purtroppo da diversi decenni (vivo a Milano!) non ho più una squadra per cui tifare. Tifo per il baseball che è stata ed è la mia passione.

    Le assicuro, signor Dairtan, che non ho nulla contro la Fortitudo. Tutt’altro. Ho solo messo in evidenza che la sponsorizzazione della Fortitudo (è solo un mio punto di vista) si poggia sul suo palmares (che però non basta, come non è bastato né al Milano ’46, né al grande Rimini di Zangheri, né al glorioso vecchio Nettuno), ma soprattutto sul suo essere al vertice in campo nazionale ed europeo.

    Ma, si sa, la ruota gira e allora … secondo me il mantenimento di quella sponsorizzazione diventerebbe fortemente a rischio.

    In caso di perdita dell’appoggio dell’UnipolSai difficilmente la Fortitudo riuscirebbe ad agganciare uno sponsor altrettanto importante perché il baseball non ha più la risonanza di alcuni decenni fa, quando era ben seguito dai media di importanza nazionale: un tempo era facile passare da un grande sponsor ad altro altrettanto importante della portata di Algida, Coca Cola, Seven Up, Europhon, Simmenthal, Standa Noalex, La Standa, Montenegro, Glen Grant, Cercosti, Germal, Derbigum, Parmalat, Grohe, Mamoli, World Wision Montepaschi, Telemarket, Danesi, Cariparma …

    Il mio insistere perché il campionato di punta, quello mediaticamente più seguito, allarghi l’area di gioco è motivato non dalla ricerca di altre società che spodestino gli attuali tre grandi Club, ma dal desiderio di creare una situazione più favorevole all’aggancio di nuovi ed importanti sponsor e, nello stesso tempo, rendere possibile la permanenza nella prima serie anche degli stessi suddetti Club nel malaugurato caso di perdita dello sponsor, evitando che facciano la fine di altri gloriosi Club sopra menzionati.

    Per convincerla del tutto, signor Dairtan, che non nutro alcun malanimo verso la Fortitudo, la prego di leggere il mio commento all’articolo su Babbo Natale di una vostra grande tifosa verso la quale ho grande stima e simpatia, Allegra Giuffredi: nel riconoscere agli attuali tre grandi Club, tra cui quindi anche la Fortitudo, una vera leadership non solo sportiva, ma di guida del movimento (una guida che lo Statuto attribuisce al Presidente Federale il quale, però, sembra non abbia il coraggio di assumere) mi rivolgo a loro perche si impossessino del mio progeto e lo mettano in atto!

    E’ un progetto che conviene anche a loro e sarei lieto di mettermi a loro disposizione per ogni approfondimento.

  5. Daitarn 8 gennaio 2020 at 00:30 -

    Signor Ezio,apprezzo la sua grande compostezza nel rispondermi.Le assicuro che anche io sono per il ritorno di Milano,Torino,Roma,Firenze,Grosseto e Rimini in massima serie,ma non con un campionato al ribasso,ma bensi’ al rialzo,infatti i grandi campioni attraggono folle ad ogni latitudine,io sono,Signor Ezio per lo spettacolo,le grandi sfide,si tratta solamente di creare, da parte delle suddette realta’, societa’ professionali come la Fortitudo che,ricordo,prima di avvalersi in via continuativa dell’abbinamento Unipol,ha primeggiato senza sponsor con gia’ un’intelaiatura professionale,quindi non e’ cosi’ difficile da percorrere questa strada.Quando gli sponsor vedranno l’entusiasmo montare si riavvicineranno.Stia certo.

  6. Mario 8 gennaio 2020 at 01:42 -

    Sig.Cardea la sua proposta di allargamento l’ha descritta e l’ha approfondita molte volte,penso che chi la segue in questo sito l’abbia letta almeno una volta,quindi anche chi lei cita(Bologna,S.Marino e Parma),l’ha fatto.

    Il problema è che fino a quando si giocavano 3 gare a weekend (perche’ vi erano le risorse economiche per farlo,almeno per 7/8/10 squadre nella massima serie) si è andati avanti in quella linea,solamente perche’ in questo sport,molto particolare,bisogna giocare molto ed allenarsi molto meno.Sarebbe molto positivo per il nostro movimento,almeno nella massima serie, giocare 4/5 gare settimanali ma purtroppo le risorse economiche per fare cio’ non le abbiamo e forse non le hanno nemmeno le 3 squadre sopra citate.

    Siamo arrivati ad un punto che bisognava per forza fare dei passi indietro,sia a livello di numero di gare settimanali(da 3 a 2),sia nel giocare purtroppo un doppio incontro il sabato e basta.

    Giocare sempre venerdi’ e 2 gare il sabato, in notturna, se lo possono permettere poche squadre(solamente 3 in questo momento) o quelle squadre che sono molto vicine come chilometraggio,quindi se si allarga il massimo campionato si dovra’ per forza giocare doppio incontro il sabato.

    Quindi tutto gira intorno ai soldi, cioe’ alle disponibilita’ economiche delle societa’ stesse.

    La fibs in questo caso poco puo’ fare,le cose che puo’ fare è pubblicizzare di piu’ il nostro sport a livello nazionale, avere un responsabile marketing adeguato e in sostanza fare un importante investimento mediatico che possa avvicinare di piu’ sponsorizzazioni e pubblico al nostro movimento,poi pero’ anche le societa’ stesse devono essere in grado di trovarli e coinvolgerli.
    Purtroppo anche la situazione economica nazionale degli ultimi 10 anni,soprattutto nello sport e in tutti gli sport,soprattutto in quelli minori,come il nostro,soffrono questo handicap che abbiamo da diversi anni,oltre che le amministrazioni comunali poco aiutano lo sport, in primis con le situazioni di gestione stadi.

    Mettiamoci che la fibs poco ha fatto in visibilita’( anche lei purtroppo non esula dai problemi economici) e che la maggior parte delle societa’, poco fanno e poco sono organizzate al loro interno(per esempio come lo e’ invece il Bologna o il Parma) per reperire risorse importanti.

    Quindi allargare la massima serie a 12/14/16/18 squadre sarebbe ora la strada piu’ giusta e piu’ percorribile,giocando 2 gare nello stesso giorno e sicuramente giocarne una in notturna.

    Giocare nella massima serie di giorno entrambe le gare di domenica mattina e pomeriggio sarebbe un ulteriore passo indietro troppo pesante sia a livello economico e non aiuterebbe il movimento e la sua visibilita’ per ovvie ragioni.

    Quindi si dovrebbe partire in primis nell’allargamento della serie A con squadre che hanno impianto luci.
    Da li possibilmente giocare il venerdi e il sabato per chi se lo puo’ permettere economicamente o per chi è vicino come chilometraggio(giocare venerdi a casa e il sabato fuori).

    Questo allargamento sara’ possibile se la fibs e le societa’ si incontrano SERIAMENTE e insieme ragionano su un campionato economicamente sostenibile che al momento,per avere le 12 o piu’ squadre,deve giocarsi con solo 2 gare a settimana ed entrambe di sabato nella maggior parte dei casi.
    Ragionare poi nell’abbassare alcune tasse, spese di trasferte e di lunghezza di campionato(non ci possiamo permettere di giocare piu’ di 5 mesi al momento).In questi casi la fibs lo sta facendo,come lo aveva iniziato a fare la precedente gestione federale.

    Sicuramente dobbiamo giocare almeno 40 gare per chi NON arriva ai playoff,che in sostanza sono 8 gare al mese,questo è il minimo sindacabile e indispensabile per avere una crescita tecnica sufficiente,per mantenere un livello buono ed essere sostenibile,QUESTO PENSO CHE SI POSSA RAGGIUNGERE se si ragiona insieme.

    Per avere un livello tecnico di buona qualita’ pero’ servono i pitchers,senza di loro faremmo molta fatica ad averlo.
    Purtroppo in Italia non ne abbiamo a sufficienza per qualita’ e per sostenibilita’ economica per tutte le squadre(parlo per 12/14/16/18 squadre nel massimo campionato) allora dobbiamo aiutarci con stranieri o comunitari che spesso costano meno purtroppo dei nostri lanciatori italiani e spessissimo sono di livello superiore e sicuramente possono essere sempre a disposizione perche’ “professionisti”,cosa che gli Italiano spesso non possono garantire.
    Questo purtroppo dobbiamo tenerlo in considerazione,almeno per quelle societa’ che dovrebbero salire per poter arrivare cosi’ ad avere l’allargamento sufficiente della massima serie.
    Ma se ci si siede e si ragiona su come poter fare un campionato sostenibile per tutte le 12/14/16/18 squadre che siano, forse al punto ci arriviamo.

    Abbassare le tasse gara,abbassare le spese di trasferte,abbassare il costo dei materiali usati,accorciare il campionato a 5 mesi,cercare di dare un po’ piu’ di spazio ai nostri giocatori italiani(qui ci sarebbe molto da parlare e discutere su come permettere ai nostri giocatori di poter giocare nel massimo campionato con gli impegni di lavoro,di famiglia e di sostenibilita’ economica nei loro confronti e di conseguenza nell’andare in vacanze che purtroppo loro hanno soprattutto nel mese di agosto).Forse lei quest’ultima problematica non la conosce a fondo ma le garantisco che c’è ed è molto importante e pesante da gestire,soprattutto a livello economico per lo meno per le societa’ minori e con piccoli budget.

    Sig.Cardea l’allargamento per come la vedo io si puo’ fare e bisognerebbe farlo ma deve essere discusso e approfondito con molta pazienza e con molto lavoro da parte della fibs e delle stesse societa’ interessate.Questo a mio avviso al momento non è stato fatto o è stato fatto in modo molto leggero, poco professionale,con nessun obbiettivo e con poca coerenza e costanza,basti pensare che negli ultimi 3 anni sono cambiate moltissime regole sugli stranieri,poi sui comunitari ed infine sugli italiani,con pochissimi risultati sia di sostenibilita’ economica che di risultati tecnici.

    L’allargamento ci deve essere,sostenibile per tutti e che possa garantire un campionato di livello,visibile e con obbiettivi ben chiari.
    Le 12/14/16/18 squadre in una serie A ci sarebbero pure,con campi illuminati,con stadi adeguati e roster adatti, con le giuste risorse ma dobbiamo sederci seriamente per capire come arrivare alla sostenibilita’ di tutto cio’,come arrivare a raggiungere cio’ con idee obbiettivi e condivisioni,senza guardare a chi vince o chi arriva ultimo ma alla crescita generale dei giocatori,che siano Italiani del posto in primis ma anche per chi viene da fuori,perche’ anche loro aiutano ed hanno aiutato la nostra crescita.

  7. LUIS 11 gennaio 2020 at 10:55 -

    sono d’accordo con MARIO in tutta la sua esposizione, ci sono difficolta’ economiche per tutte le societa’ sia in B si IN A2 che in A1 ,
    giusto il campionato su 5 mesi con 8 incontri al mese anche nel sabato pomeriggio e sera per chi ha i campi illuminati altrimenti giocoforza domenica mattina e pomeriggio …non e’ una retromarcia ma e’ la reale situazione dei campi , e fila alla perfezione il ragionamento sui lanciatori , quelli “oriundi” costano meno di un lanciatore italiano perché ogni squadra al massimo ne ha uno partente e non ne ha per gara 2 e quindi si e’ costretti a ingaggiare uno di provenienza straniera che costa meno di dover pagare un cartellino per il prestito a fare uno svincolo da altra societa’ in Italia.
    Per quanto riguarda il problema mediatico siamo alle solite la fibs attuale né quella precedente hanno mai affrontato il problema con una importanza vitale, trovare un professionista di marketing per sponsorizzare il massimo campionato e investire in campagne mediatiche che costano ma che purtroppo e’ l’unico modo per pubblicizzare il baseball,siamo spariti da i giornali, dalla tv anche sky ci ha abbandonati , e dalle tv locali magari si potrebbe fare un accordo con tramissioni almeno una volta alla settimana di una sintesi di partita. C’e’ il bravissimo MATTEO GANDINI a SPORTITALIA che commenta benissimo le partite e si e’ visto sulle qualificazioni per TOKYO 2020 trasmesse in Settembre scorso , perché non fare un accordo con questa tv???

  8. Ezio Cardea
    Ezio Cardea 11 gennaio 2020 at 15:16 -

    Mi unisco a Luis nel concordare sulle osservazioni di Mario alle quali ho aggiunto le mie in un articolo appena inviato alla Redazione.

  9. Daitarn 12 gennaio 2020 at 19:38 -

    A proposito di mercato,ho letto che la F ha liberato Ferrini che torna sul Titano dopo il suo quasi 380 in MB l’anno passato,cio’ implica che si e’ messo le mani su un interno veramente di peso.