Mondiali Softball, l’Italia pronta all’esordio!

Pubblicato il Ago 2 2018 - 11:27am by Redazione Baseballmania
L’opening game della sedicesima edizione del Campionato Mondiale di Softball sarà un evento di interesse assoluto. Non solo perché sarà la prima partita di una manifestazione che si pone come la prova ufficiale del ritorno del Softball all’interno del programma olimpico (tra 2 anni a Tokyo i Giochi Olimpici riproporranno un torneo a 6 squadre, a 12 anni di distanza dall’ultima presenza: Pechino 2008), ma soprattutto perché il Giappone vive di questo sport e a sostenere la squadra giapponese ci sarà una Nazione intera. La dimostrazione è data del numero di giornalisti che hanno affollato la sala dei banchetti del Green Tower Hotel di Chiba, quartier generale della WBSC (World Baseball Softball Confederation), che ha ospitato la conferenza stampa di presentazione del torneo.
Alla conferenza stampa hanno partecipato i 16 manager e una atleta per ognuna delle 16 delegazioni che partecipano al Mondiale, per l’Italia c’era dunque ovviamente Enrico Obletter, accompagnato da Erika Piancastelli. La conferenza è stata aperta dal segretario generale della WBSC Beng Choo Low e dal presidente del Comitato Organizzatore Locale Ryichi Katsumata. A turno hanno preso la parola tutti i manager e le atlete e proprio da Obletter è stata pronunciata una delle frasi più interessanti: “Il Giappone è il miglior posto nel mondo dove giocare un Mondiale di Softball”. Parole che risuonano come la celebrazione di un grande lavoro di organizzazione e preparazione, ma che non significano che all’esordio, sul campo del Naspa Stadium, alle ore 20.00 (le 13 in Italia) di giovedì 2 agosto l’Italia scenderà in campo come vittima sacrificale contro le padrone di casa. Anche il Giappone dovrà sudare (e non solo per i quasi 40° all’ombra con il 90% di umidità) se vorrà vincere.

LA DELEGAZIONE AZZURRA RICEVUTA DALL’AMBASCIATORE ITALIANO IN GIAPPONE

Il Presidente Andrea Marcon, accompagnato da Greta CecchettiErika Piancastelli e il coach Federico Pizzolini è stato ricevuto dall’Ambasciatore italiano a Tokyo, Giorgio Starace per un breve incontro di saluto e augurio, in vista dell’esordio nel campionato mondiale. Una chiacchierata amabile alla quale ha partecipato anche il primo consigliere dell’Ambasciatore, Enrico Vattani e nel corso della quale sono emersi numerosi spunti curiosi: per esempio che da giovane l’ambasciatore, quando viveva in Bulgaria, era solito giocare con i coetanei di origine statunitense a baseball. Da quel momento è nata una conversazione tutta incentrata sul mondo dello sport in generale e, ovviamente, sul baseball e softball, in particolare.
Sua Eccellenza l’ambasciatore ha rivolto al Presidente Marcon e alle ragazze numerose domande sulla attività della Federazione e sul gioco in senso stretto. Da Erika e Greta ha voluto sapere tutto sui metodi e tempi di allenamento, sul gioco e le competizioni, sulle aspettative che l’Italia ha in questo mondiale giapponese: “so che questa sera esordirete contro Il Giappone, un bel banco di prova immagino, visto che qui il softball è sport nazionale, ma so anche che l’Italia saprà farsi valere”.

Il Presidente Marcon al termine della visita ha dichiarato di essere molto felice di aver avuto questa opportunità, “è stata una bella esperienza”, ha detto Marcon “per la quale ringraziamo sentitamente l’Ambasciatore. L’interesse che Sua Eccellenza ha dimostrato nei confronti dei nostri impegni e del nostro lavoro ci inorgoglisce, ora speriamo che uno dei prossimi giorni l’Ambasciatore possa venire sul campo a vedere una delle nostre partite”.

L’occasione, che lo stesso Marcon ha definito “simpatica e molto cordiale”, è stata utile per regalare all’Ambasciatore Starace un gagliardetto della Federazione, due palline firmate da tutta la squadra e, contemporaneamente imparare un po’ di storia del Giappone: l’Ambasciata italiana a Tokyo, infatti, sorge su un luogo simbolo del della vita nipponica. Situata a Mita nella municipalità di Minato, la residenza dell’Ambasciatore è eretta sul luogo in cui nel 1703 (il 4 febbraio) 10 dei 47 samurai al servizio di Asano Naganori signore di Ako, poi diventati ronin per la perdita del loro signore, si tolsero la vita, per poi essere sepolti nel vicino tempio di Sengakuji.