Attività giovanile, ne parliamo con Daniele Santolupo

Pubblicato il Set 29 2020 - 5:05pm by Massimo Moretti

Questo è un primo articolo, che vuole essere una sintesi su la situazione del baseball/softball giovanile in Italia, fare una fotografia attuale dei nostri sport (in epoca COVID 19 e non solo), confrontarsi tra le diverse realtà, e modi di vedere nel nostro stivale da Nord a Sud, realtà consolidate e non, esperienze differenti che servono a sviluppare idee e perchè no utili anche a proporre anche delle modifiche.

L’idea nasce dalle diverse chiacchierate che ho avuto modo di fare con diversi addetti ai lavori, che hanno sicuramente il polso del campo, nel vero senso della parola, anzi dovrebbe essere di impulso per tutti a partecipare ad un dibattito costruttivo.

Iniziamo da ….Trieste con Daniele Santolupo

 

In breve il tuo CV in ambito baseball/softball

Giocatore dall’età di 7 anni, iniziando il percorso presso la società di Aprilia (mia città natale). Dall’età di 9 anni trasferimento alla società di Anzio; svolte tutte le giovanili fino all’esoordio in prima squadra nell’anno 2003 (campionato di A1). Esperienze in A1 anche coi Warriors Paternò, Rimini e Parma. Oltre alle esperienze di Grosseto e Rovigo in serie cadetta. Dal 2010 fino al 2018 Tutor Tecnico presso l’Accademia FIBS, sempre dallo stesso anno Preparatore Fisico della nazionale U18.

Attualmente preparatore fisico delle nazionali giovanili di baseball. Dal 2016 manager e tecnico presso la società Junior Alpina di Trieste, con il coordinamento delle categorie giovanili.

 

Daniele Santolupo

La prima difficoltà che avete ad insegnare il baseball / softball?

La difficoltà principale risiede nella poca tempistica a disposizione: la maggior parte delle giovanili dispongono di 2 allenamenti settimanali (anche con qualche eccezione di 3), il che diventa complicato poter svolgere un programma di sviluppo a veduta ampia. Pertanto occorre essere bravi nello scegliere le priorità da sviluppare pianificando le varie sessioni di allenamento a disposizione.

 

Hai la possibilità di modificare la Circolare Agonistica 2020 cosa cambieresti?

Nel complesso la Circolare agonistica contiene tutte quelle linea guida che permettono di svolgere attività competitive tenendo conto le caratteristiche delle singole categorie.

Casomai occorre pensare quali sono le mission che si celano dietro nella stesura della circolare: secondo me occorre stabilire un percorso più trasversale che tenga conto che le attività (e regolamentazioni) di una categoria debbano preparare il gruppo degli atleti alla categoria successiva, tenendo conto gli aspetti ludici, auxologici, fisiologici, tecnici e per ultimo sportivi.

 

L’attività giovanile si concentra sempre di più in poche partite di campionato e tanti tornei quale secondo voi la scelta migliore

Per quello che ho osservato in questi ultimi anni, forse è doverosa fare una distinzione: sicuramente la categoria U12 disputa all’interno di un’annata un numero maggiore rispetto la categoria U15. Solamente che le due categorie non possono essere confrontate per il fatto della diversa tipologia di gioco che le differenzia (naturalmente per via delle età di partecipazione).Tenendo presente che le “vere” prime partite di baseball giocato sono nella categoria U15, il fatto che quegli atleti giochino poche partite, non li aiuterà certo a recuperare il gap che spesso trovano nella categoria U18.

Ricordandoci che le partite in sè dovrebbero essere stimolanti, costruttive, anche appaganti, per poter dare ai ragazzi tutti quei valori di crescita dal punto di vista mentale, fisico, etico, di valori che accomunano il gioco del baseball.

Spesso mi viene da pensare, che il sistema totale possa intraprendere il giusto percorso legando il pensiero che “spesso si gioca per allenare, quando occorre allenarsi per giocare”.

Hai un budget di 100.000 € ed i costi sono gli stessi preferite una Accademia Nazionale oppure sviluppare 5 strutture in macroaere differenti

 

L’Accademia Nazionale si pone come obiettivo lo sviluppo di un gruppo di giocatori d’elite che possano andare a costituire lo zoccolo duro delle rappresentative nazionali o l’ossature delle squadre di vertice. Senza tralasciare che la presenza di questo vertice serve allo stesso tempo a tenere alto lo stimolo dei nostri giovani atleti, anche quelli dotati con meno talento.

Le strutture sul territorio possono avere un ruolo determinante per una prima individuazione di atleti promettenti, dando loro, però, tutte quelle nozioni di apprendimento tecnico e fisico, necessarie al singolo atleta per la propria crescita. Dall’altra parte può garantire una condivisione più diretta alla crescita dei vari movimenti regionali o intra regionali, dando. Dall’altra parte può garantire una condivisione più diretta alla crescita dei vari movimenti regionali o intra regionali, dando modo di qualificare sempre più l’attività sportiva e non. Per ultimo, ma non di poca rilevanza, la formazione di nuovi tecnici presenti sul territorio che possono contribuire allo sviluppo e crescita del movimento.

Naturalmente tutto questo intero sistema ha una propria validità se al centro dell’intero progetto e percorso, si mette l’atleta. E solamente in quel caso è pensabile creare il modello delle strutture regionali fino al vertice rappresentato dall’accademia nazionale.

 

Si parla molto di far avvicinare i giovani/e ai nostri sport, avete la possibilità di una piazza centrale in città come farli ad incuriosirli con il tunnel gonfiabile per le battute, una dimostrazione di baseball 5 o wiffleball  ?

Come la quasi totalità delle società sportive italiane, anche a Trieste l’attività di diffusione, di proposta sportiva alternativa, non è da meno. La scuola offre il serbatoio maggiore dove poter attingere in termini di ragazzi da coinvolgere, le rispettive famiglie e per finire con la collaborazione  più stretta con gli istituti scolastici.

Le attività svolte presso anche i centri estivi, le colonie estive, possono essere un canale utile sempre per veicolare il più possibile le nostre due discipline: tra l’altro l’approccio creato in questi ultimi anni con la versione del MiniBaseball viene di facile applicazione e attuazione da parte dei ragazzi stessi.

Il Baseball, tra le discipline sportive, può offrire alla platea dei ragazzi/famiglie tutte le caratteristiche che lo contraddistingue dagli altri sport: la storiografia, l’impatto sociale, la particolarità del gioco in sè (quello che noi tecnici commettiamo spesso, dimenticarci che semplicemente è un gioco all’aperto), l’appartenenza ad un gruppo, società, movimento locale.

 

Siete stati eletti nel Consiglio Federale la prima proposta che avanzate ?

Il programma di sviluppo a lungo termine.

 

Progetti nelle scuole perchè farli, come attuarli e come li vorreste fare ?

La scuola deve rimanere la nostra fonte di approccio: giocare a Baseball richiede una serie di capacità e abilità per eseguire le diverse situazioni di gioco. E proprio nella fascia giovanile tale capacità e abilità aiutano i ragazzi ad esplorare ed apprendere come il loro corpo umano funziona, si muove. Quello che può stimolare il prossimo step di crescita.

Pertanto, credo, che potremmo attuare dei programmi che non si fermino solo alla proposta dell’ora motoria, ma creare un movimento Baseballistico giovanile scolastico

 

Questa è una domanda dalle variabili impazzite, le varie selezioni (Torne delle Regioni) o nazionali lasciano sempre il malcontento, come renderle maggiormente prive di criticità e polemiche varie

 

Delusioni dovute da mancate convocazioni ci sono sempre state, fa parte del gioco. E per il tecnico risulta la parte più “antipatica” quello di stilare la lista finale del roster.

Credo che per qualificare il criterio di scelta occorre dare la possibilità di far “competere” il più possibile gli atleti tra loro: creare quella sana concorrenza che negli ultimi tempi si è persa. E tra l’altro, proprio dalla concorrenza fra atleti, gli stessi tecnici possono osservare altre qualità che nelle statistiche/medie non sono trascritte: la voglia di allenarsi, di sacrificarsi, la tenuta atletica/fisica, la tenuta mentale, l’atteggiamento e attitudine in campo.

 

Corsi per i tecnici, CNT cosa vi piace cosa non vi piace

I corsi organizzati vanno nella direzione di formazione e aiuto alla formazione del tecnico: negli ultimi anni le tematiche affrontate hanno coinvolto anche sfere di cui non si aveva una conoscenza o giusta attenzione. Senza dimenticare, comunque, la trasmissione della passione del gioco del Baseball deve rimanere il principale punto di partenza.

 

I have a dream…..

 

Un sogno? Permettere ai ragazzi che si affacciano al nostro mondo del Baseball di poter viverlo il più lungo possibile. Dare loro modo di tenere lunga possibile la carriere da giocatore per poi continuare la trasmissione di tale passione alle generazioni future.

 

Qui alcuni link utili su un mio precedente articolo che tratta l’attività giovanile

http://www.baseballmania.eu/notizie/campionati/baseball-giovanile-spunti-di-dibattito/

 

Inoltre la Circolare Agonistica FIBS

 

https://www.fibs.it/it/news/attivit%C3%A0-giovanili/46224-pubblicata-la-circolare-attivit%C3%A0-agonistica-campionati-giovanili-2020.html

 

Progetto PRIME BASI Open Days   https://www.fibs.it/it/pages/46742-prime-basi.html

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Massimo Moretti

Nato nel 1973....aspettando 17 anni lo scudetto. Semplice appassionato di baseball come tutti quelli che vivono nella città del Tridente. Ottima prima base nei tempi (mio giudizio) protagonista assoluto in una partita con la maglia dei Ragazzi del Nettuno B.C. contro gli americani della base Nato di Napoli (ho le prove ed i testimoni). Vanto una presenza al piatto con la maglia del Baseball Club Rovigo in serie C nono inning uomo in base sotto 3 a 1 in quel di Poviglio strike out senza gloria. Ho provato la scalata nelle Minors come da foto profilo ma senza successo. Più che un esperto sono un fanatico.